La classe operaia andava in paradiso


“Alcuni dei diritti ed alcune leggi non possiamo più permetterceli.

Non è il mondo che deve adeguarsi all’Europa, ma l’Europa che deve adeguarsi al mondo”.

Così parlò il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, al meeting di comunione e liberazione.

Manteniamo i diritto fondamentali, come il diritto allo sciopero, ad uno stipendio adeguato, alla assenza per malattia oppure ci troveremo a dover perdere la fabbrica, il posto di lavoro.

Abbiamo una ulteriore scelta o rinunciamo a leggi come la S2 che riguarda la sicurezza sui posti di lavoro, oppure rinunciamo direttamente al lavoro.

Non sono i cinesi, i cingalesi, gli indiani che devono tendere ai nostri statuti del lavoro, alle nostre leggi sulla sicurezza, ai nostri diritti bensì siamo noi che dobbiamo adeguarci alle loro condizioni di lavoro indegne di essere chiamate tali.

Per Tremonti, Marcegaglia, Marchionne dobbiamo rinunciare ai diritti, alle conquiste sociali e sindacali, alle norme (tra l’altro poco rispettate) sulla sicurezza nel lavoro per continuare ad averlo, un lavoro.

Dobbiamo rinunciare, come titola il  manifesto, alla lotta di classe.

Ma quale lotta di classe, mi chiedo; è proprio perchè sono anni che non esiste una coscienza di classe che siamo arrivati a questo punto, è proprio perchè abbiamo rinunciato, da tempo, a tutelare diritti che pensavamo eterni ed immutabili che passetto dopo passetto ci siamo ritrovati a questo punto: ricattabili, divisi, inermi e poveri.

Stiamo molto accorti, e lo siano soprattutto gli operai leghisti (che, Tremonti, dalla nomenclatura della lega è molto amato, stimato e ascoltato) e quelli che hanno votato e votano questo governo perchè tra poco o lavoreranno come cani per un tozzo di pane rischiando di lasciarci la pelle o diventeranno extra comunitari nel loro paese.

Ed intanto, per abituarci sempre meglio ai tempi che verranno sono morti due lavoratori anche oggi.

Se pensavate che fossimo in tempi difficili eravate degli ottimisti, i tempi duri devono ancora arrivare.

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33 risposte a La classe operaia andava in paradiso

  1. Mario ha detto:

    Ma cari utenti non si puo bloccare una catena di montaggio per chiedere diritti ma quali in un momento di profonda crisi? Comunque per me i due operai licenziati alla fiat li lascerei per sempre a casa li farei ad andare a rubare per mangiare.
    Il problema dell’ italia e che ci sono troppe pretese dai lavoratori costringendo a chiudere le aziende vergognoso Andate a rubare se non volete lavorare !!!!!!!

    • silvanascricci ha detto:

      Ma dove credi che volessero andare i 3 operai della fiat, al gran ballo della rosa a Montecarlo?
      E poi, in questo post, non intendevo parlare degli operai della fiat reintegrati, quanto piuttosto della condizione dei lavoratori in generale.
      Il tuo è un discorso alquanto qualunquista, superficiale e molto, ma molto poco serio.
      Se sei un operaio sei anche un po’ pirla, se invece sei un padronicino o un imprenditore lo sei due volte, perchè nel momento in cui i lavoratori non avranno più diritti e più soldi per comprare merci neppure tu avrai più i tuoi.
      Ricordati quello che diceva il magnate delle auto americano Ford: voglio che gli operai abbiano la possibilità di comprare ciò che producono, altrimenti la mia produzione non servirà a nulla.
      Impara Mario, impara.

  2. Poesia ha detto:

    Meglio se moriamo come mosche sul posto di lavoro, qualcuno a più basso prezzo prenderà il nostro posto.
    Che gran tristezza e malinconia dover essere costretti a riunciare a diritti che sono umani.

  3. Barabba Marlin ha detto:

    per me scherzava, almeno lo spero

  4. silvano ha detto:

    Che rabbia leggere il primo commento al tuo post, mi ha rovinato la giornata.

    Comunque non ribatto nemmeno perchè non merita e perchè nella sostanza l’hai fatto già bene tu.

    Si diceva che la coscienza di classe non c’è più…ma però non è del tutto vero. La coscienza di classe ce l’hanno solo i ricchi, gli imprenditori, la classe dominante.

    C’è la dittatura della borghesia che sta andando a pieno regime, di corsa, verso la dittatura dell’oligarchia e poi verso il baratro.

    Cosa succederà dopo il baratro? Non lo so, ma so che noi non ci saremo e che nel baratro ci finiremo ben prima.

    Cosa fare per cercare di evitare questo? Resistere non avendone però la forza e finire travolti, oppure cercare nuove relazioni industriali? Sarebbe il caso di muoversi e pensare ad una strategia e non accontentarsi di piccole tattiche per soprAvvivere ancora un po’.

    I modelli ci sono (vedi Germania), le persone per perseguirli non so.

