Cretina!


Oggi nel bellissimo e sempre interessante blog di Lameduck ho trovato un post che si riallaccia a quanto dicevo a proposito della violenza sulle donne.

Tale Paolo Barnard, che in fatto di misoginia fa il paio con Massimo Fini, ci dà esplicitamente delle cretine ogni volta che non gliela diamo o non ringraziamo per un complimento ricevuto per strada.

Ma il peggio non è tanto l’insulto per non avere risposto cortesemente alle sue avance quanto piuttosto la chiosa porta-sfiga o intimidatoria con cui chiude il suo post.

Mi inquieta sapere che per le vie della mia città si aggirano siffatti personaggi.

Questo è il post scritto dal suddetto cavaliere:

Un cane che si morde la coda

Percorro in bicicletta una via di Bologna sotto un portico, e scorgo una silhouette femminile strepitosa. Come mi avvicino, realizzo ancor di più la bellezza di quelle forme, una vera grazia. Se ne sta in attesa da sola, avrà una trentina d’anni, io le sfilo di fianco e ammiro. Dentro un maschio sessualmente sano, e sano di mente, in quei momenti accadono due penosissime cose: prima cosa, ti dici “ma perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”, e te la prendi un po’ con la crudeltà della natura che ci ha fatti così maledettamente innamorati delle donne, del loro odore, di come sanno toccarti, quando poi quell’oggetto/soggetto di desiderio è così difficile da raggiungere pur essendo così frequente da incontrare. Un po’ come fossimo tutti, noi maschi, appassionati di sonate romantiche, e a ogni angolo di strada udissimo le note di un notturno di Chopin, per poi dover accelerare via e perderci subito nell’ignobile fracasso del traffico. Un tormento.

La seconda cosa che capita è ancor peggiore: veniamo assaliti dal dubbio se tornare indietro e ‘provarci’ o meno. Perché in fondo al nostro cervello parte un nastro odioso che recita “ogni lasciata è persa… se non provi non saprai mai… magari nasce una gran storia, e ricorderete quella volta che tu l’hai abbordata e lei sorridendo ammetterà ‘… grazie a Dio tornasti indietro quel giorno, se no non  saremmo qui’…”. Il dubbio… quel maledetto dubbio: “Cosa faccio? Proseguo o ci provo? Nooo, dai per favore, non ne ho voglia, poi tanto non funziona, no! zero, basta… Però… e se?”. La posta in palio è alta, credetemi, specialmente se almeno una volta nella vita ti è accaduto esattamente quello che recita il sopraccitato nastro, e a me è accaduto eccome, con conseguenze indimenticabili… e se? Sono minuti spiacevoli, già una certa emozione serpeggia nelle vene, che diventa poi una sfida con se stessi.

Mi fermo e mi giro. E’ sempre là, sempre quelle linee strepitose che sembrano galleggiare, non sostare. Cosa fai Barnard? Risposta: provarci no, ma dirle che mi ha donato minuti di ricchezza estetica sì, è troppo bella, le farò tutti i miei più sinceri complimenti. E poi uno che ha scritto ‘Sono andato a puttane’ deve verificare una certa cosa, ancora una volta, dunque la sfida è doppia. Torno sui miei passi, sono da lei in un battibaleno, mi fermo con un sorriso e mi aggancio ai suoi occhi, lei ai miei, le dico “sono tornato da te per dirti quanto apprezzo la tua bellezza, solo questo”.

Vedete donne, a quel punto il tempo si ferma, lo spazio svanisce, ogni cosa da lì in poi è come se fosse vissuta da noi uomini dilatata di mille unità, e noi registriamo nella coscienza ogni fotogramma a seguire, che va a stamparsi su una pellicola sensibilissima con un’esposizione altissima. Siamo esposti, nudi, vulnerabili e reattivi come le rane di Galvani, siamo senza pelle e coi nervi all’aria. Preghiamo solo che il vostro specillo non ci tocchi là dove il dolore sarebbe fulmineo.

