La pacchia di Marchionne


Leggevo, qualche giorno fa, un interessante articolo di Bruno Tinti sulla situazione Fiat/Chrysler e sul perchè dell’atteggiamento padronale e leggermente ricattatorio di Marchionne su Mirafiori come su Pomigliano qualche tempo fa; è un articolo che apre prospettive e chiavi di lettura nuove (almeno per me) su tutta la vicenda e non è male condividerle.

Chrysler è in agonia quando arriva Fiat; nessuno la vuole e Obama non può che accettare il progetto Marchionne: allarghiamo gamma, modelli e rete commerciale.

Per farlo servono soldi e sacrifici; i soldi, tanti, ce li mette Obama e i sacrifici li fanno gli operai: meno salario e più lavoro.

Perchè accettano?

Il fatto è che, in America, pensioni e assistenza medica sono aziendali: se l’azienda fallisce il lavoratori non perdsono solo la paga ma anche pensione e assistenza; e là le Asl non ci sono.

E siccome c’era il sindacato unico aziendale, decidere è stato facile.

Obama a questo punto, diventato proprietario del pacchetto azionario Chrysler (i soldi ce li ha messi lui), ne dà il controllo al sindacato: siete responsabili della fabbrica, dateci da fare.

Sicchè adesso il controllo di Chrysler non ce l’ha la Fiat, ce l’ha il sindacato unico dei lavoratori Chrysler.

Che ha naturalmente interesse a far funzionare il progetto Marchionne (alternative non ce ne sono), altrimenti addio lavoro, pensione e assistenza.

A questo punto perfino io ho capito che, per un lavoratore Chrysler, a salario ridotto, orario aumentato, rischio pensione ecc…, che i cugini italiano possano contrattare condizioni economiche migliori, godendo già in partenza di pensione e assistenza sanitaria gratuita, non gli sta bene: se nel gruppo Fiat Chrysler ci sono risorse tali da privilegiare i lavoratori italiani, allora almeno dividiamole; oppure, credo, che ragionino così, investiamole nella fabbrica e ai colleghi italiani applichiamo lo stesso trattamento che ci siamo beccati noi.

E, ovviamente, non è che Marchionne possa discutere: il controllo di Chrysler ce l’ha il sindacato unico aziendale.

Che fa, dice scusatemi mi sono sbagliato e macchina indietro?

In Chrysler sindacato unico aziendale, tutti allineati e coperti, quello che si decide si fa.

E in Fiat, la Fiom?

E se magari riesce a bloccare il piano Marchionne? e che facciamo, pensano i lavoratori americani, dipendiamo da Landini e Camusso?

Qui c’è un progetto che riguarda noi e le nostre famiglie, per il quale abbiamo accettato un sacco di sacrifici, sarà mica la Fiom che ce lo manda al diavolo.

Ecco perchè Marchionne è così determinato: il problema non è Mirafiori, è la sopravvivenza del gruppo.

Alla fine, la crisi dell’auto è una pacchia per Marchionne; non ci fosse stata l’avrebbe dovuta inventare.

Con la crisi, l’omologazione dei lavoratori italiani a quelli americani dovrebbe riuscirgli, Fiom o non Fiom.

Adesso tutto questo può anche non piacere: però, come diceva Lenin: “i fatti sono testardi”.

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22 risposte a La pacchia di Marchionne

  1. umberto ha detto:

    Cara Silvana, non concordo con la Sua analisi.

    Se veramente il sindacato americano avesse tutto il potere che ritiene Lei e il Presidente Obama fosse il proprietario, Marchionne non servirebbe a nulla.

    Che tutto questo sia una rivalsa nei confronti dei Lavoratori italiani è altrettanto riduttivo.

    I Lavoratori della Chrysler, il sindacato e il Presidente Obama hanno creduto in Marchionne e lui ha creduto in loro, insieme hanno fatto rinascere un marchio che era destinato al fallimento.

    Putroppo in Italia vi è una componente di un importante sindacato (la Fiom) a cui non interessano i lavoratori ma solo di poter conservare il loro potere.

    Penso che abbia letto cosa prevede l’accordo Fiat su Mirafiori, e vorrei sapere se ha trovato un punto dove veramente viene violata la Costituzione e/o un diritto fondamentale dei Lavoratori.

    Sono tutte una serie di baggianate colossali! …. peraltro Marchionne si è impegnato pubblicamente ad aumentare gli stipendi ai Lavoratori (in misura maggiore di quello che viene previsto nell’accordo), quindi anche a livello economico non vi è questa presunta perdita.

    Un ultima considerazione, ma in Italia i furbi che difendono i Lavoratori sono solo quelli della Fiom e tutti gli altri sindacati sono servi del padrone?

