Toro Seduto


Io ho avuto un’infanzia un poco particolare, fino ai dieci anni non sono vissuta con i miei genitori, non pensate neppure per un attimo a collegi simili a lager, a situazioni dickensiane di fanciulle abbandonate in balia di sadici e bruti tutori.

Ho, invece, avuto un’infanzia molto serena, tranquilla, affettuosa sui monti dell’Appennino tra l’Emilia e la Toscana.

E la serenità, l’allegria, l’affetto li ho avuti grazie a Toro Seduto.

Sono stata cresciuta dalla sorella di mia madre e suo marito, Toro Seduto, appunto.

Uno degli uomini più buoni che io abbia conosciuto, tenero come solo i forti sanno essere, dolce come solo i buoni possono, comprensivo come solo chi conosce le regole deve.

Dopo i dieci anni sono tornata a vivere con i miei, ma con Toro Seduto ho continuato a trascorre le estati, le vacanze e tutti i periodi liberi dalla scuola.

Poi, con i miei vent’anni, o giù di lì, gli incontri si sono diradati, sono divenuti meno frequenti, senza che, mai, mi fosse rimproverato l’allontanamento perchè Toro Seduto ha sempre saputo che bisogna andarsene per crescere.

Da questa mattina Toro Seduto non c’è più, non ci sarà più lo sguardo dolce e malizioso dei suoi occhi verdastri; non avrò più il buffetto sulla guancia tutte le volte che ci salutavamo, non avrò più la possibilità di scompigliare i bianchi capelli curati e morbidi.

Non avrò più modo di divertirmi quando rivolto alla moglie brontolona diceva: “Rita!…” in un misto di amore e dispetto assieme ad uno sbuffo di fiato.

Non potrò più avere la possibilità di tirargli, dolcemente, i baffi e di vedere il suo buffo modo di scostarmi, sorridendo, la mano.

Non avrò neppure più l’occasione di farmi consolare delle eventuali mie malinconie (o mie coniglie, come le ha sempre chiamate).

Avrò però, ancora, l’opportunità di ricordare le estati al mare, le risate mentre andavamo a prendere l’acqua alla fonte di Zaccanesca, di ricordare tutte le volte che si arrabbiava quando io e Betta non tornavamo in casa dal cortile e si sgolava per chiamarci, di tutte le volte che mi ha difeso da tutto e da tutti.

E soprattutto avrò per sempre il ricordo dell’ultima sera che abbiamo passato insieme prima che andassi a vivere altrove, seduti sulla poltrona di raso verde della camera da letto, io bambina piccola e spaventata da un nuovo avvenire e lui, uomo grande e grosso che mi diceva, con un grumo di emozione in gola, che saremmo sempre stati insieme anche se divisi, che mi avrebbe sempre voluto bene e che sarei potuta tornare tutte le volte che avressi voluto, ha tenuto la mia mano di bambina nella sua per tutto il tempo che ne ho avuto bisogno.

E sono sempre tornata, tutte le volte che ho voluto e lui è sempre stato lì.

Ora questi ricordi, però, non mi confortano e continuo a piangere.

Mio padre e Michele questo hanno avuto in comune: se ne sono andati in punta di piedi, con la stessa leggerezza e discrezione con cui hanno vissuto.

Grazie per avermi voluto bene, e tanto.

Addio Toro Seduto, è stato bello vivere con te.

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27 risposte a Toro Seduto

  1. palbi ha detto:

    Mi fai rivivere quello che e’ successo qualche settimana fa con mio padre. Non te ne voglio…anzi te ne sono grato
    Un abbraccio e un sorriso

    alberto

    • silvanascricci ha detto:

      Grazie per non volermene.
      Ho sentito l’esigenza di raccontare quest’uomo che mi è stato padre; io, in fondo, sono stata fortunata, ho avuto due padri ed entrambi sono stati figure di notevole spessore.
      Un abbraccio fortissimo.
      Silvana

  2. speradisole ha detto:

    Sorridente, dolce, affabile e mai arrabbiato.
    Io l’ho conosciuto così, questo uomo bello, questo zio, padre e fratello che hai avuto.
    Non so dirti altro. carissima, se non che dietro una grande perdita c’è un infinito amore.
    Un grande abbraccio.

    • silvanascricci ha detto:

      Anch’io, in quasi cinquant’anni, l’ho visto solo due volte arrabbiato con qualcuno e mai, mai con me.
      Lo capisco che dietro un grande dolore c’è sempre amore, però…
      Grazie.
      Silvana

  3. Marinella da Durban R.S.A. ha detto:

    Carissima Silvana, lunedi’ scorso ho perso mio padre, l’ho perso senza potergli dire “ti voglio bene”, l’ho perso senza poterlo accarezzare ancora una volta, la lontananza non mi ha dato neppure il tempo di arrivare per il suo funerale, il tuo dolore e’ anche il mio dolore.
    Di loro ci rimarra’ dentro tutti ricordi della nostra infanzia e i valori che ci hanno trasmesso.
    Ti abbraccio con tantissimo affetto.
    Marinella

  4. la donna camèl ha detto:

    Sei stata fortunata, sì. Non dimenticarlo mai.
    Un abbraccio.

