Le vacanze di Fido, una vera e propria vita da cani


“L’ho trovato dimagrito, sai lui mangia solo filetto e non so mica se gliel’anno dato quelli là”.

Il soggetto del dimagrimento è un cane.

Lo capisci dopo perchè all’inizio, captando il discorso, sentivi che parlavano di un certo Aldo.

Aldo è uno dei tanti cani che sono stati parcheggiati in questo cliniche speciali, in queste case di riposo per animali per permettere ai padroni di andare in vacanza. E siccome i nostri animali domestici, cani, gatti, conigli eccetera mangiano chi solo filetto, chi solo ostriche dei Caraibi, chi solo polpettine di manzo di una precisa regione dell’Argentina e via di questo passo, ecco il trauma è affidarli a qualcuno e, successivamente, andarli a prendere al ritorno dalle vacanze.

Anche perchè quelli che tengonoin custodia i cani ovviamente, alle richieste “il mio cane mangia solo questo, mangia solo quello” annuiscono con grande serietà ma sotto sotto fanno una fatica “cane” a trattenere un’irrefrenabile risata.

Poi di solito fanno così: gli buttano un tozzo di pane per due o tre giorni durante i quali il cane si rifiuta segnosamente di mangiare, ma al quarto giorno, alla vista del tozzo di pane fa dei salti alti due metri dalla felicità.

E quando i padroni del cane tornano e chiedono “allora tutto bene?” l’albergatore canino risponde: “tutto benissimo”.

Infatti i filetti se li è mangiati lui, gratis.

Alla fine dei conti cani, gatti, conigli e altre specie tornano quasi sempre felicemente in famiglia a fine agosto.

Diverso è il discorso sui criceti, simpatico topo che andava molto di moda negli anni 70 e che ancora comunque alberga sovente nelle camerette di ragazzini o ragazzine d’animo dolce.

Se ci fate caso il criceto di solito non passa l’estate.

E si raccontano sui criceti ogni volta storie tragiche, drammatiche e ai confini del raccapricciante.

Non cìè un criceto che sia stato mai trovato vivo e sano. Va sempre a finire malissimo.

Nel mondo dei criceti non esiste il lieto fine e, se ci fate caso, non muoiono mai di morte naturale.

I racconti sulla fine dei criceti di solito sono di questo tipo (chiameremo per comodità il criceto Agostino):

1 – Agostino è uscito dalla gabbia, è entrato in un buco che c’è in cucina, si è infilato nella grondaia, è piovuto forte e l’acqua l’ha portato al centro della terra.

2 – E’ venuta la donna delle pulizie e a un certo punto ha suonato il postino, lei ha spento l’aspirapolvere e si è allontanata, Agostino, siccome c’era la gabbia aperta, ha cominciato a correre, è saltato sull’aspirapolvere riaccendendolo ed è stato aspirato dal tubo.

3 – Agostino ha toccato un filo elettrico scoperto degli operai che stanno facendo i lavori e dicono che si è vistolo scheletro illuminato per un momento. Stecchito.

4 – La signora che viene a dargli da mangiare ha aperto la gabbia, lui è scappato, è andato in terrazza, è caduto nella terrazza di sotto dove c’è un molosso che l’ha preso in bocca e l’ha sbattuto lontano, lui è finito nel camion del rusco (rifiuti, per i non bolognesi. ndr) che passava di sotto, il camion ha avuto un incidente e si è ribaltato, Agostino è volato fuori, è finito sul piatto di un tavolo in un ristorante all’aperto, la donna che stava mangiando ha urlato di paura e Agostino è morto d’infarto.

5 – E’ sparito Agostino. L’abbiamo cercato dappertutto ma non l’abbiamo più trovato. Per la verità ieri alle cinque, però, uscendo, abbiamo notato che il portiere del palazzo squittiva.

6 – (questa è successa veramente alla mamma di un mio amico a fare la spesa). “Signora come sta Agostino?” “Eeeeeh, una tragedia signora stia buona, poverino, deve sapere che è uscito dalla scatola stamattina, è andato sul davanzale, ha fatto tutto il cornicione (intanto l’altra signora la guarda allibita), è entrato nel buco della grondaia ed è finito nelle fogne”. E la signora sempre più attonita con gli occhi stralunati: “Agostino? ma Agostino… Raggi?”.

In realtà aveva chiesto come stava Agostino Raggi, anziano parente della signora, che era in ospedale.

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6 risposte a Le vacanze di Fido, una vera e propria vita da cani

  1. Padroni in vacanza e cani parcheggiati in qualche canile o albergo per cani; poveretti; nel Cilento però c’è stato un sindaco di Sinistra, tale Angelo Vassallo, che ha avuto la brillante idea di limitare un pezzo di spiaggia per i cani in vacanza ad Acciaroli, Pollica, nel Cilento.
    Vassallo, chi non lo può digerire dice peste e corna; chi lo ama lo porta attaccato al petto; per me è un buon sindaco con tante idee; molte delle quali più legate alla figura professionale di un creativo che alla politica, che di questi tempi non brilla proprio da nessuna parte

  2. Barabba Marlin ha detto:

    Ecco, avevo letto ieri qui di Vassallo, Il fatto che l’abbiano ucciso, se si dimostrerà vera l’ipotesi camorristica, vuol dire che non era solo un pubblicitario della sinistra…

  3. Bibi ha detto:

    I criceti? Noooo.. le vere vittime delle vacanze sono i pesci rossi.
    Hai presente quelle povere bestiole che si vincono nei luna park primaverili dentro la sacchettina di plastica che si buca quasi sempre subito e quindi il più delle volte il pesce muore prima di giungere a casa (e quindi è già fortunato)?
    Se supera questa fase è costretto a vivere dentro una ciotola in attesa del supplizio della palla di vetro tonda dove sarà costretto a girare in circolo come un deficiente per il resto della sua breve vita.
    Sì, breve vita perchè quando arrivano le agognate vacanze la sua fine è segnata.
    Dove lo si mette? In valigia?
    Allora ecco le soluzioni: la nonna, la zia… il vicino… la fontana dei giardini pubblici…il cesso..(sì anche questo..).
    Ed al rientro è sempre morto. Troppa acqua (cambio acqua troppo frequente) poca acqua (alghe verdi oscuranti la luce del sole ricoprenti la palla di vetro), ect ect.
    Frammento di vita reale e vissuta capitato ad un mio amico da ragazzo: il pesce è stato lasciato al nonno che accedentalmente durante il cambio dell’acqua…sbagliò e ci mise quella calda…pesce bollito con maionese.
    a.y.s. Bibi

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