Se l’imene vale più della vita


Credo che si stia superando ogni limite di decenza e ci si stia avviando verso un  nuovo medioevo.

Lo spunto per questo post mi è venuto dalla lettura di questo terribile articolo di Antonio Socci che paragona Yara Gambirasio a Maria Goretti.

Non è tanto il paragone ad offendermi quanto la motivazione: ossia essere disposti a morire per preservare purezza e verginità.

La veriginità assunta come valore assoluto, come metro di paragone per la santità; trovo sconvolgente che si possa pensare di insegnare a ragazzine di 12-13 anni a rischiare o sacrificare la vita per mantenere intatto un pezzetto di carne chiamato imene.

Questa di Socci, ritengo sia, un’ulteriore strumentalizzazione del corpo della donna che deve essere preservato nella sua virginale integrità fisica piuttosto che nella sua dignità di persona (non mi risulta che Socci abbia mai proposto la beatificazione di donne vittime di stupro ma che non hanno avuto la “fortuna” del sacrificio); la stessa strumentalizzazione che, in segno opposto e convergente, si fa con la mercificazione, l’esposizione e l’utilizzo dei corpi femminili.

Avesse detto Socci che andava santificata in quanto vittima di un atto di malvagità mi sarebbe anche stato, tirando molto sulle mie convinzione, bene (sebbene, allora, bisognerebbe santificare anche tutti coloro che sono vittime di qualunque violenza).

Sebbene io non sia credente mi fa orrore l’idea di un cattolicesimo che pretende il sacrificio umano per l’integrità sessuale del corpo ancor prima che per l’integrità delle idee e delle convinzioni.

Credo che questa ragazzina, come tutte le vittime, abbiano bisogno non tanto di una beatificazione che pare andare meglio per le nostre coscienze che per le loro vicende quanto, piuttosto, di una giustizia che punisca il colpevole.

 

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22 risposte a Se l’imene vale più della vita

  1. silvia ha detto:

    Ho sentito parlare dell’articolo di questo Socci alla vita in diretta. Mi sono cascate le braccia, tanto più xchè c’era il prete di turno che blaterava discorsi fuori di senno, addirittura sostenendo che i genitori della ragazzina, essendo buoni cristiani, sarebbero stati contenti xchè la loro figlia era morta pur di difendere la sua purezza. Ma si può essere + imbecilli? Ovviamente quei poveri genitori non avranno nè tempo nè tanto meno voglia di accendere la televisione, così almeno non assisteranno allo scempio che viene fatto ogni giorno alla memoria della loro Yara.

    • silvanascricci ha detto:

      Questa del prete non l’ho sentita, per fortuna.
      Hai ragione nel dire che, probabilmente, i genitori non li hanno sentiti certi discorsi, però è una vergogna il solo farli e per di più in televisione.

  2. palbi ha detto:

    oh mamma mia, e’ la prima volta che vedo una foto
    Era veramente una bambina, povera 😦

    Quanto all’articolo, lascia proprio perdere. Si aggiunge alla lunga lista di persone che usano vicende come questa per fare propaganda o attirare l’attenzione. Patetici e senza un’anima

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Palbi, il problema è che questi personaggi, come giustamente dici tu patetici e sen’anima, qui da noi fanno opinione, e queste opinioni cominciano a circolare ed essere prese in considerazioni come serie.
      Ciao
      S.

  3. cescocesto ha detto:

    sono d’accordo, dalla prima all’ultima parola. siamo ormai in un sistema di valori al contrario, sull’orlo dell’assurdo.
    proprio un nuovo medioevo, come hai detto tu.

