Sarebbe servita una rivoluzione


Da qualche giorno mi frulla in testa un’idea che prende sempre più corpo.

Oggi, spronata anche da questo post alquanto pessimista di Speradisole, provo a tracciarne le linee.

Ci sarebbe servita una rivoluzione, il nostro paese, la nostra coscienza nazionale doveva essere forgiata da una rivoluzione che sancisse nettamente un prima e un dopo.

Uno strappo forte che delineasse inequivocabilmente un confine, che creasse una netta demarcazione culturale; una rivoluzione come quella francese.

Siamo, invece, passati per un continuo divenire, creato da politici, costruito dai poteri e seguito da pochi del popolo.

E’ stato così per il risorgimento in cui si è passati da tanti staterelli ad un unico stato senza modificare forma di governo che rimaneva quella monarchica, il risorgimento, d’altronde, ha soffocato ed inglobato quelle che erano i vari tentativi di repubblica.

E’ stato così per la resistenza, fatta da un manipolo non tanto vasto di uomini e donne coraggiosi che le grandi potenze alleate hanno aiutato anche per un loro gioco politico e strategico.

In questi due eventi il popolo non ha partecipato, ha seguito la corrente, ha cercato di nuotare sott’acqua riemergendo quando tutto era finito.

Un attimo prima delle vittorie di Garibaldi erano tutti antisabaudi, un attimo dopo tutti italiani.

Il 24 aprile erano ancora tutti fascisti, il 25 aprile non ne trovavi più uno.

Abbiamo avuto cambiamenti, anche importanti, ma mai una rivoluzione, un capovolgimento appunto, un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello.

Siamo come un gas: prende la forma del contenitore.

Non siamo solidi che cambiano la forma quando questa non li contiene più.

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42 risposte a Sarebbe servita una rivoluzione

  1. freetree ha detto:

    … Forse un giorno smetteremo di comportarci come gas e di prendere la forma del contenitore e ne avremo una tutta nostra…

    Non so se sarà mai così, ma non posso non crederci.

    • silvanascricci ha detto:

      Io prendevo la rivoluzione francese come esempio per indicare un evento che ha cambiato la storia e non solo quella della francia. Le rivoluzioni si adattano ai tempi in cui avvengono, l’importante è che segnino un distacco vero, profondo, culturale, del pensiero.

  2. mstatus ha detto:

    In effetti non c’è mai stata una rivoluzione. Oggi? Impensabile oltrettutto ci si sporcherebbe le mani parecchio (il lavoro sporco sarebbe abbondante). E chi sarebbe disponibile a sporcarsi le mani? Al momento si seguono i mondiali, le ricariche telefoniche, ecc. ecc. non c’è spazio per una rivoluzone. Ipotizzo: Mica si potrebbe lasciare la ricchezza concentrata nelle mani di pochi? Quindi è chiaro che i pochi che detengono la ricchezza dovrebbero “sparire” e quelli farebbero di tutto per “non sparire”. :-))

  3. freetree ha detto:

    oggi no, certo, poi ora che ci sono i mondiali… figurati! ma forse un giorno…

    non posso credere che andremo avanti così per inerzia..

    Il problema della rivoluz francese è che dopo tutti quegli ideali così alti è subentrato il regime del terrore e poi napoleone è riuscito a riportare la francia ad una situazione di dominio imperiale..

    No, non ci serve una seconda rivoluzione francese, ci serve una rivoluzione nuova, moderna, adeguata ai giorni nostri… a meno che, con i corsi e i ricorsi storici di Vico, non si torni all’età degli dei o a quella degli eroi.. ma ora, putroppo, non è ancora tempo per nessun tipo di rivoluzione..

  4. Poesia ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente il libro di Camilleri: la forma dell’acqua. Siamo fatti così, fluidi, duttili e tanto ma tanto pirla.

