La pandemia che non c’è

•Novembre 12, 2009 • Lascia un Commento

Mi trovo, come alcuni di voi sapranno, a Parigi.

Leggo qualche giornale, cammino per le strade e mi sono accorta di una cosa.

Qui in Francia la pandemia di influenza A H1N1 non esiste, non ci sono accorati appelli alla vaccinazione, non ci sono politici che ogni due per tre vanno in televisione a dire cosa fare e a sostenere la causa delle case farmaceutiche.

I giornali non riportano nessun titolo a caratteri cubitali sul numero dei morti con relativo nome, cognome e biografia; anche al Charles De Gaulle non mi hanno chiesto niente, non mi hanno fatto il terzo grado per sapere se tossivo, starnutivo o niente niente mi sentivo poco bene.

Vuoi vedere che qui, pur avendo il loro bravo tasso di malati non ne fanno un’emergenza nazionale e trattano il tutto come un normale evento sanitario?

Boh, valli a capire ’sti francesi.

SilvanaScricci e la Ragazza con la Valigia vanno via

•Novembre 10, 2009 • 12 Commenti

Siccome da oggi sul lavoro mi sento così:

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stasera preparo la valigia e domani volo qui:

point neufe, se mi va, non torno più!

Il faut oublier

Tout peut s’oublier

Qui s’enfuit déjà

Oublier le temps

Des malentendus

Et le temps perdu

Il mio muro

•Novembre 9, 2009 • 4 Commenti

Quando Berlino è poesia.

Come alcuni di voi sanno Berlino è una città che ho visto un paio di volte, la prima volta pochissimo tempo dopo la caduta del muro e la seconda l’inverno scorso.

Come ho già scritto in un precedente post Pupazzo di ghiaggio ho trovato due città radicalmente diverse.

Oggi, quasi sul ventennale di quell’evento che ha mutato la geopolitca della vecchia e cara Europa, voglio postare qualche pezzo del mio, personale, muro.

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L’affare dell’influenza A: pandemia del guadagno

•Novembre 9, 2009 • 3 Commenti

Quali interessi economici si muovono dietro l’influenza suina (influenza A)?

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di persone vittime della malaria che si potrebbe prevenire o aiutare a prevenire con una semplice zanzariera. E i notiziari non dicono nulla di questo.

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di bambini e bambine di diarrea, che si potrebbe curare con un siero orale da 25 centesimi. E i notiziari non dicono nulla di questo.

Morbillo, polmonite, malattie curabili con vaccini a basso costo, provocano la morte di dieci  milioni di persone nel mondo ogni anno. E i notiziari non ne danno notizia…

Però anni fa, quando è apparsa la famosa influenza aviaria i notiziari mondiali sono stati inondati di notizie, fiumi di inchiostro, segnali di allarme.

Un’epidemia, la più pericolosa di tutte! Una pandemia! Si parlava solo della terrificante malattia dei polli; comunque l’influenza aviaria ha provocato la morte di 250 persone in tutto il mondo. 250 morti in 10 anni, che fa una media di 25 vittime all’anno.

Mezzo milione contro 25.

Ma allora perchè ha suscitato tanto scalpore l’influenza dei polli?

Perchè dietro ai polli c’è un “gallo”, un gallo con un grande sperone.

La ditta farmaceutica internazionale Roche col suo famoso Tamiflu ha venduto milioni di dosi ai paesi asiatici; benchè il Tamiflu fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi per la prevenzione della sua popolazione.

Con l’influenza dei polli, Roche e Relenza, le due grandi case farmaceutiche che vendono gli antivirlai, ottennero migliaia di milioni di dollari di guadagno.

Prima con i polli e adesso con i maiali.

Si!!! ora è cominciata la psicosi de L’INFLUENZA SUINA e tutte le notizie del mondo parlano solo di questo.

