Non so che cosa sto dicendo, ma lo dico


Questa sera a Ballarò la ministra della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini che si è laureata in giurisprudenza a quasi 30 anni (abbondantemente fuori corso) con una votazione di 100 su 110 dopo aver superato l’esame di stato a Reggio Calabria perchè a Brescia proprio non ce la faceva, che non è mai stata docente di materie giuridiche, che mai ha fatto l’avvocato (anche perchè non ha mai trovato un disperato così disperato da farsi da lei difendere) ha dato del bugiardo e dell’incompetente, su temi giuridici, a Stefano Rodotà che si è laureato nei tempi canonici, ha insegnato materie giuridiche nelle università italiane e ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Parigi, Francoforte, Strasburgo, Edimburgo, Barcellona, Lima, Caracas, Rio de Janeiro, Città del Messico.

È inoltre, sempre Rodotà, non la Gelmini, Visiting fellow, presso l’All Souls College dell’Università di Oxford e Professor alla Stanford School of Law, California. È vice-Presidente dell’International Society for Cultural Property; membro del Gruppo di esperti della Commissione dell’Unione Europea per l’etica delle biotecnologie e del Legal Advisory Board for Market Information.

Ma c’è una cosa in cui la Gelmini è professoressa: la faccia tosta nel sparare cazzate telecomandate.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Femminile, Politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

21 risposte a Non so che cosa sto dicendo, ma lo dico

  1. rasoiata ha detto:

    Ma Silvana! Gelmini vs Rodota’ vale come Battipagliese vs Los Angeles Lakers, non si gioca nemmeno la partita.

    Peccato che l’esimio Rodota’ Non si chiami Stefania, se quella volta lo
    succhiava lui al nano magari adesso
    avremmo un ministro dell’istruzione, e non una meritrice prestata al potere.

    Non so’ se lo sai, ma la più grossa della EnteroGelmini e’ che, in quel di Desenzano, quando era a capo del consiglio comunale, fu esautorata dai suoi stessi consiglieri leghisti per incapacità organizzativa e politica.
    Poi si reco’ ad Arcore con il giardiniere.
    Lo stalliere era già andato via…

    Ciao
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Ma è proprio perchè non c’era gara, caro Zac, che mi ha fatto ancor più arrabbiare la supponenza, l’arroganza della Gelmini che ripeteva a pappagallo quello che le hanno insegnato a dire.
      Ciao

  2. umberto ha detto:

    Quando non vi è rispetto degli altri si offende senza argomentare adeguatamente.

    Rodotà ha espresso correttamente degli argomenti, magari in maniera di parte, giuridicamente interessanti, cota e la gelmini hanno semplicemente replicato con offese.

    L’ignorante offende, chi sa risponde e approfondisce.

    • silvanascricci ha detto:

      Quello che mi fa andare in bestia è che la Gelmini non ribatteva argomentando le tesi di Rodotà, dalle quali si può tranquillamente dissentire, ma soltanto ripetendo come un mantra che diceva bugie, raccontava palle.
      Da quando in qua, poi, un’opinione può essere bugiarda?

      • umberto ha detto:

        Nessuna opinione è bugiarda.

        La Gelmini e Cota hanno dimostrato la loro incapacità a sostenere un confronto.

        Rodotà ha detto cose giuste e altre sbagliate, ma putroppo non aveva di fronte un interlocutore adeguato.

        Come ho già scritto gli ignoranti offendono, e quei due hanno dimostrato di non essere nulla di più.

      • silvanascricci ha detto:

        L’ignoranza di Cota e della Gelmini era evidente; io ho fatto giurisprudenza, mi può dire quali erano le cose sbagliate di Rodotà?

  3. quarchedundepegi ha detto:

    Penso che tutti abbiano il diritto di dire bugie, non solo ma qualche volta la bugia è necessaria.
    Ieri sera di Ballarò ho visto solo la copertina che ritrae D’Alema a St Moritz.
    Per quanto riguarda la Gelmini, se quello che scrivi corrisponde alla realtà (potrebbe essere peggio), credo di poter dire che, se è riuscita così bene a far carriera, ha sicuramente una marcia in più di noi comuni mortali.

