Tedeschi stakanov, italiani fannulloni


Ci sono moltissimi miti, anche abilmente alimentati, sul popolo tedesco.

E’ ora che vengano smentiti e le cose rimesse nella loro giusta prospettiva, qualche tempo fa su questo post facevo le mie considerazioni sul fatto che “tutti i tedeschi sanno l’inglese”, con le conseguenze che, volendo, potete andarvi a leggere; altro mito, profondamente radicato, e ben alimentato dal nostro attuale governo è che i tedeschi lavorino come matti al cui confronto Stakanov era un dilettante allo sbaraglio e gli italiani non facciano un emerito c…o e siano dei perenni ed indefessi fannulloni.

Consiglierei sia al ministro Brunetta che alla presidente di Confindustria Marcegaglia di leggere attentamente e provare a notare le differenze, proprio come si fa nei giochini della Settimana Enigmistica.

Ore di lavoro: in Italia si lavora tra le 36 e le 40 ore settimanali, sia che si parli di pubblico che di privato impiego; in Germania lavorano tutti, pubblici e privati, 35 ore la settimana.

Festività: in Italia abbiamo 12 giorni di feste civili e religiose; in Germania ne hanno 19 (e la Marcegaglia ha sbraiato per la festa eccezionale dell’Unità d’Italia in un’annata in cui ci mangiamo 4 festività).

Malattie: in Italia il tasso di assenteismo per malattia si attesta, nel 2010, intorno al 5% per il pubblico impiego e al 4% per il settore privato; in Germania il tasso di malattia è complessivamente intorno al 13,5% concentrato, soprattutto, nelle giornate del venerdì e del lunedì.

Stipendi: in Italia abbiamo, nel pubblico come nel privato, le più basse retribuzioni d’europa (escludendo la Grecia); in Germania hanno le più alte retribuzioni della comunità europea.

Pensioni: gli italiani vanno in pensione, mediamente, intorno ai 63 anni al contrario dei tedeschi che vanno in pensione, mediamente, intorno ai 61 pur avendo, formalmente, un’età pensionabile più alta dell’Italia, 67 anni contro 65 anni.

Scuola: i fanciulli italiani pur avendo un numero di settimane di vacanza concentrate nel periodo estivo, maggiore stanno a scuola di più dei loro coetanei tedeschi che hanno vacanze settimanali spalmate su tutto l’anno.

Che abbia ragione mio marito, quando sostiene che in Germania, e lui che per i tedeschi lavora dovrebbe saperlo, si sta molto meglio che in Italia?

I fatti sembrerebbero dargli ragione, e non solo i fatti se Berlino viene soprannominata Tunis (Tunisi), ma con un gioco di parole significa anche Tue nichts, non far nulla.

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20 risposte a Tedeschi stakanov, italiani fannulloni

  1. Dada ha detto:

    Ho una carissima amica che vive e lavora in Germania da quasi 30 anni, non tornerebbe mai in Italia, malgrado le voci sulla severità tedesca i lavoratori sono tutelati fino al punto di poter discutere con i datori di lavoro il futuro dell’azienda. Lo stipendio che lei percepisce, qui in Italia i lavoratori dipendenti se lo sognano, eppure non è nemmeno laureata. Noi stiamo tornando indietro, ai tempi de “l’albero degli zoccoli” dobbiamo muoverci e non permettere a dui fanca..isti di offenderci.

    • silvanascricci ha detto:

      Ha ragione, anche mio marito che lavora per una ditta tedesca vede le differenze con i suoi colleghi italiani, sono tantissime e tutte a loro favore.

  2. palbi ha detto:

    il problema non e’ che in Italia si lavoro poco ma che si lavora male. Eternamente alle prese con la burocrazia (quella statale e quella riprodotta paro paro all’interno delle aziende), senza metodo e senza entusiasmo

    • silvanascricci ha detto:

      Ti assicuro che la burocrazia tedesca è allucinante, lo vedo proprio con mio marito che lavora per la più grande ditta tedesca e la più grande ditta del mondo.
      Infatti tutti i giorni ostia e si incazza proprio per l’eccesso di burocrazia del sistema germanico.

  3. Angie ha detto:

    Grazie ai sindacati?

