A caccia con il mitra


Stasera, mentre tornavo a casa in macchina, ascoltavo il giornaleradio.

Tra le notizie ce ne sono state alcune che mi hanno particolarmente colpita.

1 – le forze americane stanno per sferrare il più grosso attacco mai effettuato in terra afgana, esattamente a Kandahar, considerata la roccaforte dei talebani.

Ma mi chiedo è necessario? perchè, a ben guardare, non controllano neppure un quarto di Kabul quindi cosa diavolo vanno ad impelagarsi anche in un’altra città.

Facciano le cose con ordine e metodo, finiscano un lavoro prima di iniziarne un altro.

Mah, si vede che non sono una stratega militare.

2- Durante le seconda intifada sono morti più di 6.000 palestinesi, di cui oltre la metà civili; sul fronte israeliano sono morte poco più di 1.000 persone di cui circa 800 militari.

Calcolando che il terrorismo, pare, è solo sul versante palestinese mi chiedo se questi palestinesi colpiscano a raglio, senza sapere bene quello che stanno facendo.

Mi pare il caso di citare la frase di una canzone del mio amato Roberto: “ad Adua si era in mille contro trecento neri, però la storia dice che ci siamo ben difesi”.

3- l’eterna diatriba sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari.

Studi che ne indicano i potenziali danni da esposizione; studi che ci danno indicazioni sulla neutralità delle emissioni.

Ci mancava lo studio che  indicava la potenziale capacità benefica delle onde.

Non ci manca più, studiosi italiani hanno pubblicato su “annali di neurologia” i risultati di uno studio che ci spiega come le onde elettromagnetiche emesse dai telefonini aiutino nelle patologie neurologiche degenerative tipo Alzheimer.

Io, intanto, cerco di telefonare il meno possibile, ma non per i possibili danni, i probabili benefici o la sostanziale neutralità, no proprio per non farmi scassare i cabassisi ( e per non scassarli).

4 – Ho scoperto che chi ha preso la licenza di caccia prima del 1967 non ha dovuto sostenere nessun test di abilitazione a sparare.

E vabbè, che vuoi che sia, non solo non sappiamo se sanno sparare ma avendo pure una certa età non sappiamo neppure se sono ancora in grado di vedere, capire, avere mano ferma.

Ma la cosa più sconvolgente che ho imparato è stata che puoi andare a caccia anche con un kalashnikov.

Propporei di estendere il permesso anche ai bazooka, così sei ancor più sicuro di centrare una beccaccia.

Vuoi mettere la soddisfazione di avere il carniere pieno senza neppure prendere la mira?

25 pensieri su “A caccia con il mitra

  1. L’ak47 è una arma da guerra, con un calibro di oltre 6,70, a ripetizione automatica, un mitragliatore. Quel tipo di arma non può essere posseduto legalmente da privati in nessun caso. Il solo possesso di una arma di quel tipo è un reato.

  2. Io di armi non me ne intendo, ho riportato quanto dicevano al GR, pare che sia sufficiente togliere non so quale parte dell’arma e diventa utilizzabile anche per la caccia. Grazie, comunque, della precisazione.

  3. Cara Silvana, non si possono usare mitra per andare a caccia.

    Non so chi sia il suo amato Roberto, però o non conosce la storia o ci marcia volentieri. Nella battaglia di auda le forze Italiane erano circa 17.800 soldati, gli avversari erano circa 120.000. Forse i trecento cantati erano gli sfigati di turno, ma penso che per il resto comprenderà che vi erano una considerevole sproporzione.

    1. “Si noti come il rapporto e’ in trend positivo nei riguardi di coloro i quali
      detengono la “grana”.”
      Questa è la frase chiave, la svolta per comprendere tutti gli orrori del mondo.

  4. Radio gr, Silvana ascolta e gli salta la mosca al naso; L’America e la guerra, sono un grande businness; in fondo sconfiggere il terrorismo, come dire, facciamo piovere rane! le armi, cose brutte, fatta la legge trovato l’inganno, sulle armi come su tante cosucce, c’è sembre una scappatoia.
    Silvana, ascolta la radio, io vado matto per la radio; oltre reporter su carta ho fatto anche tanta radio, su network regionali.Per esempio, in Basilicata sono invoce, come cronista da Salerno, su Basilicaradiodue e quando non ho voce, invii e mail che leggono in antenna; br2, una delle più ascoltate della Basilicata, diretta da “lupo solitario” al secolo Filippo D’Agostino, è quello spiritello che fece scoppiare lo scandalo dell’usura in Val d’Agri che coinvolse l’allora arcivescovo di Napoli Michele Giordano. Vatti a fidare degli spiritelli!

  5. Mi permetta, caro Umberto, di pensare che lei sia stato volutamente ironico nel sostenere la Sua scarsa informazione riguardante Roberto Vecchioni.

