L’occasione persa


A mio parere Giorgio Napolitano ha perso un’ulteriore occasione per tacere.

Sto parlando dell’alzata di scudi fatta dal presidente della Repubblica in occasione della contestazione a Schifani alla festa dell’Unità (oddio festa dell’Unità…) di Torino.

Ma la contestazione è “violenza ed intolleranza”, è “una patologia sociale che rischia di travolgere i fondamenti della vita civile” solo quando è rivolta a persone rappresentanti del PDL?

Perchè non si è sentita parola, dal presidente della repubblica e dai tanti giornalisti che in questi giorni si sono inalberati, quando Prodi venne fischiato, nel 2006 al motorshow di Bologna (e forse erano pure fischi leggermente prezzolati), o quando Fausto Bertinotti venne sonoramente fischiato alla Sapienza di Roma, nel 2007?

Perchè i vari Pigi Battista non inveirono con le loro parole quando Calderoli diede, appunto nell’occasione del motorshow, del caca sotto a Prodi, quando Schifani, allora capogruppo del PDL al senato, chiamò sette senatori a vita “venduti” e “necrofori” e lo stesso Schifani, da quel signore che è, diede della ladra a Rita Levi Montalcini?

Anzi, si disse allora, giustamente, che i fischi esprimevano il dissenso popolare, il calo di consensi del governo, che il popolo ha il diritto di manifestare anche rumorosamente e con cartelli e striscioni la sua insoddisfazione.

Facendo un salto di qualche migliaio di chilometri andiamo a verificare ciò che è accaduto in Irlanda a Tony Blair, ex primo ministro britannico per molti anni, alla presentazione di una sua autobiografia.

Sabato, Tony, è stato accolto a Dublino a suon di “assassino” e con lanci di uova e di scarpe.

Ebbene non mi risulta, ma nel caso ditemelo, che il capo di stato del Regno Unito, sua maestà Elisabetta II, il presidente della repubblica irlandese, o il primo ministro Cameron abbiano stigmatizzato l’episodio come “intimidatoria gazzara” o che lo abbiano interpretato come “segno dell’allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi, sia pur minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero confronto”.

D’altronde neppure i giornali hanno levato strali al cielo, strappandosi i capelli per condannare, senza condizioni, senza se e senza ma, questo incivile ed indegno comportamento irlandese.

Anzi, “The Indipendent” in un articolo ha scritto che il viaggio di promozione del libro di Tony Blair ha compreso presenze in televisione, passaggi radiofonici  e “of course, an entourage of protesters”.

Cioè le proteste sono viste of course; naturali, fisiologiche, senza scandali e senza dietrologie.

Ma c’è anche da dire, che nei paesi anglosassoni ed in tutti i normali paesi europei, le vicende che hanno portato alla contestazioni di Schifani sarebbero state raccontate già da tempo dai giornali, fossero essi di destra come di sinistra, magari già da tempo e Schifani, in quei paesi, non sarebbe mai diventato la seconda carica dello stato.

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5 risposte a L’occasione persa

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  2. silvano ha detto:

    Tony Blair non controlla la BBC, le reti commerciali inglesi, nè il 90% dei giornalisti inglesi sono sul suo libro paga. Qui siamo ad un punto tale che pure la presidenza della repubblica, non s’accodasse al peana generale, verrebbe attaccata il giorno dopo da tutti i giornali e le tv italiane e vedresti pure il “popolo” telecomandato in piazza. La limitazione della libertà, con modalità diverse, è ormai presente a tutti i i livelli.
    Questa è l’anomalia italiana. Oggettivamente non siamo più liberi come potevamo esserlo 20 anni fa.

    • silvanascricci ha detto:

      Sì, ma Napolitano sfiora i 90 anni, potrebbe strafregarsene delle accuse, delle contumelie e di tutto il resto e provare, dico provare, ad allinearsi con le vere democrazie occidentali.

  3. rasoiata ha detto:

    Dici bene.
    In qualsiasi altro paese che possa ritenersi tale,
    noi siamo un circo, del quale fa’ parte anche Napolitano, che nonostante tutto continuo a considerare un compagno.

    Mi accontento di poco, dati i tempi.

    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      Davvero di poco.
      Ma ti racconto anche questa a corollario dell’articolo: ieri hanno visto uscire da dal numero 10 di Dowing Street a Londra del direttore della BBC e tutti i giornalisti, nonchè il capo dell’opposizione laburista hanno detto che tale comportamento è irrituale, che non ci sono precedenti, preoccupante e si sono, tutti, sentiti in dovere di dire che sia Cameron che Thompson dovevano fugare, in maniera chiara, qualunque dubbio sul fatto che la sua indipendenza editoriale sia stata compromessa.
      Te la vedi te, in Italia, una situazione del genere dove Masi e Minzolini sono ogni due per tre a palazzo Grazioli?

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