Berlusconi ha paura

“Il governo Monti ha fallito, mi aspetto che il presidente mi richiami”.

Questa è la frase che l’ex presidente del consiglio va ripetendo nei vari salotti e cenacoli.

A parte che la prospettiva mi angoscia, a parte che confido, in questo caso, nel presidente della repubblica, questa frase è significativa.

Il vecchio Berlusconi ha paura.

Ha paure politiche, il divorzio dalla lega potrebbe significare la perdita della regione Lombardia, il calo costante ed inesorabile del partito nei sondaggi (che sono stati, sono e sempre saranno il suo credo); ha paura che Monti ce la possa fare a tirare fuori il paese dal pantano e divenire il vero riformatore e salvatore della patria, ruolo che ha sempre considerato suo per divina consacrazione.

Ha, soprattutto, paure personali.

Non è più sulle prime pagine di tutti i giornali, non se lo fuma più nessuno e viene considerato persino Alfano più di lui; non riceve e non fa più telefonate con gli altri capi di stato che servivono a nutrire il narcisismo del suo ego ipertrofico.

Non ha più, nemmeno, tante seratine eleganti e, se le ha, hanno perso il fascino più profondo: l’ossequio alla potenza; perchè potrai pure averci i soldi, ma quelli li hanno in tanti, ma il destino della nazione (che ci piaccia o meno, e per meriti che non erano neppure i suoi) erano solo in una mano, la sua.

Non ha più l’ossequio pubblico costante, quelli che ancora recitano gli osanna lo fanno trascuratamente, sempre meno convinti, per stanca abitudine sperando che il contratto scada in fretta.

E quindi è pericoloso, come tutti quelli che hanno paura lo sono.

Per riacquistare tutto quello che aveva e ha perduto è disposto a rovesciare il tavolo, a mandare in malora noi ed il paese.

E’ della paura di Berlusconi che bisogna avere paura.

I luoghi dove la memoria nazista non muore

Alle cinque di ogni pomeriggio feriale, puntuale appare nel giardinetto del condominio, fra i bambini che giocano, Rochus Misch: un attempato signore, ancora in piena forma, che fa fare un giro turistico a gruppi di giovani e meno giovani, per lo più nord americani.

Il tema è ricordare il bunker di Hitler, Misch era il telegrafista di Hitler e anche l’ultimo che lo vide in vita, ci vuole molta immaginazione per visualizzare questi luoghi cult, in quanto non resta più nulla perchè tutto è stato distrutto, cancellato.

Rimane comunque solo un icona, a poche decine di metri, nel giardinetto condominiale, ex bunker, si tratta di un quadro conservato al Museo d’Arte Moderna di Berlino: l’Isola dei Morti di Arnold Bucklin, la quarta versione, quella che apparteneva ad Hitler e che in una foto campeggia alle spalle del Furer mentre osserva Molotov e Von Ribentropp siglare il patto russo-tedesco.

Il quadro fu trafugato dal bunker da un generale russo, che lo rivendette al console tedesco a Mosca nei primi anni 90 e che fece così ritorno a Berlino.

“Siamo passati con la leggerezza di un pettegolezzo” questa è l’iscrizione che si trova sul tumulo funerario di Dietrich Eckart, il mentore del giovane Hitler che fu un poeta di talento e che tradusse il Peer Gynt poema danese lungo quanto la Divina Commedia, in tedesco.

Razzista della prima ora scrisse con il giovane Hitler un dialogo su Mosè e Marx.

Quando Hitler incominciò la sua carriera politica disse ai sostenitori ammirati: “Lui ballerà ma la musica l’ho scritta io…” Hitler lo considerava come un padre lo seppellì nella sua casa di montagna nel giardino vicino all’entrata.

Quando gli alleati distrussero tutto, la tomba venne trasferita nel piccolo cimitero della cittadina di Berchtesgaden.

I nostalgici e i giovani neonazisti che vanno lì in pellegrinaggio alloggiano rigorosamente alla pensione delle “Ciliegie” che a partire dal 1920 è sempre stata alloggio obbligato dei nazisti della prima ora e continua ad esserlo oggi.