  4. Marinella da Durban RSA ha detto:

    Cara Silvana, ho vissuto a Berlino, mio figlio maggiore ha iniziato l’asilo ed e’ nato mio figlio minore.
    Questo per dirti che ho avuto il piacere di testare il servizio pubblico tedesco quasi al completo, e’ stata un’esperienza indimenticabile che non ho mai potuto ripetere negli anni seguenti quando siamo rientrati in Italia.
    Tutto funziona perche’ pianificato fino all’osso, tutti fanno il proprio dovere e tutti prendono seriamente il proprio mestiere sia nel privato che nel pubblico.
    Ti rendi conto che hai uno Stato che ti tutela e che tu sei lo Stato, se questo semplice concetto l’avevo acquisito io cittadina italiana con permesso di lavoro figurati chi e’ tedesco.
    Mi e’ dispiaciuto tantissimo lasciare Berlino e i berlinesi, mi manca ancora oggi.
    Un abbraccio, Marinella

    • silvanascricci ha detto:

      Stiamo cercando casa a Berlino, quando l’avremo se ti prende un attacco acuto di eccessiva nostalgia puoi venirci a trovare!
      Un abbraccio
      Silvana

      • Marinella da Durban RSA ha detto:

        Silvana sei veramente un’amica, fra l’altro hai il mio indirizzo e-mail privato, da cui commento i tuoi articoli, quindi appena hai fatto fammi sapere in quale quartiere avrete trovato casa.
        Se ti posso dare un consiglio la zona meno cara e’ SPANDAU peraltro bellissima, verdissima e servita con eccellenza, noi vivevamo a CHARLOTTEMBURG-Grunewald vicino allo Stadio ….
        Mi riaffiorano i ricordi e anche le lacrime agli occhi, forse sembrero’ ridicola ma una parte del mio cuore e’ rimasto li.
        Marinella

      • silvanascricci ha detto:

        Io, al contrario del mio consorte, punterei su Kreuzberg; quartiere vitale e multietnico.

  5. rasoiata ha detto:

    Alla base di tutto c’è una storia:
    i tedeschi hanno appreso appieno il nefasto periodo nazionalsocialista.
    Cosa che qui da noi e’ ben lungi dall’essere metabolizzata in egual misura.

    Basta solo un esempio:
    in Germania, uno come l’On. Ciarrapico, verrebbe votato solo dal suo cane.

    Ciao,
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Almeno loro da un fatto nefasto hanno trovato modo di imparare, noi neppure quello!
      Ciao
      S.

    • Marinella da Durban RSA ha detto:

      Carissimo Rasoiata, quello che hai scritto e’ verissimo ma devo comunque dire che quando ci ho vissuto era il primo decennio dalla caduta del muro e la differenza fra l’ex ovest e l’ex est era evidentissima anche per i servizi. Mentre l’ovest era efficentissima l’est era rimasta mentalmente all’ex dittatura russa, quindi con personale poco qualificato, assenteista, svogliato ed arrogante.
      Altra cosa, la Germania dell’ovest dopo la sconfitta venne “controllata” da Francia, Inghilterra e USA fino al 1990, si e’ evoluta sia economicamente che tecnologicamente mentre l’est del Paese e’ rimasto paralizzato essendo sotto la dittatura sovietica.
      Il tempo e una vera classe politica hanno amalgamato il popolo tedesco, noi invece dopo 150 anni siamo ancora lontani dall’essere Italiani dalle Alpi alla Sicilia.
      Con affetto, Marinella

      • rasoiata ha detto:

        Cara Marinella,
        difatti il “socialismo” di Stalin e i suoi successori ricalcava in tutto e per tutto il nazionalsocialismo.

        Ciao
        Zac

  6. Quarchedundepegi ha detto:

    Mi associo a palbi. È la qualità quella che conta, non la quantità. Se io vado su un treno in Germania, quasi sicuramente trovo un treno pulito, personale gentile e probabilmente arrivo in orario.
    Se vado in treno in Italia, sovente trovo sporco, il personale non è valutabile dato che, spesso e volentieri, non si fa vedere e normalmente (se vado su treni normali) arrivo in ritardo.
    Quello dei treni è solo un esempio. Non parliamo poi degli uffici che dipendono dallo stato. Provate a scrivere all’INPS (una normale lettera con giusta affrancatura). Vi risponderà?
    E se telefonate a un Ministero?

    • silvanascricci ha detto:

      Sono d’accordo pure io che conta la qualità e non solo la quantità del lavoro, ma queste considerazioni andrebbero fatte a Brunetta e Marcegaglia.

  7. quarchedundepegi ha detto:

    Se me li presentate glielo dico. Chiedo loro anche se quando hanno la “bua” se vanno in un ospedale italiano o se preferiscono andare all’estero come fanno il Berlu e il Bossi.

    • silvanascricci ha detto:

      Da questo dissento fortemente, gli ospedali italiani, almeno quelli del nord, non hanno nulla da invidiare per qualità e professionalità nelle cure a quelli tedeschi.

  8. quarchedundepegi ha detto:

    Non ho voluto denigrare l’ospedale italiano. Mi farebbe piacere sapere perchè i personaggi sunnominati vanno a farsi curare all’estero. Il primo in America, il secondo in Svizzera. Non hanno fiducia delle cure italiane (che governano?).

    • silvanascricci ha detto:

      Probabile, ma più che altro credo che si tratti di snobismo; anche se Berlusconi al San Raffaele ci è andato spesso.
      Mentre Agnelli si fece operare al cuore alle Molinette di Torino.

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