La donna sotto al portico aspetta la fine delle mie parole, si gira sui tacchi e muove un passo via da me, muta, neppure uno sguardo. Penso “non ho scritto ’Sono andato a puttane’ per nulla, ci risiamo”. C’era il sole, ora grandina, sto per mandarla a cagare, ma in un moto di civismo che non merita le do una seconda chance: “Era solo un complimento, non fa piacere?” le dico. Muove altri due passi dandomi le spalle, guarda laggiù chissà che cosa di più interessante di un uomo che è cortese al punto di omaggiare la sua bellezza. Tutto questo si realizza nella metà di secondo che ci metto ad esprimere la sintesi appropriata, e quando ancora la ‘ere’ di “non ti fa piacere?” è nell’aria le sibilo “Cretina”, e me ne vado. Lei si gira, con la coda dell’occhio colgo i suoi occhi vacui e mi chiedo cosa stia accadendo in quel cervello.
Già, donne, cosa accade nel vostro cervello quando così tipicamente produce resina bi-componente invece che esprimersi? Lasciatemi essere franco, perché la sensazione è proprio che così come le aree cerebrali producono adrenalina, serotonina, o altre sostanze deputate a stimolare l’attività psico-motoria, in quelle particolari situazioni un gran numero di voi produca resina che vi cristallizza le facoltà dell’espressione, per cui volenti o nolenti non sapete fare altro che impalarvi. Ed è un disastro. Un uomo vi si presenta con l’abito della festa, voi sollevate la zampetta posteriore e gli fate una spruzzatina di pipì sulle scarpe. Ma perché? Accade una quantità di volte incalcolabile e ogni volta una vescicola di bile si deposita nel fondo dell’uomo. E siete cretine senza attenuanti, perché non vale qui fare una digressione se mai si trattava di insicurezza, di timore o di semplice idiozia arrogante, come non vale disquisire se quello che è passato col rosso e ti ha falciato correva per necessità o per arrivare in tempo alla partita: semplicemente non si fa. E voi lo fate di regola, spesso sapendo di sbagliare, ma è più forte di voi. Non è una banalità, è un dramma, poiché purtroppo in una società dove la donna siede dalla parte ricevente, quasi ogni singolo approccio maschio femmina deve per forza passare da quelle Forche Caudine, per cui l’ammontare delle smusate finali che un uomo accumula in una vita è intollerabile. Finiamo sovente a odiarvi per questo, anche perché siamo obbligati per necessità a quelle pene. E’ un po’ come se ci capitasse che all’atto di ingerire cibo, spessissimo ci arrivasse una sberla nella nuca, ma non puoi fare a meno di mangiare.

Ripeto, alla fine la pagate cara. Infatti è comprensibile come poi il maschio medio, troppo spesso sprovvisto di un arsenale adeguato di autostima, si ingegni per neutralizzare anticipatamente la smusata, lo specillo proprio su quel nervo vivo. Tipicamente vi si approccerà con arroganza preventiva, con offensività preventiva – e qui il ‘preventiva’ è la chiave di comprensione del fenomeno – come dire: sono rimasto scottato, ma stavolta te lo stampo io il ferro da stiro in faccia prima ancora che tu dica beo, tanto per stare dalla parte dei bottoni. Ed è così che accade, fidatevi. Questo si traduce in una quantità colossale di brutali relazioni all’impronta del cane che si morde la coda. Noi, voi, voi, noi, l’insicurezza mia cozza con la tua, la tua ferisce la mia, la mia ferirà la tua, all’infinito. Idiozia, spreco, tristezza. Se ieri un ragazzo ti ha abbordata dicendo “ciao, hai nove settimane e mezzo libere?” sghignazzando con gli amici, e se tu hai pensato “ma fottiti idiota”, stai certa che quell’uomo è prima passato per non so quante belle silhouette che a fronte di un complimento cortese hanno sollevato la zampetta e gli hanno fatto pipì sulle scarpe delle festa.

Donne, meglio che a fronte di un tizio in bicicletta che torna indietro perché siete troppo sexy per proseguire, vi scorra un “grazie, sei carino” nelle vene fino alla lingua, piuttosto che resina. Vi conviene, sempre, fidatevi.

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20 risposte a Cretina!

  1. silvano ha detto:

    Mai visto usare tante parole per dire una cosa elementare: SONO UN MONA.

    Tra l’altro il tipo è innamorato di sè stesso (nessun altro è degno) e fargli un reblog è un gesto che lo esalta e che non merita.

  2. Bibi ha detto:

    Con i Beta non ho ancora finito, mancano ancora un paio di capitoli della Saga del Mondo Beta.
    Poi non resterà che tirare la corda ed arieggiare i locali.
    a.y.s. Bibi

  3. lorettadalola ha detto:

    Mi sono persa leggendolo, ho tentato inizialmente di vederci la poesia di un attimo, un incontro emotivo, che peraltro poteva essere bello da entrambe le parti…pulito…ma come ho detto mi sono persa dentro la marea della sua conclusione…l’amico ha fatto e disfatto tutto da solo e non mi resta che dirgli: meno male che è restata una fantasia!

    • silvanascricci ha detto:

      Che ci provino per strada e che lancino apprezzamenti è abbastanza usuale; di solito se tu non li fumi lasciano perdere…
      La chiosa iettatoria di costui mi ha veramente fatto inc….