Altro scenario: Ulrichsberg in Austria.

Ai tempi di Heider si radunavano gli ex combattenti delle SS la prima domenica di ottobre inquadrati dalla figlia nostalgica di Eric Himmler in occasione del compleanno del padre.

Per una settimana si rincontravano i vecchi camerati con ospiti eterogeni, ricordo l’allora sindaco di Monfalcone… In cima alla montagna si trova ancora una piccola chiesa con statue di Arno Nreker che ricordano i caduti delle SS.

Il collegamento fra gli alberghi sul lago e la montagna veniva assicurato dalle jeep dell’esercito austriaco.

Oltreoceano, in Argentina ci sono altri luoghi cult, a Bariloche, asilo accogliente del dopo guerra dei nazisti, cioè la chiesa intestata a Monsignor Stepinac, voluta negli anni 50 da Ante Pavelic e i suoi amici che lì si erano rifugiati.

A villa Angostura, a poche decine di chilometri c’è il santuario più inquietante per i vecchi nazisti: è una casa costruita a fine anni 40 da un magnate dell’industria argentian di origine tedesca, è l’esatta riproduzione della casa di montagna di Hitler in Baviera e lì, si dice, abbiano vissuto i coniugi Hitler dopo la presunta fuga da Berlino.

Si narra che ancora adesso pur essendo disabitata risuoni l’ululato di un pastore tedesco dal nome Blondie, ma che nessuno ha mai visto.

Ma il santa sanctorum per i neonazisti si trova nella foresta di Teotoburgo nel nord ovest della Germania, non lontano dalla città di Paderborn.

In mezzo alla foresta sembra che ai tempi dei Nibelunghi ci sia stata una caduta di meteoriti di dimensione i gigantesche, questo ammasso di rocce totalmente estranee alla geologia del posto si chiamano exertstein.

Durante il nazionalsocialismo Himmler decise che quello era il luogo dove le SS dovevano celebrare i riti pagani dei solstizi e degli equinozi.

Così avvenne e avviene anche oggi anche intorno ai falò rituali, oltre alle divise dei nostalgici, ci sono abbigliamenti più alla moda ma anche hippy e cultori del new age.

In cima alle rocce che sono scavate a gradini c’è una stanza, ricavata dalla roccia completamente spoglia con solo un altare scolpito anch’esso nella roccia, questo altare viene illuminato da una finestra che lascia filtrare la luce diretta del sole che illumina così l’altare, solo in occasione dei solstizi e degli equinozi.

Esiste una foto molto rara di Martin Bormann che fotografa il fenomeno con la sua Leica.

L’ultimo segretario di Hitler era così affezionato a questo posto che si dice che le sue ceneri, per sua volontà, siano state disperse in una tomba rituale, scavata nella preistoria, nelle fondamenta di queste rocce e tuttora intatta, dove usano sdraiarsi e meditare i più fanatici.

A 15 chilometri, altri due luoghi sacri: la statua gigantesca di Armino l’eroe dei germani che sconfissero le legione romane e poi l’inquietante castello di Wewelsburg.

A forma di freccia fu scelto da Himmler come punto di riunione di circoli più esclusivi ed esoterici del suo ordine nero.

C’è ancora un enorme sala con pavimento in marmo con un sole nero dalle molteplici svastiche.

Ogni svastica ha un buco che collega direttamente ad una sala sotteranea con accesso segreto dove, davanti a 12 piedistalli, venivano bruciati ritualmente degli stendardi.

Dodici sono anche le stanze riservate e personalizzate per ogni membro del circolo più segreto degli intimi di Himmler.

Il castello oggi è quasi tutto restaurato ed accessibile. C’è anche un piccolo museo che ricorda le atrocità commesse dai nazisti.

Sui fianchi del fiume Reno, il fiume sacro della Germania il cosiddetto Wahlalla. Un tempio di marmo bianco che era più di moda ai tempi dei nazisti che oggi…

L’isola di Heligoland è poco distante da Amburgo è stata al centro delle saghe dei riti nordici più antichi.

