Bomba o non bomba arriveremo a Roma


E’ curioso vedere come gli “attentati”, o gli annunci di tali eventi, a Berlusconi arrivino quando è in difficoltà o in calo di popolarità.

Puntuali, eh, sembra che persino di dio caso abbia verso quest’uomo una simpatia particolare, una premura nel toglierlo dagli impicci in cui lui o si suoi accoliti lo mettono.

Solo che l’effetto positivo vale solo la prima volta.

Il primo attentato, il prino guizzo contro la magistratura, la prima invettiva contro i comunisti, il primo grido contro il rischio di regime, il primo urlo al complotto, la prima notizia del suo essere uno sciupafemmine hanno un loro fascino, un loro potere catalizzatore, un loro potere di esorcismo.

Poi basta, poi vengono a noia, poi si arenano sulle sabbie delle cose già dette e sentite; non entrano più nella pancia della gente, non penetrano più nei cervelli.

Insomma, caro presidente, deve trovare qualche novità, qualche boutade non ancora sentita, ma deve farlo in fretta altrimenti la ggente non proverà più lo stesso brivido.

Per dirla tutta lei sta commettendo un errore imperdonabile e fatale per un grande pubblicitario come lei è: sta annoiando il pubblico; e questo come lei sa bene fa cambiare canale.

E’ vero che, come da lei dichiarato, il popolo sovrano è composto da bambini un po’ stupidi, ma i bambini, acnhe quelli stupidi, dopo un poco dello stesso gioco si annoiano.

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8 risposte a Bomba o non bomba arriveremo a Roma

  1. Ernest ha detto:

    trattasi di attentati ad personam e ad situazione!
    saluti

  2. magocamillo ha detto:

    In tempi non lontani, quando un cappotto era vecchio, lo si rivoltava.
    Colpire lui due volte non serve.
    Magari qualche bavosa da marciapiede vicino a lui o qualche provocatore mandato per l’occasione a creare violenza, ed il gioco è fatto..

  3. rick-ione ha detto:

    un popolo bue anestetizzato a tutto.

    un popolo bue che lo ha votato sapendo i suoi trascorsi e le sue frequentazioni.

    un popolo bue che gli ha consegnato il paese senza chiederne conto.

    un popolo bue che ha accettato senza colpo ferire la depenalizzazione di molti reati che in altri paesi europei sono causa di cadute di governi e sconfitte elettorali, se non di condanne penali.

    un popolo bue che ha eletto personaggi cosi ridicoli da essere macchiette di se stessi (non scrivo i nomi x non rischiare querele, non potendo farmi leggi ad personam).

    e come si sa il popolo bue non si annoia mai cara silvana, e gli ultimi 16 anni sono tutti qui inesorabilmente a dimostrarcelo…

    stamani alla radio locale c era un tizio che si definiva di sinistra, che diceva, parole testuali: io non l ho mai votato ma devo ammettere che i magistrati gli stanno troppo addosso, tra un po non potrà piu nemmeno andare in bagno!”
    e se lo dice un toscano…

    ogni commento mi pare piu che superfluo…

  4. cescocesto ha detto:

    sono totalmente d’accordo con te, cara silvana.
    credo che berlusconi, ora come ora, sia fortemente in paranoia: le ottimistiche previsioni del centrodestra di prendersi 7-8 regioni sono diventate “raddoppiare da 2 a 4 regioni sarebbe un successo”, e forse riusciranno a strapparne solo tre.
    per cui il caro B. si gioca tutte le carte che ha in mano: la persecuzione giudiziaria, la minaccia di attentati, i comunisti, l’opposizione dell’odio. solo che è tutta roba trita e ritrita. il fatto stesso che scelga di scendere in piazza (con la paura strisciante che sia un flop) è sintomo di quanto sia con l’acqua alla gola.
    sarà pur vero che gli italiani sono scemi, ma alla centounesima volta che gli dai la stessa minestra riscaldata, si accorgono di qualcosa.

  5. rick-ione ha detto:

    io non ho tutto questo ottimismo, e non avete idea di quanto vorrei una sconfitta del nano, veramente pesante… ma ho perso la fiducia nel popolo suddetto, cioè bue…

    • silvanascricci ha detto:

      Guarda che la speranza è l’ultima cosa che ci resta.
      A meno che tu non sia della stessa opinione di mio marito che sostiene che dobbiamo andare in bancarotta, sbattuti fuori dall’Europa per poter finalmente capire in che baratro siamo finiti.

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