L’unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene


karl marx

Vuoi vedere che a distanza di 145 anni ci tocca dire che Karl Marx aveva ragione…

Mica sono io a dirlo (anche se lo sostengo da un po’), ma niente po’ po’ di meno che il settimanale americano Time in questo articolo della sezione economica.

Mentre il capitalismo apparentemente sembrava mantenere tutte le promesse, nella realtà, anche occidentale, crescevano disoccupazione, debito e stagnazione dei redditi esattamente come pronosticato da Marx ne “Il Capitale”: un impoverimento sempre più forte delle masse poichè “l’accumulo della ricchezza è anche accumulo di miseria e agonia di fatica”.

Il conseguente conflitto sociale è alle porte in alcuni paese e decisamente già in casa; la lotta di classe non potrà essere altro che il naturale sbocco di giuste rivendicazioni se non si correrà ai ripari in fretta per una equa e corretta distribuzione della ricchezza con una forte tassazione dei redditi alti ed altissimi ed una ridistribuzione attraverso il lavoro e lo stato sociale.

E’ inutile continuare a seguire le sirene di un capitalismo selvaggio che conviene solamente a pochi e ritornare ad un welfare sostenibile che rimetta gli assurdi disagi di moltissimi.

Ed è cosa che converrebbe anche ai più ricchi prima che le profezie di Marx si avverino del tutto e con violenza perchè l’unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene.

 

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4 risposte a L’unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene

  1. rasoiata ha detto:

    Per cio’ che mi concerne, cara Silvana, non ho MAI dato torto a Marx, e che se ne “accorga” il Time dopo 145 primavere, ebbene, mi fa’ ridere.

    Mi fa’ molto ridere.

    Besos
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Tesoro, pure io non ho mai pensato che Marx avesse avuto torto, che lo dicano gli americani mi pare paradossale.
      Besos, besos

  2. quarchedundepegi ha detto:

    La virtù sta nel giusto mezzo… mi sembra dicessero i nostri progenitori latini.
    Ma se li sono dimenticati!
    Ciao.
    Quarc

    • silvanascricci ha detto:

      Per coloro che sono sempre più alla disperazione la via di mezzo non esiste, forse non esiste neppure più una via.
      Chi doveva pensare ad avere una saggezza “di mezzo” non ci ha neppure mai pensato.
      Ciao!

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