Le quote rosa che fanno male agli uomini


Leggevo stamattina su di un quotidiano due notizie che, pur riguardando due nazioni differenti, sono strettamente correlate.

La prima notizia riguardava gli Stati Uniti dove le donne occupano il 30% dei posti chiave e di comando al Dipartimento di Stato ed al Pentagono, il 13% nelle agenzie di intelligence ed il 15% nelle sedi diplomatiche internazionali.

Il merito non è certo dell’amministrazione Obama e non è l’effetto trascinamento del fenomeno Hillary Clinton; è, bensì, un processo che viene da lontano, da George Bush padre in poi, ed affonda le sue radici nella tenacia, nella preparazione e nella competenza di queste donne.

La seconda notizia arriva dalla Svizzera dove, col prossimo rimpasto di governo, i ministri donna passano a 5 contro la rappresentanza di 2 uomini con l’aggiunta della presidente della repubblica (attualmente il rapporto è 3 donne e 4 uomini), donne che rivestono incarichi in ministeri chiave come quelli degli esteri, della giustizia, delle finanze e dei trasporti; ed è un risultato eclatante per uno stato che ha concesso il suffragio femminile solo 39 anni fa.

Eppure la ministra degli esteri Calmy-Rey, socialista, ha rilasciato un intervista nella quale afferma che “bisogna interrogarsi sul fatto che gli uomini potrebbero non sentirsi più rappresentati se cinque donne, quindi la maggioranza, occupassero una poltrona governativa. L’identificazione con le istituzioni è anche una questione di genere”.

Vorrei partire proprio dall’ultimo passo della dichiarazione della ministra; se è vero, cosa con cui potrei essere, in linea di massima, d’accordo, che l’identificazione nelle istituzioni è anche una questione di rappresentatività di genere, non vedo dove sia il problema, poiché nelle società di tutto il mondo è il genere femminile ad essere, numericamente, più forte del genere maschile ed ecco che le cose tornerebbero “naturalmente” al loro posto ed in equilibrio.

Poi, francamente, non vedo perché dovrebbe essere questa una priorità ed una preoccupazione femminile; ritengo che possano, benissimo, continuare a pensarci da soli (cosa in cui eccellono da millenni) dal momento che mai, e poi mai, gli uomini si sono preoccupati del fatto che il genere femminile non fosse minimamente rappresentato nella politica e nelle professioni, anzi, hanno sempre pervicacemente tentato di evitare potere e cultura alle donne.

E’, inoltre, situazione a cui dovranno, col tempo, abituarsi, si dovranno allenare ad essere circondati da donne da cui dipendere (e non certo solo per la cura della prole e del domestico focolare) se è vero, come è vero, che nel mondo occidentale ed in quello asiatico le università, in tutte le facoltà, e sempre di più in quelle economico – scientifiche, sono frequentate in larga maggioranza da donne (57,7% donne, 42,3% maschi), che concludono gli studi e si laureano in percentuali estremamente più ampie rispetto ai maschi (68,2% delle donne,  31,8% maschi) in meno tempo e con voti più brillanti  (media inferiore a 24 il 28.9% donne, 48.2% maschi e una media superiore al 27 il 28,5% donne e 14,00% maschi) con possibilità di entrare per prime nel mondo del lavoro.

Avranno intorno sempre di più brillanti medici, ingegneri, matematici, fisici, avvocati, agronomi, sociologi, farmacisti, economisti, biotecnologi, letterati, e politici; donne.

E questo procurerà, soprattutto nel nostro paese, l’accentuazione della schizofrenia tra il mondo delle donne raccontato sui media ed il mondo delle donne raccontato dalla realtà.

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55 risposte a Le quote rosa che fanno male agli uomini

  1. rasoiata ha detto:

    Questo e’ un post che non necessita di alcun commento, cara Silvana.

    Eccelso, mirato, storico, democratico.