    • silvanascricci ha detto:

      Rodotà non raccontava palle, basta andare a verificare sui testi di diritto costituzionale italiano e degli altri paesi europei, ha inoltre espresso le sue opinioni e, un’opinione non è mai bugiarda, tutt’al più se ne può dissentire.
      E non le dico quale è la marcia in più della Gelmini perchè sono una signora!

  4. lorettadalola ha detto:

    Non so se hai notato le espressioni di profondo disgusto alle battute di Crozza, segno evidente che negare la realtà è ormai un dato condiviso e definitivo dei seguaci del “sire”. ciao

  5. Giovanni Farzati ha detto:

    Telegatto in stupidita per Mariastella, che ha dato del bugiardo, potrebbe anche starci, ma incompetente, cioè non preparato nella materia giurica a Rodotà, la Maria stella conferma il suo telegatto per intero, senza se senza ma..La politica di oggi ci fa assistere a delle sfilate di bifolchi che ci fanno mettere le mani nella parrucca.

  6. cescocesto ha detto:

    io dopo ballarò ho sempre bisogno dell’antiacido, cara silvana.

    la Gelmini è maestra nello sparare cazzate a comando, e potrebbe andarlo ad insegnare al Campus della Libertà (o come diavolo si chiama) quando la sua breve ma fulminante (nel senso che ha fulminato i cervelli degli studenti) carriera da ministra sarà finita.

  7. Marinella da Durban R.S.A. ha detto:

    Carissima Silvana … non ci sono parole per commentare la Gelmini ma sull’onda del tuo articolo, QUANTI SUV HA LA GELMINI????????????????? Grande auto PICCOLO CERVELLO! Pensa il marito che GENIO puo’ essere!

  8. Antonio ha detto:

    Bella la risposta tua a “quarchedun depeggi”, cara Silvana! Ho visto anch’io “Ballarò” e non sapevo se piangere o rifdere per tutte le strn..ate che diceva- e con che foga- la mariastella. Ma dove siamo finiti?! In quali mani è caduta l’Italia? Anni fa ho avuto il piacere di incontrare a Roma Il Prof. Stefano Rodotà, quando si tentava di dar vita al movimento della Lega dei Socialisti, unitamente al “pretore d’assalto” Gianfranco Amendola, Enriquez Agnoletti, Paolo Leon, Franco Fedeli, Fraco Bassanini e tanti altri- e ne conservo un riverente ricordo ed un’immutata stima. La mariastella l’ho vista anche ad “Anno zero” e mi sono consolato quando la preparata giovane ha rigettato tutte le sue tesi e l’ha rintuzzata in ogni sua affermazione. Un abbraccio. Antonio.-

    • silvanascricci ha detto:

      Ah no?!?
      Non sono mica una che sta a smacchiare i leopardi o a pettinar le bambole, io.
      Non sono mica come la Gelmini, io. 😉

  9. umberto ha detto:

    Cara Silvana, le due cose parzialmente sbagliate che ho rilevato dal discorso di Rodotà sono il riferimento al principio di uguaglianza e all’immunità.

    Come Lei sa l’art. 3 della Costituzione prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini, tale assunto però deve essere ricondotto al contesto storico di promulgazione della norma e non ampliato a quello che, fortunatamente, è la situazione odierna. L’uguaglianza a quel tempo era intesa al fine di dare a tutti i cittadini gli stessi doveri e gli stessi diritti, ma la stessa Costituzione, nelle successive norme, prevedeva delle distinzioni che determina un diverso trattamento dei cittadini.

    Il secondo errore è la riduttività della dell’immunità parlamentare alla non perseguibilità per i reati di opinione.
    Nella previgente formulazione era espressemente previsto che il membro del parlamento non poteva essere sottoposto a nessun tipo di procedimento penale (e quindi non solo a quello del reato di opinione) senza il preventivo consenso della camera di appartenenza.

    Dobbiamo sempre ricordarci che la Costituzione è stata promulgata dopo un periodo di dittatura e il legilsaltore, correttamente, ha voluto assicurare ai rappresentanti del popolo una serie di protezioni che i comuni cittadini non godevano. Queste protezioni erano oggettivamente fondate sul timore che si ripetessero, come avvenuto nel ventennio, operazioni giudiziarie nei confronti di parlamentari (in questo caso di opposizione) da parte della magistratura simpatizzante con il fascismo.

