I miei libri


Percorso inverso – Silvana Indri

Leggere Lolita a Teheran – Azar Nafisi

Nell’autunno del 1995, dopo aver dato le dimissioni dal mio ultimo incarico accademico, decisi di farmi un regalo e realizzare un sogno. Chiesi alle sette migliori studentesse che avevo di venire a casa mia il giovedì mattina per parlare di letteratura.
Erano tutte ragazze, dato che, per quanto si trattasse di innocui romanzi, insegnare a una classe mista in casa propria sarebbe stato troppo rischioso. Fra gli studenti maschi, Nima fu l’unico a rivendicare con ostinazione i propri diritti, così acconsentii a passargli il materiale che assegnavo e, di tanto in tanto, a vederci da me per parlare dei libri che stava leggendo.

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Lo strano caso di Madame Bovary – Philippe Doumenc

Dopo le folli ore del giorno precedente, passato a correre nella neve e nel fango, dopo le suppliche, le minacce, i rifiuti villani contri i quali si era scontrata, aveva finalmente capito di essere sconfitta.
Allora era rientrata, si era svestita a metà, si era messa a letto. Aveva addiritura dormito un po’.
Svegliandosi aveva avuto la sorpresa di ritrovare intatte la serenità della camera, la docezza protettrice del letto, il rassicurante tic-tac della pendola.
Poi, quasi immediatamente, aveva cominciato a sentir salire in lei un sapore acre che le riempiva la bocca, gli inesorabili vapori che presto o tardi avrebbero raggiunto la testa.

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Vergogna – J.M. Coetzee

Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di aver risolto il problema del sesso piuttosto bene. Il giovedì pomeriggio va in macchina a Green Point. Alle due in punto preme il campanello all’ingresso di Windosr Mansions, dice il suo nome ed entra.
Sulla camera del n. 113 lo aspetta Soraya.

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Triste, solitario y final – Osvaldo Soriano

Fa giorno con un cielo tutto rosso, sembra di fuoco, eppure il vento è fresco e umido e l’orizzonte una foschia grigia. I due uomini sono saliti in coperta e sono due facce ben diverse quelle che guardano verso la costa, celata dalla nebbia.
Gli occhi di Stan hanno il colore della foschia; quelli di Charlie, il colore del fuoco.
La brezza salata spruzza i loro visi di gocce trasparenti. Stan passa la lingua sulle labbra e sete, forse per l’ultima volta in questo viaggio, il gusto salato del mare. Ha gli occhi celesti, piccoli e obliqui, le orecchie grandi, i capelli ispidi e arruffati. E’ immerso in un’aria afflitta e malgrado i suoi diciassette anni è abiutato a fabbricare sorrisi. Adesso, lontano dal circo, lontano da Londra, il suo piccolo corpo è teso e sente che la paura gli è piombata sopra da qualche parte.
Charlie, che difronte al pubblico è un pagliaccio triste, ora sorride, con aria di sfida, freddo. Appoggiato a poppa, ha sporto il suo corpo in avanti, quasi volesse stare più vicino a Manhattan, quasi avesse fretta di assalire il gigante.

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Nessuno al mio fianco – Nadine Gordimer

E quello chi era?
C’è sempre qualcuno che nessuno ricorda. Nelle fotografie di gruppo soltanto quelli che sono diventati celebri, nel bene o nel male, o le facce che possono essere ricordate attraverso comuni esperienze, occupano lo spazio e il tempo appiattiti sulla lucida carta.
Chi poteva essere?
Le mani penzoloni, i piedi ben allineati per la macchina fotografica, il sorrisetto di profilo rivolto al personaggio che doveva diventare il centro del momento immortalato, la sola immagine sviluppata con maggior intensità, e ai margini di questo centro focale c’è un’appendice, che potrebbe anche essere tagliata fuori perchè, nel riconoscimento e nel particolare ricordo che desta la fotografia, la figura periferica non è mai stata presente.

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Buio a mezzogiorno – Arthur Koestler

La porta della cella si chiuse con un colpo secco alle spalle di Rubasciov.
Egli restò appoggiato con le spalle alla porta per qualche secondo, e accese una sigaretta. Sul lettuccio alla sua destra c’erano due coperte pulite e il pagliericcio era stato rinnovato di fresco.
Il lavandino alla sua sinistra non aveva il tappo, ma il foro di scarico funzionava.
Il bugliolo accanto era stato appena disinfettato e non puzzava. Le pareti su ambo i latierano di solidi mattoni, il che avrebbe attutito il suono di qualsiasi colpo contro il muro.

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Un uomo tranquillo – Maurice Walsh

Nuala Kierley, a quie tempi Nuala O’Carrol, era cresciuta nell’est, sul confine di Tipperary, regione dove si allevano i cavalli.
Non appena fu in grado di camminare imparò a cavalcare, a pelo, asini, ginnetti, pony e, adolescente, qualunque cavallo che si lasciasse sellare.
All’età di diciassette anni era la migliore amazzone del Munchester e, se me lo consentite, del mondo.
Fu così che conobbe Martin Kierley.

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Pasto nudo – William Burroughs

Mi sono risvegliato dalla Malattia a quarantacinque anni, calmo e sano di mente, e in condizioni di salute ragionevolmente buone non fosse stato per il fegato debilitato e quell’aspetto di carne in prestito comune a chi è sopravvissuto alla Malattia.
Quasi nessuno ricorda il delirio nei dettagli. A quanto pare io ho preso appunti dettagliati sia sulla malattia che sul delirio.
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Manhattan Transfer – John Dos Passos

L’infermiera, tenendo il canestro a braccia tese come se fosse un bacile, aprì la porta d’una grande stanza surriscaldata, dalle pareti tinte di verdastro, dove nell’aria satura d’odori d’alcol e di iodoformio, da altri canestri lungo il muro, agitati, salivano deboli e acuti vagiti.
Deposto il suo vi gettò un’occhiata, a labbra strette. Il neonato si contorceva debolmente nell’ovatta, come un groviglio di vermi.

6 risposte a I miei libri

  1. E vorremmo anche aggiungere tutti i libri di Agatha Christie. A volte anche doppi.

  2. Ultimamente ho letto un libro che vinse lo Strega nel 77, di Saverio Strati, scrittura viva, sanguigna, anche se una scrittura che disorienta, il sud la Calabria con tutti i suoi malesseri. Che leggo? mi deve emozionare, altrimenti lo assaggio e poi lo lascio..I libri si possono mangiare o assaggiare e poi sputare..

  3. Amparo Dipinto ha detto:

    Grazie per tutte le informazioni, piacevole sito Internet!

  4. alvi ha detto:

    Cara Silvana e cari tutti
    avete letto Q e Altai? Sono fantastici
    avete letto Azzurro Tenebra (arpino)? è fantastico
    avete ascoltato Koln Concert (è qui di fianco)? è fantastico

    • silvanascricci ha detto:

      “Ancora vide Giacinto. Si teneva aggrappato all’indio Yazalde in un intrico di ossa mulinanti. Ormai gli era impossibile sgiungersi, apparivano rappresi in un unico sudore”.
      E’ un notevole incipit.
      Per quanto riguarda il Koln Concert mi piace da morire, mi scalda l’anima, mi emoziona.

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