Ma certi sindacalisti tutelano davvero i lavoratori?


Anno domini 2010, tempo di vacche magre, anni di tagli di bilancio e di personale.

Succede anche a me.

In un reparto dell’azienda in cui lavoro c’è un calo delle presenze del personale che non viene rimpiazzato; ci diamo da fare tutti come matti per trovare una soluzione che garantisca il servizio con una minore presenza di personale.

Riorganizzazione che prevede una modifica dell’orario di lavoro, attenzione non un aumento delle ore di lavoro settimanale, magari pure a parità di stipendio, bensì una rimodulazione delle stesse ore nell’arco della settimana sempre, rigorosamente, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica tutti a casa a riposare.

La modifica prevede che anzichè fare il monte orario diviso per i cinque giorni lavorativi in orario continuato lo si spezzi con due pomeriggi ed un orario continuativo più corto nelle restanti tre mattinate, varia pure l’orario di inizio lavoro che passa dalle ore 7.00 alle ore 7.45.

Visti i tempi di vacche magre, anzi magrissime, mi pare un compromesso accettabile: stesse ore di lavoro, stesso stipendio, posto di lavoro garantito, stessa sede di lavoro, stesse mansioni, stessi diritti di sicurezza sui luoghi di lavoro, stesse garanzie sulla fruizione di ferie, di permessi personali, di assenze per sostegno all’handicap, nessuna richiesta di straordinario, nessuna richiesta di prestazioni aggiuntive.

Di sei unità di personale, quattro non fanno una piega; due si ribellano e passano dal sindacato.

La scelta è corretta e, a mio avviso, pure legittima.

Giuro che pensavo, a quel punto, che il sindacalista interpellato (un sindacato piccolo, piccolo non la ex triplice) si sarebbe fatto una bella, sana e liberatoria risata, facendo presente che i diritti fondamentali, di base, necessari e assolutamente da tutelare erano stati tutti rispettati e che una variazione di orario di lavoro siffatta non avrebbe pregiudicato alcunchè.

Ed invece no, il sindacalista ha cominciato a questionare di qualità della vita andata a rotoli, di diritti calpestati, di procedure non corrette, di vessazioni, di comportamento antisindacale, minacciando di adire alle vie legali.

Io che, come chi mi conosce ben sa, ho fatto lotte su lotte, mi sono incazzata e continuo a farlo sugli atteggiamenti padronali ed indegni, su un governo che di diritti non vuole neppure sentire parlare, di un esecutivo che intende togliere tutte le tutele, compresa la sicurezza sui posti di lavoro con la motivazione che non ce le possiamo più permettere mi sono incazzata come una vipera con il sindacato.

Perchè non è proponibile inalberarsi su una questione che non prevede nulla di illegale, nulla di illecito e neppure, francamente, nulla di vessatorio nei confronti dei dipendenti; si tratta solo di rendersi disponibili ad entrare in servizio ad un orario che, almeno per me, è pure più umano, e si tratta di uscire per tre giorni alla settimana prima di quanto si facesse prima e di uscire per due giorni alla settimana alle 17.00 (ed anche qui non mi pare che la vita venga rovinata).

A questo punto mi sorge, spontanea, una domanda: ma siamo sicuri che il sindacato, o meglio certi sindacati e sindacalisti, facciano davvero il bene degli operai e dipendenti? siamo davvero sicuri che tutelino gli interessi dei lavoratori o, piuttosto, non giochino a tutelare i propri e che, per accappararsi qualche tessera in più, non cavalchino pretese francamente irricevibili?

Perchè a fronte di persone che perdono il posto di lavoro, a persone costrette a lavorare in nero o in perenne precariato, a persone che vengono licenziate per aver partecipato ad un sacrosanto sciopero, a persone che vengono private dei più elementari diritti con il ricatto del licenziamento la tolleranza verso privilegi, la tutela di rendite di posizione prendono il sapore amaro della beffa e rendono il sindacato ed i sindacalisti persone inaffidabili e, pure, parecchio antipatiche.

Già, di questi tempi, il sindacato non gode di buona stampa, di buona opinione e di grande considerazione, vediamo di non dare ulteriori motivi per arricchire questo pensiero con iniziative idiote.

Perchè poi, porcaccia la miseria, finisce che la gente dà ragione a Brunetta e Sacconi e, tutti noi, finiamo per prenderla in quel posto.

P.S: ovviamente il sindacato in questione, davanti ai tagli di organico non ha fatto un plissè, non ha promosso un istante di contestazione, non ha indetto nè scioperi nè manifestazioni.