Però non si dice quasi più niente della crisi economica (oppure si dice che tutto sta cominciando ad andare verso il meglio), nè dei disoccupati nel mondo, nè dei conflitti armati. Solo l’influenza suina, l’influenza dei maiali.

E mi domando: se dietro i polli c’era un “gallo”… dietro i maiali non ci sarà un “grande maiale”?

Leggiamo quello che dice un esecutivo dei laboratori Roche.

Roche – R-: A noi preoccupa molto questa epidemia, tanto dolore, perciò mettiamo in vendita il miracoloso Tamiflu.

Giornalista – G-: E a quanto venderete il miracoloso Tamiflu?

R: Bene, vediamo 50 dollari a scatola.

G: 50 dollari una scatola di pasticche?

R: Capisce, signora, che i miracoli si pagano cari.

G: Quello che capisco è che queste imprese avranno un buon incasso dal dolore altrui.

Benchè Roche riconosce di non avere la capacità di soddisfare la domanda mondiale di questa medicina, rifiuta di permettere che le ditte specializzate nel generico producano il farmaco. I guadagni per Roche promettono di essere astronomici.

Questa ditta ha una storia nera in materia di responsabilità sociale. Fin dagli anni sessanta  è stata coinvolta in scandali si super fatturazione, manipolazione dei prezzi e concorrenza sleale.

Sette anni fa gli Stati Uniti e l’Unione Europea le imposero una multa di 500 milioni di dollari; più recentemente Roche ha bloccato gli sforzi del Sudafrica per produrre una versione a basso costo dei suoi farmaci anti-HIV, minacciando di far causa a quel governo se avesso invaso la sua licenza.

La ditta nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa ditta è niente di meno che un personaggio sinistro. Donald Rumsfeld, ex segretario della difesa del tanto male considerato George Bush, artefice, tra l’altro, della guerra in Irak.

Gli azionisti delle case farmaceutiche Roche e Relenza stanno fregandosi le mani, sono felici per le loro vendite nuovamente milionarie con il dubbio Tamiflu.

La vera epidemia è il lucro, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute.

Il dubbio nasce da una serie di indagine che fanno notare che il Tamiflu (che dovrebbe curare l’influenza come antivirale) comunque non ha ricevuto l’approvazione del miglior laboratorio di indagini dell’EEUU perchè ha effetti collaterali e seri disturbi, specialmente nei bambini (provoca: convulsioni, delirio o allucinazioni, problemi neuropsichiatrici e infezioni cerebrali).

In estate sono stato elencati i primi vaccini contro l’influenza A per essere testati.

Ora si sa che lo sviluppo di un vaccino adeguato richiede anni di sperimentazioni e prove cliniche, non sarà che l’influenza suina non è più di un’influenza e che non è pericolosa? non sara che? potete continuare anche voi da soli.

Esisteranno sempre minacce di pandemie di influenza, reali o create, e ci saranno sempre vaccini potenzialmente tossici che sono venduti come soluzione.

Comunque, il fatto è che la normale influenza in questo momento è molto più pericolosa dell’influenza suina e, vi siete occupati da vicino della comune influenza prima che i media cominciassero a parlare dell’influenza A?

Ma è quello che il marketing dell’inflenza suina fa: distrugge tutto.

L’influenza si cura entro due settimane, idratazione, paracetamolo e riposo (una bella zuppa calda, un the al limone aiutano).

Le persone morte per influenza A, come quelle per influenza comune, hanno altri fattori di rischio e debilitazione che aggravano il loro stato e ne causano la morte.

Non nego le cecessarie misure di precauzione che stanno prendendo gli stati; ma se l’influenza suina è una pandemia così terribile come annunciano i mezzi di comunicazione, se all’OMS preoccupa tanto questa malattia, perchè non si dichiara che è un problema di salute pubblica mondiale e si autorizza la produzione di un farmaco generico per combatterla?.

L’effetto PANICO. Le foto nelle prime pagine dei giornali, i marchi di organismi di salute e la pubblicità occulata nelle strade siginifica paura che significa strumenti del marketing per vendere vaccini ed antivirali che significa AFFARI.

