La correità delle donne


Oggi voglio parlare dell’omicidio della quindicenne di Avetrana, Sarah Scazzi.

Ho evitato fino ad oggi perchè il fatto di cronaca, in sè, non mi interessa più di tanto.

Non condivido l’opinione generale del mostro, non lo sono affatto, sono sempre esistiti e sono persone normali, le stesse che incontriamo per le strade, li chiamiamo così per renderceli distanti, per creare un solco tra noi e loro, per non riconoscerli come parte del sociale; non condivido il coro generale del “a morte, a morte”; non condivido la spettacolarizzazione del dolore sparato dal tubo catodico, ingigantito dai media e, alla fin fine, vilipeso e reso meschino.

Ne voglio parlare nella visione della correità delle donne nella violenza domestica; nel malinteso senso di famiglia e di onore.

In questa storia esiste l’esempio dell’omertà mafiosa, della mafia delle donne nel mantenere la faccia pubblica della famiglia per bene, del sacro focolare domestico da preservare nell’immaginario collettivo a costo di sacrificare qualunque cosa.

Sacrificare la pietas, la vittima, la dignità, la verità.

E’ questo che mi ha colpito nella storia della figlia che aiuta ad uccidere un’altra donna per preservare tutto ciò che viene considerato sacrale.

Non ci potremo mai più salvare dalla violenza della famiglia se le altre donne continueranno a tenerci ferme perchè il maschio dominante possa abusare di noi più facilmente, con impunità, con la doppia soddisfazione di usare il corpo dell’una e controllare le coscienze delle altre.

Sarah è dovuta morire perchè se avesse raccontato avrebbe dovuto parlare anche delle altre storie, avrebbe dovuto stracciare il velo del comportamento di tutta la famiglia; e certe storie non si devono raccontare perchè ad infangarsi non deve essere il parente ma, al massimo, la vittima.

Perchè chi racconta le cose sporche di famiglia è, come nella mafia, un infame.

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35 risposte a La correità delle donne

  1. Poesia ha detto:

    E’ un giudizio molto duro ma non privo di molti elementi di verità.

  2. Madame Bovary ha detto:

    E’ una lettura che non piacerà a tantissimi, non piacerà a chi vuole vedere soltanto la superficie della storia, perchè la tua visione mette in discussione un modo di vedere la famiglia e le donne al loro interno.

  3. Piscian ha detto:

    Il tuo scritto è duro crudele, ma veritiero, non piacerà ai tanti che considerano la famiglia per il solo fatto di esistere la base della società.

    • silvanascricci ha detto:

      Me ne rendo conto, però credo anche dei media seri avrebbero dovuto analizzare anche quest’aspetto della vicenda, ma si ritorna sempre a capo: la famiglia, come base della società, non si tocca.

  4. stella ha detto:

    mi permetta, lei ha proprio fuorviato il tutto, e non ha capito. l’unica colpevole è sabrina, ha ucciso per gelosia di un ragazzo. il padre semmai la sta proteggendo, affibbiando a se stesso il ruolo dell’assassino principale. perche lui misseri ha fatto sì una cosa ingiusta , ha aiutato la figlia a nascondere il cadavere, ma è suo padre . le sembra che un povero contadino come quello sarebbe stato capacedi una cosa simile, non ha studiato
    è ignorante, ma lafiglia invece non lo è, lei uccide lei nega. se vogliamo invece sottolineare qualcosa, è che i giovani di oggi si comportano come nei video giochi, uccidono come fosse la cosa piu naturale del mondo. terrei a sottolineare che non discernono il bene dal male. un uomo che non ha mai commesso un delitto in vita sua, non se ne starebbe tranquillo, invece chi davvero lo ha commesso è agitato. quindi cara signora, lasci perdere la demagogia sul nascondere perche allora si dovrebbe parlare anche del nascondere i tradimenti, o le menzogne, quando una donna tradita non dice nulla e fa finta di nulla non avalla un comportamento maschilista?, signora non dimentichiamo anche gli abusi delle donne sui bambini, o quando uccidono i propri figli e lo negano, IL MALE è MALE DA DOVE OVUNQUE PROVENGA, IL MALE CARA SIGNORA NON HA SESSO è SEMPLICEMENTE MALE. LA SAlUTO CORDIALMENTE.

    • silvanascricci ha detto:

      Che il male sia male da qualunque parte provenga o non abbia sesso mi pare ovvio.
      Per quanto riguarda l’ignoranza degli assassini non si faccia illusioni, neppure in questo caso il male ha locazione culturale anche un analfabeta può uccidere come un laureato.
      Gli abusi o le molestie nei confronti di Sarah ci sono stati e come sempre succede, ed i casi sono tanti, vengono nascosti sotto il tappeto della facciata per bene, il ridurre tutto ad una lotta tra ragazze per contendersi l’amore di un ragazzino mi pare ridurre ulteriormente il problema.
      Ma, appunto, quella della violenza familiare che, le ricordo, è prevalentemente del genere maschile su quello femminile, è una storia che non piace, meglio camuffarla sotto altre vesti.
      Cordialmente

    • chicca ha detto:

      Siamo stanchi di sentire il toto assassino la verità è nelle coscienze di tutti quelli che hanno circondato l’esistenza di quella sfortunata bambina.

