Internet: la bomba atomica


Il 6 agosto pare una data di cambiamenti, di rivoluzioni.

Il 6 agosto 1945 venne sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima.

Il 6 agosto 1991 venne definito il protocollo http che ha dato origine al web.

Magari le due cose appaiono parecchio diverse tra loro, ma non lo sono poi così tanto.

Hanno, entrambe, cambiato radicalmente il nostro modo di pensare e di vivere; la prima ha definitivamente rotto l’equilibrio mondiale come lo conoscevamo, un equilibrio fatto di guerre consuete dove, alla fine, c’era un vincitore ed un vinto, dopo la Bomba si è scoperto che una guerra con i mezzi atomici avrebbe visto tutti sconfitti.

Non per niente dopo la fine della seconda guerra mondiali il mondo si è retto sull’assioma della guerra fredda che congelava la possibilità bellica tra nazioni imperanti spostando le “scaramucce” in paesi secondari e limitrofi per permettersi di continuare l’eterno gioco del massacro.

La seconda ha sconvolto anche le esistenze quotidiane di ognuno di noi.

Io ho cominciato a navigare su internet nel primissimo anno di vita della rete e mi stupivo quando sentivo di ragazzini scappati di casa con l’aiuto di internet, io che, sì e no, riuscivo ad uscire dalla porta di casa (che se l’avessi varcata, quella soglia, sarei arrivata più lontano) oppure che finivo sempre in luoghi dove non avevo alcuna intenzione di arrivare.

Insomma, all’inizio, era un gran casino.

Eppure vorrei sapere, almeno, tra quelli di voi che leggono queste righe e tra i tantissimi che non le leggono chi riuscirebbe a fare a meno della rete per avere un’informazione in tempo reale, per sapere quali sono i film della nostra città, per mandare una letterae agl agli amici e agli amanti senza aspettare che un marinaio la ritrovi in qualche bottiglia decine e decine di anni dopo.

Davvero molto pochi.

Eppure anche con la rete, ancor più che con la bomba atomica, abbiamo perso verginità ed innocenza.

A distanza di vent’anni dovremmo sapere che nulla di ciò che scriviamo, guardiamo, spulciamo nel web rimane anonimo; tutto viene incasellato ed archiviato a futura memoria ed a futuro uso.

Con la rete si è avverato l’incubo orwelliano, il controllo assoluto del grande fratello sulle nostre vite; perchè nessuno, anche mettendosi a pedinarci tutti i giorni od ognuno di noi parlando con i nostri amici scopriremmo mai la quantità di informazioni che si possono ricavare entrando nei loro e nei nostri computer: roba che la Stasi ci avrebbe fatto la firma.

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10 risposte a Internet: la bomba atomica

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Cara Silvana,
    Era molto tempo che non leggevo più i tuoi articoli e non li commentavo. Non mi sembravano abbastanza interessanti. Per lo meno, non mi permettevano quel “dialogo” costruttivo che dovrebbe sempre esserci se si consumano delle “calorie ” o delle energie per interagire. Lo scopo primo del mio Blog, come probabilmente saprai, è quello di “spezzare qualche lancia” in favore di chi soffre “gratuitamente”.
    Leggo questo tuo articolo. È decisamente interessante e porta due “coincidenze” veramente importanti.
    Quante sofferenze forse apparentemente necessarie per far cessare un conflitto terribile, e quante sofferenze inimmaginabili dalla “rete internet”.
    Ci sarebbe molto da disquisire. Fra l’altro hai nominato la Stasi!
    Non voglio dilungarmi oltre; non è questa la sede. Questo tuo articolo mi è piaciuto molto… e mi ha fatto pensare. Grazie.

    • silvanascricci ha detto:

      Intanto mi fa piacere che tu abbia ritrovato qualcosa di interessante…
      Ho nominato la Stasi, ma avrei potuto dire la Cia il Kgb o qualunque altro ente di controllo; conoscere la vita degli altri è stato, da sempre, interesse primario del potere; la mia opinione sull’uso della bomba atomica sul giappone, a guerra praticamente finita, è molto duro, io avrei accusato gli Stati Uniti di crimine contro l’umanità, perchè a differenza delle bombe convenzionali l’atomica ha provocato morte e sofferenza anche nei decenni successivi contro persone che all’epoca manco erano nate.
      Ciao

  2. Quarchedundepegi ha detto:

    Stasi o Cia sono quasi la stessa cosa. Siamo controllati. Per quanto riguarda la Bomba Atomica, ero troppo piccolo per poter esprimere dei giudizi. A posteriori è quasi troppo facile.
    Al Tribunale Internazionale avrei mandato Bush dopo la guerra in Iraq.

  3. rasoiata ha detto:

    Io credo che la rete sia molto più potente di qualsiasi ordigno nucleare, nel bene e nel male.

    Ciao
    Zac

    P.S.
    Noto che hai trovato un pc.

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Di fronte alle situazioni tragiche, sentenziare è facile; per essere sicuri di aver sentenziato giusto bisognerebbe aver vissuto quella situazione o una molto simile.
    Nessuno, che non ci sia stato, può capire la non vita del 1945. L’esasperazione può far fare dei gravi errori, ma può anche risolvere un problema apparentemente impossibile.
    Nel 1945 ero un bambino. La “non vita” di allora, che ricordo benissimo, per me era normale. Per un adulto era sicuramente terribile.
    Avere un’ideuzza non basta per esprimere giudizi.

    • silvanascricci ha detto:

      Se però tutti applicassero questo metodo non esisterebbe il mestiere dello storico, perchè nessuno è mai vissuto in tutte le epoche e per sempre.
      Non credo proprio che per farsi “un’ideuzza” si deve per forza aver vissuto un’esperienza perchè, nel qual caso, non esisterebbe neppure una memoria storica, ma solo un vissuto storico e, sinceramente, mi parrebbe alquanto riduttivo.
      Inoltre è facoltà di tutti giudicare purchè lo si faccia con rispetto e garbo, che mi pare mi siano mancati raramente.

  5. quarchedundepegi ha detto:

    Hai perfettamente ragione.

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