    Proprio un gran bel pezzo.

    Ringrazio,
    Zacforever

  2. se una donna eccelle in professionalità giusto che occupi posti chiave. Io non ho nulla contro una donna dirigente o in carriera. I numeri, in America, sono confortanti sul regime impiegatizio al femminile, condivido l’analisi, “un discoso che parte da lontano”. Brava, un post eccellente, io giornalista reporter di rsf italia mi complimento con te…Questa sera ho voglia di buttare in aria il mio titolo..sperando che non diventi una pietra e mi torni in testa. ciao

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Giovanni il complimento al post, fatto da un giornalista, mi ha ancor più piacere e mi fa piacere anche da donna dirigente in carriera.
      P.S: non diventerà una pietra, fidati.
      Ciao
      S.

  3. Pietro anonimo ha detto:

    Non “le donne e i maschi”, tesoro!
    L’espressione giusta è “gli uomini e le femmine”.

    • silvanascricci ha detto:

      Se vogliamo dirla tutta, allora, l’espressione giusta è “le femmine ed i maschi” o le “donne e gli uomini”.
      Nel tuo commento sottende una certa dose di maschilismo; nel mio post sicurissimamente una certa dose di femminismo.

  4. Floyd ha detto:

    Dovremmo essere gioiosamente diversi, ed invece spesso lo siamo rabbiosamente.

    Essere rappresentati da un uomo o da una donna non dovrebbe essere molto importante, se quel posto fosse occupato dalla persona più idonea… certo troppo spesso non è così e su questo dovremmo lottare, naturalmente tutti dovrebbero partire con le stesse possibilità, senza penalità , e perciò divisione VERA dei compiti in casa, strutture pubbliche efficenti per i bambini…ecc ecc..

    Per millenni siamo state considerate (e molte volte lo siamo ancora)inferiori: senza diritti, senza anima, la testimonianza di un uomo vale quella di due donne, impure in quei giorni, solo incubatrici dove l’uomo depone la nuova vita (sì, una volta non si concepiva che alla faccenda partecipasse anche la donna se non, appunto, esclusivamente come un bozzolo che permetteva al bambino di svilupparsi)…beh, non ci siamo poi buttate così giù, perciò… uomini… ANIMO!!! godete del fatto di avere accanto, di amare, di essere amati, di fare sesso con una vostra pari, non vi sembra che la cosa innalzi anche voi?… se pensassi di andare a letto con una creatura inferiore a me, beh mi sforzerei di togliermi un vizio così osceno…o mi augurerei di essere lesbica!

    • Silvana ha detto:

      Non posso che condividere pienamente quello che dici. Certo dovremmo essere gioiosamente diversi se la diversità non fosse discriminazione, oppressione ed è per questo che spesso lo siamo rabbiosamente.

      • Floyd ha detto:

        Ma infatti, quando sento frasi trite e ritrite, di una stupidità disarmante, tipo…hanno voluto (????) l’egualianza?… cosa volete ancora(???)… penso alle donne violentate OGNI giorno, alle bambine mutilate OGNI giorno e mi monta una rabbia da sputare bile…e penso: ma che c@zzaccio dite…collegare la bocca al cervello a volte sarebbe cosa buona e giusta, perchè quell’altro organo non è opportuno che continuate ad usarlo per parlare!

      • silvanascricci ha detto:

        E poi diciamola fino in fondo, quale uguaglianza? quale parità?.
        Facciamo una fatica boia a fare tutto, a portare avanti il nostro lavoro e le nostre passioni e, contemporaneamente, a farci carico di tutto quello che viene considerato “femminile”.