Wagner la considerava l’ultima Thule, altri fanno risalire a questo sasso nel mare il posto dove ancor oggi va ricercato il graal.

E’ sempre stato un luogo mitico per i germani.

Gli inglesi, a guerra finita hanno cercato di farlo scomparire con tonnellate di dinamite, ma l’isola è rimasta intatta.

L’esempio e l’allegria

Detesto le foto sdolcinate, retoriche o patetiche, di quelle che fanno presa facile sull’ipocrita senso di buonismo e di colpa ed è proprio per questo che pubblico la foto.

Perchè è allegra.

Mi ha fatto venire in mente un aneddoto raccontato da Alex Zanardi.

Stava giocando a nascondino con il nipotino e si era nascosto all’interno del baule; il bambino non è riuscito a trovarlo e, scornato dalla sconfitta, ha replicato al famoso zio: “non vale, tu sei avvantaggiato perchè puoi toglierti le gambe”.

Fantastico e geniale!

 

Se c’è Bersani al bar

Ore 8.50 di martedì mattina.

Bar dell’ospedale.

Muro di gente davanti al bancone.

Cappuccino tiepido, cappuccino senza schiuma, latte bianco bollente, caffe mocaccino, orzo in tazza grande, caffè macchiato in tazza piccola, caffè schiumato in vetro, the al limone in plastica, succo d’arancia, caffè normale con acqua minerale gassata, latte macchiato con caffè a parte!

Barista in panico che urla: oh ragazzi, non siam mica qui a distribuire i Ringo come fossero ostie.

Ammutolita tutta la platea, silenzio ecclesiastico e grandiosa risata collettiva.

La giornata, così, comincia meglio.

Perchè si scrive un blog

Qualche giorno fa mi hanno posto una domanda.

Perchè si scrive un blog?

Sul momento ho dato una risposta abbastanza semplice e non meditata; poi stasera torndando a casa dal lavoro ci ho ripensato.

Un po’ più seriamente.

Perchè la domanda è interessante.

Senza parlare dei blog ad utilità sociale o informativa, che hanno finalità e scopi differenti da un blog strettamente privato.

Innanzittutto ritengo che chi apre e scrive un blog sia narcisista, presuntuoso e con un pizzico di esibizionismo.

Narcisista poichè parla di sè, parla di ciò che decide di sè.

Presuntuoso poichè presume che ciò che descrive, pennella ed articola possa essere di interesse, se non universale, quantomeno plurale.

Esibizionista in quanto esibisce e palesa i propri pensieri, le proprie percezioni, le proprie emozioni non ad amici ma a sconosciuti.

Lancia bottiglie di nulla in un etere assoluto e virtuale, una monade leibniziana che spera di sovvertire ed annullare l’assioma per cui si crea.

La psicologia del blogger somiglia, in parte, a quella dello scrittore che se parla di altri, parla dell’Io personale, se descrive situazioni sono quelle che desidera o aborre e disdegna, se tratteggia personaggi sono i tanti se stesso che racchiude o che incontrando rielabora secondo il proprio sentire.

E lascia che altri leggano, in ciò che scrive, quello che essi stessi vogliono vedere e trovare.

Gli ordini sono sostanzialmente due: il primo che, attraverso una maschera virtuale, racconta il vero Io, il vero Sè senza infingimenti, barriere, scudi sociali e preservativi mentali; il secondo che, sempre attraverso la maschera virutuale, racconta il Sè che vorrebbe, l’Io a cui aspira, la vita che non vive.

Il blog è essenzialmente un carnevale in cui, attraverso la maschera, racconta ciò che veramente è o ciò che veramente vorrebbe essere.

Alla fine è un esercizio di verità.

Mentre eravamo distratti….

Mentre tutta l’attenzione è rivolta alle agitazioni dei taxisti e del movimento dei forconi, la nostra regione, in un assordante silenzio, ha fatto una manovrina che coinvolgerà e peggiorerà la vita di moltissime persone.