    Certo fin che continuiamo ad indugiare in questo triste tramonto guidato da forze politiche (penso soprattutto a Lega e PierLui con alcuna visione politica se non lo spolpare quel po’ di carne che è rimasta attorno all’osso…) non andremo da nessuna parte; sino a che ci saranno persone come l’autore del primo commento che si beano della loro ignoranza nascondendosi dietro i consumati e orrendi clichè che il lavoro c’è ma il problema sono i fannullloni….allora che cazzo vuoi fare?

    Il suffragio universale è una bellissima cosa, ma richierebbe responsabilità e consapevolezza, cose che certa gentaglia nemmeno sa cosa siano.

    ciao, silvano.

    • silvanascricci ha detto:

      Quello che mi amareggia di più del discorso di Tremonti è l’idea di dover andare al ribasso, non uguali perchè tutelati ma uguali perchè sfruttati; stiamo tornando ad una concezione ottocentesca del lavoro e persone come Mario sono pure contente di tornarci.

  5. alvi ha detto:

    Caro Mario,
    la questione mi pare semplice: in uno stato moderno ci sono i giudici che valutano i comportamenti delle persone e delle aziende e decidono cos’è “giusto”, per evitare che ognuno cerchi di tutelarsi con la forza.
    Non so se la fiat ha fatto bene o male a licenziare gli operai (e credo non lo sappia in effetti neanche tu), ma non ha alcuna imprtanza e non ha importanza nenache quello che pensa la fiat, conta solo quello che ha stabilito il Giudice.
    E la fiat ha le spalle abbastanza grosse per potersi difendere efficacemente per avere giustizia, senza ricorrere all’illegalità!
    Ogni altra posizione è eversiva.
    Del resto ormai anche in Polonia, India o Uganda ci sono delle leggi da rispettare.
    Se la fiat, o chiunque altro, pretende che le leggi e le sentenze dei giudici siano solo un’opinione e non un ordine, legittima qualunque tipo di reazione anche violenta.
    Se non posso essere tutelato da un giudice, mi dovrò arrangiare da solo o coi miei amici…
    Il far west non conviene a nessuno!
    Ordine e disciplina PER TUTTI, cribbio…

  6. Tonino ha detto:

    Il metodo di turbare le acque in un colloquio che tenderebbe a migliorare il rapporto datore/lavoratore, viene usato quando la posizione dominante non vuole retrocedere.
    Oltre a non pagare ”tutte” le tasse, raschiano il fondo del vuoto barile,graffiando ed offuscando il mondo dei lavoratori.
    E’ un metodo che sarà sempre più attuale.

  7. Iban ha detto:

    no all’aborto ….viva la vita…meglio che muoiano mentre lavorano sti parassiti….(estratto dal pensiero unico del partito dell’amore e della vita approvato con visto papale) alla faccia di famiglia cristiana!

  8. Roberto ha detto:

    Tremonti è un grande affabulatore. Da un lato scrive libri contro la globalizzazione dall’altro aderisce a tutti i peggiori clichè del neoliberismo imperante. Sotto la sua regia si sta avendo in Italia la più imponente catena di privatizzazioni di beni pubblici mai registrata. Ora anche l’attacco esplicito alla dignità del lavoro.
    Il dramma è che per combattere efficacemente questi individui ci vorrebbe un partito sinceramente anti capitalista che purtippo nel nostro parlamento non c’è. Sono tutti più o meno schierati sulla lunghezza d’onda di Marchionne.

    • silvanascricci ha detto:

      E non solo non abbiamo un partito del genere ma non abbiamo neppure più la consapevolezza di genere, se proprio non vogliamo chiamarla di classe, che ci permetterebbe di avere una efficacia contrattuale e legislativa vera.
      Grazie della visita e del commento.

  9. rasoiata ha detto:

    Magari a rubare in casa tua, eh mario??

    Detto ciò, la paternale di vocinaTremonti sui diritti dei lavoratori, in Europa, avrà fatto tuttalpiù sorridere i suoi parigrado di Francia, Germania, Regno Unito etc.etc.

    La Cina, mica la pseudopadania, sta già da anni tentando di migliorare il diritto dei lavoratori, parimenti il Vietnam e lo Sri Lanka, in India siamo ancora agli albori ma qualcosa si muove.

    Il resto sono tutte chiacchere da bar di persone che non hanno mai messo un piede fuori dalla propria provincia.

    Ciao,
    Zacforever

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Zac però questa gente che non ha mai messo piede fuori dalla propria provincia costringerà tutti a lavorare e vivere in condizione sempre peggiori.
      Ciao
      S.

  10. flessibilità, occorre nel mondo del lavoro; ma non devono venire meno le garanzie dei lavoratori conquistate con lacrime di sangue; poi il mondo dell’industria; della politica; dell’economia, morale ci vuole; devono parlare chiaro non cercare scorciatoie

    • silvanascricci ha detto:

      Sì ok alla flessibilità, ma nei paesi evoluti la flessibilità e la precarietà fanno il paio con salari più alti di quelli sicuri e garantiti; da noi succede l’opposto se flessibile, precario e ti becchi 600 euri al mese.