  5. Franz ha detto:

    Cara Silvana, ci rendi partecipi di un dolore intenso, profondo, e pur misurato, con grande maturità, nella sua espressione.
    Da amico ti sono vicino, e non posso che ricordarti che quel gioco di società che si chiama vita ha delle regole ferree e ben precise, soprattutto riguardanti i propri stessi limiti.
    La vita di ognuno di noi si realizza anche tramite la vita degli altri; vorrei dire che quasi ne è essenzialmente composta, attraverso legami affettivi più o meno forti.
    Il limite è la morte, a cui non c’è rimedio; quella di chi ci ha nutrito, come premessa di quella che un giorno, vicino o lontano, toccherà anche a noi, riverberandosi a sua volta su chi ci ha voluto bene.
    Le regole sono queste, prendere o lasciare.
    Visto che non ci sono alternative, e che comunque la vita resta un’avventura interessante, bisogna rinnovare la propria adesione ad essa anche quando il dolore per l’applicazione di quella regoletta si presenta in modo così straziante e quasi inaccettabile.
    Un abbraccio.

    • silvanascricci ha detto:

      Ti assicuro che ci sono persone in questo che chiami gioco di società con regole ferree che lasciano un’impronta maggiore degli altri senza neppure aver tentato di lasciarla.
      Michele era uno di questi; la soavità, il sorriso sono stati le sue caratteristiche.
      Un abbraccio carissimo Franz.

  6. alvi ha detto:

    un abbraccio

  7. frastellina ha detto:

    le tue parole esprimono un affetto così vivido, intenso e FORTE da superare la separazione della morte, anche se ora forse non ci credi e provi insofferenza verso questo pensiero che non placa la voragine che senti.
    i ricordi e i momenti magici condivisi con chi amiamo sono un tesoro immenso, e soprattutto sono dentro di noi, quindi non se andranno mai, nemmeno quando la persona con cui abbiamo creato questo bellissimo rapporto sparisce dalla nostra quotidianità. la mente e il cuore ci mettono un po’ a rendersene conto, ma vedrai che presto lo ritroverai dentro di te, con un’intensità così forte da renderlo reale.

    ciao,
    Fra.

  8. Giovanni Farzati ha detto:

    Silvana, ho quasi pianto pure io per il tuo Toro seduto che è volato in cielo, la vita è bella e terribile, il tempo consuma e quando una persona cara non c’è più, allora ti accorgi che anche qualcosa di te manca, coraggio!

    • silvanascricci ha detto:

      Hai fatto centro.
      Infatti mi pare mancare un pezzo della mia infanzia; il fatto è che Toro Seduto è stato un uomo come ce ne sono, purtroppo, pochi.
      Grazie
      S.

  9. cescocesto ha detto:

    i ricordi delle persone perdute fanno male al cuore per tanto, tanto tempo. ma poi, dolcemente, tornano nel passato e noi possiamo guardarli da lontano e sorridere di nuovo.
    ti auguro che questo possa accadere molto presto.

    un abbraccio forte.

    • silvanascricci ha detto:

      Grazie Cesco, so che accadrà, ma per ora…
      Un bacione.
      P.S. come va il ginocchio di tuo fratello?

    • cescocesto ha detto:

      benino. ieri non è stato tanto bene, aveva la pressione bassa ed era di colore verde pisello. secondo mamma è stata colpa dei quintali di antinfiammatori che sta prendendo. ora li ha smessi e da giallo-verde è tornato rosa chiaro, stiamo aspettando che venga il medico di famiglia con tutto lo strumentame per cambiargli la medicazione.

      ps. ti ri-abbraccio.

      • silvanascricci ha detto:

        Beh, il verde pisello si intona alla stagione primaverile, ma anche il rosa dei fiori va bene, anzi molto meglio.
        Fagli gli auguri.
        Ri-abbraccio anche a te.

  10. umberto ha detto:

    Non c’è vita senza morte. ma la morte ci porta via solo la possibilità di una parola, di una carezza, di un abbraccio.
    La morte non può portarci via il ricordo, l’insegnamento, i momenti dolci i momenti tristi. Non può portarci via l’amore che abbiamo nel cuore.
    E’ un momento duro, deve essere forte nel rispetto di questa persona speciale. Una persona cosi non vuole di sicuro vedere la disperazione nei suoi occhi.

  11. Monica Kelly ha detto:

    oh,spunta il lacrimone.che bei ricordi che hai …grazie
    ti abbraccio

    • silvanascricci ha detto:

      Sono davvero dei bei ricordi di un uomo straordinario che mi ha amata, sostenuta, coccolata e protetta.
      Ma le lacrime ancora oggi mi scendono ogni volta che, dalla scrivania dove scrivo, mi volto e vedo la sua foto.
      Grazie, un abbraccio anche a te.

  12. Pingback: Ho vinto un premio! | Silvanascricci's Weblog

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