Vi informo che la regione Emilia Romagna ha varato una normativa con la quale, dal 1 febbraio 2012, si aumentano le tariffe del nomenclatore sanitario regionale; ossia le tariffe base per le prestazioni ambulatoriali, specialistiche e diagnostiche.

L’ipocrisia di tale dizione è somma poichè se avesse detto aumentiamo i ticket la gente avrebbe capito che la misura li colpiva nelle tasche, così niente; perchè diciamoci la verità, a parte gli addetti ai lavori, chi cazzo sa cosa è un nomenclatore sanitario regionale?

Eppure la misura non ha una portata di poco conto; a parte l’aumento generalizzato delle tariffe c’è un dettaglio infinitesimale da tenere in considerazione.

Come ho scritto in un post dell’estate scorsa sono stati introdotti dei costi aggiuntivi sulle impegnative, in base alle fasce di reddito, però alle prestazioni con costo inferiore ai 10 euro non veniva aggiunta nessuna quota di partecipazione; con l’aumento delle tariffe del nomenclatore (e relativo ticket) le prestazioni inferiori ai 10 euro spariranno quasi tutte per cui a TUTTE quelle prestazioni verrà aggiunta la quota impegnativa.

Se ne deduce che l’aumento non sarà soltanto, ad es., di 3 euro per una prestazione che passa da 7 a 10, ma di 3 euro + 5 euro per la fascia di reddito più bassa, di 3 euro + 10 euro per la fascia di reddito intermedia, di 3 euro +15 per la fascia di reddito più elevata.

Avremo, quindi, un incremento che va dagli 8 ai 18 euro; che per una prestazione con base d’asta di 7 euro è un incremento di tutto rispetto.

Un secondo dettaglio, altrettanto non trascurabile è che le nuove tariffe verranno applicate con retroattività (cosa che la regione ER non aveva mai fatto, salvaguardando il principio del dato certo al momento della prenotazione), ossia anche per tutte quelle prestazioni prenotate antecedentemente al 1 febbraio ed erogate dopo tale data.

Ergo, se un anno fa avevate prenotato una mammografia di controllo, se dieci giorni fa avevate prenotato degli esami del sangue e sulla vostra distinta di pagamento trovate una cifra di pagamento non consideratela come sicuramente giusta, la sorpresa sarà proprio dietro l’angolo il giorno in cui vi recherete in ospedale, nei poliambulatori per farvi strizzare le tette o bucarvi le vene.

Ça va sans dire, che mentre eravamo distratti da altre emergenze ce lo hanno messo in quel posto.

Io sì che c’ho culo!

Se ascolto le interviste, le trasmissioni di informazione scopro una cosa che mai, mai avrei sospettato.

L’evasione fiscale non è mica un reato, è una vitale esigenza, una necessità per sopravvivere.

Se ascolti i lavoratori autonomi, dalle Alpi alle Madonie, ascolti la stessa giustificazione: non pago le tasse perchè altrimenti non campo, non mangio, non sopravvivo.

Cazzo che culo che ho!

Pensa la fortuna di non avere questo problema, di non avere l’incubo di pagare le tasse, di non provare il tremolio di vena della cartella esattoriale.

Pensa che fortuna sapere di non vivere questo dramma, a me le tasse me le detraggono, direttamente, alla fonte.

Pensa la fortuna di non avere il pensiero di andare a contrattare una riduzione sulle multe, di non avere l’ubbia di come si fa un condono.

Il mio 60% di “non tasse” non lo vedo neppure; occhio non vede, cuore non duole.

Che poi debba pagare l’CI, IMU, il 21% di IVA senza scarico alcuno, che debba fare il 740/730/unico ogni anno con cui verso allo stato, è un mero dettaglio.

Io c’ho culo.

Vi do un consiglio, semplice, trovate un altra scusa: questa, proprio, non si può sentire!

