Livres, mon amour


Io ho con i libri un rapporto speciale.

Mi piacciono, non solo mi piace leggere, mi piacciono come oggetti.

Ho con essi un rapporto fisico, onanistico oserei.

Mi piace il rumore frusciante delle pagine, lo scorrere delle mani sulla carta.

Mi piace il loro odore, fresco e pungente se nuovi, acre e leggermente polveroso se vecchi, penetrante e farinoso se antichi.

Come rose un po’ sfatte, vissute, odorate, guardate.

Uno dei posti dove vado sempre, nelle città, sono le librerie e i mercati dell’usato; mi piace perdermi per ore ed ore a leggere brandelli di testo, ad immaginare le storie narrate e vissute.

C’è uno straordinario posto a Parigi, al mercato Marchè aux Puces, dove un vecchio librario vive tra migliaia di testi antichi; non di quelli sontuosi, importanti, ricchi ma di quelli vissuti, letti decine di volte da anonimi lettori e proprietari.

Trovi libri che hanno una storia, la storia personale di ognuno di noi.

Libri che contengono vecchi appunti, sottolineature di passi, dediche dolci ed ingenue di bambini e di amanti.

Libri tra le cui pagine sono custoditi piccoli tesori:  la pagella di un ottocentesco bambino fiero dei suoi voti, un settecentesco fiore seccato da femminili mani, una novecentesca lettera d’affari in cui un uomo d’affari pretende la restituzione di un debito.

Libri scritti in lingue misteriose, l’arabo, l’hiddish; tratti d’inchiostro di cui non capisco il significato ma ne ammiro la bellezza, la sinuosa grazia del segno che balla, corre, si sofferma, impigliato per sempre tra le pagine.

E, intanto se vuoi, il vecchio racconta, parla dei suoi libri creature da lui cercate ed amate, narra delle vicende accadute per poterli avere, riferisce brandelli del passato.

Ed io ascolto…..

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Diario personale e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Livres, mon amour

  1. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana…. Ed io ti leggo sempre con tanto piacere!
    Bella la descrizione della libreria al mercato delle pulci di Parigi. Vedo che ami molto Parigi e ne sono contento perchè anch’io la amo, unitamente alla Francia tutta, ove ho molti amici. Un abbraccio. Antonio.

  2. cescocesto ha detto:

    che bello questo post.

    anch’io amo il contatto con i libri, con le loro copertine lisce o morbide, le pagine ruvide o plastificate piene di parole che mescolandosi raccontano storie, vite, sogni.

    girare in libreria per me è come un buffet: aprire libri a caso e assaporare poche parole è come prendere tanti piccoli morsi da pasticcini di infiniti gusti e sapori.

    ed ogni libro letto, oltre a divenire parte integrante di te, sarà indissolubilmente legato ad un periodo della tua vita, diventando tuo amico, sia che tu l’abbia amato od odiato.

    per non parlare poi del tuo libraio e dei suoi libri usati: non mi stanco mai di sentire aneddoti raccontati su di lui da te e vittoria, e posso vantarmi anch’io di avere un pezzettino delle sue storie grazie a voi.
    quando riuscirò a convincere uno dei miei amici a portarmi a parigi, dovrete dirmi dov’è questo posto, non posso non andarci!

    grazie del post delicato e poetico.

    ps. e questa è la domanda che faccio ad ogni amante dei libri: tu sottolinei e fai le orecchie o cerchi di lasciare il libro come nuovo e, se proprio devi, scrivi qualche nota nelle ultime pagine bianche? (te lo chiedo, ma credo di sapere la risposta)

    • silvanascricci ha detto:

      Cesco, grazie dei complimenti.
      Ovvio che quando andrai a Parigi ti darò tutte le indicazioni del caso, perchè il mio vecchio librario parigino è assolutamente da non perdere.
      Io amo viverli i libri e quindi sì alle annotazioni su ogni pagina in cui valga la pena farle, sì alle sottolineature, e sì anche a qualche piccola orecchia qua e là.
      Non mi piacciono i libri che rimangono intonsi che pare quasi che tu non li abbia letti, ascoltati, toccati, amati od odiati; detetesto le librerie con tutti i libri messi in ordine di altezza o, orrore, in ordine di colore.
      P.S. era questa la risposta che immaginavi?
      Ciao

    • cescocesto ha detto:

      sì, più o meno immaginavo una risposta del genere. 😀

      io sono passato dall’essere un fautore dei “libri vergini” nell’adolescenza (finire di leggere un libro e rimetterlo via come se fosse ancora nuovo), ad un amante dei libri vissuti (col tempo infatti il mio rapporto coi libri è diventato più “carnale”, diciamo).
      quando devo prestare un libro a qualcuno ormai conto direttamente le orecchie fatte alle pagine, per ricordare quanto ho apprezzato il libro e le sue parole.
      anch’io odio le librerie con i libri in ordine di altezza o colore, preferisco mettere vicini gli uni agli altri i libri che mi hanno lasciato qualcosa dentro, e lontani (leggi: negli scaffali in alto) quelli che invece mi hanno meno colpito.

      • silvanascricci ha detto:

        Infatti.
        Io però sono stata costretta a catalogarli sul palmare perchè con circa 5.000 libri cominciavo a comprarli doppi.
        Così, invece, quando vado in libreria ed ho qualche dubbio…zac controllo ed è fatta.
        All’inizio è stata una faticaccia ma ne è valsa la pena.

  3. frastellina ha detto:

    che precisione!!!!
    del resto ognuno ha le sue ossessioni, e tra tutte quelle che si sentono in giro, la tua del catalogo-palmare è una delle più veniali

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Fra, più che ossessione è necessità.
      Dopo aver speso discrete cifre per libri già posseduti, uno corre ai ripari!
      Ciao

  4. E pensare che Cota si vanta che lui non legge libri…. ora d’accordo che si può leggere poco anche per mancanza di tempo ma vantarsi…..

  5. Antonio ha detto:

    Carissima Silvana ciao. Dato “que les livres sont ton grand amour” mi faresti l’onore di leggere alcuni libri scritti da me? I titoli sono: “Il tassista di Kaolack”; “La rosa e il tataro”; “Il cavallino azzurro” e qualche altro, oltre a raccolte di poesie e racconti brevi. In massima parte i miei scritti sono tutti inediti perchè non voglio sottostare ai contratti capestro di tanti pseudoeditorrelli. La grande editoria vuole rischiare solo con firme già affermate e quindi VIVA LA LIBERTA’ DI PENSIERO, DI PAROLA E DI STAMPA, che sbandierano da ogni lato in questo Paese!
    Scusami del disturbo e dello sfogo. Grazie per la tua cortese attenzione. Un abbraccio. Antonio. P.S. Se vuoi puoi inviarmi una mail privata. Grazie. A.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...