La mia casta è meno casta della tua


Non c’è nulla da fare.

Siamo un paese di caste.

L’abbiamo nel DNA.

L’elenco delle cosiddette liberalizzazioni di Monti lo ha messo in luce in modo particolarmente evidente.

Tutti, sulla carta, sono d’accordo che sia un sistema da debellare, estirpare dalle radici, poi, alla prova dei fatti, tutti si tirano indietro.

Con una scusa fantastica: bisogna cominciare dall’altra casta, qualunque essa sia, purchè non sia la mia.

Che la mia è la casta più piccina che ci sia, la mia è quella che da meno fastidio di tutti, anzi, la mia, non è nemmeno una casta.

Fanno tutti, ma proprio tutti, lo stesso ragionamento.

I farmacisti, i taxisti, i giornalisti, i commercianti, i petrolieri, i dipendenti pubblici, gli avvocati, gli immobiliarsti ecc…ecc…ecc…

Allora perchè dobbiamo stupirci se i politici difendono a denti stretti i loro privilegi? se loro sono la casta delle caste noi siamo gli allievi di cotanti maestri.

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6 risposte a La mia casta è meno casta della tua

  1. ilgattosyl ha detto:

    purtroppo hai ragione. Sono CASTE nostre….

  2. Raffaele ha detto:

    Verissimo, l’hai spiegato proprio bene, il Paese delle caste.
    Ciao

  3. fabia ha detto:

    E invece mi stupisco….e mi incavolo anche. Perchè chi sceglie di fare il politico (non gliel’ha mica ordinato il medico) sceglie di appartenere a una casta che ha come scopo la salvaguardia del bene della popolazione, per prima cosa. Penso che siamo tutti dei cretini, a permettere a questi deficienti di sorvolare sulle uniche due cose che dovevano fare a tempo di record, e invece purtroppo non faranno neanche in tutto il tempo che resta fino al 2013….posto che non facciano cadere il governo prima, per loro esclusivo comodo….primo, abbassarsi gli stipendi, secondo, rifare la legge elettorale.
    Io non capisco, davvero non capisco, come stiano passando il tempo in parlamento. Vedo questo Monti e ministri vari che non saranno dei santi, ma lavorano cavolo, da quando sono in ballo lavorano sabati, domeniche, feste comandate, mattine a roma pomeriggi a bruxelles, e penso a quanto mi stanco io a 37 anni di fare 2 ore in auto se ho un lavoro fuori porta…..senza entrare nel merito dell’opportunità delle scelte fatte, che è un altro discorso, danno un’immagine di serietà, impegno….che mancava.
    Quando mi capita di seguire qualcosa in parlamento con il governo che riferisce ci sono tutti i posti a sedere mezzi vuoti….dove sono tutti??
    Qualunque di loro, casta parlamentari, dovessi incontrare per strada, gli farei solo due domande, cosa aspettate a cambiare la legge elettorale, cosa aspettate a ritoccarvi gli stipendi. E su quest’ultima cosa, non mi interessa tanto di quanto, o le false pagliacciate sul rapporto ISTAT (Giovannini in realtà à stato CHIARISSIMO quando ha elencato i problemi del suo studio europeo, e ha concluso dicendo che a prescindere dal “fallimento” dello studio i politici potevano comunque trarre da esso tutti gli elementi necessari a fare una mossa significativa), mi interessa che in questo momento in cui tutti siamo più o meno sotto torchio mostrino almento la sensibilità di dire “ci passiamo anche noi, ok” senza menare il can per l’aia come stanno insopportabilmente facendo.
    E complimenti anche ai giornalisti che hanno lasciato cadere questi due temi, dopo averne fatto polveroni mediatici.

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