    Se è cosi allora i lavoratori votino no all’accordo e finalmente questo sfruttatore dei lavoratori si tolga dalle palle, chiuda questa galera di fabbrica e vada a sfruttare altri Lavoratori……. tanto in Italia abbiamo la pensione, l’assistenza sanitaria, la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione e i prepensionamenti…… e vivremo come sempre felici e contenti

    • silvanascricci ha detto:

      Caro sig. Umberto, io voterei no, infatti, e andrei a vedere il gioco di Marchionne.
      D’altronde non farei molto affidamento su quanto dice il gm Fiat; anche perchè non si capisce come mai Volkswagen (che vende molto di più di Fiat) non applica le medesime misure draconiane.

      • umberto ha detto:

        Cara Sig.ra Silvana, anche io voterei no.

        Volkswagen non ha bisogno di misure draconiane, basta verificare le conflittualità aziendali presenti in quel gruppo e i motivi da cui scaturiscono.

        Diciamo che assenze per malattia pre partita e cavolate del genere nel gruppo Volkswagen non se le possono permettere.

        Dopodichè, da appassionato di macchine Italiane, non mi stupisce che vendano di più, si guardi intorno e comprende subito come mai, ma soprattutto trovi uno dei felici acquirenti di queste meravigliose macchine straniere che abbia il coraggio di dire la verita. Vanno tutte bene, si rompono solo le Italiane.

        Avrà sicuramente visto la puntata di santoro in cui si pigliava per il culo l’Alfa Romeo, tutti ad applaudire una messa in scena che solo chi non se ne intende di macchine poteva condividere.

        Questo siamo noi Italiani, quindi Wolkwagen venderà sempre di più, stia tranquilla.

      • silvanascricci ha detto:

        Il discorso delle malattie pre-partita non si risolve eliminando altri diritti ed istituendo regole draconiane, basta punire, e duramente, chi le fa con buona pace del sindacato.
        Guardi io ho, da sempre, macchine italiane (Alfa e Lancia) e sono sempre stata contentissima (magari chi ha avuto Fiat…).

  2. Mr. Tambourine ha detto:

    Allora stiamo tutti molto più fatti.

  3. rasoiata ha detto:

    La verità e’ che Marchionne auspica la delocalizzazione della Fiat in altri paesi.
    Punto.
    Come ha già fatto la Nike, la Bayer, l’Adidas, la HP e mi fermo qui.
    Ma c’è di più, la Nike, una volta accortasi che i salari e i diritti in Cina tendevano ad aumentare, ha spostato la produzione in Vietnam.

    Ciao,
    Zac

  4. Giovanni Farzati ha detto:

    La bocca ferita del poveraccio in tuta, la Fiat non si trasforma in Angelo, la tramontana si avventa sui cespugli neri e verdi, industria dell’auto, la produzione potrà avere futuro solo con due elementi, produzione collegata a richieste di mercato, auto pulite, altrimenti a piedi cari miei; l’America, dove l’aria che tira per i lavoratori non è certo un sospiro d’autunno, a livello di assistenza delle fasce deboli, non siamo messi meglio. In America c’è da morire ai piedi della collina.

  5. umberto ha detto:

    Cara Silvana in Italia non si può punire duramente chi non rispetta gli accordi.

    Melfi ne è la dimostrazione!

    I Ladri di malpensa sono un ulteriore dimostrazione, hanno rubato, sono stati ripresi, arrestati dalla polizia ma la società aereoportuale non ha potuto licenziarli veramente.

    Guardi le sentenze sulle cause di lavoro, sono uno schiaffo in faccia ai Lavoratori onesti.

    Lei lavora nel pubblico, tra i tanti qualche mela marcia c’è….. e cosa può fare? li può licenziare? no…. perchè i difensori degli scansafatiche insorgono e Lei per quanto abbia tutti gli elementi non può fare nulla.

    Questa è l’Italia, il paese dei furbi, il paese dove i Lavoratori onesti sono presi per il culo.

    • silvanascricci ha detto:

      Ma allora, perchè punire solo gli operai Fiat?

      • umberto ha detto:

        Questa è una bella domanda……. d’altra parte marchionne si deve occupare della fiat, non di tutti i lavoratori Italiani.

        Chi governa invece dovrebbe, di concerto con tutti i soggetti interessati, creare i presupposti affinchè tutti i Lavoratori siano uguali, che i diritti e i doveri vengano rispettati da tutti e chi non rispetta gli accordi sia punito adeguatamente.

        Bastano poche regole, chiare, semplici e che tutti rispettino, Lavoratori e datori di lavoro.

  6. speradisole ha detto:

    Ho la sgradevole impressione che con il continuo insistere di Marchionne sul voler cambiare il sistema di lavoro alla Fiat (e di rimbalzo a tutto il paese), voglia introdurre, qui in Italia, il sistema americano e cioè togliere ai lavoratori quella pensione e quell’assistenza sanitaria che sono il nostro fiore all’occhiello.
    Il sistema americano sarà produttivo, sarà quello che si vuole, ma lo trovo crudele, ingiusto ed egoistico. Se una fabbrica chiude perchè il suo padrone ha perso tutto al gioco perchè dovrebbe il lavoratore dipendente rimetterci pensione e salute?
    E’ questo che si sta ventilando come modernità?
    Ciao Silvana, a presto.

