Ce ne sono tante di donne nella pubblicità


Si è fatto molto rumore sulla pubblicità dei pannelli solari Cauldron, tanto da dover ritirare i cartelloni dal mercato (anche se si vedono ancora in giro), ma è un poco il canto del cigno perchè non è il solo ad utilizzare il corpo della donna con ammiccamenti e richiami sessuali per vendere un prodotto che niente ha a che vedere con il sesso e zone limitrofe.

Guardate anche questi manifesti per cui nessuno ha detto nulla.

Forza pubblicitari, se siete riusciti a spegnere un incendio del bosco con una scoreggia di scoiattolo significa che di fantasia ne avete, usatela meglio!

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24 risposte a Ce ne sono tante di donne nella pubblicità

  1. ho scritto anche testi pubblicitari; quindi dico che l’obiettivo è quello dichiarato o meno di creare interesse,
    opinione, far parlare, e suscitare interesse nei consumatori.
    su Ebay, agli inizi anno, ho scritto un articolo pubblicitario per delle copie di pop art; pù curioso è il contenuto più attira; dentifricio per mezzo dente con niente, regala una
    spazzola; vedi, solo parole che mirano a creare interesse.

    • silvanascricci ha detto:

      Ma se le parole devono creare interesse che siano, appunto, intressanti, divertenti, ironiche e non volgari, becere ed offensive.

  2. Lupo ha detto:

    e’ vero che i pubblicitari hanno fantasia ma usare donne nude e richiami sessuali è più facile e di maggior impatto

  3. Arabet ha detto:

    Tutto considerato trovo questa pubblicita’assolutamente nella media dello schifo che ci circonda e ci sommerge quotidianamente. Almeno questo e’ un richiamo sessuale esplicito e pure di buona fantasia, meglio, secondo me, delle tante porcherie piu’ o meno velate che si vedono e si sentono per esempio in tv in trasmissioni tipo il Grande Fratello.

    • silvanascricci ha detto:

      Che il grande fratello o sorella ci propini delle schifezza è indubitabile.
      Non mi pare molto gratificante sapere che è esplicito piuttosto che subliminale, significa che abbiamo raggiunto una soglia per cui non serve più andare a sollecitare corde inconsce, quelle consce accettano già tutto.

  4. Exnoglobal ha detto:

    Sono tutte pubblicità indegne.

    Quando si dà l’immagine “erotica” di una donna, lo di deve fare assolutamente con finezza e rispetto per la medesima. Personalmente sono “abbastanza restio” ad usare l’eros esplicito per “vendere” un prodotto.Per me l’eros è solo “arte”. ( pure ammettendo che anche l’arte, è commercio dell’arte stessa) La “donna nuda”, tra l’altro sta diventando un veicolo troppo inflazionato e sinceramente non ha più quel grande impatto (nemmeno l’uomo nudo:-)…quindi il “livello della provocazione” sale (io dico sempre,scende) a livelli più alti….ed è abbastanza facile cadere in “schifezze” simili. La cosa sconfortante è che il targhet di questo tipo di messaggi, purtroppo, si sta notevolmente ampliando…e c’è sempre più gente che trova del “positivo” in questi messaggi…oppure li considera in modo neutro.

  5. Gongolo ha detto:

    Scrivevo nella mia tesi di laurea:

    “Si può affermare quindi che la rappresentazione d’una raffigurazione d’un nudo femminile (reso in qualsiasi grado) svilisce sensibilmente il valore e l’efficacia non soltanto degli annunci che lo contengono ma anche degli annunci compresi nel medesimo contesto. Con un’espressione icastica si potrebbero tradurre i concetti sopra esposti affermando che il nudo, proprio per il suo potere abbagliante, oltre a sbiadire il contenuto commerciale dell’annuncio che lo contiene getta una luce negativa su tutti gli annunci che ne fanno da cornice.”

    Sono proprio pessimi quando usano certe scorciatoie…

    • silvanascricci ha detto:

      Anch’io non sono tanto convinta che in queste campagne pubblicitarie qualcuno ricordi il nome del prodotto fallendo, in questo senso, la loro naturale missione.
      Sono però efficacissime nel creare un clima ed una cultura del corpo e della sua percezione.

