Un gioco infame


Evidentemente per i ministri della giustizia e della difesa, Alfano e La Russa, di questo paese i militari non sono tutti uguali.

Ci saranno quelli buoni e quelli cattivi?, ci sarà una graduatoria di merito?

Così parrebbe.

Ieri la Russa si è presentato, contrito e commosso, ai solenni funerali del militare di Thiene morto in Afganistan, mentre non c’era stamattina a Bologna per commemorare il ventennale della morte di tre carabinieri ammazzati a Bologna, quartiere Pilastro, il 4 gennaio 1991.

Che cosa differenzia Matteo Miotto da Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini?

Non l’età in cui sono morti, 24 anni il primo 64 anni in tre gli altri ragazzi.

Non il fatto che siano caduti tutti e quattro in servizio.

Non la distinzione tra l’essere militari o l’essere civili.

Certo non dovrebbero essere queste citate le differenze che possono far protendere le istituzioni a presenziare o meno ad una cerimonia di commemorazione o di saluto.

E allora, cosa differenzia queste morti? cosa impedisce a un qualunque rappresentante dello Stato di andare al funerale del primo e non andare alla commemorazione dei secondi?

La città in cui sono morti? la mano di chi li ammazzati?

Sì forse la differenza sta proprio qui.

La città dove sono morti potrebbe aver fatto la differenza; i signori dello stato non vengono volentieri a Bologna, quest’anno non si è presentato nessuno neppure per la strage alla stazione di Bologna; hanno paura loro signori di presentarsi in una città che potrebbe contestarli, potrebbe non essere d’accordo sulle loro decisioni.

Morire in Afganistan ha, invece, tutt’altro sapore, tutt’altra allure, tutt’altro impatto sull’opinione pubblica.

Anche la mano di chi li ha ammazzati potrebbe aver fatto la differenza; chi muore per mano del mussulmano ignobile, del talebano infame ha una marcia in più, un maggior motivo d’onore di chi viene ammazzato per mano italiana, tanto più se quella mano appartiene ad un’altra forza dell’ordine, quella della polizia.

Inoltre morire mentre si difende la democrazia esportata, mentre si è sotto l’ombrello delle nazioni unite e dell’esercito americano ha tutt’altro significato rispetto a chi muore mentre stava pattugliando le strade di una qualunque città del nostro paese, senza scudi democratici, senza ombrelli internazionali.

Infine un’ultima domanda.

Che differenza c’è tra lo studente “vigliacco”,  insultato e deriso dal ministro La Russa ad Anno Zero e il “vigliacco” ministro La Russa che non va alla commemorazione?

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48 risposte a Un gioco infame

  1. gvnnzzz1 ha detto:

    E che differenza c’è tra un militare che muore in Afganistan e un manovale che cade da una impalcatura in un cantiere edile ?
    La media dei morti sul lavoro è di 3..4 lavoratori al giorno.
    Premesso che l’articolo 1 della Costituzione recita che l’Italia è una repubblica fondata sul LAVORO,e non sulle armi,perchè ai funerali dei morti sul lavoro non sono mai presenti gli onorevoli (?) ministri di questo Governo ?

  2. Gianni ha detto:

    Forse la SOSTANZIALE differenza sta nel fatto che uno è APPENA morto e trattavasi di FUNERALE, mentre gli altri tre sono morti vent’anni fa e trattavasi di COMMEMORAZIONE!

    • silvanascricci ha detto:

      Ah ecco, deve essere lo stesso ragionamento per cui lo stato mancava anche alla commemorazione del 2 agosto.
      Non erano morti freschi….

  3. malomb1 ha detto:

    La Russa dovrebbe mandare i propri figli a fare la guerra così la smetterebbe di dire un gran numero di cazzate.

  4. dino ha detto:

    Per i ragazzi militari in missione tanto ONORE , il loro sacrificio sia di esempio per tutti gli italiani.
    ma il quadro sarebbe completo se anche i figli dei nostri ministri si sentisse in dovere di indossare una divisa e andare in missione, se non altro per non far parlare a vanvera i loro genitori.
    Sanno solo riempirsi la bocca di bei paroloni, intanto a fare la guerra ci mandano i figli degli altri.

    CLASSE POLITICA; “VERGOGNA!!!!”