Dopo aver detto tutto questo ho una riflessione alla quale mi piacerebbe si aggiungessero tante persone. Alle autorità chiedo di non contagiarmi con la vostra paranoia.

Chiedo di non contagiarmi con la pandemia del guadagno.

Comunque la pensiate diffondete!

Maiale e maiala

•Novembre 8, 2009 • 3 Commenti

Io non so se Veronica Lario (come riporta il “Il fatto quotidiano”) abbia dato o meno del maiale a suo marito in una mail poi spurgata, con il consenso della medesima, alla Ansa con cui definiva suo marito con questo epiteto.

Un epiteto poi molto usato dalla donne per definire i rispettivi od altri uomini e che noi emiliane usiamo con particolare gusto.

Certo i tempi della rivelazione del sostantivo usato dalla signora Lario casca, di questi tempi, a fagiolo.

Qui, di questi tempi, tra maiali e maiale vari e varie è tutto un porcaio.

Italiani nella polvere bianca

•Novembre 6, 2009 • 7 Commenti

cocaina

Sono veramente, come sempre, decisamente out.

Non sono di destra, non sono un uomo, non vado a trans, non sono una velina, non sono una ministra gnocca, non sono bella, non sono vaccinata, non sono nemmeno cocainomane.

Porca puzzola non sono proprio niente di come dovrebbe essere l’italiana media, di questa mediocre nazione.

Sì, c’è un’altra cocaina che somiglia tantissimo a quella di cui si parla riferita agli sniffatori Vip, ai parlamentari da sottoporre al test, agli uomini di potere e a quelli di spettacolo, a quella dei video di Marrazzo ma anche alla storiaccia di LApo Elkann, senza neanche risalire troppo indietro per li rami della beneamata disnastia a quattro ruote…

Somiglia tantissimo fino a sembrare la stessa. E invece no, è alla lettera la stessa ma anche un’altra cocaina. Nello tsunami di polvere bianca che ha scosso l’Europa inondandola stando all’ultimo dossier dell’Osservatorio continentale sulle droghe, con l’Italia in testa alla speciale classifica c’è molta di questa altra cocaina. Abbastanza lontana da quell’idea di privilegio, di vizio, di proibito che da sempre si associa a una certa sfera sociale. Sono ricchi si annoiano…

No, qui sono anche poveri, e si drogano per tirare avanti come fossereo degli atleti del successo o anche solo della sopravvivenza, si dopano per essere all’altezza enon rimanere indietro in unan competizione esistenziale che travolge di frequente tutto, sentimenti, famiglie, professioni e qualunque tipo di valore tradizionale. L’importante è farcela, e per farcela si fanno. Curioso paradosso: è una specie di gara sportiva senza niente di sportivo, mentro lo sport troppo spesso ricorre al doping e alla mancanza di regole esattamento come il resto che vorrebbe/dovrebbe sublimare. Oggi consuma cocaina a prezzi quasi stracciati un numero esorbitante di italiani, quasi fosse una specie di “aiutino” come dice la mammana televisiva.

Sniffano artisti, pseudoartisti e muratori, impiegati e operai, manager e sottomanger in una scala quasi senza censo, giovani e vecchi con tuttel le classificazione del caso, uomini e donne. E troppo spesso gli incidenti stradali smascherano la dipedenza di chiunque sia al voltante da alccol e droghe, cocaina appunto in primis.

Un’umanità affidata all’euforia del momento, i freni inibitori che non fenano, una sensazione di onnipotenza estemporanea e soprattutto l’idea di essere in grado di continuare sotto un peso sempre più opprimente. E questo consumo avviene nella conoscenza di tutti a partire dai periodici ed evidentemente “recitativi” gridi d’allarme dei vari ministri degli Interni delle due sponde, ma nella mancanza di consapevolezza di ognuno.

Travolti. Una sniffata collettiva ci seppellirà?