  5. Floyd ha detto:

    Certamente solo dei superficiali (per trattarli bene) possono scambiare per parità, il poter fare alcuni lavori, un tempo esclusiva maschile, o cazzate tipo la sfacciataggine negli approcci amorosi, o (orrore) infilare una banconota in uno slip l’8 marzo…una stupida superficialità intollerante, quando ogni giorno paghiamo sulla nostra pelle i piccoli, grandi e, a volte, enormi soprusi.
    I discorsi che stiamo facendo, anche stasera, sulla condizione degli operai, che si ritrovano a fare passi in dietro nei loro diritti, si possono fare tranquillamente anche per tutto quello che abbiamo ottenuto, con egual fatica per quanto riguarda la condizione femminile, con attacchi continui e lo zampino della chiesa qui è straordinariamente importante, stiamo scivolando indietro, porca miseriaccia, mi sembra di essermi appena tolta gli zoccoli e le belle gonnellone, appena tornata felice dalla manifestazione, mi sembra ieri… e siamo da capo????

    • Silvana ha detto:

      Sì siamo daccapo perchè basta un solo istante di distrazione o di allentamento della presa perchè tutte le conquiste, i diritti delle donne, dei lavoratori, dell’infanzia vengano rinnegate o buttate via come cianfrusaglie del passato che ostacolano la crescita economica e del PIL.

  6. Dimaco ha detto:

    le solite cretinate femmisniste, fosse per me la donna avrebbe il diritto solo di scegliere il ferro da stiro con cui stirare le mie camice e i niei pantaloni altrochè. figli marito e famiglia niente altro.
    altro che scasare i maroni dalla mattina alla sera con sta palla dell’eguaglianza ed emancipazione che sono solo scuse per venire meno ai doveri che unadonna ha nei confronti della famiglia.

  7. Dimaco ha detto:

    un’pò sto scherzando ma neanche tanto. ovviamnte non avrebbe diritto di scegliere solo il ferro da stiro. non sono mica un’animale. potrebbe scegliere pure le pentole e le lenzuola. 🙂

  8. Marilouise ha detto:

    Vorrei ben vedere, se lasciamo fare a tipi simili, allora vuol dire che ci piace farci trattare come essere inferiori.

    Per fortuna oggi le donne denunciano le prepotenze e le violenze, molte non si fanno più sopraffare.

  9. Dimaco ha detto:

    vedi mariluise, a mio modesto avviso il femminismo è il cancro che sta facendo marcire la società. Non sto scherzando, prima si, adesso rispondendo a te, no. Io ritengo che il femminismo sia colpevole in parte, per i mali della società odierna. Uno so tutti la disgregazione della famiglia in nome di una liberta(emancipazione) per cui apagare per primi sono i figli con i quali vi fate scudo nelle vertenze di separazione. Ed è solo un’esempio e il più futile magari, ma è cosi.

    mia moglie provò a fare l’emancipata femminista su consiglio delle amiche dopo una settimana di matrimonio. risultato? ho preso le sue valige le ho riempite con la sua roba, le ho portate in soggiorno e le ho detto: “chiama tuo padre che ti venga a prendere. Fuori da casa mia”. non ha rimesso piede in casa finche non ha imparato che non vengono tollerate forme di femminismo in casa mia. di nessun genere ne entità. oltre a prendersi una strigliata dai miei suoceri. l’ho fatta tornare dopo 2 settimane su presione dei miei, altrimenti ero fermamente intenzionato a non riprenderla più. Non tollero cose simili in casa mia, sopratutto mi ha fatto arrabbiare che a metterla su quella strada erano state delle sue amiche non certo note per la loro virtuosa vita.

    • Marilouise ha detto:

      Ma io posso mai rispondere ancora a un individuo che dice: “l’ho cacciata di casa”, “l’ho fatta ritornare”, “ero intenzionato a non riprenderla”?

      Tu parli della donna come se fosse un oggetto, subordinato ai tuoi voleri.

      • Dimaco ha detto:

        senti tesoro in casa mia si discute, ma la decisione finale spetta a me. chiuso. Come è giusto che sia. ovvio che l’ho atta ritornare, è cas mia visto che la pago con i miei soldi.

