Suore e puttane


Suore e puttane
di Concita De Gregorio

Nel disperato e spaventato tentativo di far sembrare la manifestazione di domenica prossima una piccola cosa, una cosa di donne, sono scese in campo le truppe da combattimento dei sostenitori e dei fiancheggiatori dell’Arcore style.

Quelli che, a partire dall’anziano Ostellino, spiegano che ogni donna è seduta sulla sua fortuna dunque che male c’è, è sempre andata così, l’Italia in fondo è veramente un bordello abbiamo letto di nuovo ieri sul Corriere.

I più raffinati, per così dire, schierano donne a denigrare altre donne nel tentativo di scatenare quella che, se solo si scatenasse, chiamerebbero entusiasti una rissa da pollaio.

Il sottotesto, il retropensiero divertito di chi manda in tv e mette in prima pagina le Santanchè da combattimento è il seguente: ecco, guardate, donne contro donne. Come se le donne non rispondessero alle categorie di ogni essere umano e non ce ne fossero di ladre e di oneste, di servili e di libere, di capaci e di inette.

Gli argomenti più in voga, per denigrare chi crede che le donne siano capaci per prime di reagire al “sistema” piuttosto che adattarvisi, sono i seguenti: sono femministe, moraliste. Predicavano il libero amore ora si atteggiano a suore.

Le brave ragazze contro le prostitute, le madri contro le puttane, il mondo diviso in Maria e Maddalena così come i libri sacri ci insegnano, come gli uomini in fondo desiderano.

Le puttane per strada offendono il decoro urbano, in villa sono accompagnate dagli autisti.

Il femminismo e il moralismo non c’entrano: molte suore hanno firmato il nostro appello e parecchie prostitute, preti e libertini come se aveste la pazienza di leggerci capireste.

Ammesso che l’obiettivo sia capire, naturalmente.

Carla Corso, una donna di 65 anni che è stata ed è leader del comitato per i diritti civili delle prostitute, ci racconta oggi perché aderisce alla manifestazione.

Dice, a un certo punto: “Noi eravamo in lotta contro il mondo, volevamo rompere l’ipocrisia, queste ragazze non sono contro ma sono funzionali al sistema”. Il femminismo è stato un movimento politico portatore di diritti.

Le ragazze che negli anni Settanta non erano nate, quelle che come me andavano alle elementari non hanno combattuto quella battaglia: ne hanno goduto i frutti.

Ma i diritti non sono dati per sempre, vanno difesi: con la cultura, con la consapevolezza.

Scrivevo anni fa le storie vere di Dalia, la ragazzina dell’Est venduta dalla nonna a 12 anni, di Cristina, la studentessa che fiera di farlo rivendica il suo diritto a fare la puttana.

La libertà consiste nel darsi il destino che si vuole. Credo che il “sistema” di cui parla Lele Mora e che da decenni è un modello di referimento per generazioni di ragazze – quelle sulle copertine dei rotocalchi, in tv – proponga come strada per la realizzazione di sé una libertà condizionata alla sottomissione.

Un mondo di cortigiane, dice Carla Corso.

Il problema non è mai chi vende, è chi compra.

L’amore è gratis, si può fare in quanti e come si vuole.

Anche vendersi è lecito.

E’ l’acquisto all’ingrosso, della società intera, che fa schifo.

In specie se si comprano adolescenti: che siano consenzienti, e i loro padri con loro, non migliora.

Peggiora piuttosto la responsabilità di chi dovrebbe indicare altri orizzonti e non lo fa.

Di chi cavalca la sua privata debolezza spacciandola per legge di vita.

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12 risposte a Suore e puttane

  1. rasoiata ha detto:

    Cara Silvana,
    uno dei post più lucidi e condivisibili che abbia mai letto su queste pagine.

    Come direbbe l’amico Barabba:
    “post masterpiece”.

    Grazie.
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Peccato che non sia mio, ma condivido in pieno quello che dici: gran bel pezzo di Concita!

      • rasoiata ha detto:

        Tu e Conchita valete uguale.
        In questo caso tu sei l’editrice, Conchita la scrittrice.
        Un po’ come Ferlinghetti per la Beat generation.
        E non e’ poco.

        Ciao,
        Zac

      • silvanascricci ha detto:

        Decisamente non è poco, caro Zac e ne sono lusingata.

    • barabao ha detto:

      in realtà tutto quello di cui parlate è morale nel senso che non vi piace la realtà, ma il reale è l’unica cosa che esiste, quando sarete capaci di cambiare il mondo, se ciò è mai possibile, la realtà sarà un’altra, ma al momento non è così.
      Quindi la vostra morale è solo il segno della vostra impotenza

      • silvanascricci ha detto:

        Mi scusi se mi permetto, ma questo commento è incoerente.
        Presupposto come valido il suo assioma, la morale è il segno della volontà di cambiamento.

  2. Giovanni Farzati ha detto:

    Da appoggiare il post conchita; i giornali devono pur campare, di questi tempi è dura per tutti anche per i fogli berluscones; vanno distinte le cose, dame, puttane, brave ragazze, perchè vi menate? una puttana è degna di rispetto come una brava donna di casa che cresce figli e sopporta il marito; non prechiamo bene e razzoliamo male..sulle manifestazioni di piazza, ben vengano, anche se non si raccimola neanche mezzo voto..

  3. alvi ha detto:

    Cara Silvi non sono proprio d’accordo.
    Ti ho già citato muraro e insisto, chi vuole legga

    http://www.libreriadelledonne.it/news/articoli/contrib240111_luisa.htm

    Baci

    (PS c’è sempre una prima volta: sono riusicto a inserire un link!!)

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Alvi,
      pur rispettando l’articolo linkato (basta insistere e si riesce a fare tutto, beh quasi tutto) non ritengo che la classe politica vicina al premier possa essere leva perchè essi, magari avendo anche il senso della decenza non possono esercitarlo poichè non hanno alle spalle un consenso elettorale ma soltanto una coptazione di eleggibilità; in seconda battuta non rilevo nella lettera di Concita una separazione pregiudiziale tra chi si prostituisce e chi no.
      Io ho sempre pensato che le donne debbano essere libere di fare il mestiere che vogliono, prostituzione compresa, senza essere tacciate di alcunchè, ma mi chiedo quanto queste ragazze siano libere e quanto infulenzate dal potere e da un certo di tipo di comune pensiero sul potere stesso ed i vantaggi che ne discendono.

      Baci!

  4. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana pare che su questo argomento ti abbia già espresso il mio pensiero. Comunque complimenti per l’articolo.P.S.Se ti fa piacere puoi leggere sul mio blog “E dduie cane”. Un abbraccio. Antonio.

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