(Oliviero Beha – Il fatto quotidiano)

Possono morire

•Novembre 6, 2009 • Lascia un Commento

Possono anche morire, non lo toglieremo mai (il crocefisso ndr).

(Ignazio La Russa – ministro della difesa)

Così parla che è animato da vero “spirito cristiano”.

Amore, fede, tolleranza.

Dare perle ai porci – Il VespaVirus

•Novembre 5, 2009 • 6 Commenti

O come dice Lameduck bugiardini e bugiardoni.

Scusate se torno sull’argomento dell’influenza (sarà deformazione professionale) ma volevo proporvi questo divertente, ironico e dissacrante ma molto veritiero post di Lameduck in “Orizzonte degli eventi” bugiardini-e-bugiardoni.html

E per favore non guardate mai più trasmissioni come quella di Vespa di ieri  sera, che pareva un’elegia del vaccino, una fiera della BigPharma.

Spegnete la televisione, andate immediatamente a lavarvi le mani che non vorrei mai che il vespavirus vi infettasse attraverso il tubo catodico.

Perchè il medico dice no?

•Novembre 3, 2009 • 5 Commenti

La notizia del giorno, più della crisi economica, più dei pestaggi delle forze dell’ordine, più dei suicidi in carcere è il numero di morti della pandemia dell’influenza A H1N1.

Quello che smuove le italiche paure oggi è l’eterno detto che i figli sono pezze e core, i bambini fanno tenerezza quando si ammalano ed angosciano quando muoiono (i nostri, perchè quelli che muoiono per le bombe nei paesi arabi o quelli che muoiono per il turismo sessuale in asia non ci fanno la stessa impressione e non ci inducono nella stessa paura).

E allora tutti ad assalire i pronto soccorso, già spesso intasati da una medicina di base al collasso, tutti a fare ore ed ore di anticamera nelle sale d’attesa dei pediatri, che se non erano ammalati si ammalano lì, in una commistione di starnuti, colpi di tosse e moccoli cascanti dai piccoli nasi.

Eppure, eppure parlando con molti virologi e batteriologi tutti mi dicono che loro non si fanno vaccinare manco per idea.

Quindi cerchiamo di capire. Perchè coloro che sanno di vaccini et similia si rifiutano categoricamente di farsi vaccinare, perchè loro che conoscono meglio di noi profani il valore dei vaccini non ci pensano nemmeno lontanamente a passare per queste forche caudine?

Che ci sia qualcosa che loro sanno e noi non sappiamo?

Bombardati come siamo da annunci giornalieri contradditori: non esiste pericolo! donne gravide vaccinatevi subito! il tasso di mortalità è inferiore a quello di una normale influenza stagionale! 18 morti in 48 ore!.

Siamo sempre al solito casino, il tutto ed il contrario di tutto; una babele di informazioni che genera più panico della malattia stessa.

E intanto abbiamo speso milioni di euro (quanti non si sa esattamente perchè l’informazione è coperta da riserbo e segreto di stato) e le case farmaceutiche gongolano.

Ci sono donne e donne

•Novembre 2, 2009 • 8 Commenti

Il post precedente su Alda Merini, donna stupenda non se lo è fumato nessuno.

Effettivamente è molto più glamour parlare delle escort, delle puttane del regime e dei trans delle regioni, che non parlare di una donna non bella, non appariscente, senza neppure una tetta di fuori.

Fa molto più effetto parlare di una qualunque cretina del grande fratello con la sesta di reggiseno di quanto non sia parlare di una qualunque poetessa che ha dato lustro alla nostra cultura.

Fa molto più notizia parlare di una velina diventata ministro che di una signora finita in manicomio perchè contro gli schemi, contro la morale comune, contro la comodità di un cervello precostituito.

Lasciamo perdere e continuiamo a parlare di culi e tette, perchè in questo paese parlare di bellezza e cultura è tempo sprecato.

Addio Alda.