La religione ti promuove


In un liceo paritario romano tale Seraphicum, i ragazzi sono stati ammessi all’esame di stato con il contributo di un bel 10 in religione.

Peccato che ciò costituisca, oltre che una palese ingiustizia verso i ragazzi che non intendono avvalersi dell’insegnamento della religone cattolica (e per i quali in moltissimi casi non ci sono materie alternative), un reato.

Reato perchè viola l’art. 309 del T.U. sulla scuola che stabisce che chi si avvale dell’insegnamento di religione abbia giudizi e non voti e che, ovviamente, i giudizi non fanno media; ben piccolo reato, direte voi, a fronte dei moltissimi che impunitamente vengono perpetrati nel nostro paese; ma a me da un terribile fastidio.

Fastidio dovuto al fatto che questi insegnanti di religione hanno uno status giuridico alquanto particolare; vengono nominati e rimossi dalle autorità ecclesiastiche ma vengono pagati dallo stato italiano anche attraverso le nostre tasse.

Inoltre a fronte di feroci tagli di organico e di fondi che sta subendo la scuola pubblica, gli insegnanti di religione sono aumentati e non di poco; d’aldronde la ministra Gelimini lo aveva detto: l’ora di religione non si tocca!; inoltre, la ministra rassicura che il budget di 534 milioni di euro per le paritarie verrà erogato; ergo: tagli brutali alla scuola pubblica, fondi garantiti alle scuole paritarie (per la stragrande maggioranza gestite dal clero).

C’era una volta, nel nostro paese, la laicità.

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10 risposte a La religione ti promuove

  1. giusto quello che scrivi nel post, giudizi e non voti, ma sai le cose italiane; ci sono furbi e fessi e furbissimi. Rgazzi miei, mondo cattolico; voglio dirla con arguzia del pastore che vive con le pecore sulla montagna; traduco dal cilentano…monaci preti e pastori fatti la croce e fuiii, fuggi lontano se non vuoi guai, loro se la cantano e suonano a modo loro e non vogliono ingerenze.

  2. cescocesto ha detto:

    ogni volta che leggo qualche notizia del genere ho la nausea..
    è scandaloso che uno stato -in teoria- laico succedano cose del genere.
    al di là del fatto che la media dei ragazzi in questione è stata “pompata” grazie a quel 10, sono assurdi i privilegi di cui godono le scuole paritarie e i prof di religione delle scuole pubbliche.
    un mio amico conosce una ragazza che studia teologia e già fa supplenze a scuola, mentre oggi al tg3 parlavano di una prof di 55 anni (30 da precaria) che è senza lavoro da mesi.. con che coraggio ci potremmo definire “paese civile”?

  3. Quarchedundepegi ha detto:

    Ho letto con dispiacere il tuo articolo e i commenti.
    Credo che il problema sia sempre lo stesso.
    È l’esistenza dei “dritti” quella che distrugge l’Italia. Se a fare il “dritto” è chi ci governa come si può pretendere che il cittadino non cerchi di andare verso il “malcostuma”?

    So di Istituti scolastici gestiti da religiosi che hanno da anni gli stessi insegnanti che, da anni, non sono “in regola”.
    L’insegnante potrebbe rifiutarsi, ma verrebbe subito sostituito.
    E allora? Niente tasse e niente previdenza!

    Evviva l’allegria! Evviva il Buonumor!

    • silvanascricci ha detto:

      Io sono favorevole ad una scuola privata, come ad una sanità privata, ma che sia veramente tale e non sovvenzionata dallo stato, che così siamo capaci tutti: a me i guadagni e a te stato i rischi d’impresa.
      Se sei bravo e offri un servizio migliore dimostralo ma senza nessun “aiutino”.
      Viva l’Itaglia!

  4. quarchedundepegi ha detto:

    Sarei dell’idea che, se ne vale la pena, si può anche aiutare. Chi riceve l’aiuto deve però essere onesto… specialmente verso i propri dipendenti.

    Se possiamo dire “Viva l’Itaglia” sarà sicuramente bello andare a “Squola”.
    Cosa ne pensi?

    • silvanascricci ha detto:

      Certo che si può aiutare chi ne ha bisogno, è necessario verificare chi ne ha davvero bisogno e perchè.
      Non mi piace dare soldi a scuole ed ospedali privati, lo stato deve supportare ciò che è suo e per cui i cittadini pagano le tasse; deve rendere efficenti ed efficaci le proprie strutture e non quelle altrui, spesso pure a discapito delle proprie.
      Quindi, sì, possiamo dire che è bello andare a squola nel paese itagliano.

  5. rasoiata ha detto:

    Nel nostro (ogni giorno che passa lo sento sempre meno nostro) paese la laicità non e’mai esistita.
    Mai.

    Forse ci tentarono Moro e Enrico ma tutti sappiamo com’è finita.

    Per il resto,l’infarcitura cattolica permea tutto il reame.

    Sigh.

    Ciao,
    Zac

    • silvanascricci ha detto:

      E’ vero che non ce ne è mai stata molta, ma erano molto più laici di vecchi democristiani di questi di oggi; ed i vecchi DC lo erano molto di più di quelli del PD di oggi.
      Vedi un po’ un tu…

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