Il femminicidio è l’atto finale


Si parla molto, anche se non sempre in maniera seria ed efficace, di femminicidio.

Giusto così.

Ma è necessario partire da prima, molto prima, molto lontano.

L’omicidio di una donna è “solo” l’atto finale di una serie di pensieri, atteggiamenti, culture e non ultime leggi che sviliscono non solo il corpo delle donne, ma proprio le donne in quanto tali.

La televisione spazzatura a cui si dà spesso colpe anche non proprie è il risultato e non la genesi di una cultura antica, arcaica e predatrice che vede le donne come strumenti vari; di procreazione, di piacere, di possesso, di rappresentanza, di ricchezza, di apparenza.

Mai una donna che rappresenti se stessa e quello che tutti siamo: una persona.

Esistono leggi che permettono l’autodeterminazione delle donne, ma che silenziosamente, tacitamente vengono, di fatto, cancellate e disattese senza che nessuna voce, maschile ed ancor più femminile, si levi e levi la pelle a chi permette l’inapplicazione di leggi dello stato.

La legge 194, ad esempio, è praticamente abrogata.

Capito che con uno sfondamento ad ariete non sarebbero riusciti ad eliminarla, hanno aggirato l’ostacolo.

Si sono creati i presupposti perchè tutti i medici ginecologi diventassero obiettori di coscienza.

Non per coscienza, ma per opportunismo e per disperazione; l’opportunismo di chi non ha coscienza e per carriera se ne inventerebbe una per poterla calpestare e per disperazione di chi, non obiettore, viene messo in disparte ed emarginato.

Da una recente indagine è emerso che più dell’80% dei medici ginecologi è obiettore, situazione che sta mettendo totalmente a rischio l’applicazione della legge 194 in diverse parti d’Italia.

Una legge di abrogazione dell’obiezione che costringesse, come afferma Flamigni, tutti questi obiettori ad utilizzare il tempo che si rifiutano di ‘concedere’ alla legge 194 per fare promozione alla cultura della contraccezione; o come propongo io che gli obiettori di coscienza non possano operare in strutture pubbliche dove è obbligatorio l’osservanza delle leggi dello stato.

dati obiezione di coscienza in italia

Sarebbe un passo avanti per riaffermare il diritto delle donne a decidere di se stesse.

Ma la cultura che, sì strenuamente difende la maternità (più o meno coatta) è la stessa che permette l’approvazione di una legge che chiede alle donne il recupero dei mesi o anni di assenza facoltativa (non retribuita, peraltro) dal lavoro per maternità.

E attenzione, non è solo un problema psichiatrico di sdoppiamento della personalità culturale o di pura schizofrenia mentale, è proprio una discriminazione di genere.

Discriminante perchè almeno fino a pochi anni fa il congedo per accudire i figli potevano prenderlo solo le madri, senza possibilità di scelta; scelta che anche oggi non è quasi praticata dai padri.

E’ proprio per questa ragione che sto pensando seriamente, con il mio avvocato, di fare ricorso alla corte di Strasburgo.

 

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10 risposte a Il femminicidio è l’atto finale

  1. Milvia ha detto:

    Ottimo articolo, Silvana, che esprime concetti che condivido totalmente. Non sapevo della legge sul recupero dei mesi o anni chiesti dalla lavoratrice per maternità: un’ennesima indecenza. Come indecente è il cosiddetto DL sul femminicidio, che non affronta il vero cuore del problema (che solo con un serio programma di educazione nelle scuole si può tentare di eliminare), ma è semplicemente un pacchetto sicurezza. Ma sono molte le donne che questo non lo hanno capito, e esultano perché pensano che finalmente lo Stato abbia fatto qualcosa per noi.

    • silvanascricci ha detto:

      Grazie Milvia.
      Il DL sul femminicidio è un pannicello caldo su un problema scottante che andrebbe affrontato con ben più ampio respiro, come dici tu con programma educativo nelle scuole e per le madri che allevano la prole (maschi o femmine che siano).
      In quanto ad indecenze perpetrate dalla “mitica” Fornero c’è anche quella del recupero delle giornate di legge 104 per accudire a famigliari con handicap gravi (anche questa cosa da sempre molto femminile).
      Che questo stato e questa classe dirigente possa fare qualcosa di serio e vero per noi è pura illusione!

  2. sileno ha detto:

    Particolarmente questi ultimi vent’anni di televisione fatta di consigli pedr gli acquisti, grandi fratelli, culi e tette e bunga-bunga hanno fatto ripiombare buona parte della società di questo Paese nel profondo Medioevo con la Donna come oggetto sessuale e serva, e non vedo luce che illumini il prossimo futuro, poi se penso a come le donne vengono presentate da Servizio Pubblico…

    • silvanascricci ha detto:

      Concordo sulla puntata di Servizio Pubblico che è stata indecente e scandalosa, una vera vera vera schifezza.
      Però le televisioni, secondo me, hanno assecondato un sentimento già presente; lo hanno, amplificato, anzichè sedarlo.

  3. rasoiata ha detto:

    Ah pero’, ho visto il mio desiderio esaudito, sei meglio della lampada di Aladino.

    BRAVA!!!!

    Tienici informati su eventuali ricorsi in sede europea.

    Sileno ha centrato parte del punto parlando degli ultimi ventanni (forse i piu’ ignobili per tutto l’universo femminile, santanche’ e gelmini escluse), ma bisognerebbe ricordare anche prima, quando il delitto d’onore era una prassi normale, quando l’abbandono del tetto coniugale era reato solo se attuato dalla Donna, quando le prediche dal pulpito degli uomini di nero vestiti consigliavano di fare piu’ prole possibile, al pari di una catena di montaggio.

    Poi, solo poi, e’ arrivato il caravanserraglio del nanopriapo.
    E non ha fatto nulla di nuovo, ha preso le troie e le ha messe nei posti di comando.

    Lo fece anche Giulio Cesare, con i dovuti distinguo per il paragone.

    Besos
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Hai visto?!?!
      Detto e fatto, cotto e mangiato.
      Infatti secondo me la televisione spazzatura ha potuto attecchire così bene perchè il substrato nel profondo era già pronto.
      D’altra parte Berlusconi non ha inventato mai nulla, ha semplicemente intercettato le esigenze di pancia di un popolo piuttosto gretto e, fondamentalmente, incivile.
      I dovuti paragoni con Cesare mi sembrano indispensabili, se non altro per la differenza di grandezza e visione politica tra i due.
      Besos

      P.S. ti restano due desideri….😉

  4. gianluca ha detto:

    Che dire Silvana…..meno male che sei”tornata”a scrivere…e per quanto riguarda la corte di strasburgo,se mai dovessi esserci bisogno di appoggio….conta su di me!!!!
    Con Piacere

  5. rasoiata ha detto:

    Dato che ne conosco il tuo infinito amore, leggi questo post di una meravigliosa adolescente.

    http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/11/scacco-dio-roberto-vecchioni-le-storie.html

    besos
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Zac, dopo aver letto la recensione che ha fatto questa meravigliosa (ed insolita) adolescente del libro del mio amato andrò a leggerlo.
      Perchè, caro amico, ho da farti una confessione: tanto mi piace ed amo quest’uomo quando canta e quando parla ed altrettanto poco mi piace quando scrive (a parte “Storia di un gatto con gli stivali); quindi gliela avevo data su.
      Ma come è dimostrato in questo caso…c’è sempre qualcosa da imparare.
      Besos, besos, besos

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