  5. marco exnoglobal ha detto:

    beh..da un paese che ha sempre ospitato un paese straniero ostile alla libertà dell’individuo..cosa ci si può aspettare?
    L’unico Italiano che ha avuto le idee chiare,nel recente passato, si chiamava Giuseppe Garibaldi…cosa è rimasto di lui oggi?
    In un paese che è sempre vissuto SERVO dell’altrui volere..è già un miracolo che vi sia gente che ha il senso della propria libertà individuale..altro che rivoluzioni….L’Italia è un paese destinato alla morte..dopo la sudditanza ideologica.
    Chi si vuol salvare,,si salvi da sè…non speri nellaiuto di nessuno.

  6. giuseppe ha detto:

    Durante la rivoluzione francese le chiese furono trasformate in stalle o mercati, I preti e le suore subirono la ghigliottina perchè i rivoluzionari volevano costruire una società senza Dio, la stessa cosa è avvenuta con l’avvento del comunismo in russia. E’ molto meglio la Democrazia con le libere elezioni…

    • silvanascricci ha detto:

      I modelli culturali, sociali e politici di quella rivoluzione sono le basi dell’europa delle democrazie che noi conosciamo

  7. lupo ha detto:

    ma quì, la democrazia, c’è ancora???
    siamo convinti di vivere in un paese democratico???
    solo chi tocca il fondo può risalire, noi abbiamo incominciato a scavare,,,,,,

  8. Giovanni Farzati reporter, rivoluzione? cos’è qualcosa che si mangia, si beve, si spruzza nel water! ognuno combatte la sua piccola guerra per la pagnotta; con Mussolini a Roma? viva Mussolini; dopo w la Dc, w Berlusc, abbiamo una tessera politica per ogni stagione…fatti a fidare del popolo italiano, rivoluzione? si…quella nel piatto..
    _____________________________________–
    Silvana, ho visto la e mail che io ti ho spedito, per me regolare…hai dei problemi alla posta tua?? comunque te la invio sotto, nel post
    ————————————————————————-

    Giovanni Farzati reporter commenta l’analisi del sud di Claudio Sabelli Fioretti
    Ognuno si coltiva il suo orticelo politico come meglio crede, il sud è mal governato da decenni (un po’ anche il nord, ma questo è un altro discorso..).
    Politica e affari, affari e politica, credo, dice Fioretti, che ciò dipenda da un equilibrio perverso che si è creato tra un’economia ricca e illegale e un potere politico locale che si sostengono a vicenda e che hanno interesse a mantenere lo status quo.
    Per questo il forte sbilanciamento discutibile a Destra…

  9. pierpaolo ha detto:

    …conosciamo…

    la le nostre/a storia..di popolo mai stimolatore di libertà…ma servile ed accondiscente…ad ogni pifferaio magico….

    più che Rivoluzione….occorre una RI/evoluzione culturale..che deve incominciare da coloro che…gestiscono il potere….magari obbligandoli quando …..vengono a chiedere l’appoggio nelle popolari piazze….

    [pierpaolobasso.blogspot.com]

  10. Statiu Uniti, la tortura con la scusa del terrorismo

    L’America cambia per non cambiare. Cosa fare di Guantanamo? Obama e compagnia dovrebbe darci un taglio perchè rappresenta un lager, una vergogna, simile ai campi di concentram,ento tedeschi. Chiudiamo Guantanamo. Ma Obama prende tempo e la gente muore. Secondo l’ Associazione Usa dei Medici per i diritti umani, il programma di interrogatori “duri” dei presunti terroristi di Al Qaeda (su cui Lsdi a gennaio pubblicò un ampio Dossier) costituiva, al di là di possibili accuse di tortura, una violazione delle norme federali e internazionali che vietano di compiere esperimenti sugli esseri umani – Le polemiche sul ruolo dei medici che monitoravano gli interrogatori per conto della CIA – La richiesta di una indagine federale su tutta la vicenda

