Atè ao verão

Uno scialle, una chitarra portoghese, una voce e un’emozione.

Il Fado canta il sentimento, il nostalgico rimpianto d’amore, la mancanza, la partenza, gli incontri e gli abbandoni.

Si dice che il Fado è il Fado, che viene dall’intimo dell’animo portoghese; il fadista non è mai invitato… si invita da sé.

Dal 2011, il Fado è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio intangibile dell’umanità.

Deixei na primavera o cheiro a cravo
rosa e quimera que me encravam na memória que inventei

E andei como quem espera p’lo fracasso
contra mazela em corpo de aço
nas ruelas do desdém

E a mim que importa
se é bem ou mal
se me falha a cor da chama a vida toda
é-me igual

Vim sem volta
queira eu ou não
que me calhe a vida insana e vá sem boda
até ao verão

Deixei na primavera o som do encanto
risa, promessa e sono santo
já não sei o que é dormir bem

E andei pelas favelas do que eu faço
ora tropeço em erros crassos
ora esqueço onde errei

E a mim que importa
se é bem ou mal
se me falha a cor da chama a vida toda
é-me igual

Vim sem volta
queira eu ou não
que me calhe a vida insana e vá sem boda
até ao verão

Deixei na primavera o som do encanto…

Pubblicato in Diario personale, Femminile | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dolcenera

A tutta quella parte dell’Italia che sente l’acqua che sale e non scorre.

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
Amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
Amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
Amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

Nera che porta via che porta via la via
Nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
Nera che picchia forte che butta giù le porte

Nu l’è l’aegua ch’à fá baggiá
Imbaggiâ imbaggiâ

Non è l’acqua che fa sbadigliare
(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre

Nera di malasorte che ammazza e passa oltre
Nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c’è luna luna
Nera di falde amare che passano le bare

Âtru da stramûâ
 nu n’á â nu n’á

Ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
Ché è venuta per me
È arrivata da un’ora
E l’amore ha l’amore come solo argomento

E il tumulto del cielo ha sbagliato momento
Acqua che non si aspetta altro che benedetta
Acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
Acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

Nu l’è l’aaegua de ‘na rammâ
‘n calabà ‘n calabà

Non è l’acqua di un colpo di pioggia
(ma) un gran casino un gran casino

Ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
Quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
E il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda
E la lotta si fa scivolosa e profonda

Amiala cum’â l’aria amìa cum’â l’è cum’â l’è
Amiala cum’â l’aria amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

Guardala come arriva guarda com’è com’è
Guardala come arriva guarda che è lei che è lei

Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
Acqua per fotografie per cercare I complici da maledire
Acqua che stringe I fianchi tonnara di passanti

Âtru da camallâ
 nu n’à â nu n’à Altro da mettersi in spalla
Non ne ha non ne ha

Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
Che si prende per mano
A battaglia finita
Come fa questo amore che dall’ansia di perdersi

Ha avuto in un giorno la certezza di aversi
Acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
Bassa sfila tra la gente come un innocente che non c’entra niente
Fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

Atru de rebellâ
 nu n’à â nu n’à Altro da trascinare
Non ne ha non ne ha

E la moglie di Anselmo sente l’acqua che scende
Dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
Nel suo tram scollegato da ogni distanza
Nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

Così fu quell’amore dal mancato finale
Così splendido e vero da potervi ingannare

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
Amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
Amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
Amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

Guardala che arriva guarda com’è com’è
Guardala come arriva guarda che è lei che è lei
Guardala come arriva guarda guarda com’è

Pubblicato in Varie ed eventuali | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Cucina, canzoni

Se mi guardassi dall’esterno mi considererei una pazza scatenata.

La sera, in cucina mentre tagliuzzo sminuzzo  intruglio mescolo assaggio, con le cuffie, canto a squarciagola.

Stonata come sempre e, come sempre, appassionata.

Quando faccio così cucino da dio.

Pubblicato in Diario personale | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Radical chic

Quando sento la gente che, isterica, grida “prima gli italiani” penso a queste parole:

“Non sono stati Hitler o Himmler a deportarmi, picchiarmi, ad uccidere i miei familiari; furono il lattaio, il vicino di casa, il calzolaio, il dottore, a cui fu data una un’uniforme e credettero di essere la razza superiore”.

(Karel Stojka, sopravvissuto ad Auschwitz)

Pubblicato in Politica | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Il calendario dell’Avvento

Si sta avvicinando il Natale e tra qualche tempo sarà il momento del dolce calendario dell’Avvento.

Dal primo dicembre 24 finestrelle raffiguranti tradizionali e rassicuranti motivi natalizi che ci accompagnano fino al 25 dicembre.

Il giorno di Natale in cui festeggeremo la nascita di Gesù e, soprattutto, scarteremo i regali, magari sotto un bellissimo albero luccicante e festante.

Proprio per questo vorrei farvi conoscere il dolce e ricco calendario dell’avvento di Tiffany.

Una per tutti i giorni e, ogni finestrella, che corrisponde a un giorno diverso, nasconde una sorpresa.