Mi sorge un dubbio, non è che sto diventando un padrone?

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21 risposte a Ma certi sindacalisti tutelano davvero i lavoratori?

  1. Abramo ha detto:

    Il sindacalista negli ultimi anni si è trasformato da un ruolo sociale a protezione dei lavoroatori a un trampolino di lancio per una carriera politica…………..tutto qui……..

    • silvanascricci ha detto:

      Ma non vale per tutti quanti i sindacalisti, ma per alcuni che accreditano questa immagine del sindacato.
      E’ questo che mi fa girare gli zebedei!

  2. Andrea ha detto:

    Da ex sindacalista posso dirti che decisamente questo non fa il bene dei lavoratori

  3. Poesia ha detto:

    In questo caso non si sta tutelando dei diritti, che come dici tu, sono sacrosanti ma semplicemente dei privilegi, è questo l’atteggiamento che deligittima tutto il sindacato, con conseguenze dannosissime per tutti.

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Poesia, anche per te vale la stessa replica che ho dato a Lupo: finisce che per tutelare alcuni (che manco lo meritano con pretese assurde) non si tutelano più i tanti proprio perchè il sindacato, nel suo insieme (ed anche qui per colpa di pochi) non viene più creduto legittimato neppure dagli stessi lavoratori.

  4. Lupo ha detto:

    La tutela dei privilegi porta ad uno screditamento del sindacato ed un sindacato discreditato fa il gioco dei padroni.

  5. Madame Bovary ha detto:

    Tranquilla non stai diventando padronale, sei solo una persona di buon senso che ci tiene alla difesa dei diritti veri!

  6. speradisole ha detto:

    Spezzare l’orario continuato è sempre stato un problema, per alcuni motivi. Si tratta di introdurre “novità” che non sembrano tali, ma possono incidere sul lavoratore. Per esempio una madre che deve andare prendere a casa un bambino dall’asilo o dalla scuola e non ha altri che lo facciano per lei, al pomeriggio.
    Si tratta spesso di donne che hanno impegni familiari gravosi quali l’accudirepersone anziane, fare la spesa, e altre cose, se non hanno un aiuto in casa.
    Si tratta di persone che visto il misero guadagno, arrotondano lo stipendio con lavoretti, magari in nero.
    E’ famoso il caso dei tecnici, idraulici nel pubblico impiego.
    Il sindacalista tutela il lavoratore dentro la struttura e trascura invece quello che dovrebbe considerare, cioè garantire un maggior servizio all’utenza.
    E qui entra in ballo in discorso padronale. Lo stesso problema fu assai contestato qualche tempo fa nelle banche. Ma ora i cittadini si trovano un orario più comodo per loro,ma più scomodo per il lavoratore.
    E’ difficile risolvere in pace il problema, occorrerebbe magari conoscere le motivazioni che inducono coloro che protestano a non accettare i cambiamenti e a venire a compromessi.
    Come sempre.
    Ciao Silvana, scusa la pseudolezione sindacalista, ma anche per me son cose vissute e le mancanza di disponibilità da parte del personale ha creato spesso seri problemi di servizio.
    Auguri!
    Ciao, Silvana.

    • silvanascricci ha detto:

      In effetti, potrei anche capire il disagio nel caso di donne che hanno bambini (ma non è questo il caso), e quindi ho considerato la cosa ancora più pretestuosa; anche in questo caso però mi piacerebbe affrontare il problema da un’altra angolazione, ossia: dovrebbero esserci più asili, scuole a tempo pieno perchè le donne non si vedano costrette a scegliere tra andare a prendere i bambini e lavorare, poi mi piacerebbe sapere se sono tutte madri single (i padri sono completamente esentati da andare a prendere i bambini a scuola? sono esentati da occuparsene 2 giorni la settimana? perchè si pretende che sia il lavoro e la professionalità delle donne a piegarsi alla cura, anche minimale, dei figli? perchè agli uomini è consentito dire “non posso, devo lavorare” e ad una donna mai?)
      Per quanto riguarda il discorso delle banche, che si può ampliare anche alle poste e ad altre situazioni, è vero che l’orario può essere più scomodo per il lavoratore e comodo per i cittadini ma c’è da considerare che il lavoratore è lui stesso un cittadino che si avvale dei servizi degli altri lavoratori e, a quel punto, pretende orari più comodi, anche pomeridiani perchè LUI lavora.
      Insomma, si tratta di trovare un giusto equilibrio tra le esigenze personali e le esigenze della comunità senza fare valere solo i propri diritti e rinnegarli nel momento stesso in cui diventano diritti degli altri.
      La mia mentalità un poco teutonica mi porta a pensare che il bene comune è il mio bene personale e non pretendere da altri ciò che non sono disposta a fare anch’io per gli altri.
      Per quanto riguarda certi sindati e sindacalisti, e mi rifiuto di cadere nella logica del “sono tutti uguali” difendono situazioni minimali e di nicchia, spesso davvero poco difendibili, non occupandosi di vere questioni di lesioni dei diritti fondamentali che sono sempre più presenti.
      A presto
      Silvana