  11. Rick-ione ha detto:

    Per gli storici il medioevo termina con la scoperta dell america. per me termina con la rivoluzione francese, quando le masse, il popolo, si sveglia, si rende conto di avere un arma in mano piu potente del denaro, la compattezza e la voglia di distruggere il vecchio regime…
    la rivoluzione francese ha cambiato la francia come mai piu niente ci è riuscito, e in parte ha cambiato anche la storia europea, ma non di tutta l europa, ahinoi.
    l italia ne è rimasta completamente fuori, e per averne una piccola idea, basta guardare quel piccolo capolavoro dell’ALBERTONE NAZIONALE, il marchese del grillo. spiega benissimo come l italia in generale e roma in particolare riescano a rimanerne estranei, come fosse un virus da combattere…
    come ho gia detto in altri post, siamo delle bandieruole al vento, pronti a salire sul carro del vincitore ma a bastonarlo due minuti dopo appena perde un po di consenso… avremmo bisogno di rivoluzione culturale, caratteriale civile e industriale… troppo per questo paese. potrebbe collassare su se stesso…

  12. gennaro ha detto:

    A mio parere il popolo italiano non farà mai una vera rivoluzione. L’unita d’Italia e riuscita perchè la classe dirigente si era convinta che “dovesse cambiare tutto perche tutto rimanesse com’era”, come ci insegna Tomasi di Lampedusa. questo motto è stato sempre applicato nei momenti di apparente svolta.
    La responsabilità maggiore di questa situazione la portano quelle forze che stanno sempre ad evocare rivoluzioni perché come i maiali della (Fattoria degli animali di George Orwell ) non vedono l’ora di prendere il posto dei fattori,e cercano in tutti i modi di far tacere quei pochi che da sempre gridano come possono che in Italia c’è bisogno della Riforma, no di una riforma ma della Riforma intendendo che nella politica ci vuole una rottura uguale a quella che nel cattolicesimo a portato alla nascita del protestantesimo cioè laicizzazione dei processi politici,
    intendendo con questo che bisogna dare a tutti ( non ai soli chierici ) la possibilità di partecipare alla elaborazione delle linea politica di tutto, di un partito, di un comune, di uno stato. Quando poi vedi che un partito (che sceglie di chiamarsi democratico) che organizza tutta una mobilitazione per fare primarie per eleggere più di mille persone che ripresentano gli elettori, più un segretario.
    Possiamo quindi dire che hanno eletto un parlamento del partito ed un governo del partito, ecco nella prima riunione di quell’organo i ripresentanti degli elettori non hanno avuto un minuto per dire la loro, o per fare una domanda, o per porre un dubbio, dovevano solo ratificare le decisioni già prese in un apposito caminetto. dovevano fare finta che fosse cambiato tutto perche tutto potesse rimanere com’era

    • silvanascricci ha detto:

      Hanno, inoltre, fatto una legge elettorale con la quale i nostri “rappresentati” vengono scelti per cooptazione e non vengono votati dai cittadini.

  13. daniele ha detto:

    Analisi azzeccatissima, è la stessa identica cosa che diceva il mio professore di storia del liceo, che non era certo comunista.
    Le rivoluzioni vere, le guerre di religione, le guerre civili vere, costringono le persone a scegliere, pro o contro e non a fare i furbetti, i sommergibili, i saltafosso.
    Purtroppo nel mio mezzo secolo di vita non è cambiato niente, l’Italia è sempre la stessa, siamo anche capaci di recuperare il fascismo e quel che è più assurdo la monarchia.
    Notate tutto il battage madiatico-pubblicitario che si fa attorno al giovane rampollo di casa Savoia, resuscitando le memorie dei fasti di casa Savoia ed obliando sul “re coniglio” che si dava alla fuga lasciando l’Italia nel caos, mentre altri regnanti lottavano con il proprio popolo fino alla fine.
    Daniele

    • silvanascricci ha detto:

      Avessimo almeno avuto un grande re, potrei capire la nostalgia.
      Ma così è ancora più assurdo-
      Grazie della visita e del commento.

  14. dodo ha detto:

    I francesi quando fatto la rivoluzione avevano tanti motivi buoni, le tasse erano aumentate a dismisura e clero e aristocratici volevano continuare ad avere privilegi.