Ma vaffan……

La lettera che tutti vorremmo scrivere

 

Egregio Signore,

Le scrivo per ringraziarla di aver rifiutato il controllo per il pagamento del mio idraulico il mese scorso.

Secondo i miei calcoli, devono essere trascorsi tre nanosecondi tra la presentazione, il controllo e l’arrivo nel mio conto dei fondi necessari per onorarlo.

Mi riferisco, naturalmente, al deposito automatico mensile della mia pensione, un accordo che, devo ammettere, ha più di otto anni.

Devo anche complimentarmi con voi per la rapidità con cui avete addebitato sul mio conto un supplemento di 30 euro per i disagi causati alla vostra banca a causa del controllo.

La mia gratitudine è tanto più intensa perchè questo incidente mi ha spinto a rivedere la gestione delle mie finanze.

Ho notato che mentre io per rispondere alle vostre telefonate e lettere, mi trovo di fronte dall’ente impersonale, esigente, programmato, che la sua banca a voi non succedete altrettanto.

Da oggi, decido che anche voi non avrete più a che fare con una persona in carne e ossa.

Il mutuo sulla casa e la relativa restituzione del prestito non sarà più automatico, ma arriverà presso la vostra banca con assegno, indirizzato personalmente e in modo confidenziale a un (a) dipendente della vostra banca che sarà necessario nominare.

Sappiate che qualsiasi altra persona, al di fuori di quella designata, aprirà la mia lettera commetterà un reato ai sensi della legge postale.

Vi invierò un modulo di domanda pregando il dipendente designato di completarlo.

E’ composto di otto pagine, mi dispiace, ma io non conosco il dipendente come la banca conosce me, quindi non c’è alternativa.

Si prega di notare che tutte le pagine della documentazione medica richiesta devono essere controfirmate da un notaio, ed i dettagli, obbligatori, della sua situazione finanziaria (reddito, debiti, attività e passività) devono essere accompagnati da prove documentate.

Poi, a mio comodo, stabilirò per il dipendente un codice PIN che lui dovrà rivelare a ogni contatto.

E ‘un peccato che questo codice non possa essere inferiore a 28 cifre, ma, ancora una volta, ho preso esempio dal numero di tasti che devo premere per avere accesso ai servizi telefonici dalla vostra banca.

Come si suol dire, l’imitazione è la più sincera forma di adulazione.

Lasciatemi sviluppare questa procedura.

Al momento della chiamata, dovranno essere premuti i tasti come segue:

premere asterisco (*) per selezionare la lingua;

il 2 per domande in merito a more
il 3 per trasferire la chiamata al salone
il 4 per trasferire la chiamata alla camera da letto nel caso in cui stia dormendo
il 5 per trasferire la chiamata al bagno nel caso in cui …
il 6 per trasferire la chiamata al mio cellulare se non sono a casa
il 7, per lasciare un messaggio sul mio PC, attenzione, in questo caso, viene richiesta una password. Questa password sarà comunicata in un secondo momento alla persona di contatto autorizzata in precedenza.
l’8 per tornare al menu principale e per ascoltare le opzioni da 1 a 7.
il 9, per qualsiasi domanda o reclamo.  Il chiamante verrà messo in attesa, all’attenzione del mio servizio di risposta automatico.
Il 10, ancora una volta per selezionare la lingua. Questo può aumentare le probabilità di attesa, ma la musica edificante vi allieterà.

Purtroppo, ma sempre seguendo il vostro esempio, dovrò riscuotere una tassa per coprire le spese di installazione di attrezzature utili a questo nuovo accordo.
Vi auguro un felice, se mai in modo un po ‘meno prospero, anno nuovo

Cordiali saluti,

La sua umile cliente.

La lettera, che noi tutti vorremmo scrivere alle nostre banche, è stata ripresa da questo blog http://pleurer2rire.wordpress.com/2012/01/17/la-lettre-dune-dame-de-86-ans-a-sa-banque/, ma posso garantire, per esperienze familiari, che racconta il vero.

Devo, però, far notare un piccolo dettaglio: l’idraulico si fa pagare con un addebito bancario.