La Coop sostituisce la piazza


C’era una volta a Bologna, in via Orefici, il mitico bar Otello.

C’era una volta ed adesso non c’è più, sostiuito da un orrendo bar chiamato “Incontri” pieno di slot machine e video giochi, era un vecchio, scalcagnato e mitico bar dove, fermandoti un attimo e pure senza entrare, raccoglievi gli uomori della gente, il sentire dei bolognesi e avevi il polso della situazione della città su tutto lo scibile umano e su tutti gli argomenti possibili ed immaginabili.

La caratteristica principale del bar era quella di avere pochi avventori dentro, ma una marea di gente fuori che faceva cappanello discutendo; non sapevi come era andata la partita della domenica? accostavi e sapevi, immediatamente, risultato, rigori, parate e moviola di tutta la partita, minuto per minuto.

Non sapevi cosa fosse successo il giorno prima in città? ti fermavi e scoprivi gli altarini di tutti, ma proprio tutti, umili e potenti.

Era, insomma, l’agorà di Bologna, ancora di più e prima di piazza Maggiore che veniva riservata per i grandi eventi o discussioni un poco più filosofiche ed impegnate; in via Orefici ti facevi i fatti minuti, ma non per questo minori, della popolazione e della città.

Da qualche tempo tutto questo non esiste più e mi sono, spesso, chiesta dove fossero migrati gli ùmarel di Otello; l’ho scoperto, casualmente, un pomeriggio.

Vanno tutti alla Coop.

Nel supermercato vicino a casa mia, all’nterno del quale ci sono panchine, piccoli alberelli e piante e sono tutti lì, a fare gli stessi discorsi che sentivi al bar Otello; eterno ed immutabile crocchio di pareri e sentimenti.

In fondo mi ha fatto piacere ritrovarli, anche se l’ambientazione non è più la magnificenza del centro ma un’anonimato di un  supermercato loro non demordono, stanno sempre lì, al caldo d’inverno e al fresco d’estate; con sempre accanto allora una sezione del PCI, ora una sezione del PD (anche se pure qui, tutt’altra cosa).

“Li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno, a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo” (La città vecchia – Fabrizio De Amdrè).

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6 risposte a La Coop sostituisce la piazza

  1. frastellina ha detto:

    sono una aficionada dei tuoi post su Bologna ♥
    tra l’altro con una citazione finale superba!

  2. Franz ha detto:

    E’ di grande conforto, la tua testimonianza di umarellologia teorica ed applicata.
    Su un pullman del bar Otello andai a Firenze, l’anno dopo lo scudetto, dunque inverno 1964-65, con mio fratello e mio padre, a vedere Fiorentina-Bologna. Rammento il risultato, due a uno per la Fiorentina, la mia meravigliata curiosità per uno stadio così diverso dal nostro, e, prima della partita, una coscia di pollo arrosto comprata da un ambulante e mangiata fuori dallo stadio.
    A quanto mi ricordo, però, credo che il capannello di umarells davanti al bar si occupasse solo di calcio, tutt’al più solo di sport, mentre quello sul ‘crescentone’ di Piazza Maggiore, altrettanto costante tutte le sere, solo di politica.
    Mi sembra che tutto il resto dell’esistenza umana non venisse gratificato dal contraddittorio pubblico all’aria aperta.

    Un saluto da un umarel ormai trapiantato a San Lazzaro.

    • silvanascricci ha detto:

      E’ vero, le discussioni da Otello erano prevalentemente sportive, ma non soltanto.
      Alla Coop, invece, si mischiano allegramente.
      L’altra sera c’era un’animata discussione sulle centrali nucleari…
      Un carissimo saluto da una rimasta in città.

  3. Antonio ha detto:

    Silvana scusami se non mi leggi da un pò, ma sono malato ed ho una gravissima flebite alle gambe che mi costringe per quasi tutto il giorno a letto con le gambe all’aria, più alte della testa, per tenerle a SCARICO. Comunque stasera ho fatto un grande sforzo per scrivere un articoletto sul mio blog al fine di fare gli AUGURI A TUTTE LE DONNE DEL MONDO. Sarei lieto se lo leggessi e mi dessi il tuo autorevole giudizio. Augurissimi anche a te per l’8 marzo. Un abbraccio. Antonio.

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