Hasta la victoria siempre

Vorrei dire agli esuli cubani che, dalla Florida, festeggiano di non gioire troppo per la morte di Fidel Castro e di non augurarsi, eccessivamente, la caduta del governo castrista. Se dovesse succedere loro, per Trump, diventerebbero soltanto dei latinos al pari dei messicani. Non servirebbero più. Non servirebbe più coccolarli, foraggiarli sbandierandoli come il simbolo oppresso da una feroce dittatura. Non dimentichino che prima di Fidel a Cuba non … Continua a leggere Hasta la victoria siempre

Un colpo di stato, così… un po’ a cazzo

Colpo di stato. Sono parole pesanti, gravose, tragiche. Parole del genere fanno la storia, vanno sui libri di scuola. Questo in un paese normale, in tempi normali. Ma, da tanto, noi non siamo un paese normale e non viviamo in tempi normali. Quindi parole di questo peso e gravità vengono usate così, en passant, insomma un po’ a cazzo. Secondo Berlusconi dal ’92 ad oggi … Continua a leggere Un colpo di stato, così… un po’ a cazzo

Orologi fermi

Sarà che non avevo un padre che si intendeva di borse. Sarà che non avevo un padre banchiere, ma gli orologi fermi che ha citato il presidente del consiglio nel dicorso sull’economia del paese mi evocano brutti ricordi. L’orologio fermo che segna due volte al giorno l’ora esatta mi ricorda Pinochet ed il regime cileno ed, altrettanto, un orologio fermo mi ricorda la bomba alla … Continua a leggere Orologi fermi

11 settembre non solo “le torri gemelle”

Oggi è l’11 settembre una data che, ormai per tutti, è il simbolo in negativo di New York. Tutti abbiamo visto crollare il Word Center in un denso e acre fumo nero  come se fosse stato un colossal, un film hollywoodiano e, immagino, che non ci sarà telegiornale, oggi, che dimenticherà di ricordare l’evento. Ci saranno forse speciali, anche se l’anniversario non è a cifra … Continua a leggere 11 settembre non solo “le torri gemelle”