Un paese con le pezze al culo


Adesso che mi è passato il filino di rabbia che avevo in merito al risultato del voto di fiducia di oggi, ma solo un filino vi assicuro, perchè non ci avevo sperato praticamente per nulla, mi viene in mente un ragionamento molto semplice.

Tutta la storia della compravendita dei voti mi pare una perfetta metafora del paese che siamo e dei cittadini che abbiamo intenzione di essere.

Non voglio farne una questione di moralità, per quanto non sia argomento da sottovalutare, quanto una questione di puro prezzo.

Non valiamo un cazzo e un cazzo valgono i parlamentari che ci rappresentano.

Si dice, si mormora che il prezzo dell’acquisto di parlamentari dell’opposizione o dell’ex maggioranza sia intorno ai due-trecento mila euro.

Si svendono, e ci svendiamo sia chiaro, per pochissimo; per un mutuo, per qualche debito da pagare, per piccole prebende.

Se io posso arrivare a capire che a svendersi per tale cifra sia un normale cittadino, magari pure cassaintegrato, operaio o pensionato ci sta pure.

In fondo la cifra in palio corrisponde a circa 10-15 anni di retribuzione in un momento storico in cui non sai neppure se domani pomeriggio avrai ancora un lavoro, una casa e due, ma proprio due, euro in tasca.

Non posso proprio riuscire a capire un parlamentare che si svende per tale cifra; è solo un questuante con le pezze al culo (tanto per usare un francesismo).

Come ho scritto tante volte un qualunque parlamentare peones guadagna più di 200.000 euro in un anno ed allora di cosa stiamo parlando?

Appunto di miserabili che vengono via con un tozzo di pane.

D’altra parte che tutti questi personaggi politici siano gente da poco si vede anche dalle donne che si comprano: veline, escort, paccottiglie di culi e tetti; mai nessuno che si sia trovato donne bellissime, di grande cultura, di straordinario fascino, di forte e sagace intelletto come capitava, spesso, ai potenti di un tempo con le loro grandi e straordinarie cortigiane.

Insomma posso, al limite, soprassedere sulla morale ma almeno che siano grandissimi e raffinati ladri; almeno che siano puttanieri di gran razza e di gran donne.

O, almeno, che trovino scuse migliori perchè, ad esempio, quella della mancata attenzione di Di Pietro per l’agopuntura mi pare veramente un offesa all’intelligenza, anche quella dei cretini.

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8 risposte a Un paese con le pezze al culo

  1. lorettadalola ha detto:

    Non riesco a togliermi dalla bocca il senso amaro legato allo squallore del degrado della politica che ci rappresenta

  2. rasoiata ha detto:

    Io ho cifre diverse:
    gli euri sono 750000.
    Tondi tondi.
    E poi contratti, appalti, posti in consigli di amministrazione, troie gratis per l’intera legislatura, il tutto in modo completamente anonimo, non rintracciabile.
    Uno schifo pazzesco.

    Se poi pensiamo che, dati ufficiali della procura romana, le donazioni alla nipote di Mubarak, quelle visibili e legali, ammontano a 317000 euri in tre anni, la cifra pagata per continuare a far finta di governare e’ poca cosa.

    E grazie ancora per la visita,
    Ciao,
    zac

    P.S.
    Ti ho spedito un Email ma mi e’ scomparsa dalla posta inviata, l’hai ricevuta?

  3. candida giuseppini ha detto:

    Hai centrato bene cosa siamo!!!!solo che le pezze al culo le fanno mettere a noi e LOR SIGNORI I VENDUTI intascano ed ahnno il coraggio ancora di parlare…………non sene può più
    Grazie…

    • silvanascricci ha detto:

      Le fanno mettere anche a noi perchè loro le hanno o siamo noi che eleggiamo gente con le pezze perchè anche noi le abbiamo?
      Grazie a te.
      Ciao e, se vuoi, a presto.

  4. Bibi ha detto:

    Di puttanieri di razza ce n’erano pochi e ne son rimasti ancor meno.. in quanto all’intelligenza mi pare che sia una delle clausole ostative alla carriera di parlamentare.
    a.y.s. Bibi

    • silvanascricci ha detto:

      Potrebbero fare un minimo di trasfusione di intelligenza cercandosi donne che ce l’abbiano, ma mi viene da pensare che poi ne avrebbero paura poichè non avendola non saprebbero gestirla.

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