  4. Sandra ha detto:

    Grazie di quest’articolo Silvana… ti ho scoperto per caso dopo aver letto quell’ignobile articolo di Socci e condivido tutto quello che hai scritto.
    Ho sempre avuto antipatia per Socci e i fanatismi religiosi ma con questo credo abbia superato se stesso.
    A parte il mutuare l’idea che le donne che non sono riuscite a difendersi da uno stupro, ma non dalla morte, siano in qualche modo “sporche” e meno degne di una che, nella loro delirante idea religiosa, si immola pur di non farsi violare… dovremmo ricordare, a lui e al prete che cita Silvia, ammesso che siano capaci di capirlo, che l’istinto di conservazione porta qualunque essere vivente a difendersi da un’aggressione per SALVARSI LA VITA e NON l’imene o qualsivoglia divina purezza!!!
    Trovo quell’articolo di Socci un’offesa ed una ulteriore violenza a tutte le donne e le persone in generale, anche quei tanti bambini di cui la Chiesa sa bene, che non hanno potuto difendersi da violenze ma che comunque continuano a vivere portandosi sulle spalle la loro “croce” (come direbbero i religiosi) fatta di devastazione psicologica ed un lunghissimo percorso di recupero.
    Socci ha solo dimostrato quanto si possa mancare di comprensione, empatia, compassione e giustizia verso una grossa fetta di popolazione ferita solo per difendere idee medievali e deliranti.
    Grazie a te Silvana.

    P.s.
    ma la santificazione non dovrebbe essere qualcosa che serve a mettere in rilievo a mo’ di esempio vite esemplari per fede, compassione, empatia, amore, comprensione, altruismo?
    Secondo il loro ragionamento non vedo cosa gli impedisca di fare santi gli operai che muoiono sul lavoro… i poliziotti caduti in servizio… e io personalmente aggiungerei i cani da soccorso alpino e il gatto di Viareggio che ha salvato i padroni dallo scoppio svegliandoli.
    Oppure quello che conta per loro lo hanno soltanto le donne fra le cosce???

    • silvanascricci ha detto:

      Assolutamente sì, conta solo quello che le donne hanno tra le cosce, come e quando la utilizzano e perchè; sei ci fai caso condannano raramente la corruzione, il malaffare e cose simili che sono estremamente più peccaminose (in fondo anche Gesù scacciò i mendicanti dal tempio) ma sempre condannano, senza alcuna pietà, i peccati di sesso.
      Grazie a te di avermi letta e commentata.
      Ciao

  5. lorettadalola ha detto:

    Si sta utilizzando come martirio femmineo una violenta esecuzione – il fatto che si sia difesa non credo sia riconducibile alla salvaguardia della verginità o al tipo di vita più o meno religiosa che la vittima sosteneva – Yara è stata una giovane donna sfortunata che di fronte all’imprevisto ha reagito con coraggio difendendo la propria vita e basta, non facciamone una “santa moderna”! Facciamo piuttosto giustizia come anche tu suggerisci. ciao e a presto

    • silvanascricci ha detto:

      Anche secondo me la reazione è riconducibile alla ricerca di sopravvivenza e di fuggire, alla purezza e alla verginità, in quel momento, non credo proprio che stesse pensando.
      A presto.

  6. rasoiata ha detto:

    Su Socci manco una parola.
    Su Maria Goretti:
    e’ il processo di canonizzazione più assurdo che storia ricordi.
    Ci vorrebbe troppo tempo per spiegare l’inganno clericale sulla Goretti.
    Basta solo un dato, incontrovertibile:
    agli inizi del 1900 per un omicidio di una minore si finiva fucilati, fatalità l’assasino fu’ condannato a trent’anni, e non li sconto’ tutti.

    Nei primi anni del XX sec. , la chiesa aveva fame di nuovi santi.

    Ciao
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Sono molte le santificazioni o beatificazioni su cui si potrebbe eccepire, vedi quella del papa dell’olocausto.
      Ciao

      • rasoiata ha detto:

        Ma hai notato che, se non erro, nessuno parla più del processo di canonizzazione del papanazi?
        Secondo me ci vanno coi piedi di piombo anche dentro le mura trasteverine.

        Perché quando e’ troppo, e’ troppo.

        Ciao
        Zac

      • silvanascricci ha detto:

        anche perchè la beatificazione di Giovanni Paolo II ha messo la freccia ed è in corsia di sorpasso.

