Non mi ricandido


Non mi ricandido, disse egli.

La frase sembrerebbe lineare perchè non mi ricandido significa che non ci si candida a fare il parlamentare, ma, come tutto ciò che fa e dice, diventa piuttosto ambigua.

Perchè il nostro forse “ex” intende non mi ricandido a presidente del consiglio.

Oltre che essere ambigua è pure falsa e fuoriviante; falsa perchè il nostro ordinamento costituzionale non prevede l’elezione del presidente del consiglio, che viene incaricato dal presidente della repubblica e fuoriviante perchè non è indispensabile essere parlamentari (e quindi eletti) per fare il presidente del consiglio.

Comunque, caro il nostro forse “ex”, non ha importanza la sua intenzione perchè, da ieri, lei non solo non vuole ricandidarsi, ma proprio non potrà farlo.

Non potrà….oddio, non potrebbe.

Vedremo se, per una volta, rispetterà e le faranno rispettare una sentenza.

Con la condanna del 26 ottobre u.s lei è stato, anche, condannato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, il che significa, secondo il codice penale italiano, che il condannato perde il diritto di elettorato attivo e passivo.

Ergo: non può votare e non può essere votato.

Vorrei proprio vedere il nostro “ex” presentarsi alle urne ed essere respinto da un segretario di seggio.

A Bernardo Bertolucci successe.

Il regista fu condannato per offesa al comune senso del pudore (per il film: Ultimo tango a Parigi), colpa per la quale venne privato dei diritti civili per cinque anni, fra cui il diritto di voto

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6 risposte a Non mi ricandido

  1. Gibran ha detto:

    Cara mia,a lui non frega niente ripresentarsi,la rabbia della sentenza gli ha fatto sputare veleno,le perdite in borsa delle sue aziende,della pubblicità mancata.Con quelle dichiarazioni si è bruciato sfasciando il suo partito.
    Ma continuerà a fare il puparo,tirerà i fili a quei pochi neuroni bolliti che gli rimarranno fedele.
    E intanto va a piangere sulla spalla del suo amico Briatore non sò in quale isola.
    Ma che uno squalo se lo mangi.
    Ciao.

  2. TADS ha detto:

    se non erro la sentenza diventa definitiva, quindi effettiva, dopo il terzo grado di giudizio, a parte questo dettaglio giuridico, a parte anche il fatto che secondo l’attuale legge elettorale gli schieramenti propongono un candidato premier, quindi un potenziale primo ministro che in caso di vittoria il presidente della repubblica DEVE incaricare… direi che la scelta del Berlusca sia da prendere con le pinze, anche perchè in questo paese rende di più tirare le fila da dietro le quinte che non l’esporsi elettoralmente in prima persona, vedi Grillo, tanto per fare un nome.

    TADS

    • silvanascricci ha detto:

      Probabilmente è così…però per Bertolucci non attesero la sentenza definitiva (dove venne assolto), ma recandosi alle urne per votare gli dissero che non poteva farlo.
      Però, spesso, questo è il paese dei due pesi e delle due misure, accontentandoci che non ce ne sia un terzo, un quarto ecc..
      Da costituzione il presidente della repubblica deve dare l’incarico alla persona che ha più probabilità di formare il governo, non DEVE dare l’incarico al leader del partito vincitore (anche se spesso le due figure coincidono).
      Ciao
      S.

      • TADS ha detto:

        lungi da me avventurarmi nei cavilli costituzionali, da quando esiste questa legge elettorale il presidente della repubblica non può nominare un premier diverso dal candidato primo ministro vincente, è successo tre volte con berlusca e una con prodi, nelle prossime politiche se gli schieramenti proporranno un candidato premier, in caso di vittoria nessuno potrà sostituirlo. tra l’altro io apprezzo molto questo sistema, per quanto appartenga al partito degli astensionisti, abbiamo passato la vita a vedere primi ministri NON votati dal popolo.

        mi permetto di esprimere un parere, la politica, una stato, un popolo, non si gestiscono nè si indottrinano con i dettami del pensiero politically correct, mario monti sarà pure un fighetto a modo ma ha rovinato due generazioni di italiani, non fatevi infinocchiare dalle chiacchiere, questo governo ha venduto la nostra anima agli interessi internazionali. tra qualche anno saremo messi peggio della grecia, si continua a piazzare miliardi di titoli ad interessi da strozzo per fare cassa, prima o poi si dovrà pagare il conto. Di fronte ad una crisi di questa portata bisognava elaborare una risposta politica, non tecnica, infatti siamo nel baratro pieno e non ci sarà ripresa per molto tempo. le caste non sono state toccate, i lavoratori hanno perso sicurezze, la disoccupazione è aumentata, siamo in recessione e le tasse hanno raggionto livelli da record, tagli ovunque e nessuna iniziativa. non mi pare che si possa urlare al mondo di aver fatto un affare. che sotto berlusconi sarebbe andata peggio è una ipotesi, che sotto monti ci troviamo nella melma fino al collo è una realtà, solitamente non sono uso paragonare le ipotesi alla realtà ma forse questo è un mio debole.

        TADS

      • silvanascricci ha detto:

        Sul fatto che ci troviamo in una melma che arriva oltre il collo non v’è dubbio, la realtà non mi soddisfa oggi e la comparazione non mi da soddisfazione alcuna.
        Poichè non è stata modificata la costituzione ancora oggi il presidente della repubblica potrebbe incaricare chi vuole a formare il governo; che poi non lo faccia per opportunità e per buonsenso è altra casa.
        Ciao

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