  4. lastrminute. sulla via della stupidaggine; massimo Fini se ha detto sulle donne quelle cose, devo intendere che adotta l’istinto de caprone, pronto solo a soddisfare le sue voglie; il cane che si morde…una storia viva, immediata, direi alla Peppino Culicchia e il suo modo di rappresentarci la realtà.

  5. comunicazionedi servizio; a metàmese hai superato le 8000 visite, un giornale on line? ricordo che il Manifesto ultimo, stampava 8000 copie, altri tempi, altre storie, altro di tutto..

    • silvanascricci ha detto:

      Non so se saprei reggere e gestire un giornale online.
      Cmq 8.000 visite a metà mese sono uno dei miei picchi negativi.

      • silvano ha detto:

        Scusa se mi intrometto, ma parli di visite di singole o di pagine visualizzate?

      • silvanascricci ha detto:

        Al momento le visite singole sono poco più di 7.000 con un numero di pagine viste di circa 8.500; ed è uno dei picchi più bassi degli ultimi mesi.
        Il mio record è stato a maggio con 30.288 visite singole e 37.325 pagine viste.
        Ma nei mesi estivi declino sempre un po’…..
        (a me sembrano tante, ad altri sembreranno numeri ridicoli…)

      • silvano ha detto:

        Ma che scherzi? Sono dei gran numeri. Non ci sono molti bloggers a questi livelli.
        Brava! Io viaggio sulle 9/10 mila visita mese. il record è stato 34mila, ma accidenti dipende (almeno per me) molto da come butti giù il titolo per ok/no notizie. Se trovi il titolo accattivante magari prendi qualche migliaio di visite in poche ore per un post mediocre, ma la cosa che da più fastidio è quando ti viene un bel post ma non trovi il titolo, che allora ok/no te lo ignora.

        Fatiche di bloggers!?
        😉

      • silvanascricci ha detto:

        Direi di sì. 🙂
        E’ vero che il titolo è importantissimo per avere visibilità su ok/no, ci sono volte che non capisco come alcuni post possano avere tante visite perchè sono piuttosto insulsi, secondo me, anche lì, esiste un po’ una cricca.
        Però devo dire che molti di quelli che mi visitano regolarmente li ho trovati su ok, poi si sono stabilizzati e “fidelizzati”.
        Insomma tutto fa brodo per farsi leggere…

  6. negativi? un pò di numeri; Dagospia, sito on line che tratta di altro…resta uno dei media on line più cliccati, anche se la direzione di Dago è esclusivamente di area pettegolo popolare; potrebbe fare di più…opinione.
    dicevo i numeri; (io ho post per Dg nel 2001)
    Dag sta sulle 170000 pagine viste al giorno; scricci, tu, il to blog, sulle quasi 600, niente male; così Corriere o altri; il grillo pure naviga sulle 130000 pv al giorno, più o meno;
    a fine mese dag ha i n media 5 milioni 800 mila pagine viste; scricci blog sulle 15 mila..abbiamo dato un pò di numeri

    • silvanascricci ha detto:

      In effetti caro Giovanni abbiamo dato un po’ di numeri.
      Io, poi, ho continuato a darne anche con Silvano.
      Sarà mica il caldo…..

  7. Lameduck ha detto:

    Cara Silvana, la cosa più divertente di quel post, che gentilmente hai citato, è stato il commento lasciatomi da un sedicente Paolo Barnard (è lui o non è lui?), il quale mi ha apostrofato dicendomi: “Sei il tipo di donna che se mi conosce vacilla.”
    Ecco, penso che un Brad Pitt o un George Clooney, ma anche un nostrano Zingaretti (che io trovo assai più irresistibile dei suddetti) non direbbero mai una sciocchezza del genere.
    La superbia dell’intellettuale è ciò che maggiormente approssima il valore n.
    (Sempre che fosse veramente lui e non un clone burlone).
    Un abbraccio

    • Silvana ha detto:

      Cara Lame,
      non avevo letto il commento, ma si commenta da sè.
      La superbia e l’arroganza intellettuale sono direttamente proporzionali alla stupidità personale.

      Concordo pienamente e completamente nel giudizio su Zingaretti!!!!!

  8. Bibi ha detto:

    Mi permetto di segnalarti una personalissima rilettura dell’articolo in questione.
    Oggi mi è venuta così..pensando ad altre cose, pensando all’altra faccia della medaglia e così..ecco cosa è venuto fuori:
    http://bibiebibo.com/?p=2221
    a.y.s. Bibi

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