    • silvanascricci ha detto:

      Dì, caro Dino, sei matto a fare una proposta del genere?
      E se poi i figli, carucci e santi, dei nostri ministri, in guerra si fanno la bua e si sporcano il gilè…

  5. marco ha detto:

    commentare cuiò che dice La Russa?
    tempo perso.
    commentereri chi lo ha eletto e poi fatto ministro: cialtrone !

  6. giorgino ha detto:

    Farsi scudo del potere e da vigliacco e fascista.

  7. Fradiavolo ha detto:

    Non considerate la presenza delle autorità come segno di dolore, come partecipazione al dolore della famiglia….Essi son l’ solo perchè fa audience, perchè risalta di più l’immagine…. Volgete gli occhi, invece, a quel papà e a quella mamma, alla fidanzata, loro son lì con dolore immenso e nostro dovere è stringerci vicino, fargli sentire che ci siamo… La politica, almeno questa dei nostri giorni è il manifestarsi del male….

    • Palestina Aeterna ha detto:

      balle, nessuno lo ha obbligato a diventare mercenario degli interessi imperialisti…voleva guadagnare? Poteva andare in fabbrica!

      • Fradiavolo ha detto:

        Si da Marchionne, ma dai, per fortuna c’è ancora chi crede di poter essere utile anche così… E poi Tu che tanto te la canti con la parola “mercenario” ricorda bene che quel ragazzo è andato lì pagato anche con i soldi delle Tue tasse. Facciamola finita con ‘ste sentenze stupide

    • Palestina Aeterna ha detto:

      Proprio perché io pago tutte le tasse non voglio che nemmeno un centesimo vada sprecato in aggressioni imperialiste…

      …l’Italia ripudia la guerra come metodo di risoluzione delle controversie internazionali, ricordi?

      • Fradiavolo ha detto:

        Io sì, e ricordo d’averle pagate pure lo scorso anno purtroppo…. hai una soluzione? Visto che le Tue e le mie servono anche per questo? Sputar sentenze verso chi è passato a miglior vita e non può replicare mi sembra un po’ di cattivo gusto, e verso lui e verso la famiglia, o no? Cerca di prendere in considerazione anche la realtà quotidiana, noi il lavoro ce l’abbiamo altri no e devono ogni giorno cercarlo, adattandosi alle “richieste”….

  8. Babbeo ha detto:

    larussa è uno che gode dove vede un funerale militare, gli evoca battaglie epiche, il soldatino si eccita. della persona in sè sai che gli frega

  9. Richiard ha detto:

    è il gioco del paroliere a cui tutti i politici stanno giocando da tempo. Abbiamo un premier decrepito che si dice giovane, d’Alema sostiene le guerre e si dice di sinistra, il Pd si fonda con le primarie e dice che non sono necessarie, anzi..

  10. Tina ha detto:

    silvana cara hai fatto centro. molti di noi considerano la presenza di la russa in alcuni casi inquietante, a volte ingombrante e sempre ipocrita. ma non condividerlo non basta per non rilevare le sue selezionate assenze, non fosse altro perchè, malgrado tutto, dovrebbe rappresentare lo Stato tutto e purtroppo il basso profilo s vede e si sente sulla pelle e nel cuore. nulla però, neanche la russa, mi impedrà di piangere anche Miotto, vittima di una delle tante guerre sbagliate alle quali (sotto l’egida dell’onu) partecipano i militari italiani… in barba alla Costituzione

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Tina, io non contesto la presenza dello stato ai funerali dei caduti militari (anche se vorrei sapere, come dici tu, cosa li abbiamo mandati a fare) ma l’ipocrisia di La Russa che “seleziona” le partecipazioni a seconda di cosa conviene e di cosa fa più audience.

  11. Gatto ha detto:

    Se la situazione non cambia ed in Afganistan continueranno a morire dei nostri ragazzi vedremo La Russa Appollaiato sulle bare come i corvi. Aldilà di questo c’è una differenza di fondo. I morti in Italia durante la loro attività di servizio purtroppo sono quasi inevitabili.I 35 caduti laggiù potevamo farne a meno.

  12. Itaglianibaravagente ha detto:

    La Russa e similari i loro figli li mandano in parlamento, per assicurare agli italioti una degna discendenza del loro seme guasto. L’Afghanistan i figli di questi soggetti, non sanno indicartelo nemmeno sulla cartina geografica.