    Anche noi siamo ridotti in miseria dalle tasse per pagare i privilegi dei dipendenti pubblici ( politici, magistrati, burocrati,insegnanti, bidelli, impiegati).

    Le ragioni ci sono e sono assimilabili, ci vogliono le idee.

    A me andrebbe bene una rivoluzione liberale che cancellasse tutti i danni fatti dalla nostra costituzione e dalle leggi in odore di sessantotto.

    E che premi responsabilità e merito, che dia stesse possibilità a tutti, giovani e anziani,che cancelli i privilegi dei baby pensionati.

    Che metta lo stato al servizio del cittadino.

    • freetree ha detto:

      privilegi dei dipendenti pubblici? sai di cosa stai parlando? lo sai vero che hanno bloccato gli stipendi per 3 anni, che il carovita aumenterà in modo esponenziale, che ogni mese lo stipendio viene decurtato automaticamente di un tot di tasse in modo da evitare l’evasione e lasciarla ai liberi professionisti che più soldi hanno più evadono, che le donne ora dovranno andare in pensione a 65 anni? Hai presente tu cosa voglia dire lavorare tutti i giorni un certo tot di ore a 65 anni? Non ti scavano la fossa? A 65 anni non hai dei nipotini con cui passare le tue giornate, cui raccontare meravigliose storie e fare il solletico fino alle lacrime? No, devi andare al lavoro.

      Hai presente la condizione degli insegnanti che con tutti i tagli che vengono fatti si trovano da un giorno all’altro con la famiglia da mantenere e enza un soldo in tasca? E le scuole? vogliamo parlare in generale delle scuole che non hanno nemmeno i soldi per comprare carta igenica e sapone, indispensabili per una corretta igene e per garantire la salute?

      Vogliamo parlare dei bidelli che prendono una miseria di stipendio, sono sempre di meno, e devono occupersi spesso di scuole immense?

      Vogliamo prlare degli impiegati che si vedono continuamente venduti a privati e smistati in back office e front office, costretti sempre di più a lavori meccanici, di nessun concetto, costretti a lavorare come automi e praticamente senza garanzie sindacali visto che i sindacati hanno deciso di accordare al governo le sue “richieste” o blaterano senza concludere niente di effettivo?

      Vogliamo prlare dei magistrati che se sono asserviti ai dettami del Sistema hanno le tasche piene di soldoni? E se si rifiutano di asservirsi vengono anche minacciati?

      Se vogliamo parlare dei politici il discorso cambia, perchè quelli hanno le mani nella stessa pasta, tutti.

      Detto questo, prima di spararla grossa sui privilegi dei dipendenti pubblici, informati. Ma informati seriamente, non col tg5, non col tg4 e nemmeno col tg1. Cerca Informazione vera.

  15. exnoglobalexnoglobal ha detto:

    Il prete è l’assassino dell’anima poiché in tutti i tempi egli ha fomentato l’ignoranza, e perseguito la scienza.
    (Giuseppe Garibaldi, Proclama agli elettori, 1867)

    Preti alla vanga!
    Giuseppe Garibaldi, (Slogan coniato da lui stesso)

    Se sorgesse una società del demonio, che combattesse despoti e preti, mi arruolerei nelle sue file.
    (Giuseppe Garibaldi, Memorie, 1872)

    Non voglio accettare in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato di un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare.
    (Giuseppe Garibaldi, in articulo mortis, 1882)

    Solo in uno stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada.
    (Giuseppe Garibaldi, in articulo mortis, 1882)

    Questo lato di Garibaldi NON viene MAI menzionato nei libri di storia, anche se sarebbe INDISPENSABILE per comprendere l’uomo Garibaldi..e l’inganno perpetuato ai danni del popolo Italiano…che ha sempre vissuto SERVO dell’altrui volere…molto peggio del popolo citato nella “lugano addio”….

