Di treni, stragi ed altre storie


Tutti noi abbiamo bisogno di certezze.

Possiamo dire, con certezza, che la settimana che sta per finire aveva Saturno contro.

Si sono palesate altre certezze ed alcune conferme.

La conferma che oltre la facciata delle frecce rosse, bianche, argento e altri bei colori abbiamo una rete ferroviaria da terzo e quarto mondo dove l’errore umano che, meglio ricordarlo, è nel naturale ordine delle cose non viene annullato, disattivato da sistemi moderni di controllo.

La conferma che ai terroristi, tutti, concetti come fraternità, uguaglianza ma soprattutto libertà non piacciono; decisamente non piacciono.

La conferma , l’ennesima, che i terroristi non arrivano con i barconi, quei barconi raccontati così bene da Rosi in Fuocoammare; e che, se, arrivano lo fanno con un volo di prima classe.

La certezza della doppiezza ed inaffidabilità del paese Germania, che prima costringe l’europa tutta a mollare 3 miliardi di euro ad Erdogan, che ha instaurato in Turchia un governo che nega i diritti e reprime le libertà fondamentali,  per rafforzare il controllo sui migranti nelle operazioni Frontex e Europol per scaricarlo senza se e senza ma quando lo stesso Erdogan chiede asilo politico.

La certezza della vigliaccheria e dell’incoerenza dello stesso Erdogan che davanti al colpo di stato dei militari a testa alta e con sprezzo del pericolo scappa in cerca di asilo, come fece qualche tempo fa un re di nostra conoscenza che davanti ai tedeschi scappò ad Oporto, usando, per incitare i suoi sostenitori a farsi massacrare, un social network; proprio uno di quei social che ha tentato costantemente di vietare a turchi.

Vorrei invitarvi, come si fa nei giochi della Settimana Enigmistica, a trovare le differenza con un altro presidente democraticamente eletto che si fece ammazzare per non venire meno ai principi davvero democratici per difenderli fino all’ultimo.

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