  7. faunita ha detto:

    Probabilmente Socci, come molti altri cattolici integralisti, è ancora convinto che Maria Teresa Goretti di Assunta fu Luigi, nota come Santa Maria Goretti, fosse una Ruby Rubacuori provvisoriamente travestita da contadinella, burrosa e bionda….
    Evidentemente, il buon Socci dimentica che la povera Maria viveva nelle Paludi Pontine, una zona che, ai primi del Novecento, era caritatevole definire “barbarica”. Basta cercare su Internet qualche fotografia degli abitanti delle paludi e delle lestre (capanne di terra e fango) di quell’epoca per rabbrividire. Maria Goretti NON era una donna procace, ma una bambina di 11 anni, analfabeta, scalza, sporca, affamata e malvestita, tormentata dai pidocchi e dalla malaria. Una creaturina patetica, vittima di una vita di miseria ed ignoranza in primis e, secondariamente, di un “bruto” squilibrato che, di fronte alla NATURALE resistenza di una bambina ad uno stupro (consideriamo che Maria Goretti aveva la stessa età delle vittime del mostro di Marcinelle… Qualcuno oggi oserebbe forse dire che le piccole Julie e Melissa avessero “fatto peccato”???) perse la testa e la pugnalò… Peraltro tra mezze ammissioni di impotenza e desiderio disperato di liberarsi dalla schiavitù dei campi (in galera, all’epoca, si viveva meglio che nelle tenute padronali come quella in cui avvenne l’omicidio, tanto per capire…) e contando anche che Serenelli NON era un vizioso che voleva sedurre una donzella con danze immorali e liquori, ma un contadino ignorante e rozzo, appena ventenne, proveniente da una famiglia di alcolizzati e pazzi, tormentato da impulsi sessuali cui non riusciva a dar sfogo e condannato per la vita a sgobbare nei campi.

    • silvanascricci ha detto:

      Di cosa sia convinto Socci non lo so e, soprattutto, non lo vorrei sapere.
      Non mi piace affatto la divulgazione sua e di moltissimi altri di una certa immagine della donna e del femminile.
      Le giustificazioni miserande che trovano per esaltare o atterrare solo alcuni tipi di donne agli estremi (sante o puttane) mi disgustano profondamente.

  8. faunita ha detto:

    Forse Socci ignora che – per candida ammissione dello stesso Serenelli – la povera Maria, visto che il suo aggressore impugnava il punteruolo preparandosi a colpire, si mise a gridare disperatamente “Sì, sì”. Povera, piccola, sporca, affamata, disperata Maria Teresa Goretti.
    Non voleva diventare martire.
    Non voleva morire.
    Non voleva nemmeno “fare peccato” o meglio essere violentata da un Alessandro Serenelli sporco, puzzolente, furibondo e violento. Semplicemente, come tutte le vittime di stupro (da 0 a 100 anni) era assalita dal panico. Altro che martirio.

    Ovviamente, alla commissione per la canonizzazione della poverina si rizzarono i capelli in testa, il verbale reso dall’ex “bruto” fu annullato, ecc. ecc. e a Serenelli fu “suggerito” che la poverina non avesse urlato “sì sì” ma “ih ih”. E la vittima di un pedofilo disgraziato diventò una “martire della purezza”. Povera Santa, povero assassino.

    Insomma: undici anni sono un’eta già appropriata per decidere di “morire anziché peccare”. Ventuno (l’età di Eluana prima dell’incidente che ne tranciò la vita) sono invece troppi pochi per decidere che sopravvivere tra tubi e sondino è un destino infame.

  9. faunita ha detto:

    Ps. Ti consiglio la lettura del libro “Povera Santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti” di Giordano Bruno Guerri. Non vado pazza per le sue opere in generale, ma questo piccolo saggio merita. Un saluto.