    1. Caro Zac devo invece ammettere che non ero sicuro. Mi piaciono le canzoni di Vecchioni ma non ricordo questa canzone. Vecchioni è un grande cantante e mi stupisce che abbia fatto un accostamento cosi poco felice, conosce la storia e sa anche cosa successe ad auda. lo strapotere degli avversari era enorme e malgrado cio i morti italiani alla fine furono circa 9000. Indubbiamente erano li per colonizzare e questo è ingiusto, ma non per questo si deve falsificare la storia.

      1. Veramente la canzone di Vecchioni è volutamente paradossa e sta ad indicare la nostra solita incapacità di analisi e preparazione; ci aspettavamo un esercito molto più piccolo, demoralizzato e poco preparato; la realtà è stata ben diversa ma la nostra prosopopea è radicata e non ci permette di raccontare le incapacità e gli errori commessi e quindi la si valuta come una battaglia in cui trionfarono eroismo e coraggio.
        La realtà vera è che soldati furono mandati a farsi massacrare senza che la colpa e la responsabilità, anche storica, ricadesse sugli strateghi e generali.
        La canzone, di cui si cita la strofa nel post, è “Pane e pesci” del 1976 (vecchissima lo ammetto che non gli estimatori, ma solo i veri appassionati possono conoscere) e l’analisi dei nostri vizi e dei paradossi italiani è il tema conduttore di tutto il testo.

    2. Caro Zac, chi frequenta questo blog DEVE capire chi è Roberto e conoscerne tutti i più nascosti recessi; la punzione per questa non conoscenza è la “bannatura” 😉

  6. Per la precisione:
    dei 9000 morti “italiani” più della meta’ furono Ascari.
    Che vennero mandati allo sbaraglio prima dei nostri connazionali.

    Solo per completezza d’informazione.

    1. giustissima la precisazione, difatti quelli fatti prigonieri, proprio perchè considerati traditori, subirono tremende amputazioni.
      Effettivamente sono un modesto estimatore. accetto a capo chino la bannatura!
      Mi trovo perfettamente d’accordo con Silvana, putroppo coloro che li hanno mandati al fronte, come peralto in quasi tutte le guerre in cui è stata coinvolta l’italia dei tempi moderni, hanno nascosto la loro incapacità ed l’inadegutezza del nostro esercito con i gesti di eroismo a cui i singoli o alcuni reparti hanno difeso le posizioni a loro assegnate.
      Come sempre chi paga non è chi è al potere.

      1. Per questa volta evitiamo la bannatura 🙂
        Io togliere il quasi e direi che in tutte le guerre paga chi non ha colpe e nelle ultime soprattutto i civili.

  7. Ciao Silvana e perchè non diventiamo tutti “cacciatori” e ci procuriamo dei bene oliati e funzionanti Kalascnikof per andare a caccia? I bazzoka li riserverei per distruggere i vampiri che stanno dissanguando il nostro sfortunato Paese. Un abbraccio. Antonio.

  8. Cara Silvana Ciao, a proposito delle guerre afgane, molti anni fa scrissi questa poesia, che spero vorrai gradire. -SOGNI DI LIBERTA’-
    (Giovani contro )
    Pensieri di morte
    su aneliti d’amore
    posano i giovani
    che muovono i passi
    ai calvari afgani
    in cuneo di ferro
    di fuoco, di fame.
    su petali di rose
    che grondano sangue
    si sono impresse
    le unghie-artigli
    di aquile-colombe,
    emblematici segni
    di guerra e guerriglia.
    Ma la Libertà
    ribolle nei cuori
    degli occupati
    e degli invasori!
    La Libertà forse sarà
    come la fenice araba
    di sogni d’amore…
    amari sogni arati
    da spettri di morte,
    con l’ultimo vomere
    entusiastico
    della speranza!
    (Pag. 45 della raccolta “Gridi d’amore e di libertà” di A. Di Casola,Trecase (NA). Grazie dell’ospitalità.Un abbraccio. Antonio.

  9. ringrazio per aver evitato la giusta punizione.
    Sono d’accordo, putroppo tanti civili muoiono, è la fregatura delle guerre moderne.
    La guerra è sempre un errore, e vero che putroppo a volte è l’ultima opzione, però sarebbe bello vivere in un mondo dove non vi fossero guerre.
    Ormai la guerra si svolge nei centri abitati, vede i terroristi (mi scuso ma non riesco a definirli in altro modo) si nascondono nelle abitazioni e i militari dovendo stanarli non si fanno remore a sparare anche in presenza di bambini. chi sono i vigliacchi? …. chi è che mette a repentaglio la vita di innocenti? …… secondo la mia idea i terroristi.
    I nostri partigiani non si nascondevano dietro i bambini, ma loro lottavano per la libertà di tutti noi, non per tornaconti poco puliti.
    Il terrorismo va estirpato e purtroppo questo determinerà ancora molti morti tra i civili, ma se questo prezzo servirà per darci un mondo dove tutti ci si rispetti ….. be è un prezzo che dobbiamo accettare.
    La liberazione dal nazifascimo è costata tante vite, ma ci ha dato la liberta.

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