  6. Patrizio ha detto:

    Dice bene Giovanni, lo scopo è quello di attirare l’attenzione sul maggior numero possibile di consumatori obbiettivo pienamente raggiunto anche dalla Cauldron nonostante il ritiro dei manifesti “Che se ne parli bene, che se ne parli male, l’importante è che se ne parli” molti di noi compreso io non avremmo nemmeno conosciuto l’esistenza di questa marca se come testimonial avessero usato, per esempio, un fiore.

    • silvanascricci ha detto:

      Insomma Oscar Wilde ha fatto proseliti nel mondo della pubblicità.
      Peccato che di Wilde non abbiano preso anche la feroce ironia e l’intelligenza.

  7. silvano ha detto:

    Così in amicizia, ti dono questa da aggiungere alla già notevole collezione: http://31canzoni.blogspot.com/2010/06/la-passera-liscia-sempre.html

    ciao.

  8. lorettadalola ha detto:

    EHEEEEHHH cara Silvana, ho un passato e un presente nel campo pubblicitario…ho recentemente scritto anch’io a proposito dell’ottica maschile dell’utilizzo del corpo femminile in:”In Romagna la “Notte Rosa” parte all’insegna del cattivo gusto” , che ben sintetizza il mio pensiero sulla scarsa capacità creatività di pubblicitari…è solo la rappresentazione dello stereotipo che qualcuno ci vuole far credere sia il migliore dei modi possibili per piazzare un prodotto – il corpo umano, spesso nella sua accezione di oggetto sessuale, è utilizzato ed assume una rilevanza fondamentale per portare il prodotto ad esser desiderato – io credo sia una facile scorciatoia di chi non vuol far faticare le meningi e trovare alternative al messaggio di vendita è solo uno strumento per il lancio del prodotto che con la
    donna-persona ben poco ha a che vedere. Ovviamente non sono per l’eliminazione dell’estetica femminile ma come sempre nell’uso intelligente e adeguato – E potremmo anche citare la nostra Lucianina che sugli spot al femminile ci ha fatto riflettere…

    • silvanascricci ha detto:

      Ti prego Loretta, se sei nel campo pubblicitario, datti da fare (almeno tutto quello che puoi) perchè di certe odiose immagini se ne vedano il meno possibile.
      La Littizzetto ha fatto da apripista in materia.

  9. Tonino ha detto:

    Il cartellone pubblicitario continua ad aver successo.
    Il costo ”irrisorio” ,la permanenza, lunga o breve,il colore,la posizione,la velocità di trasmissione del messaggio ed altri fattori rendono vivo questo mezzo di comunicazione.
    La stessa immagine ,un fotogramma,la ritrovi nella pubblicità televisiva e ti viene in mente la musica che accompagna il messaggio.
    Il nudo attira l’attenzione del vasto pubblico maschile che memorizza l’immagine più che le parole.
    Le variabili, poche , sono dovute all’età : un signorotto sui 65 anni che ha ascoltato in gioventù le bellissime metafore della canzone napoletana, oggi viene investito dal messaggio diretto, pulito, immediatamente ricevibile, digeribile, stimolante ,delle modelle ritratte.
    Modelle che hanno accettato, che si sono proposte,che hanno preparato i famosi ”book” di foto in laboratori fotografici da proporre ai pubblicitari.
    Partono dalla provincia ,dai paesini della domenica,da quelli sperduti rioni che fanno da cornice alle grandi città ,per conquistare la città e quindi agguerrite,forti, disposte a mostrare ”comme facette mammeta”.
    Sui giovani ,invece , riscuotono poco successo,perchè sono nati con queste foto.
    Vi pongo una domanda.
    Da cinquanta anni in poi il potere decisionale, sull’acquisto di una automobile, di un frigorifero, di una casa, di una cucina componibile, dell’uomo si è affievolito a favore della donna che ora è ”al potere ”decisionale.
    La domanda che vi pongo è :
    a Voi donne che effetto vi fà osservare corpi femminili nelle pubblicità ?
    Avvertite un senso di repulsione, d’invidia, di distacco dalla realtà e, di conseguenza, vi allontanate dal messaggio o prodotto pubblicizzato?
    Oppure siete ispirate al raggiungere quella bellezza ?