        Si sono un maschilista non lo nego, ma non nego e me ne vanto (a parte quel problemino all’inizio) tratto mia moglie come una regina e non le facccio mancare nulla. anzi certe volte pure si inkazzase spendo soldi in stupidi regali, dice che butto i soldi.

    • Silvana ha detto:

      Il cancro di questa e delle passate società è la vostra paura del confronto e della perdita di posizioni di privilegio. Se io fossi stata tua moglie (e per fortuna o grazia ricevuta non lo sono) me ne sarei andata via io di casa, consideri le donne una proprietà, un oggetto che si può mettere fuori o dentro casa a comando o a piacere. E’ un orrore…

      • Dimaco ha detto:

        Io non tratto mia moglie com un oggetto, semplicemetne ci sono delle regole che vanno rispettate. basta. Non sono tollerate stupidaggini, non sono tollerate uscite fino a notte fonda(inutile lamentarsi degli stupri che ci a una donna da sola in giro alle tre del mattino?). Sono dei paletti messi per un vivere tranquillo.

        Mica la tengo legata ad una catena, mica le impediso di uscire , mica mangia in una scodella vestita di stracci. Semplicemente applico delle regole. E ovvio che anche io ne ho alcune da seguire, ma la prima è che i figli vengono prima di tutto e tutti. E finora n 14 anni di vta coniugale non abbiamo avuto grossi problemi a parte i soliti litigi.

        Io penso , e integro il mio pensiero del psot precedente; che una moglie vada trattata come e meglio di una regina ma questo solo se rispetta delle regole precise, altrimenti non serve a nulla.

      • silvanascricci ha detto:

        La giustificazione è peggio della risposta.
        Forse non te ne rendi conto ma la stai proprio considerando un oggetto.
        Anch’io posso trattare una Ferrari con cura ed amore, ma è sempre un oggetto e di mia proprietà; così è il rapporto con le donne.
        Ma temo che sia inutile qualunque altra mia considerazione.
        Viviamo su pianeti differenti.

    • Floyd ha detto:

      sei spaventoso, e guarda, dopo averti letto, non provo nè rabbia,nè pena(per te), ma solo tristezza, vedi, mi hai spiazzata, perchè parliamo di uomini come te, ne parliamo e, anche se sappiamo che sono reali, trattiamo l’argomento un po’ teoricamente…trovarmi qui, in pratica, un troglodita come te…mi lascia un po’ interdetta…sei troppo! quanti anni hai?..no, no non dirmelo, che se mi dici che ne hai meno di 200 mi intristisco troppo!

  10. Fior gentile ha detto:

    Cosa vuol dire «provò a fare l’emancipata femminista»??

    • Marilouise ha detto:

      Ma lascia perdere, non ha alcun rispetto per la donna, non vedi come ne parla?

      • Fior gentile ha detto:

        Eh no, ora mi piacerebbe saperne di più. Non per farmi i fatti suoi, per vedere fin dove arriva.

    • Dimaco ha detto:

      che comincio a girare con le sue amiche trascurando la casa. Io finivo di lavorare alle 7 di sera (iniziavo la mattina alle 7 avevamo appena acceso il mutuo per la casa, lei non lavorava) e quando le ho chiesto della cena mi ha detto che c’erano le scatolete di tonno.Una volta mi va pure bene, due comincio a inkazzarmi, tre ti caccio di casa. E altre cose piccolezze che però messe insiemo fanno trabocare il vaso.

  11. Fior gentile ha detto:

    Ad ogni modo non mi risulta che l’emancipazione femminile consista nell’andarsene in giro con le amiche a spendere soldi e stare tutto il giorno a fare un kaz. E’ qualcosa di più concreto e serio, direi.