      La sua breve esistenza è terminata nel peggiore dei modi, sono convinta che il rimorso deve distruggere l’animo e il corpo di chi è responsabile dell’orrore commesso.

    • giorgia ha detto:

      Potremmo lasciar perdere anche i giovani d’oggi che non sono capaci di distinguere il bene dal male!
      Questa si che è demagogia!
      eh! non ci sono più i vecchi d’ una volta! quelli si che eran Maestri.
      Una giovane d’oggi

  5. alvi ha detto:

    Cara Silvana,
    la famiglia è il luogo per eccellenza dei rapporti di forza (affettivi, fisici, economici, ..) se non serve a dare un sostegno “a prescindere” per uscire di casa e cercare il mondo.
    Che poi sia un luogo maschile, cioò pensato gestito e utilizzato dagli uomini per quello che loro, a torto o a ragione, ritengono il meglio mi sembra indiscutibile.
    Le donne, per ora, si adeguano.
    Speriamo che la delega finisca presto.
    Ciao.
    A.

    • silvanascricci ha detto:

      Che sia un luogo dove si pesano i rapporti di forza mi può anche stare bene ma tali rapporti devono essere, almeno, non criminali.
      Io è tutta la vita che cerco di non adeguarmi alle cose che non mi piacciono e che non condivido, spero che le donne si adeguino a tanto e non a subire.
      Ciao
      S.

  6. filudome ha detto:

    io credo invece che sia tutta una montatura sia le molestie che tutto il resto solo per far ricadere la colpa sul padre che ad ogni modo cerca di discolpare la figlia e basta ma la principale e sola colpa è di Sabrina che uccide per amore tra l’altro non ricambiato di un ragazzo che guarda caso ne è innamorata anche la cugina.

  7. Franz ha detto:

    Come sempre, apprezzo in tutta la loro durezza i tuoi giudizi.
    Il mio contributo su questo argomento è forzatamente vago e poco informato, perchè, oltre a non guardare la tv, ho una repulsione immediata e netta nei confronti di vicende tragiche private che i media utilizzano (con clamoroso successo) per sviare l’attenzione della gente dalla quantità e gravità dagli altri problemi di casa nostra, per non parlare di quelli planetari.
    L’unica cosa che posso aggiungere è che mi sembra verosimile un’ipotesi ascoltata in un giornale radio: che cioè la figlia si stia addossando la correità per sgravare in parte suo padre.

    Un saluto e un abbraccio di pace, quella vera.

    • silvanascricci ha detto:

      Neppure a me piace rimestare in queste vicende ma è praticamente impossibile non saperne qualcosa.
      Volevo, quindi, trarne uno spunto di riflessione che andasse oltre il mero fatto di cronaca e allargasse l’orizzonte su una problematica più ampia che non fosse quella del mostro di giornata.
      Un abbraccio anche a te, caro Franz

  8. Giovanni Farzati reporter Salerno ha detto:

    famiglia per niente serena. Stop. i mass media? in questi casi si scatena un mercato, cronisti disposti a tutti, primi, sempre, a costo di rompersi l’osso del collo…

  9. Barabba Marlin ha detto:

    in sociologia, quello che hai descritto, si chiama “familismo amorale”

  10. Bibi ha detto:

    Io pure non mi sono interessato più di tanto a questo caso perchè (fortunatamente) quando è scoppiato ero ancora beatamente in ferie e dopo non ho proprio avuto voglia di seguirlo. Visto però che è affrontato in maniera diversa..parliamone.
    In linea di massima concordo sul discorso che esiste un’omerta famigliare ma nel caso specifico, non ho ancora ben chiaro chi sia il carnefice “vero” e forse non si saprà realmente mai.
    L’imputato principale è lo zio ma sembra ora che non è stato solo. Ha aiutato o è stato aiutato? La figlia è la mente oppure no?
    L’idea che mi sono fatto diverge un po’ dal quadro attuale e da quello che indichi. Presumo che la figlia abbia visto in Sarah una rivale a tutto tondo sia nei rapporti versi gli altri che verso il padre (che magari sono meno chiari e limpidi di quello che si pensa) e sia scattata una scheggia di follia. Il padre in questo contesto è stato forse più uno strumento nella mani della figlia che altro. Non so, non mi convince nel ruolo del padre padrone, ha uno sguardo rassegnato.
    Non vorrei passare per un beta-prodotto ma in questo caso..la componente femminile è quella forse più compromessa. Comunque aspetterei a tirare le somme, secondo me ci potrebbero ulteriori sorprese.
    a.y.s. Bibi

    • silvanascricci ha detto:

      Può pure essere che tu sia nella ragione ed io nel torto, ma rimane comunque il fatto che ci sia una omertà nel mondo femminile sulla violenza alle donne nella famiglia; ed era appunto questo il punto che mi interessava analizzare.