    • silvanascricci ha detto:

      Io, quando decido un acquisto, faccio molto caso al tipo di pubblicità che propongono e DECISAMENTE non compro se la pubblicità è di stampo sessista; proprio mi rifiuto.
      Per quanto riguarda la bellezza delle donne nei cartelloni è plastificata, il modello proposto sempre lo stesso senza un qualcosa che le distingua l’una dall’altra; sono in sostanza intercambiabili.
      Io, che sono presuntuosa, preferisco la mia di bellezza, fatta di espressioni, di movenze, di voce, di carattere e, perchè no di fascino.
      Lo so che sono terribilmente presuntuosa ma che ci vuoi fare mi piaccio tanto e mi voglio un sacco di bene!

  10. lorettadalola ha detto:

    Sapessi la fatica per tentare di imporre un messaggio qualitativo! Tutto è legato al profitto e solo Milano è una piazza sensibile all’uso di immagine innovative che possono rompere gli schemi, il resto del Paese è al traino e i soldi solo l’unico criterio di scelta, in Romagna poi…(dente avvelato!) Io credo nella mia professionalità e nell’impatto visivo basta collegarlo al cervello! (scusa, piccolo sfogo…)

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Loretta hai ragione a sfogarti perchè deve essere dura imporre e proporre qualcosa che vada oltre la mera immagine; il mio non voleva, assolutamente, essere un rimprovero ma soltanto un grido di dolore.
      Un abbraccio

  11. Marco Bonardelli ha detto:

    Cara Silvana,

    da messinese e da persona che si interessa di pubblicità non può che toccarmi da vicino il caso Cauldron e sottoscrivo le critiche a questa e ad altre pubblicità che utilizzano questi toni volgari, toni che spero non vengano preso anche dagli spot. Al di là del discorso dell’immagine, sono proprio gli slogan che non mi piacciono. Già mi dà fastidio leggere simili slogan nei manifesti, figuriamoci sentirli detti in uno spot, da un attore o da uno speaker.

    Ne approfitto per chiedere a te e Loretta che siete del settore, era di un correttore quella pubblicità degli anni ’80’-90 con la parolaccia scritta su un muro con la c cancellata da uno schizzo? Di che marca era? Mi è tornata in mente in questi giorni proprio in merito a questa faccenda del cattivo gusto nella pubblicità. Ve lo chiedo perchè l’ho vista anni fa in un libro, non l’ho vista alla sua uscita perchè ho 25 anni. 🙂

    Grazie e a presto, 🙂

    Marco

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Marco
      E’ vero che la cosa viene da lontano ed anche in passato ci sono stati fulgidi esempi di tale cattiva abitudine ma adesso è un proliferare continuo.
      Non sono poi neppure tanto convinta che serva a vendere dal momento che manco ci ricordiamo i nomi dei prodotti, ma ci rimane impresso lo svilimento del corpo soprattutto femminile ma anche maschile.
      Alla tua domanda non so dare una risposta, vedremo se Loretta, lei sì del mestiere, riesce ad aiutarti.
      Ciao a presto,
      Silvana

  12. Paola ha detto:

    mi interesserebbe sapere se scuse o non scuse del direttore dell’azienda, la pubblicità è stata ritirata. Inoltre penso che non basti questo, ma la ditta dovrebbe anche pagare una multa per avere offeso le donne. Se avesse offeso un gruppo tenico per dire i neri, cosa sarebbe successo?e se avesse offeso gli omosessuali?mi sa che le donne sono i soggetti meno rispettati, e tutte le ministre che dicono che faranno chi sa cosa per evitare le speculazioni commercali sul corpo femminile in pratica non fanno proprio niente!

    • silvanascricci ha detto:

      Sì credo che sia stata ritirata, ma ce ne sono mille altre che compaiono come funghi dopo la pioggia; probabilmente bisognerebbe fare causa a queste ditte e costituirsi come parti civili; comunque, almeno nel nostro paese, anche gli omossessuali ed i neri non stanno molto meglio.
      Siamo minoranze, se non numericamente come nel caso delle donne, lo siamo culturalmente e fino a che noi donne ci passeremo sopra o, peggio, diciamo ma dai cosa vuoi che sia le cose non potranno che peggiorare.
      Ciao
      Silvana

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