  12. Ametista blu ha detto:

    Post eccellente, però in pratica nella vita quotidiana ci sono ancora troppi soprusi e violenze e a parte quel piccolo gruppo ristretto di donne che ce la fà in Italia siamo bel lontani anche dalla parità, figuriamoci un sorpasso.
    Per ora i maschi Italiani non penso debbano preoccuparsi!
    Poi nel nostro paese purtroppo ci sono ancora troppi lacci religiosi.

    • silvanascricci ha detto:

      Assolutamente sì, amestista; siamo lontanissime da una qualsivoglia parità, però che si arriverà ad avere sempre più donne nelle professioni è altrettanto vero poichè si laureano di più e sono, mediamente, più brave.
      Ciao

  13. alvi ha detto:

    Vorrei solo far notare ceh in questo dibattito alle “tesi” estreme e poco condivisibili, le donne pur offese e arrabbiate, rispodono con garbo e civiltà.
    In altri post noi uomini per contestare bestialità ci siamo messi subito a offendere.
    Non mollate!

    • silvanascricci ha detto:

      Rispondere berciando ed insultando è più facile di quanto non sia articolare un discorso e controbattere restando in tema; anche perchè è complesso sostenere teorie come quella del sig. Dimaco e soprattutto lo è quando si utilizza la donna come oggetto da comperare, oggetto di proprietà in quanto si paga per il suo “mantenimento”, come se poi una casalinga non lavorasse e non producesse reditto…
      Poi, io personalmente non ho nulla contro le casalinghe, rispetto moltissimo il loro lavoro (che è anche uno dei mei) ma vorrei che fosse una scelta che non ne preclude altre, vorrei, appunto, che fosse una scelta.
      Ciao

  14. resto impressionato da Dimaco. chi? mi sembra di essere tornati alla Sicilia dell’ottocento..giusto per dire; comunque l’ho colto in fallo..fa il provocatore, provoca per vedere le reazioni; altrimenti tutto il 68, i figli dei fiori e quel gran movimentoi che ha portato diritti, uomo e donna, per lui sono spaghetti al pesto…

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Giovanni, ma lo sono (spaghetti al pesto…intendo).
      Sì è fermato ad una visione del mondo che gli fa comodo, mi ha ricordato una battuta del film di Woody Allen “la dea dell’amore” in cui al bambino che gli chiede chi comanda in casa risponde: io, naturalmente; la mamma prende solo le decisioni”.

  15. Smartinside ha detto:

    Posso dire la mia? Vi farà inorridire, ma che fa? Sono sposata da 34 anni. Ancora prima del matrimonio ho posto delle regole ben precise. Mio marito si è trasferito da sRemo a Milano xké il mio lavoro era più importante del suo. Ho accettato di vivere in provincia xké la città a lui non piaceva. A volte x lavoro ho fatto le ore piccole, ho viaggiato da sola xké lui preferiva andare in canoa sul lago di Como. Non abbiamo voluto figli xké entrambi abbiamo subito una famiglia di stampo maschilista ingombrante (mio padre se ne è andato di casa quando mia madre era condannata a morire di cancro; suo padre, grande ufficiale, menava moglie e figli). Io volevo il cane, lui il gatto: abbiamo avuto uno e l’altro. Mio marito cucina molto meglio di me ed è più oculato a far la spesa. Io mi preoccupo di amministrare i conti di casa. Ora che non lavoro più, ci siamo trasferiti in Liguria, di comune accordo. Qui io vado al mare e lui fa passeggiate in montagna. Quando ci incontriamo siamo ben felici di farlo. Credo che se mi fossi sottomessa ed annientata, ora non saremmo più insieme. Lui non avrebbe nessuna stima di me. Buona giornata, ognuno accanto a chi si merita, ciao a tutti

