Il TG rende liberi


Molto interessante, per una volta, l’editorialissimo del nervosissimo direttorissimo del Minzculpop (”direttorissimo” è copyright del suo datore di poltrona). Darsi da soli la patente di “libero” – libero di fare che?  – è patetico e controproducente. Se si è davvero liberi di fare giornalismo in piedi, e non in ginocchio, non c’è bisogno di proclamarlo, non è come il vino che ha bisogno dell’etichetta Dop o Doc. Certe cose si vedono e sentono a occhio nudo e il problema non è che lui sia più lottizzato (copyright del compianto Alberto Ronchey) di tutti i lottizzati che lo hanno preceduto su quella seggiola, che doveva essere scomodissima, visto come il povero Minzo ci si agitava sopra, smentendo nella gestualità inconscia (”body language”) le parole. E’ che si vede troppo smaccatamente per chi fa il tifo, dunque non rende un buon servizio a chi gli ha ordinato di essere libero. I vecchi marpioni democristiani, come anche il suo concorrenrte diretto Clemente Mimun al TG5, erano più furbi, o semplicemente più bravi.

(dal blog Tempo Reale di Vittorio Zucconi)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Varie ed eventuali e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il TG rende liberi

  1. magocamillo ha detto:

    E’ talmente abituato a raccontare balle il caro Minchiolini, che ha raccontato a tutti che lo vogliamo “dimezzato”.
    Non è vero, noi NON lo vogliamo proprio..!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...