I seduttori della storia


Parlando ieri sera con mio marito di Venezia e la venezianità ci siamo intrigati a parlare di Giacomo Casanova e Don Giovanni, gli archetipi della seduzione maschile.

Sosteneva lui, in maniera alquanto sbrigativa, e con atteggiamento ingenieristico tipico che sostanzialmente sono la stessa cosa; due personaggi che hanno preso beatamente per i fondelli le donne, dandosi pure aria da vittime poichè, senza che loro facessero gesto alcuno, le donne cadevano ai loro piedi in men che non si dica.

Insomma, per mio marito, due gran paraculi.

In merito io esprimevo idee alquanto diverse ritenendo le due figure seppure similari non certo simili e tanto meno uguali.

Nella psicopatologia e nella psichiatria le due sindromi non sono abbastanza sovrapponibili.

Don Giovanni incarna l’uomo che vede le donne come bambole da gettare via, contrae matrimoni per vendere una normalità fasulla e bistrattata per rinnovare un senso di virilità che non arriva mai; ha avventure più millantate che reali. (a me questa descrizione fa venire in mente qualcuno dei nostri giorni, a voi no?).

Il personaggio di Don Giovanni vive in modo caricaturale in tanti uomini che inseguono spesso per tutta la vita, un ideale femminile che li perseguita e che li allontana sempre di più dalle donne reali.

Casanova incarna il corteggiatore pieno di passione che si innamora e disinnamora con la stessa facilità e che contestualmente passa da una donna all’altra manipolandole con sadismo e cinismo.

Don Giovanni è un personaggio della letteratura e del teatro europei; la figura di Don Juan comparve per la prima volta come protagonista di un’opera teatrale di Tirso de Molina, L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra del 1630.

Il personaggio fu ripreso svariate volte da vari autori da Moliere a Saramago ed in musica da Mozart.

Già dal titolo dell’opera che ha in sè la parola ingannatore si può, a mio avviso, evincere la caratteristica peculiare del carattere di Don Giovanni; appunto inganna e si ritiene sciolto da ogni legame e non si lega a nessuna donna, pur dando ad intendere di farlo, perchè vuole potere non scegliere.

Ma a quel punto le donne che seduce sono tutte assolutamente interscambiabili, non ne riceve nulla e nulla dona in cambio.

Neppure un attimo, un piccolo brandello di sè; le donne diventano un mero catalogo e così concepite sono un’elencazione della noia, un elenco del nulla, una striscia di indifferenza.

Casanova oltre che ad essere seduttore, anche se le centoquarantesette avventure riportate nella sua biografia sono ben poca cosa a confronto delle migliaia supposte da Don Giovanni o delle diecimila dichiarata da Simenon, è stato anche raffinato intellettuale europeo interessandosi di poesia, teologia, matematica, letteratura, giurisprudenza ed altri  molti argomenti.

Ne viene fuori un ritratto a tutto tondo in cui le donne hanno una parte importante ma non la più importante, le donne sono considerate, almeno in parte e vincolate dalla cultura dell’epoca, come persone che hanno possibilità di interloquire con l’uomo sia sessualmente che culturalmente, una sorta di mutuo scambio di sensazioni, seduzioni ed opinioni.

E proprio per questo ritengo che pur confluendo la figura reale e la figura letteraria, nell’immaginario collettivo, i due personaggi siano piuttosto diversi: Casanova non conquista le donne per il puro piacere numerico come Don Giovanni ma, in qualche modo, se ne innamora con generosità ed altruismo anche se solo per pochi giorni e non le prende freddamente ed indistintamente come Don Giovanni.

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11 risposte a I seduttori della storia

  1. Ernest ha detto:

    mi schiero dalla tua parte.
    saluti

  2. Antonio ha detto:

    Carissima Silvana Ciao,sono pienamente convinto della tua analisi e la condivido. Hai fatto una critica ed unìesposizione profonda dei due personaggi ed io , per la verità, propendo per Casanova sentendolo a me più vicino e più congeniale. Grazie per l’arricchimento culturale e spirituale che mi dai con i tuoi articoli. Un abbraccio. Antonio.

  3. Bibi ha detto:

    Fidati di tuo marito…sebbene ingeniere.
    Don Giovanni è un’invenzione letteraria e come tale abbozzata e semplificata mentre Casanova, essendo reale, ha dovuto smussare gli angoli. Conosco altre persone con la “sindrome” di Casanova o Don Giovanni, la ricerca estenuante dell’ultima conquista che appena raggiunta diventa la penultima.
    E’ una malattia tipica dell’uomo, non ne trovo traccia nella donna (o forse non se ne parla..).
    a.y.s. Bibi

    • silvanascricci ha detto:

      Qualche uomo con la sindrome di casanova o don giovanni l’ho conosciuto anch’io.
      Per le donne il discorso è, effettivamente, leggermente diverso; forse per la cultura millenaria imposta le donne non tendono a “fare numero”.
      Ciao
      S.

  4. Io sapevo che Casanova fosse più contemplativo e innamorato dell’universo femminile e Don Giovanni più “concreto” e che considera le donne un numero.

  5. Matteo ha detto:

    Non capisco proprio cosa ci sia da stupirsi di questi atteggiamenti che sono naturali per l’uomo in quanto animale di sesso maschile. In natura mediamente ad ogni maschio corrispondono cinque femmine, per un fatto di procreazione sicura e numericamente sostenibile della spece. Non succede solo nel mondo animale, ma anche in quello vegetale. Ora, per un fatto religioso cattolico, gli esseri umani (esseri superiori, pensanti, raziocinanti, evoluti, civilizzati etc…etc…)si sono dati una regola ferrea (ma mai rispettata nemmeno da quelli che l’hanno voluta) che prevede che ci debba essere una sola femmina nella vita di un maschio. Questo ha portato per esempio in Italia, al fatto che si sia arrivati alla parità numerica fra i sessi. Cosa questa del tutto innaturale e anche pericolosa e che porta ad un inevitabile invecchiamento della popolazione e ad un calo verticale delle nascite. Non lamentiamoci poi se ci saranno gli immigrati che ci prevaricheranno numericamente fra 100 anni.

    • silvanascricci ha detto:

      Beh, sarebbero magari anche un po’ naturali nelle donne ma la cultura e la società impongono altro atteggiamento.
      In questo post voglio solo rilevare le differenze tra le due figure di seduttore senza un vero e proprio giudizio.

      • Bibi ha detto:

        a mio avviso don giovanni… non è un “seduttore”..ma piuttosto uno “sciupafemmine” mentre Casanova è un seduttore sicuramente. La differenza è sottile ma esiste…lo “sciupafemmine” è come Paganini… una botta e via mentre Casanova può continuare relazioni.
        Nonostante questa differenza… Casanova e Don Giovanni non sono molto diversi, entrambi hanno un fine comune.. la conquista per poi passare ad un’altra, variano forse le metodologie..ma non il fine.
        a.y.s. Bibi
        P.S. di zoccole e zoccolatori (termine di cui voglio il copyriight) me ne intendo.

      • silvanascricci ha detto:

        Caro Bibi ti riconosco sia la competenza che il copyright.
        Se proprio devo scegliere, comunque, tra uno sciupafemmine ed un seduttore (se pur con fini comuni) preferisco il seduttore.
        Se non altro perchè si rischia di divertirsi di più.
        Ho l’idea, forse sbagliata, che il sesso e l’erotismo ben fatti siano soprattutto una questione di testa e almeno il seduttore un po’ di testa ce la deve mettere.
        Bye

    • Giancarlo ha detto:

      Parole d’oro,complimenti davvero…

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