Sull’orlo di una crisi di nervi


Come nell’antica Roma la caduta dell’impero fu solo la ritardata conseguenza dell’eclissi delle virtù repubblicane, così anche a Bologna la crisi era nell’aria, figlia di tanti padri.

Guido Fanti, già nel 1993, quando fu eletto sindaco Valter Vitali disse che con lui il ciclo felice dei buoni sindaci si sarebbe definitivamente chiuso.

Dall’ora per Bologna è iniziato il declino su di un piano inclinato.

Nel 1999 ci fu l’incredibile ed impensabile vittoria di un candidato di centro destra, poi dal 2004 l’infelice esperienza di Sergio Cofferati, catapulatato a Bologna dove si è reso impopolare, scontroso e sempre ai ferri corti con l’apparato bolognese del partito, finito poi a fare il sindaco da Genova.

Infine il disastro di Delbono costretto alle dimissioni dopo sette mesi di mandato.

Il risultato è stato che, oggi, la grassa e felice Bologna si sente depressa, litigiosa e molto, molto spaventata; forse anche più di quanto sia in realtà.

La causa principale di questo stato di cose è l’incapacità del PD bolognese di progettare il futuro; la buona amministrazione (che pure c’è sempre stata in tutti questi anni) non è più sufficiente; serve un progetto “visionario”, un programma di largo respiro mentre da Vitali in poi si vivacchia giorno per giorno.

In questi anni il partito non è più l’espressione della città ma tende a controllarla e lo fa malamente, senza fantasia, senza cultura, senza l’ala della progettazione.

La chiusura in se stessa della nomenklatura, dove il rapporto diretto fra i cittadini e la sinistra è sempre stato stretto, è un trauma aggravato dai nuovi meccanismi istituzionali e dall’impossibilità di scegliersi i parlamentari, inoltre si sente la mancanza della vecchia scuola quadri del PCI.

La nascita del PD non ha fatto altro che confermare questo stato di cose; la vita di sezione è divenuta sterile, i militanti che erano disposti a dare il sangue per la bandiera rossa non hanno la stessa disponibilità per il nuovo partito, che sentono lontano ed estraneo, e tutta la grande macchina del “modello emiliano” ha sempre meno benzina nel serbatoio.

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4 risposte a Sull’orlo di una crisi di nervi

  1. Antonio ha detto:

    Cara Silvana ciao. Secondo me la macchina del modello emiliano non solo ha sempre meno benzina nel serbatoio ma, riferendomi anche a tutta l’Italia, quella poca benzina che ha è perfino edulcorata. Quindi è logico che con benzina simile non si possono affrontare grandi e lunghi percorsi. Ha ragione “la grassa Bologna” di temere per il futuro, stante così la situazione. Hai fatto un’analisi precisa e preoccupante al tempo stesso, ma, purtroppo, le cose non possono cambiare se non c’è slancio e voglia di fare. Mi piace Matteo Renzi per le cose che dice, fa e propone a Firenze. Un abbraccio. Antonio.
    P.S. Per cortesia metti un altro tuo commento su il bulino poetico. Grazie. Ciao. A.

  2. Tonino ha detto:

    Ciao Silvana
    ciao a tutti
    La decadenza dell’impero romano fu anche dovuta all’enorme percorso che i messi dovevano compiere per condurre i messaggi sino ai confini.
    In caso di guerre poi, le decisioni del Senato erano inopportune in uno scenario che si era ,nel frattempo ,modificato.
    Questa metafora per chiarire ,secondo il mio parere, lo scenario politico dell’Italia e di Bologna in particolare.
    La sezione del partito dove ogni sera o il venerdì sera era luogo d’incontro d’idee, d’esperienze, di notizie , di provvedimenti non c’è più.
    Non esiste il vaso comunicante fra le varie generazioni dei simpatizzanti, il passaggio di bandiera fra l’anziano e lo studente.
    ByPass. Il malato ha subito un intervento veloce, risolutivo, efficace,di basso costo.
    Il paziente ha utilizzato F.B. ,l’sms, la mail, è stato trattenuto, a casa, dall’enorme offerta di prodotti a basso costo della televisione.
    Questo gioco è stato gradito e sarà gradito in futuro.
    Addio bandiere rosse, i cantautori che con le loro musiche superavano barriere e coscienze, che con l’amplificazione naturale delle loro chitarre rigate permettevano alle loro parole di raggiungere lo scopo.
    Rottamate tutto !
    Santa natura cosa ho detto !?. Rottamare!
    Nel nuovo ambiente si ha bisogno di ”motori” nuovi,ecologici, risparmiosi,puliti , ad emissioni vicino allo zero e che consumino poco e che ”sprechino” poco.
    Basta con le Trabant !
    Meglio una smartina con allo specchietto un brillantino, oppure un motorino elettrico che emette solo un sibilo fastidiosissimo ai portaborse in auto blu.
    Coraggio Bologna i blocchi pesanti che cingevano le mura, sono in restauro, via con il filobus veloce, via a nuovi modelli di convivenza fra nuove culture, nove forme di teatro, di spettacolo, nuovi esempi.
    Si debba dire ”a Bologna si fa così”
    ,”Come fanno a Bologna è bello”.
    Segnamo sulla carta una linea che unisce Firenze a Bologna , una che unisce Bologna alla Puglia.
    Basta con corride dove vince chi riesce ad interrompere il relatore, basta con la richiesta delle dimissioni di un 74enne, basta con il diavolo verde che vorrebbe sedersi in consiglio felsineo.
    Non bisogna combattere, bisogna farsi notare.
    P.S. : ciao Silvana a presto.

  3. Mr. Tambourine ha detto:

    Bel post, sulla politica di partito che non si vede né sente più.

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