Noi radical chic


Secondo il ministro dell’Istruzione, a manifestare oggi “sono solo poche radical chic”.

A parte che non eravamo poi così poche, e neppure pochi, cosa c’è di male ad essere radical chic?

Cosa c’è di abberante nell’essere intellettuali?

Parebbe che parole come intellettuali, chic, siano diventate improvvisamente degli insulti, delle sconcerie da cui tenersi lontani; secondo definizione del vocabolario italiano intellettuale significa: che concerne l’intelletto o le opere dell’intelletto od anche: chi esercita un’attività intellettuale o ha spiccati interessi culturali.

Sarò pure lenta di comprendonio ma non riesco a vederci neppure una stilla di vergogna e di rincrescimento nell’essere, più o meno intellettuali.

Dovrei, per contro, pensare che la Gelmini, la Santanchè che tanto detestano l’aggettivo e lo utilizzano come offesa si intendano, si considerino, l’esatto contrario ovvero: analfabete ed ignoranti (sempre dal vocabolario italiano).

D’altronde anche l’epiteto lanciato ad ingiuria di chic non mi vede affatto contraria dal momento che significa fine, elegante, raffinato per cui tenderei a considerarlo, piuttosto, un complimento, mentre loro considerano se stesse, invece, volgari, rozze e dozzinali.

Comunque brave; noi saremo anche intellettuali e chic ma sicuramente voi non siete particolarmente furbe, però siete sincere affermando di non essere nè intellettuali, nè chic!

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22 risposte a Noi radical chic

  1. Bepi ha detto:

    Silvana, in quanto a scrivere cavolate colossali non sei seconda a nessuno.

  2. Celito Olindo ha detto:

    Si sta parlando della Gelmini, scommettiamo che non conosce il significato di radical chic?

  3. Silvana ha detto:

    Potrebbe essere… In fondo, ripete spesso, a pappagallo, quello che le dicono di dire.

  4. Tonino ha detto:

    Di ”Radical chic” ve ne sono diverse di definizioni.
    Il Crotti da’ del radical anche a E. Scalfari.
    Ho visto le donne in piazza oggi ed immagini ne arrivano da tutta Italia ed Europa.
    Chi ha manifestato oggi è una donna che non vuole esprimere giudizzi sull’economia, sulla cultura, sulle manovre del governo (se ve ne fossero).
    Hanno manifestato chi si è visto spalmare di grasso la via , chi ha ricevuto offese da quelle che entrano dalla porta di servizio,da chi non ha avuto consensi da organizzazioni civili e politiche e si ritrova su sedie importantissime, salvo poi far esprimere decisioni dal capo.
    Non c’era nessuna ,in piazza, con il dito medio alzato, caro Signore.
    Che vuol dire chic essere trasandate con cura, viaggiare per turismo, essere intenditrici di vini e salumi ?
    Non trovo niente di male anzi, queste donne di oggi ,sollevano il mignolo bevendo e sorridendo alla vita.
    Caro Signore , si tenga quelle con il medio pronto all’uso ,chissà se un giorno lo userà anche contro di lei.
    Corra via prima che può, non si sa’ mai, quelle non sono chiccose !
    Ciao T.

    • silvanascricci ha detto:

      Infatti, caro Tonino, io oggi ero in piazza e donne con il dito medio alzato non ne ho vista neppure una.
      Certe cose di classe le lasciamo alla Santanchè e a tutte quelle come lei.
      Ciao
      S.

  5. laura ha detto:

    ebbene sì io sono fiera di essere radicale,chic,intellettuale,sono moralista ,sono puritana e pensate ,orrore,sono anche di sinistra!Se devo essere liberal,moderna,se devo assomigliare alla signorina Minetti,a Silvio,a Fede o alle orde di signorine orgettine preferisco essere una racchia di sinistra!!!!