    • silvanascricci ha detto:

      Brava, si guardano bene da fare rischiare la pelle ai loro figli, con quella degli altri si fanno grandi e si pavoneggiano di aver riportato la democrazia e la libertà.

  13. Malomb ha detto:

    La Russa dovrebbe mandarci i propri figli a fare la guerra così la smetterebbe di dire un gran numero di cazzate.

  14. Unta ha detto:

    larussa ci sguazza in queste cerimonie,gli servono per mettersi un evidenza,altrimenti sarebbe solo quello che manda a morire i nostri giovani,invece cosi’cerca di lavarsi la coscenza,ma state certi,se l’anno prossimo ci fosse la commemorazione di Miotto o di un altro, lui non ci sarebbe,perchè sarebbe svanito l’effetto emozionale.Detto questo,non vedo perchè tutti gli altri giovani e non, che muoiono sul lavoro,quello vero,non ricevono lo stesso trattamento,per loro niente funerali solenni

  15. Silvia ha detto:

    Io chiedo a La Russa di andare a tutti i funerali di gente caduta sul lavoro. grande rispetto ovviamente perquesto ragazzo e grande rispetto per le sue scelte.

    • silvanascricci ha detto:

      Non sarebbe una cattiva idea, con la quantità di persone che muoiono ogni giorno sul lavoro sarebbero costantemente impegnati e farebbero meno cavolate.

  16. Onoria ha detto:

    purtroppo i ns. politici sono questi, è da anni che non faccio caso a quello che dicono. sinceramente non ne vale la pena.

  17. Boscolo Giancarlo ha detto:

    a questo proposito vorrei dire alcune cose:
    1)se fossi un genitore di un soldato morto in queste”missioni di pace” chiederei ai politici, che sono responsabili della sua morte perché continuano a mantenere in piedi delle missioni così inutili, di risparmiare al morto la loro ipocrisia evitando di presentarsi al funerale, la loro presenza ha solo scopi propagandistici.
    2)la dimostrazione che mentono quando magnificano queste missioni é data dal fatto che a fare cose “così importanti” si guardano bene dal mandarci i propri figli.
    3)non si degnano di partecipare neanche ad uno dei funerali dei 1200 morti all’anno sul lavoro, anzi, non li menzionano neppure, quelli non sono di questa repubblica delle banane

    • silvanascricci ha detto:

      Chi muore sul lavoro non merita il loro interessamento poichè mette in luce la nostra incapacità di controllare l’applicazione delle normative esistenti sulla sicurezza (infatti si tenta di eliminarle sempre di più), mentre chi muore in missioni cosiddette di pace dà lustro alla patria.
      Caro Giancarlo, l’ipocrisia è il primo comandamento di questo paese.

  18. Scifla ha detto:

    non sono eventi paragonabili, la domanda è 20 anni fa il ministro dell’epoca era presente ai funerali?

    ff

  19. Silvanascricci ha detto:

    Sì il ministro dell’epoca Virginio Rognoni presenziò. Anche se non credo che la presenza o meno dei ministri di allora giustifichi la mancanza di quelli di oggi.

  20. Silvia ha detto:

    I caduti sul lavoro DEVONO essere tutti uguali. tutti i lavoratori devono avere la loro dignità. non contesto la drammaticità dell’episodiom ma quando un operaio cade da un tetto si spendono al massimo due righe. sono estremamente addolorata era un ragazzino, dio solo sa cosa adesso prova la sua famiglia. ma aveva scelto di andare in missione, forse con l’incoscenza, l’innocenza e l’orgoglio dei suoi 24 anni. scusa, non sopporto che ci siano lavoratori di serie a e di serie b. come sempre questa è una mia personale opinione..

    • Silvana ha detto:

      Guarda sono d’accordo con te che i militari in Afganistan devono essere considerati come i morti sul lavoro (ne ho scritto anche un post qualche tempo fa), non mi piace neppure che ci siano lavoratori di serie A e quelli di serie B ma è la triste e cinica realtà.
      Ad un operaio che muore in cantiere o in fabbrica non interessa a questi politici, non andranno mai al loro funerale e le famiglie, raramente, vengono risarcite, ai militari (ma solo quelli che muoiono nelle missioni di pace) viene tributato un onore che agli altri non spetta.