  7. alvi ha detto:

    Qualche post fa si parlava di furbi (cioè fessi): quelli che cercano il loro tornaconto egoistico fregandosene sia delle esigenze degli altri che di quelle comuni.
    Io ho il bambino che esce da scuola
    Io ho la mamma invalida.
    Io devo fare la spesa per la zia
    Io devo preparare da mangiare per il cane

    Ergo non rompetemi le ballle che c’ho i cazzi miei e voi fottetevi!
    Finchè ho un privilegio (piccolo o grande) mi ci aggrappo e chi non ce l’ha s’arrangi: quando non ce l’avrò più mi proccuperò.
    Mors tua vita mea, homo homini lupus..(ho fatto le scuole alte per qualcosa).
    Non credo sia uomini e donne è solo COMODITA’.
    Il “bello” è che ringhiando per i privilegi alla lunga si è persa la possibilità di difendere i diritti.
    I sindacalisti concordano con le aziende i tagli (dolorosi ma necessari) e proteggono qualche singolo, poi diventano direttori del personale.
    Lavorare (col sudore della fronte ?) Stanca

    • silvanascricci ha detto:

      Il “bello” è che ringhiando per i privilegi alla lunga si è persa la possibilità di difendere i diritti.
      Qui, caro Alvi, sta proprio il succo del discorso che voglio fare.

      P.S. ‘mazza se si vede che hai fatto le scuole alte! 😉

  8. camu ha detto:

    Ho sempre sostenuto che i sindacati stanno rovinando il mondo del lavoro. Lo dice persino Pietro Ichino, che certo non è uno di destra 🙂

    • silvanascricci ha detto:

      Non penso che sia il sindacato o la sua funzione tout court a rovinare il mondo del lavoro; piuttosto sia un certo sindacalismo a farlo, ed è proprio questo che mi rompe le scatole.

  9. Silvana, non ti preoccupare, non ti sei presa nessun virus padronale; il tuo è un ragionamento di buon senso di una persona che lavora; di buon senso, politica o sindacati, sono alla frutta, cioè, un sindacato dovrebbe essere di sostegno a chi lavora senza enfasi, con moderazione e mediazione; la mediazione, chi lavora e le ragioni dell’azienda, che comunque vanno salvaguardate.

  10. rick-ione ha detto:

    da ex sindacalista ti assicuro che questo fa molto male non al sindacato, ma ai lavoratori stessi, perchè non solo non hanno niente di cui protestare ma rischiano di farsi prendere sui coglioni dai capi dell azienda, e di passare dal lamentarsi del nulla a dover ricorrere al sindacato per questioni molto piu gravi…

    detto questo, e qui do il colpo anche alla botte, state attenti ad attaccare sempre il sindacato perchè da strumento di lotte e rivendicazioni sociali, con sti chiari di luna, si fa presto a farlo diventare uno strumento con la lama spuntata, che non serve a niente…

    non dimenticate che quel che abbiamo in italia, per quanto riguarda il lavoro e diritti sociali, nel bene e nel male, non lo dobbiamo di certo ai signori della DC prima e del pdl dopo… (dalemuccia incluso)

    • silvanascricci ha detto:

      Ma, caro Rick, è proprio perchè io riconosco una importantissima funzione ed un importantissimo ruolo, passato-presente-futuro, al sindacato che mi fanno incazzare certi atteggiamenti e pretese che sono, francamente, esagerati.
      E’ proprio perchè il sindacato gode di cattiva stampa e pessima fama che non bisogna stare dietro a richieste pretestuose ma piuttosto concetrarsi sui diritti veri e tutelare sul serio i lavoratori dalle enormi storture che questo sistema politico e sociale produce.

  11. Bibi ha detto:

    Indubbiamente molti sindacalisti non fanno l’interesse dei lavoratori ma solo i propri e cioè dimostrare la necessità della loro presenza, del loro esistere.
    E’ il problema della “professione” di sindacalista. L’avvocato senza cause non campa ed il sindacalista..pure.
    a.y.s. Bibi

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