    Nell’esposizione fatta da Rodotà queste distinzioni non vengono fatte, pertanto un interlocutore attento e competente le avrebbe rilevate, mentre abbiamo assistito ad un volgare attacco indegno di un confronto civile.

    • silvanascricci ha detto:

      Secondo me contestualizzare l’art. 3 della costituzione è sbagliato e foriero di gravissimi distingui, si può contestualizzare l’impedimento a presentarsi in udienza (e il giudice ha il dovere di entrare nel merito dell’impedimento) per cui, secondo me, Rodotà non ha nè sbagliato, nè omesso.
      L’art. 420ter del C.P.P. dichiara:
      1. Quando l’imputato, anche se detenuto, non si presenta all’udienza e risulta che l’assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d’ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l’avviso all’imputato, a norma dell’articolo 419, comma 1.
      2. Con le medesime modalità di cui al comma 1 il giudice provvede quando appare probabile che l’assenza dell’imputato sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuitoo forza maggiore. Tale probabilità è liberamente valutata dal giudice e non puó formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione.
      3. Quando l’imputato, anche se detenuto, non si presenta alle successive udienze e ricorrono le condizioni previste dal comma 1, il giudice rinvia anche d’ufficio l’udienza, fissa con ordinanza la data della nuova udienza e ne dispone la notificazione all’imputato.
      4. In ogni caso la lettura dell’ordinanza che fissa la nuova udienza sostituisce la citazione e gli avvisi per tutti coloro che sono o devono considerarsi presenti.
      5. Il giudice provvede a norma del comma 1 nel caso di assenza del difensore, quando risulta che l’assenza stessa è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato. Tale disposizione non si applica se l’imputato è assistito da due difensori e l’impedimento riguarda uno dei medesimi ovvero quando il difensore impedito ha designato un sostituto o quando l’imputato chiede che si proceda in assenza del difensore impedito.
      Nessun mestiere, nessuna funzione, nessuna carica può pretendere un legittimo impedimento a comparire in maniera perdurante.
      Per quanto riguarda l’immunità parlamentare è corretto che sia applicabile solamente a quanto espresso come libera opinione ed agli atti connessi, estenderla a tutto il resto mi pare, francamente, un salvacondotto.
      Ma questa è un’poinione…
      Certamente non è un’opinione ma un fatto che, in prima fila, ad abrogare l’immunità parlamentare ci fosse la lega.

      • umberto ha detto:

        Difatti sono pienamente d’accordo con quello che ha detto Rodotà in ordine alla Legge sul legittimo impedimento.

        Lei avrà sicuramente notato che oltre ad un discorso giuridico vi era un discorso politico (il che è normale in un confronto tra appartenenti a schieramenti avversi), e quindi, al fine di contrastare il discorso “politico” la controparte avrebbe potuto evidenziare queste lacune per poter a sua volta effettuare un ragionamento politico.

        Da parte mia non ritengo assolutamente che vi siano reali motivi per sottrarsi ad un giudizio se si è innocenti. Se non lo si è il discorso diventa diverso.

        Sono assolutamente contrario a norme che limitino la possibilità di accertare i fatti e ritengo che la Legge sul legittimo impedimento sia una norma inutile e dannosa.

        Come ha correttamente evidenziato, in presenza di effettivi motivi, nel C.P. esistono già norme a garanzia dell’imputato, pertanto questa continua ricerca di contrasto con i giudici non serve a nulla.

        Da parte mia, invece, sono sempre stato contrario alla modifica dell’immunità parlamentare, non perchè ritengo che i parlamentari debbano avere ulteriori privilegi (ne hanno già in abbondanza!) ma semplicemente perchè la Costituzione è una Legge seria fatta da persone serie. La garanzia al parlamentare è la garanzia al popolo che rappresenta, difatti non era previsto che non si potesse mettere sotto processo un parlamentare, era previsto che si dovesse verificare la fondatezza oggettiva delle accuse.

        Il fatto che in prima fila per la abrogazione della norma vi fosse la Lega è un’ulteriore dimostrazione di quanto sarebbe stato meglio lasciare l’immunità. Non ho particolari simpatie leghiste!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...