  10. Liliana ha detto:

    Carissime,
    al di là dello specifico, ( e qui addirittura una canonizzazione…) è certo un dato di fatto che gli uomini – e non soltanto Socci, naturalmente- palesano ed anche ostentano una predilezione a descrivere e – purtroppo- ad identificare” la parte” per “il tutto.”..E cioè, la donna è “quello che ha tra le cosce”

    Sul perchè di una simile deformazione…si potrebbero dire diverse cose ..Prima fra tutte , la semplice osservazione : io descrivo quello che “vedo”, ergo….gli uomini-e non solo Socci, naturalmente- “vedono” della donna davvero ben poco….o meglio…vedono quello che “gli serve” o che, in casi di , diciamo, “immaturità sessuale” ricorda loro il “rifugio originale”, sollecitandoli ad un impellente “regressus ad uterum”…
    Non voglio entrare nel merito delle “politiche” che stanno-purtroppo- dietro a tutto, e quindi, figuriamoci,naturalmente anche dietro ad una canonizzazione …La visibilità deve essere ogni tanto” rinfrescata” con una new entry….o comunque, con qualcosa di” nuovo” o meglio, e questo è il punto….con qualcosa di vecchio, volutamente mascherato di “nuovo”:.!
    Non conosco nè la vicenda di Maria Goretti , nè l’ iter della Sua Santificazione .Quindi, come ho già detto, mi astengo dall’ entrare nel merito.
    Ma come essere pensante-e soprattutto discernente,,,vorrei discernere appunto in merito alla Purezza : e dunque la Purezza- sublima OGNI pulsione, non solo quella sessuale !!!! ( perchè posso essere puro nel mio modo di andare verso gli altri, posso essere puro nella scelta di non contaminarmi dell’ uccisione di poveri animali, posso essere e sono puro quando parlo col cuore….abbandonando i miei interessi personali per un aiuto vero…e.sono puro, purissimo ..quando Amo )
    Quindi : NIENTE a che vedere con …l’ imene !!!
    Infatti : come potrebbe, con questi presupposti, un uomo, essere puro ?

    PERCHE’ la chiesa si ostina a mantenere la propria comunicazione ad un LIVELLO COSI’ BASSO ?
    Esistono, certo ” le ragioni del corpo”, come tanto efficacemente ci spiega Padre Antonio Gentili ….ma l’ uomo ( e speriamo anche la donna ! ) è Spirito, prima che materia…
    SOLO SU QUESTO PIANO ha un senso parlare di PUREZZA !

    Cos’è la PUREZZA?
    Purezza è Verità, è Coerenza, è conquista che non si difende e nè attacca,, è uno stato dell’essere, uno stato di Grazia, un centrarsi, radicarsi nel Bene..
    La Purezza nasce e cresce nel nostro cuore
    E si alimenta di Amore,
    Soprattutto, della forma più alta d’ Amore : IL PERDONO

    Che la chiesa, se vuole essere Chiesa, RITORNI A PARLARE D’ AMORE !
    Icone stereotipate da bancarella non sono più spendibili !

    Cos’ è “purezza” ? Un’ imene integro ?Ma per favore !
    E vorrei dire a Socci :
    ” Non meravigliatevi del calo delle vocazioni , interrogatevi piuttosto sul perchè molte comunità stanno sorgendo, e dal nulla, in nome proprio di un reale e concreto “bisogno di PUREZZA” !!

    Guardate a Bose, e a Romena, e a tutti gli Eremi dove anime purissime si sono ritirate a difendere la PUREZZA DEL MONDO
    e ad insegnarla, NEL SILENZIO…

    Cara Silvana, ho preso molto spazio,… Ti chiedo scusa, ma l’ argomento indica una precisa volontà di orientamento ( della massa) …che veramente disgusta,..Credo sia importante rispondere.
    E soprattutto,che siano LE DONNE a farlo !
    Ancora scusa
    Liliana

    • silvanascricci ha detto:

      PERCHE’ la chiesa si ostina a mantenere la propria comunicazione ad un LIVELLO COSI’ BASSO ?
      Perchè è funzionale al sistema.
      I poteri hanno il terrore di gente libera, pensante che prende decisioni sulla base della conoscenza, per i poteri, tutti, è pericolosissimo!
      Ciao, e hai tutto lo spazio che vuoi.

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