La fine di una carriera


Uno impiega tutta la vita a crearsi una reputazione ed in cinque minuti la distrugge.

E’ quello che succederà a me nei prossimi tempi, ho impiegato circa trent’anni a costruire un’immagine di affidabilità, serietà e competenza e so che tutto ciò andrà, bellemente, a puttane.

Ho finito di girare le riprese del filmetto in cui ho una piccola parte, e vi comunico che, in vita mia, ho fatto, come attrice, due esperienze in una, la prima e l’ultima.

C’è da valutare una cosuccia che non avevo mai preso in considerazione: fare l’attrice è una fatica cane.

Prima il trucco e parrucco, poi le infinite scene ripetute, rifatte, rigirate fino allo sfinimento, l’attenzione per le entrate e le uscite nei tempi giusti, fermarsi ai segni per terra, senza però degnarli neppure di un’occhiata, l’ansia da telecamera, le dimenticanze sulle battute a cui tenti di mettere pezza andando a braccio; il regista che ripete “riprendiamo dalla terza battuta” e tu che impieghi la metà delle tue capacità mnemoniche a ricordarti qual’era la terza battuta e l’altra metà per ricordare quali erano le parole della terza battuta.

Stai ore in piedi ad aspettare lo spostamento delle luci e le prove microfono; stai fuori al freddo vestita di niente cercando di battere i denti solo con la mente.

E finalmente il regista dice la tanto agognata frase: “Buona la trentaquattresima”, e il sospiro di sollievo si sente fino a trecento chilomentri di distanza.

Decisamente è un mestiere che non fa per me.

Al massimo, fossi alla fame, potrei prendere in considerazione l’idea di attrice di teatro, almeno le prove si fanno sempre al caldo e al coperto.

Oddio, certo che se mi dimenticassi le battute… non sarebbe buona neppure la centesima.

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10 risposte a La fine di una carriera

  1. Barabba Marlin ha detto:

    dai che il montaggio fa miracoli! 🙂 comunque parafrasando il pensiero di Dino Risi sei un’attrice vera, infatti secondo una sua massima “recitare è una cosa che tutti gli umani sanno fare, eccetto alcuni attori”.
    Ma che film è e chi è il/la regista?

  2. Giovanni Farzati ha detto:

    cinema che passione, io vivo nella terra di Benvenuti al sud, è un lavoro massacrante per gli addetti ai lavori, ho visto girare una scena del film di Castellabate, quando Bisio corre per le vie, 2009, caldo boia, lui sfinito, beveva gatorade a fiumi, sono sceso a mare, bagno,caffè, quando sono salito, frescura della sera, ancora provavano, capperi..mi dici che ti vuoi dare al teatro, meglio al corto, spesso la rigidità del copione va farsi benedire..

    • silvanascricci ha detto:

      No, no caro Giovanni, non mi voglio dare proprio a nulla; è stato anche parecchio divertente però, come ho scritto, ne ho fatte due in una: prima ed ultima.
      Bon, finito lì; esperienza terminata: the end!

  3. cescocesto ha detto:

    quand’è la prima? così prenoto il treno per Bologna. 😉

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