  16. Lazzara ha detto:

    In primo luogo si “prende” un oggetto, una mela, una forchetta, in caso di essere umano si dice “accogliere”. In secondo luogo c’è da dire che se le donne in passato non hanno provato a fare le emancipate, ne hanno però subite tante che hanno insegnato alle loro figlie a non dipendere più da nessuno, neanche dal marito (il tormentone di mia madre era: “trovati prima un lavoro, perchè se vorrai lasciare tuo marito, ti sarà molto più facile” ed aveva ragionissima). In terzo luogo io mi incazzo con tua moglie che ti ha “ripreso”. Infine tante donne come me, che hanno in famiglia un disoccupato, cosa molto comune di questi tempi, non solo fa la moglie, la mamma e quant’altro, ma anche l'”uomo” di casa portando i soldi a casa ed amministrandoli ( perché , diciamolo, voi spesso non siete in grado di farlo in modo equilibrato, stabilendo le giuste priorità; ad esempio, l’abbonamento a Sky non viene prima delle scarpe di tuo figlio). Di cose ce ne sarebbero tante da dire, ma dirle ad un maschilista retrogrado ed ignorante (umanamente) come te non ne vale la pena.

  17. Sancio ha detto:

    le differenze di genere ci sono, come dimostra lo sport, dove la suddivisione delle gare appare ovvia e una donna troppo mascolina suscita polemica.

    l’uomo è fisicamente più forte, e questo si vede. la donna è più forte nell’uso del linguaggio, come hanno dimostrato numerose ricerche, e anche questo si vede, ma forse un po’ meno. perciò non deve stupire il miglior andamento negli studi e la progressiva occupazione dei ruoli di potere che richiedono questo tipo di abilità (praticamente tutti) da parte delle donne. la tendenza è quella, perchè le donne sono più adatte. il fatto che il potere sia ancora occupato in maggioranza dagli uomini deriva da un retaggio secolare dove la forza fisica aveva un ruolo fondamentale.

    ma oggi questa superiorità serve giusto per lanciare un disco più in là alle olimpiadi ed è evidente che la componente femminile nei ruoli di potere tenderà ad aumentare sempre di più, approfittando della comprovata ottusità dei maschi, che oltretutto, proprio in quanto ottusi, anzichè prendere i dovuti provvedimenti e stabilire per esempio delle rigide quote azzurre, sembrano quasi compiacersi beotamente del proprio declino.

  18. Maxy ha detto:

    Non “uguali”, ma sottomessi l’uno all’altro nell’amore……(rapporto marito e moglie)

    Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

    • Silvana ha detto:

      Questa poi….
      E se uno è ateo od agnostico?
      Io non voglio sottostare ad una legge divina, voglio che le leggi civili del mio paese mi permettano un’eguaglianza formale che si trasformi in una eguaglianza di fatto.

      Stesse basi di partenza e stesse opportunità, poi ognuna/o di noi avanzerà secondo i propri meriti e farà le proprie scelte secondo le proprie inclinazioni.

  19. rasoiata ha detto:

    Scusami,
    esimio dimaco, che mi ricorda molto Macaco,
    mai sfiorata l’idea di impiccarti?

    P.S.
    Mi scuso anticipatamente con Alvi per la mia violenza verbale.

    Ciao,
    Zac

  20. cescocesto ha detto:

    io riporto la mia esperienza di studente di medicina.
    quando studiava medicina mia mamma, nel post-68, erano in poche donne e venivano pure guardate un po’ storte.
    trent’anni dopo nel mio corso il rapporto maschi/femmine è 1/5. (con grande disappunto dei miei prof, eredi di quella mentalità maschilista per cui “una donna non può fare il chirurgo, perchè è un lavoro di precisione”..)
    la verità è che, spesso, le donne sono più decise e hanno più voglia di fare e sacrificarsi. e hanno una mentalità più aperta e interconnessa, mentre conosco molti ragazzi “fossilizzati” in singoli campi di pensiero e interesse, cosa che poi si riflette anche nella gestione del lavoro.

    l’uscita della ministra svizzera sulla “rappresentanza di genere” nel governo mi sembra un po’ una cavolata, visto che in molti paesi le donne si trovano nella condizione dipinta dal ministro (governo B., 4 donne su 25 ministri). e poi ci vorrebbero anche un ministro gay, uno di colore, uno cinese, per non far sentire escluso nessuno..
    io voglio che un ministro sia attento agli interessi del paese, preparato nella sua materia di competenza e onesto. che poi sia donna, uomo o transessuale non mi interessa.