  11. Rick-ione ha detto:

    ma amore mio, questo tuo post è un invito a nozze per un frocio comunista ateo (ebbene si, un mi son fatto mancare niente) come me.

    3MONTI: l italia non puo permettersi i costi alti della sicurezza sul lavoro, dobbiamo adeguarci al resto del mondo.
    domanda? l italia puo in compenso permettersi 1000 morti all anno?

    MARCHIONNE: l italia è rimasta agli anni 60, questo paese si deve modernizzare dal punto di vista sia economico che sindacale.
    domanda: perchè non inizia la fiat rinunciando alla marea di miliardi che ogni anno le piovono in cassa grazie alle tasse degli stessi operai?

    MARCEGAGLIA: beh qui evito ogni commento mi sembrerebbe di sparare sulla croce rossa…

    io sono ateo e razionale, ma se qui cè qualcuno che crede in qualcosa, inizi a pregare, perchè i diritti sono morti, e resteranno solo i doveri e le sofferenze!

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Rick, vedo di rispondere alle tue domande:
      Temonti: sì, ce li stiamo già permettendo, nella sostanziale indifferenza.
      Marchionne: è la politica dei due forni; io ho il diritto di chiederti dei soldi per farti lavorare e tu hai il dovere di lavorare senza chiederne
      Marcegaglia: cominciamo pure a sparare anche su “certe” croci rosse, ne avrebbero proprio bisogno.

  12. Franz ha detto:

    Approvo e faccio mia ogni parola di queste tue considerazioni.
    Penso che, ormai, il mostro da evidenziare e combattere non abbia più la faccia (con relative impalcature che crollano) del decadente e diversamente Nano, ormai sul viale di un tetro e cupo tramonto, ma quella sibilante e un po’ ‘gné-gné’ del più giovane Tremonti, e dei terrificanti interessi, nazionali e mondiali, che rappresenta.

    Avanti, cara amica, avanti senza tregua, verso un’improbabile, ogni giorno più improbabile, riscossa!

  13. Ernest ha detto:

    Come ho detto io spero sempre nell’autunno caldo!
    un saluto

  14. il mondo dell’industria deve camminare attaccato al mercato vero; pochi interventi di poltica sul mercato, altrimenti si falsa e dopo un poco i lavoratori finiscono in mezzo alla strada; Fiat, utili 5, operai che servono per produrre tot 45, bene, se poi utili 5 Stao mette soldi e sposta tutto a 30, si va fuori; Calabria, migliaia di forestali, per fare che? risultato, territorio abbandonato e milioni di stupendi…considerazione alle 19 della sera, prima di cena…

    • silvanascricci ha detto:

      Prova a dare un occhio alle politiche dell’industria dell’auto della Volkswagen e ti fai un’idea di come il sindacato e la compartecipazione degli operai fanno aumentare produttività, vendite e stipendi; senza alcun licenziamento.
      Ah, dimenticavo, naturalmente la Germania sta peggio di noi… (Tremonti dixit).

  15. lorettadalola ha detto:

    La classe operaia non va più in paradiso perchè si sono da tempo create le condizioni per vivere all’inferno ora!

  16. Quarchedundepegi ha detto:

    Ho letto tutti i 24 commenti al tuo articolo.
    Qualche commento veramente insulso mi ha fatto perdere tempo… pazienza!
    Quello che ho notato è che in nessun commento ho trovato veramente il desiderio di aiutare la nostra beneamata Italia a risollevarsi.
    Chi auspica l’autunno “caldo” auspica a una lotta di classe.
    Anche il diritto di sciopero è sacrosanto. Si dovrebbe arrivare allo sciopero proprio quando non c’è più nulla da fare.
    E poi, se vogliamo “veramente” aiutare l’Italia, smettiamola di odiarci.
    L’odio fa male non solo a chi lo riceve ma anche al “fegato” di chi odia.
    Se l’italiano, quello che vuole riflettere, non quello che vuole essere “un dritto”, accettasse l’idea che ci si può mettere d’accordo, ci sarebbero meno scioperi, vivremmo tutti più serenamente e ci sarebbero meno sofferenze.

    Questo non è un discorso di classe. È un discorso che parte dal cuore di un italiano assolutamente non più giovane che ha pianto tante volte grazie all’odio fra italiani.

  17. le politiche industriali in germania, ma in Italia quando mai ci sono state? solo grandio gazzarre, interessi, interessi enormi, politica; se tu mi voti, ti do un posto in Fiat o alle Poste…adesso tutti a lamentarci.. pregate. la classe operaia andrà all’inferno per colpa di certi sindacati e la poltica del fagiolo…

  18. mezzoblogger ha detto:

    Eccolo, il nodo. La coscienza di classe non esiste da decenni.

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