Siete curiosi di sapere quali, vero? Ed eccovi accontentati.

o   Pendente Smile in oro rosa con diamanti, extra large

        o   Bracciale in oro

        o   Bracciale a maglie in oro rosa con diamanti

        o   Orecchini pendenti tripli in oro

        o   Orecchini pendenti a fiore in platino con diamanti e tanzaniti

        o   Pendente a fiore in platino con pavé di diamanti

        o   Pendente chiave Fleur de Lis in platino con diamanti su catena in platino

        o   Bracciale Two in oro rosa con pavé di diamanti

        o   Orecchini in platino con diamanti

        o   Bracciale Square in oro rosa con pavé di diamanti

        o   Orecchini pendenti Daisy in argento e oro

        o   Spilla Bird in argento e oro

        o   Bracciale Medium Heart Tag in oro

        o   Set penna e matita in ottone laccato con dettagli in argento

        o   Eau de Parfum per Lei

        o   Portachiavi in argento

        o   Scatola Tiffany in argento

        o   Cavallo a dondolo decorativo in argento

        o   Bicchiere di carta in argento (€ 790)

        o   Molletta da bucato in argento (€ 515)

        o   Candela al gelsomino con contenitore in porcellana fine

        o   Evidenziatore in argento smaltato Tiffany Blue (€ 960)

        o   Armonica in argento. Collezione Everyday Objects (€ 500)

        o   Orologio Square, 22 mm, in acciaio inossidabile con diamanti.

L’intero cofanetto è disponibile alla non esagerata cifra di 112.000 $, chi volesse regalarmelo sappia che farà cosa gradita.

Vorrei puntare la vostra attenzione soprattutto su alcuni articoli veramente e deliziosamente utili alla nostra vita quotidiana o agli incontri con gli amici:

1) molletta da bucato in argento con la quale fare un figurone pazzesco con il vicinato quando metteremo ad asciugare il nostro reggiseno (uno solo, mi raccomando)

2) evidenziatore in argento smaltato (mi auguro ricaricabile) con cui, alle riunioni, lasceremo tutti di stucco e con il quale le nostre sottolineature avranno un colore tutto speciale

3) bicchiere di carta in argento (???) e qui, lo confesso, ho avuto bisogno di delucidazioni direttamente da Tiffany dove mi hanno spiegato che è la riproduzione in argento di altissima qualità del bicchiere di carta in cui viene servito il caffè nei loro negozi.

4) Armonica in argento con cui allieteremo gli amici durante gli spensierati picnic in ameni e bucolici contesti campestri.

Pubblicato in Varie ed eventuali | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

30 anni fa

9 novembre 1989.

Sono passati trent’anni da uno dei momenti più importanti del secolo scorso.
Quella notte a Berlino quei varchi aperti in un muro che pareva incrollabile ci erano sembrati, anche e soprattutto, gli squarci in un muro che era anche nelle nostre teste e nei nostri cuori.

Pareva che, da quel preciso istante, non potessero più essercene, che nessuno avrebbe mai più osato erigerne di nuovi.

Trent’anni dopo ci siamo accorti di esserci sbagliati.

Non ci sono mai stati tanti muri (già eretti o in procinto di erigersi) come da quando quel Muro è stato abbattuto.

Lentamente, da quel 1989, ha cominciato a farsi nuovamente strada un fantasma; un fantasma che dalla Germania si sta estendendo in Europa: l’estrema destra.

La riunificazione ha portato disillusione a moltissimi di quelli che nella notte del 9 novembre di 30 anni fa avevano attraversato la porta di Brandeburgo con la testa piena di sogni, con il cuore pieno di speranza e gli occhi pieni di stupore.

La riunificazione ha portato salari sempre più bassi, divari sempre più crescenti tra i ricchi dell’Ovest (i Besserwessi che poco dopo la festa hanno cominciato a guardare i confratelli dall’alto in basso) e gli Ossi che hanno cominiciato ad accumulare un rancore sordo e diffuso che si è manifestato, inizialmente, attraverso l’Ostalgie e ora, con giovani che non hanno conosciuto e vissuto la DDR, col ritorno dell’estrema destra.

Dietro agli attentanti alle sinagoghe, alle intimidazioni agli stranieri (e non solo ai migranti), ai neri, agli omosessuali c’è un trentennio di frustrazione e di odio per la carità pelosa di quella Germania che non ha riunificato, ma ha annesso; la lenta comubustione non solo non accenna a spegnersi ma si sta propagando ad altre parti d’Europa.

Il muro di Berlino è sortp ed in una notte ed in una notte è crollato.

Gli attuali muri reali mentali e psicologici sono, invece, cresciuti lentamente senza farsi notare e non crolleranno in una notte.

Pubblicato in Varie ed eventuali | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ciao Enrico

Perché ricordare ancora Enrico Berlinguer a 35 anni dalla sua scomparsa? Il perché, credo, risieda nella sua diversità, nell’alterità del vir probus, che non abbiamo più in questa politica, ma che, a tratti, ancora rimpiangiamo.
Enrico Berlinguer, un uomo “sempre alle prese con una coscienza esigente”.

Pubblicato in Varie ed eventuali | Lascia un commento