    • Saturnino ha detto:

      Non sono d’accordo.
      Per i militi la morte fa parte dei rischi compresi nel contratto. Per un muratore no.
      Non sono uguali.

  21. rasoiata ha detto:

    Saturnino ha ragione.
    Il contratto di un muratore non mette in preventivo la morte.

    Se un ragazzo italiano, per qualsiasi ragione, decide di andare a fare la guerra in Afghanistan a diecimila euro al mese (più i saccheggi), quando potrebbe fare il missionario laico in Guinea Bissau per due pasti al giorno, allora il rischio di venire ammazzati e’ contrattualizzato.

    Sul Narice manco una parola,
    cito Ginsberg:
    “La guerra e’ un affare, investi tuo figlio”.

    Ciao,
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Zac,
      è proprio per questa ragione che non ho mai considerato i militari che cadono in guerra degli eroi, sono dei caduti sul lavoro; che poi il rischio sia contrattualizzato non significa che non sono dei caduti sul lavoro.
      Possiamo fare distinzioni sul significato di “caduto”, ma sempre sul lavoro sono morti.
      Ciao

  22. gianni ha detto:

    SON UN ALPINO IN CONGEDO DA34 ANNI..MI SCOPPIA IL CUORE VEDER BUTTAR VIA UNA VITA COSI…PURTROPPO NOTO CHE A SCOPO ESLUSIVAMENTE DI LUCRO ORA MANDAN RAGAZZI…A FAR LA GUERRA…MI SPIACE MA DEFINIRLI EROI IO NON ME LA SENTO…NOTANDO CHE QUESTO RAGAZZO E’ DI THIENE…LAVORO LI LO TROVAVA…NON POSSO CHIAMARE EROE UNO CHE PERCEPISCE 4000 EURO MENSILI…SORRY..ULTIMA COSA DA ALPINO MI DIGUSTA VEDERE IL NOSTRO CAPPELLO A COMIZI DELLA..LEGA…GLI ALPINI SON APOLITICI E CHI ESIBISCE LA PENNA NERA A QUEI RADUNI E’ SOLOUN…IDIOTA DOVREBBE ESSERE RADIATO DAL CORPO…ALPINO

    • silvanascricci ha detto:

      Il militare di carriera, il militare che va in missioni “di pace” sa quello che fa o, almeno, dovrebbe saperlo, accettare i rischi che il suo mestiere comporta.
      Eroe è colui che compie un atto non necessariamente dovuto e che non fa parte degli obblighi di un qualunque contratto di lavoro.
      Inoltre noi italiani l’amor di patria non lo abbiamo mai avuto e, forse, è meglio così.

  23. Tonino ha detto:

    Anche per un muratore ,la caduta da un’impalcatura viene risarcita dall’INAIL.
    Forse dopo anni di cause , con avvocati simili a squali, dopo ricorsi, sentenze, cassazione , vengono riconosciuti ai familiari il compenso freddo e iniquo.
    Cara Silvana
    questo tuo scritto è come una lama che trapassa tessuti, recide arterie e vene, interrompe i segnali neuronali.
    Hanno gl’interstizzi carichi di elio.
    Continuano a veleggiare, a farsi trasportare, , dal più tenue refolo su’ , su’ di noi, incurandi dei giudizi, dei pareri anche delle collaborazioni, delle condivisioni, dei pareri referendari.
    Viaggiano incuranti delle voci sotto di loro.
    Pssssssss! Splashh !
    Ciao T.

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Tonino, grazie.
      A volte è necessario che ci sia una lama che ferisca certi atteggiamenti ipocriti e di supponenza della classe che ci governa.
      So che non serve a nulla, ma anche gli atti inutili sono necessari.
      Ciao
      S.

  24. Giovanni Farzati ha detto:

    La guerra vince sempre sulle ragioni dele cuore, della politica, una merdaccia che serve a far soldi e calpesta tutto e tutti, chi poteva immaginare che Obama sarebbe stato sotto lo strapotere dell’industria bellica Usa? vaffangala la guerra.

    • silvanascricci ha detto:

      Le grandi lobby hanno sempre un potere decisionale enorme e non è sempre facile per qualunque presidente contrastare tale potere.

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