La vecchiaia del paese


Noi non saremo mai in grado di fare una rivoluzione per molteplici ragioni, alcune le analizzavo già tempo fa in questo post e non insisterò ulteriormente.

Me ne è venuta in mente un’altra, e l’ho visto osservando le rivolte nel nord Africa, in Egitto, in Tunisia e quella sanguinosa e drammatica in Libia.

Siamo vecchi.

E non parlo della vecchiaia politica del nostro paese, parlo proprio dell’anagrafe; abbiamo un’età media di 45 anni; non abbiamo più l’età.

Perchè bisogna pur dirlo che per ribellarsi, per fare la rivoluzione bisogna essere giovani e non solo di spirito, ma proprio di corpo; per fare la rivoluzione bisogna aver vent’anni.

Serve la passione, l’orgoglio, la spregiudicatezza, l’incoscienza della giovinezza; e soprattutto serve il vigore e la forza dei vent’anni.

Fare la rivoluzione è faticoso, spezza le ossa, mette a dura prova il corpo e, tutto questo, dopo la giovinezza non lo possiedi più; sei stanco, hai gli acciacchi e ti chiedi chi te lo fa fare, che in fondo stai benino anche così, per cui lasci perdere, lasci correre.

Cominci anche pensare a cosa ci perderesti, a cosa dovresti rinunciare ed, allora, la pusillanimità fa capolino, la vigliaccheria prende il sopravvento e finiamo col stare tutti fermi.

A quali giovani poi lasciamo il compito della ribellione? a quei molti, dei pochi che abbiamo, che si occupano di avere l’abito alla moda, l’occhiale nero firmato, la borsa Vouitton, che salgono e scendono senza un perchè da un SUV, che guardano Amici e il Grande Fratello sperando di passare dall’altra parte dello schermo?

No, decisamente, non siamo un popolo nato per le ribellioni e le rivoluzioni, ora come non mai.

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9 risposte a La vecchiaia del paese

  1. Rosellina ha detto:

    Forse, ma diamogli una mano diffondendo questo video [oknotizie.virgilio.it] semplice e con parole d’ordine chiare esattamente come vogliono i bloggers libici che hanno iniziato questa cosa

    ciao

  2. dicksick ha detto:

    I giovani non sono tutti così. Spesso si celano nei sotterranei. Sono lì, pronti ad emergere. Poi, certe volte, si rassegnano. A causa dei berlusconiani, degli stage non pagati, della sfiducia nella giustizia e nel paese, e di tante altre cose. In questo, sono già vecchi. Temono di dover scuotere un Paese sotto l’effetto dei narcotici, che quindi non riuscirebbe mai a svegliarsi. In questo, non sono giustificati. Basterebbe solo un atto, un atto collettivo, anche che apparentemente non serve a nulla. Quella sarebbe la vera Unità d’Italia.

    • silvanascricci ha detto:

      Che ci siano anche giovani come dici tu sono sicura; il problema è che in questo paese i giovani sono minoranza, contrariamente ad altri paesi anche europei, e quelli che hanno voglia di lottare non sono maggioranza.
      Io sono dell’idea che se uno/a non è rivoluzionario (in tutti i sensi ed in ogni direzione) a vent’anni, allora è un coglione.

  3. rasoiata ha detto:

    Soprattutto, fare la Rivoluzione significa mettere a disposizione la propria vita.

    Ciao,
    Zac

  4. rasoiata ha detto:

    Parafrasando l’aspettativa di vita del nano priapo, sono a un terzo dell’esistenza.
    E poi il fisico vale ben poco, se non sai lanciare una granata, o premere il grilletto di un AK47.

    Ciao,
    Zac

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