Le strane analogie


Era un uomo fascinoso e molto brillante.

Raccontava storielle fantastiche e alle sue serate ci si divertiva sempre; era bassino, stempiato, non giovane nè bello; comandava i destini dello spettacolo e della comunicazione e questo aumentava a dismisura il suo appeal tra le attrici più o meno famose o desiderose di esserlo e con alcune di esse ebbe storielle.

Aveva pure una moglie assurta a simbolo femminile eternamente cornificata e che, con discrezione magari si prendeva delle sue libertà; lui invece discreto non era e sbandierava a destra e manca le sue preferenze ed i suoi apprezzamenti, esibiva le sue conquiste sollevando pettegolezzi e imbarazzi nell’establishment.

Credete di aver capito di chi sto parlando? ebbene vi siete sbagliati.

La persona di cui sto ciarlando era chiamato Der Bock von Babelsberg (il montone di Babelsberg) ossia Joseph Goebbels che di se stesso una volta disse:

“Ogni donna mi scombussola il sangue, il mio eros è malato”.

Lui, almeno, lo sapeva; quello a cui avevate pensato, no.

 

 

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16 risposte a Le strane analogie

  1. palbi ha detto:

    le similitudini tra l’italia attuale e quel periodo li’ sono di giorno in giorno piu’ inquietanti

    • silvanascricci ha detto:

      Lo puoi ben dire.
      Beato te che te ne stai negli stati uniti e non devi fare i conti, giornalmente, con questa situazione italiana.

  2. HMK ha detto:

    Goebells era molto più fino del nano

  3. Silvana ha detto:

    Il che è tutto dire…

  4. Mr. Tambourine ha detto:

    E poi il nome è molto più fico.

  5. rasoiata ha detto:

    Purtroppo il nostro non fara’ la stessa fine.

    Ciao
    Zac

  6. lorettadalola ha detto:

    Ci ho trovato un pizzico di diversa ironia nel tuo scritto…sarà solo un’impressione…ih ih –
    Resta il fatto che difronte a una schiacciante realtà certe menti non riescano assolutamente ad avere autocritica. Questo delirio di onnipotenza maschera in realtà, come sempre, la storia lo insegna, un proporzionale e irrisolto “inferiority complex”. Se uno è davvero convinto di essere il migliore, non ha bisogno di affermarlo, ci sono i fatti a dimostrarlo. Per il sire ora, ci vorrebbe un analista. Un plotone di analisti per sconfiggere il suo debordante narcisismo. Credo sia il caso di citare Leone Trotzkij: “Avete sprecato la vostra parte, ritornate nella spazzatura della Storia”….

    • silvanascricci ha detto:

      Solo un pizzico?
      Ho letto il tuo commento a mio marito che ha ribattuto: non serve un plotone di analisti, è sufficiente un plotone…

  7. lorettadalola ha detto:

    ma allora sei contagiosa…pure il marito ha la vena ironica!

  8. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana, almeno il goebbels tedesco riconosceva qualche suo difetto, nonostante fosse malato tutto il suo tempo e tutta la Germania a cominciare dal suo furer.Ma il nostro goebbels quando riconosce tutti i suoi torti, i suoi difetti ed i suoi malanni sessuali e non?! Sono anni che dico che siamo piombati in un nuovo regime dittatoriale, xenobobo e nazifascista, pertanto occorrerebbe una vera e propria NUOVA RESISTENZA contro tutti i goebbels, i vampiri, le mafie, i potenti ed i sanguisuga che ci opprimono con la loro arroganza, le loro chiacchiere e, a volte, il loro demagogico carisma. Un abbraccio. Antonio.

    • silvanascricci ha detto:

      Non è che conoscere i propri demeriti e non far nulla per porvi rimedio sia meglio che non conoscerli affatto.
      Poi, in un’ipotetica graduatoria del male, al primo posto io lascerei sempre Hitler, Goebbels and company, lì c’era una grandezza, una standardizzazione ed una burocratizzazione del male che non ha avuto eguali.

  9. Antonio ha detto:

    Sono d’accordo. Ma era fuori di dubbio che Hitler è la pesonificazione del male DIABOLICO ET SADICO. Ma ad onor del vero non bisogna nemmeno dimenticare gli eccidi e le deportazioni di Stalin e di tutti i despoti assassini della smembrata ex Yugoslavia. Un abbraccio. Antonio.

    • silvanascricci ha detto:

      Io non dimentico nessun massacro, neppure quello misconosciuto degli armeni.
      Ma quello che impressiona dell’olocausto è la burocratizzazione del male, la pianificazione precisa, puntuale in cui nulla può essere lasciato al caso e alla libera iniziativa.

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