  16. camu ha detto:

    Sono d’accordo, ma non è detto che non succeda nel futuro a breve termine. Forse come la Grecia, l’Italia ha bisogno di un brusco risveglio per capire che così non si può andare avanti. Col mio vicino d’appartamento, già nel 2002, teorizzavamo della possibilità che in Italia si scatenasse una rivoluzione civile, che partisse dal basso, per azzerare lo status quo e rendersi conto che questo “adattarsi” non va più bene…

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Camu, io non ci conterei molto; siamo un popolo troppo adattabile per essere così contrastanti a qualcosa.
      Siamo la forma dell’acqua.

  17. Barabba Marlin ha detto:

    casualità: anche a me è venuta in mente la rivoluzione francese in un post di ieri

  18. il post di exanog contro i preti, anzi gliene canta due, mi ha soddisfatto, minuzizosa la sua ricerca.
    Garibaldi aveva capito molti passaggi. I preti sono parte integrante della società e i loro errori ci sono come le cose buone che fanno, non mi piace quando si mettono in cattedra e pontificano.

  19. L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
    (Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

    Calvino oggi

  20. fabio ha detto:

    Chiedo se si può denunciare alla giustizia Berluscuni per vilipendio della costituzione e del capo dello stato?Ci son molti elementi per farlo che molti italiani conoscono.Mi piacerebbe avere una risposta da qualche persona illuminata! Penso che se questo avvenisse,per questo reato finirebbe subito in galera senza aspettare i suoi processi.

  21. Giovanni Farzati reporter Salerno, le denunce non servono, occorre alternanza fatta di…brutta parola, radicarsi sul territorio, sto ventaccio di destra scompiglia, infreddolisce, ma il tempo mi sembra poco mutevole.

  22. Bibi ha detto:

    @ Silvana

    «La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.»
    Mao Tze Tung ..come lo conoscevo io..ora hanno rivisitato anche il suo nome e lo chiamano Mao Zedong.

    Non penso che mai ci sarà una rivoluzione nel nostro paese, ci siamo stati molto vicini anni fa e più che rivoluzione parlerei di guerra civile (stile spagnolo). Ora è impensabile.
    Ho provato ad immaginare qualcosa di simile agli anni di piombo al giorno d’oggi ma ho visto solo una marcia di protesta perchè era finito il grande fratello ed un tentativo di gambizzazione con un motorola vecchio modello…
    Allora c’erano i presupposti e forse le volontà diverse di più parti di cambiare qualcosa ad ogni costo.. oggi non esistono parti..passa il digitale terrestre che è un business e basta e passa con i voti di destra e sinistra (ammesso che esista ancora in Italia o nel mondo una tale differenza).
    a.y.s. Bibi

  23. Franz ha detto:

    Parole amarissime, eppure inconfutabili.
    Il concetto della rivoluzione, mancata e necessaria, se ti ricordi, fu espresso anche in quel breve straordianario intervento in video di Mario Monicelli durante l’altrettanto straordinaria serata di ‘Rai per una notte’ (vedi qui).

    Ecco, pensando a quell’intervento e a tutta quella serata, la tentazione di abbandonare le armi passa, e torna la voglia di essere in trincea, anche solo per un’altra notte.

    • silvanascricci ha detto:

      Nello scrivere il post mi sono ricordata anche delle parole di Monicelli.
      Possibile che solo dai grandi vecchi vengano parole di saggezza?

  24. Ernest ha detto:

    ciao silvana
    mi viene proprio da dire… non è un paese per rivoluzioni, purtroppo!
    un saluto

  25. Antonio ha detto:

    diga olandese sta scritto “Un popolo che vive costruisce col lavoro il proprio avvenire!” Ma noi cosa possiamo costruire se attentano proprio al lavoro, se chiudono le fabbriche e le scuole? forse anche questi sarebbero spunti per rivoltarsi energicamente,.ma vedo che anche i sindacati dopo il bla bla bla iniziale si piegano al volere del padrone. Anche a me sfiorano certe idee ma una noce in grande sacco non fa rumore…. un abbraccio. Antonio.

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