      • Bibi ha detto:

        Silvana, non penso che ci siano torti o ragioni in questo caso. E’ una storia triste e complessa, dai contorni ancora poco chiari per come si è sviluppata.
        E riguardo all’omertà ti ripeto che concordo sul fatto che spesso il vecchio detto “i panni sporchi si lavano in famiglia” nasconde violenze e situazioni inimmaginabili. Sul perchè tale omertà sia prevalentemente femminile probabilmente discende da un atavico ruolo di protettrice della famiglia che è della donna. L’uomo lavora, mantiene la famiglia ma all’interno della famiglia la donna detta le leggi comportamentali e vigila. Attenzione! Non dico che questo è giusto od attuale, questo è quello che ricordo della struttura matriarcale della mia famiglia e delle altre nelle campagne rurali. Era mia madre che mi menava per le cazzate che facevo, era mia madre che mi proteggeva se avevo fatto qualche marachella troppo grossa.
        Probabilmente questo schema è ancora in uso in certe parti, spero non ovunque.
        a.y.s. Bibi

  11. Carmela ha detto:

    sono d’accordo su quello che hai detto a proposito della parola mostro, ma non credo a tutto il resto, a quello che si dice e che si è anche inventato in TV (mi sembra che questo incesto sia uscito dalla bocca di uno psicanalista che fa meglio quando sta zitto), come non credo alle molestie. Poi definire quell’uomo “maschio dominante”! Io ne vedo ben pochi di maschi dominanti; di solito, almeno al sud, vedo molte più femmine dominanti in famiglia. Quel signore dal primo giorno che l’ho visto mi ha ricordato il mio papà, gli somiglia molto e anche lui avrebbe affrontato qualsiasi cosa per noi figlie, anche il carcere, come farei anche io per i miei figli. Questo è quello che io sento (e non sono l’unica), può darsi che mi sbagli, spero solo che la verìtà venga fuori davvero!

  12. UMBERTO ha detto:

    Cara Silvana, parte del suo ragionamento è sicuramente vero, ma altresì va riconosciuto che nell’occidente il predominio dell’uomo sulla donna è andata scemando.

    Questo deriva da un maggior sviluppo della posizione della donna, la quale è uscita da quel limbo in cui veniva rilegata prima dal padre e poi dall’eventuale marito.

    Sicuramente vi sono ancora realtà, anche nel nostro paese, dove vi è una sottomissione della donna, ma potrà constatare quanto questa ignobile situazione sia ormai molto rara.

    E’ indubbio che i fatti di cronaca debbono far riflettere, è indubbio che in un confronto fisico uomo/donna solitamente la parte soccombente è la donna.

    Putroppo animali (perchè un uomo che picchia una donna non è nulla di più) esistono e altresì putroppo esistono donne che sono convinte di poter redimere un violento (i mariti le picchiavano anche prima del matrimonio), che non si rendono conto, anche con il passare del tempo, che certi soggetti devono essere rinchiusi, che non devono difenderli ad ogni costo. Non so se questo è amore, non so se è facciata, non so se è ignoranza, so solo che esiste.

    Sul delitto della ragazza non ho reali elementi di valutazione, quindi evito qualsiasi affermazione. Riamango sempre fermamente convinto che gli animali pericolosi vanno abbattuti.

    un caro saluto
    Umberto

    • silvanascricci ha detto:

      Secondo me è meglio dire che il predominio dell’uomo sulla donna, in occidente, era andato scemando ma ora sta tornando alla grande.
      Ed è compito di noi donne invertire nuovamente la tendenza, cosa che non sarà facile ma è assolutamente necessaria.

  13. rasoiata ha detto:

    Abbiamo trovato StellaHolmes…
    Pezzo interessante.
    Anche se, per quel poco che ho seguito, secondo me ci sono dentro tutti, genitori compresi.

    Ciao,
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Ah però!
      E’ questo che mi fa incazzare: la possibilità che ci siano dentro tutti, una sorta di mafia familiare a coprire il marcio e sacrificare la vittima perchè nulla esca dalle mura domestiche.

  14. E’ vero, questo fenomeno esiste ed é sempre esistito purtroppo; pensiamo anche a certe madri che fingono di non vedere il loro uomo e padre dei loro figli abusare incestuosamente di questi ultimi.

    E’ un’omertà che ha radici nella paura ed anche come tu affermi nel malinteso senso di onore della famiglia.

  15. cescocesto ha detto:

    sono totalmente d’accordo con te. l’omertà è culturale in italia: perchè la famiglia è sacra, perfetta. o almeno, così deve sembrare dall’esterno (i famosi panni sporchi..), e guai a chi osa parlare, confessare le “malattie” della famiglia.

    ps. scusa la mia assenza, ma ho internet a singhiozzo.

    • silvanascricci ha detto:

      Ti scuso, caro Cesco, ti scuso…
      So che significa avere internet a singhiozzo, noi se ci colleghiamo in simultanea mandiamo in tilt tutta la rete, ma mica solo quella di casa, anche quella di tutto il palazzo!

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