La puzza sotto il naso dei blogger


Tengo blog da 2 anni 3 mesi e 3 giorni.

Ho visto crescere questa “creatura” che volevo strozzare in culla.

Ho un numero di visite giornaliere che si mantiene costante, con tendenza al lieve aumento.

Ho qualche richiesta di collaborazione.

Cerco, nel limite del possibile (leggi: avere una vita non virtuale), di rispondere a tutti coloro che mi mandano messaggi e di visitare i blog degli amici e di coloro che mi linkano.

Io capisco la difficoltà per chi ha tanti messaggi di essere pronti a dare risposta a tutti (in certi momenti rasenta la professione), capisco la quantità di tempo che occorre per dare un’occhiata a tutti coloro che ti sono passati a trovare, che hanno lasciato una traccia di sè nella blogosfera.

Capisco, perfettamente, tutto ciò.

Quello che invece non capisco è la puzza sotto il naso di taluni blogger; e non dico quelli più famosi, quelli che hanno decine di migliaia di visite al giorno, quelli che ricevono centinaia e centinaia di messaggi giornalieri.

Sto parlando di quelli che sono soltanto un gradino sopra la media, quelli che hanno una media notorietà, quelli che non rispondono neppure se li ammazzano (a meno che non si appartenga alla loro cerchia, o che non si sia di quelli di grido), quelli che scrivono post sugli inviti ricevuti per convegni che trattano di web (e puntualizzano che si tratta di un racconto ironico dedicato solo a quelli che possiedono il senso dell’umorismo).

Parlo insomma di quelli che si sono montati la testa; di quelli che “vorrei ma non posso ancora del tutto”.

Quelli che sono anche piuttosto bravi ma, sempre, con l’aria dei primi della classe, della maestrina dalla penna rossa, di quelli che sanno sempre tutto e non sbagliano mai.

Quelli tendono a creare una piccola borghesia del web, molto distante, anzi distantissima dall’aristocrazia internettiana e poco distante dal proletariato con il quale non vogliono più assolutamente avere a che fare; da cui non vogliono assolutamente dire di provenire e con il quale non vogliono più avere alcuna parentela.

Insomma come dice un vecchio proverbio veneziano: “Quando la m…. monta in scagno o che fa puza o che fa dano”.

P.S. che nessuno adesso tiri fuori la vecchia storia berlusconiana dell’invidia; la mia era un’analisi, quasi sociologica, di un fenomeno che noto.

10 pensieri su “La puzza sotto il naso dei blogger

  1. Ho appena letto il tuo post e visto che sei in vacanza non avrò la pretesa di una immmediata risposta…
    Condivido quanto da te affermanto anche perchè la filosofia dei blog è nata per scardinare l’elite informativa creando condivisione, quindi si sa in partenza che è una “fatica” …

    1. Ti rispondo ancora abbastanza in fretta perchè sono in un posto in cui ho ancora una connessione internet.
      Dopo sarò praticamente isolata dal mondo e non potrò più farci nulla.
      E’ vero che è una fatica, soprattutto quando i lettori sono molti ed i commenti tanti, però come dici giustamente tu non è che aprire un blog te lo prescrive il medico curante; poi però la “fatica” è anche ripagata da una certa soddisfazione.
      Grazie della visita e del commento.
      A presto, se vuoi….

  2. Ti ho scoperto da poco ma non ho nessuna intenzione di lasciarti…
    E tornando all’argomento da te trattato aggiungo che il contenuto del blog è proprio la relazione umana ad esso collegata e che si è dimostrata la vera rivoluzione della comunicazione da molti a molti e che la diversifica dagli altri mass media.

  3. Non conosco questi aspetti dei blogger, anche perchè non ho mai relazioni derivanti da internet ma forse sono un caso anomalo, anzi sicuramente lo sono.
    Tutto dipende dal fatto che non mi presento con nome e cognome ma con un nick. Con questa barriera interposta, diventa molto difficile relazionarsi con altri.
    Certo è che non avrei mai pensato che ci potesse essere qualcuno che si sente “arrivato” solo perchè ha un blog di successo. Che poi cosa vuol dire di “successo”? Le visite? I commenti?
    A me il blog serve come valvola di sfogo, una sorta di terapia psicanalitica autonoma; lo porto avanti spesso a strappi a seconda delle possibilità ed impegni. Tutto ovviamente di nascosto e questo non aiuta ma lo rende davvero una sorta di diario segreto.
    Comunque..mi fai conoscere qualche “puzzone”? Mi piacerebbe leggere qualcosa di questi tipi, io di sicuro non li conosco perchè ho un blogroll ridotto all’osso.
    a.y.s. Bibi

    1. Anche per me il blog nasce come modo per comunicare le mie idee (più o meno sceme), però nel momento in cui uno abilita i commenti… rispondere è cortesia.

  4. Ciao Silvana, BUONE VACANZE e arrivederci al 26 p.v.- Se ho ben capito il senso del proverbio veneziano penso di riassumerlo alla napoletana e dico ” Se la merda è merda non può mai diventare cioccolata”e, anche se la incarti e la infiori, resta sempre merda con il suo tanfo ed il suo lezzo. Un abbraccio. Antonio.

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