Stato laico e stato clericale


Il parlamento francese ha approvato, con un solo voto contrario, il divieto di indossare il burqa e il niqab.

Sono perfettamente d’accordo con la decisione transalpina, non mi piace la negazione del corpo delle donne, la negazione dell’esistenza stessa della donna come entità corporale, politica e culturale che tali vestimenti presupppongono.

D’altronde non mi piace, in egual misura, l’estremo opposto della nostra cultura occidentale, ed italiana in particolare, l’esposizione mercantile del corpo nudo o meramente spogliato delle donne; ci vedo la stessa ragione di base: la negazione del corpo.

Tornando alla questione di partenza mi sono chiesta perchè in Francia è possibile l’approvazione di una tale legge mentre nel nostro paese sarebbe imparaticabile.

Non si tratta, tanto, del fatto che da noi ci sarebbero veti incrociati dettati da presunte libertà di religione o da guerre politiche che nulla avrebbero a che vedere con la question.

Si tratta, secondo me, di laicità dello stato.

Si vieta l’esposizione di qualsiasi simbolo religioso; da quelli islamici, a quelli cattolici passando per gli ebraici, i buddisti e quant’altro si voglia nei pubblici uffici.

Si ribadisce il concetto di laicità dello stato che deve appartenere a tutti i componenti la comunità, senza escluderne nessuno.

Si fa un’inclusione dei cittadini anzichè una loro esclusione; ma per fare tutto ciò è necessaria una coscienza di stato, una forte percezione della nazione di cittadinanza che noi non possediamo.

I valori religiosi di ognuno si ribadiscono se non se ne accetta, in particolare, nessuno.

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10 risposte a Stato laico e stato clericale

  1. E’ semplice, ma mica tanto;tu tocchi due grosse questioni a sfondo morale culturale, la negazione del corpo della donna; la laicità dello Stato.
    Cose sulla carta; di rimando il mondo islamico è poco aperto, diciamo che è chiuso su regle per certi versi medioevali, ci vorrebbe un Vaticano 2 islamico..Cazzata! mica tanto!
    Nel profondo concetto islam la donna non ha le libertà occidentali. Da noi, donne libere, ma sempre con la negazione del corpo della donna divorato per motivi commerciali e tante sciagure sulle donne..
    Vedi, a questo punto, il cane si morde la coda.
    La laicità dello Stato, una regopla buona per tutte le stagioni, in realtà che laicità è??

    • silvanascricci ha detto:

      Non è, però, che siccome il mondo islamico non è aperto, dobbiamo chiuderci noi.
      La laicità dello stato è la possibilità di varare leggi che non impediscano ad altri cittadini, portatori di una fede diversa o portatori di nessuna fede, la tutela della salute, la cultura, la libertà di espriemere una sessualità diversa ecc…

  2. lorettadalola ha detto:

    Argomento scottante e delicato – Credo che la nostra mentalità occidentale faciliti la visione di una donna libera e liberata anche dal punto di vista estetico ma in quanto cultura islamica va rispettata – Io sarei contraria al divieto senza passare prima da un’educazione adeguata, i divieti se solo imposti procurano incomprensione e ribellione –
    Lo Stato sta a guardare e cerca il compromesso adottando al politica dello struzzo e quella di un colpo alla botte e uno al cerchio!

    • silvanascricci ha detto:

      Sarei d’accordo se la Francia avesse vietato tout court il velo islamico, ma così non è.
      Non si vieta la possibilità di portare il fazzoletto o le vesti lunghe ma di proibire un indumento che vieta la visibilità totale del corpo.
      Così come non si vieta il velo per le suore o la croce portata al collo.
      Qualche tempo fa vidi, in metropolitana a Parigi, una donna?!?! vestita di nero in lungo, con guanti che coprivano, immagino, fin oltre al gomito, stivali alti neri ed un velo a trama fittissima che impediva completamente di vedere che tratti avesse, se fosse uomo o donna; e mi ha fatto impressione.
      Era un fantasma che vagava indegno d’identità.

  3. silvano ha detto:

    Faccio una provocazione: ma se lo stato si limitasse ad assicurare la completa libertà degli individui nelle loro decisioni, assciurandosi che non subiscano le imposizioni di altri? Questa sarebbe libertà ?! L’imposizione della libertà non è di per sè già una sconfitta della cultura liberale e, per dirla alla Pannella, libertaria?

    • silvanascricci ha detto:

      Non credo affatto che l’imposizione della libertà sia una sconfitta in sè.
      In questo caso, poi, non si impone una libertà; si tutela una libertà.

  4. silvano ha detto:

    Sì, ma io sono d’accordo con l’esempio francese, lo trovo realistico e di per sè non mi sogno nemmeno di condannarlo, trovo però che non sia “una prima scelta” o “scelta ideale”, ma una soluzione di ripiego.
    Trovo da un lato utopistico ma preferibile una società che fosse in grado di assciurare a chi vuole portare il burqa, per scelta libera al 100% , e non frutto di imposizioni, di portarlo.
    Concordo che trattasi di possibilità utopistica. La scelta francese probabilmente offre la maggiore tutela realistica della libertà individuale, restando il fatto che non si tratti della scelta ideale.
    Non credo molto nello stato etico. Credo sia un male l’imposizione di una libertà, pur ammettendo che nel caso di specie sia il male minore e la scelta che assicura la maggior tutela della libertà individuale.

  5. alvi ha detto:

    per un pò non sapevo cosa pensare del divieto del burka: è un fatto culturale, se queste sono le loro tradizioni noi cosa c’entriamo, anche noi abbiamo le nostre imposizioni nel vestire, ecc…
    tutto astratto, filosofia, seghe mentali!
    Poi ho ricevuto una mail con immagini effettive di cos’è il burka e come ci si vive dentro (non so come inserirlo qui): è solo una prigione mobile dove il maschio tiene chiusa una sua ‘cosa’.
    basta balle sulla scelta libera al 100% (scusa Silvano)
    NESSUNO FA SCELTE LIBERE AL 100% E VORREI CHE DOVE VIVO NESSUNO POSSA SEGREGARE NESSUNO
    Garantiamo la libertà di professare e manifestare qualunque religione e tradizione, ma senza farci tornare indietro su valori acquisiti.
    Spero che siamo contrari alla schiavitù, alla pena di morte, ecc… !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    e non mi interssa se altre ‘culture’ le ammettano.
    Oppure ci andrebbe bene anche la lapidazione della adultera sulla pubblica piazza?
    Poi quando le donne evadono, anche dalle prigioni occidentali di legami pscicologici malati, VENGONO PICCHIATE O AMMAZZATE.

    NON PERDIAMO LA VOGLIA DI COMBATTERE (O ALMENO INDIGNARCI) PER LA LIBERTA’ ED I DIRITTI DEGLI ALTRI.

  6. alvi ha detto:

    scusate sgrammaticature varie–

  7. Silvana ha detto:

    Condivido in pieno, non ho altro da aggiungere alla tua disanima.

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