  21. Farnocchia ha detto:

    è da anni che mi informo e seguo quella che una volta era emancipazione e che ora possiamo chiamare CONSACRAZIONE della donna nella società. per quanto si possa essere dubbiosi, maschilisti, increduli ed impotenti la donna sta facendo passi da gigante e io proprio non capisco perchè questo non possa essere normale ma deve sempre risaltare come una novità. piuttosto facciamo risaltare il fatto che ci sono donne che vengono processate ed uccise per ADULTERIO.
    bhe..dopo questo sfogo ti faccio i miei complimenti per il post, davvero bello, preciso e carico di riferimenti!

    • silvanascricci ha detto:

      Guarda che è proprio quando si cominciano a conquistare territori, prima di altri, che la reazione si fa più dura e pesante.
      Per noi donne le conquiste e i diritti non sono mai conquiste e diritti acquisiti per sempre ed sempre di più necessario vigilare affinchè anche quei pochi che abbiamo non ci vengano sfilati da sotto il naso.

  22. si deve impiccare dimaco!!!! ne sono certo, vedo che dimaco lentamente si lega la fune al collo, poi la lega alla trave, si lancia nel vuoto…si rompe la trave, dimaco non muore, solo ferito dalla trave..la fortuna aiuta dimaco, viva dimaco..

  23. Tonino ha detto:

    Ma che sciocchezza è questa delle quote riservate.
    Alle donne ! E chi sono le donne ?
    Sono qualcosa di strano ? Una componente etnica da riservare ,da proteggere, da salvare dall’estinzione ?
    Oppure sono le madri dei nostri figli, o le tantissime insegnanti, o le innumerevoli infermiere tanto bistrattate e maltrattate ?
    La sezione cittadina : è da lì che inizia la carriera politica .
    Chi è capace ”deve” essere invitato / a a costruire.
    Lo sò che non è così e che in pochi ce la fanno,ma il bubbone è il ruolo dellla politica e dei suoi loschi affari.
    Non si dedica tanto tempo alla politica se non per ottenere qualcosa per se stessi.
    In questo caso entrano in campo gli squali e, giovani, donne, euforici, idealisti, promettenti, proponenti, vengono tagliati.
    Chi viene eletto ?
    Sempre gli stessi !
    Chissà perchè.
    E’ il partito che deve cambiare, ma non conviene perchè c’è da guadagnare.
    Cambiamo le regole e tutte le quote, i posti riservati, le minoranze potranno dire la loro.
    Ciao a tutti .

    • silvanascricci ha detto:

      Guarda che siamo davvero una razza a parte, esiste una concezione della donna, nella società attuale, nonostante la realtà che ci pone come riserve indiane.

  24. concordo con zac, è decisamente un ottimo post.
    inoltre, riguardo la ministra, secondo me ha detto quello che ha detto, ma pensava “bisogna interrogarsi sul fatto che gli uomini potrebbero non sentirsi più rappresentati se cinque donne, quindi la maggioranza, occupassero una poltrona governativa. e sticazzi!”.

  25. Bibi ha detto:

    Le quote “rosa” le ho sempre viste male, una riserva indiana per specie in via di estinzione e quindi per eventuali quote “azzure” il giudizio non cambia.
    Riguardo al maschilismo ed alle idiozie di Dimaco (nick interessante, nome di uno dei ladroni crocifissi con Cristo) rimando alla saga del mondo beta, sarebbe a suo agio tra simili.
    a.y.s. Bibi

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