  7. rasoiata ha detto:

    Io l’ho letto, e’ un accordo incostituzionale, perchè la Carta stabilisce che lo sciopero è un diritto individuale, e prevede sindacati liberi e autonomi.
    In più un accordo illegale: il passaggio dei lavoratori alla Newco doveva essere automatico, invece c’è un licenziamento e una riassunzione. Il referendum su un accordo incostituzionale è illegale. E le firme tecniche non esistono.

    E questo, per fortuna, lo dicono anche diversi costituzionalisti.

    E’ probabile che il tale che fa la tiritera abbia alle sue dipendenze una squadra di Congolesi con i ferri alle caviglie, oppure e’ semplicemente in malafede per interessi personali, che provi a stare in catena di montaggio a 1100 euro al mese.

    P.S.
    Tu che pubblichi Spera, io che pubblico te, si potrebbe fare un quotidiano…

    Ciao,
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      O un blog collettivo, che ne dici?

    • umberto ha detto:

      Evviva anche oggi è arrivata la rasoiata di chi si ritiene superiore!

      Si legga bene l’accordo e non dica stupidaggini sul diritto di sciopero.

      Si legga come avviene il passaggio tra una azienda e l’altra (ha mai sentito parlare di “passaggio diretto?) rilegga la parte relativa alle qualifiche e agli scatti di anzianità.

      Il referedum è l’espressione dei partecipanti, il vietare i referendum è antidemocratico (forse Lei se ne intende bene!)

      Sulla catena di montaggio se ha esperienza personale ne parli pure, diversamente lasci perdere…. da una comoda poltrona si pontifica….. quando si lavora davanti ad un forno per otto ore al giorno si capisce.

      Visto che sa tanto di costituzione citi pure gli articoli che questo accordo viola, dopodichè visto che vi sono tanti sindacalisti che hanno sottoscritto questo accordo si potrà sbattere loro alla catena di montaggio….. se non sanno fare gli interessi dei lavoratori e meglio che facciano altro.

      Infine non ho dipendenti congolesi (non me ne intendo …. forse Lei si) e non ho interessi personali…… preferisco solo che le persone possano lavorare e avere uno stipendio con cui affrontare i costi della vita….. (si guardi gli impegni in ordine agli incrementi retributivi)

      Chi è in malafede è chi vuole a tutti i costi la disoccupazione….. io non la voglio…. ne per interessi personali ne per interessi politici.

      Ma io non sono un sindacalista che difende i Lavoratori …. non potrò andare in parlamento…… che sfortuna ….. mi tocca lavorare (anzi, sfruttare i congolesi)

  8. rasoiata ha detto:

    Io direi che anche oggi e’ arrivato il supercommento del genio.
    Se il saccente non se ne accorto, i miei commenti qui sono piuttosto regolari, e’ questo destrorso che capita solo quando gli pare carino sparare sulla sinistra, credendo di utilizzare metodi fini e a volte subdoli per farci credere che NOI non siamo informati, che ci grattiamo le palle, che abbiamo torto.
    Tutte le domande che pone sono grondanti di un populismo tipico di Sallusti e soci, difatti manco mi ci metto a rispondere, ne sa più egli di tre professori di diritto del lavoro della Sapienza, basta saperlo.

    Le stupidaggini sul diritto di sciopero…. Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò.
    Dirò di più, al questuante manca anche quel poco di ironia nell’argomentare, che nei vari commenti si riesce sempre a trovare, lui no, lui e’ piatto a mo’ di registratore vocale con voce automatica.

    Chissà se ha mai avuto lo stato di precario, chissà se ha mai avuto i calli sulle mani, chissà cosa pensa delle donne.

    Come dice il caro amico Sciuscia’, lui si uno ironico:

    IO HO RAGIONE
    TU NO

    e adesso si metta chino a studiare la sua perfetta risposta.

    Che non leggero’.

    Al solito, non la saluto.

    • umberto ha detto:

      Caro Zac se essere saccente vuol dire essersi letto le 86 pagine che compongono l’accordo su mirafiori allora sono saccente.

      A differenza di quello che pensa Lei io non sparo sulle persone di sinistra e Le diro di più ammiro l’intelligenza di molti esponenti di sinistra.

      L’unica domanda che ho posto è quale articolo della costituzione viene violato….. Le diro la vedo bene in compagnia della gelmini e di cota …. anche Lei offende e non da oggettive risposte.

      Nei Suoi confronti non ho mai usato toni offensivi perchè è mia buona abitudine rispettare gli altri, compreso quando Lei ha scritto di ritenere che Battisti non ha ucciso, il che dimostra ampiamente il Suo rispetto per i giudici.

      Se guarda bene vedrà che scrivo abbastanza costantemente, non per criticare gli altri ma solo per esprimere il mio pensiero!

      Dopodichè ognuno scrive come è capace, e se non sono ironico non mi dispero. Sono come sono.

      Se leggerà, La saluto.

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