  6. Barabba Marlin ha detto:

    io ho sempre sentito usare “radical chic” nell’accezione di snob di sinistra più che di eleganti intellettuali

    • silvanascricci ha detto:

      Certo che esiste anche l’accezione che tu indichi, ma dal momento che certi personaggi disprezzano così tanto mi sento orgogliosa pure di essere un po’ snob.

      • Barabba Marlin ha detto:

        sì ma non snob verso chi è di destra… ad esempio quando qualcuno mi dice che un locale è radical chic penso che è un locale che si finge povero ma che presenta conti da cinque stelle. Da Wikipedia: “Radical chic è un’espressione idiomatica, mutuata dall’inglese, per definire gli appartenenti alla ricca borghesia che, al fine di seguire la moda del momento, per esibizionismo o per inconfessati interessi personali, ostentano idee anticonformistiche e tendenze politiche fortemente radicali, generalmente avulse o diametralmente opposte ai valori culturali e sociali del ceto di appartenenza. Nell’immaginario popolare tale gruppo si identifica anche per l’esibizione di cultura “alta”, per la curata trasandatezza nel vestire e, talora, anche per la ricercatezza in ambito gastronomico e turistico. In genere è una forma di ipocrisia socio-economica, dove “si predica bene e si razzola male”.”

      • silvanascricci ha detto:

        Bene caro Barabba, hai ragione.
        Ma io voglio dare un nuovo taglio all’espressione; e poi lezioni da gente come la Santanchè and company, che hanno miriadi di scheletri negli armadi guardaroba, non ne prendo.
        In fondo cosa vuoi che siano i radical chic, comunemente intesi, al confronto di questa gentaglia…
        Ciao

  7. pippi ha detto:

    anch’io sono una radical chic che è andata alla manifestazione e sono stata poprio contenta di vedere una platea di donne straoridinarie, di ogni età, mai sopra le righe, che dimostravano coraggiosamente quanta rabbia e delusione ci portiamo dentro. Per le disparità salariali sui posti di lavoro, per le difficoltà di conciliare lavoro e impegni familiari in un mondo del lavoro organizzato al maschile, per i lavori precari e sottopagati dei nostri figli e soprattutto per un governo ridicolo affaccendato solo alla propria sopravvivenza negando l’evidenza del degrado che sta mostrando al mondo intero……….ed allora WW LE RADICAL CHIC…………

    • silvanascricci ha detto:

      Come ho scritto anche al commento di Zac, quello che mi ha maggiormente colpito è stata l’allegria, le risate ed i colori.
      E siamo già in due a rileggere il radical chic…

  8. rasoiata ha detto:

    Sono completamente concorde con te, Cara Silvana.

    Ieri mi sono commosso un bel po’.

    Ciao,
    Zac

    p.s.
    Non posso esimermi nell’augurare una dissenteria fulminante al bepi che ha scritto il primo commento.

    • silvanascricci ha detto:

      Io, invece, mi sono anche divertita parecchio; c’era un bellissimo clima di allegria, ironia e partecipazione.
      Ciao, carissimo.

  9. Barabba Marlin ha detto:

    @Silvana: assolutamente d’accordo. Inoltre volevo precisare, ma probabilmente è superfluo, che se a volte mi impunto su alcuni argomenti non è per il gusto di rompere le palle, ma perché è proprio in cose come questa, cioè discutere sul significato delle parole (che poi corrisponde al discutere sul significato delle cose), che ci differenziamo dagli altri, da quelli che accettano tutto, da quelli che “è tutto un complotto”, da quelli che “è tutta invidia”, da quelli che “è comunque meglio del comunismo”, ovvero, nell’usare il cervello. Saluti.

    • silvanascricci ha detto:

      Sì, in effetti è superfluo, perchè a me piace discutere sulle parole, io adoro le parole, mi piace la loro musica, il loro suono, il loro cambiare di significato se muta l’ambientazione, il loro creare emozioni.
      L’unica cosa che mi dispiace è di non saperle usare, di non saperle suonare.
      Saluti a te.

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