Aurea mediocritas


Il titolo non si rifersice assolutamente al concetto virgiliano e latino di mediocritas, magari!

Averne di novelli Virgilio, anche se, alla resa dei conti, oggi come oggi mi acconteterei anche di qualcosa di meno.

A parte i giudizi etici, morali, giuridici e penali sulla corruzione, quello che mi lascia perplessa è la psicologia e le peculiarità caratteriali di questi personaggi del sottobosco governativo ed imprenditoriale italiano.

Poichè io posso anche tentare di capire che una persona, priva di scrupoli, in un paese come il nostro, che di scrupoli ne ha sempre avuti pochini, possa pensare di costruirsi un patrimonio considerevole attraverso gli intrallazzi.

Quello che fatico a comprendere, anzi non comprendo proprio, in questa storia di Bertolaso, come in molte altre, sono le persone che, pur avendo un tenore di vita medio-alto o altissimo, con entrate valutabili in molte centinaia di migliaia di euro annui, si danno da fare come disperati per trovare qualcuno che gli paghi l’albergo, che gli paghi la cena, che gli paghi la escort.

Si comportano come poveri cristi che non sanno come arrivare alla fine del mese, come poveracci che devono elemosinare un lavoretto in nero, un “ciappino”, per mettere insieme il pranzo con la cena, come barboni che rovistano nel bidone della spazzatura per trovare un cartone in cui dormire.

Mi paiono come quei vecchi pensionati che, in casa, illuminano le stanze con le lampadine fioche, quelle da 30 candele.

Sono avari, gretti, meschini; non scuciono un soldo neppure per pagare un misero conto del telefono.

Sono avari di soldi come di senso civico, sono poveri di cultura ed ingegno, sono miseri e squallidi come le donne che cercano.

Avrete notato come un tempo i re, i potenti avessero al loro fianco donne, concubine, preferite ed amanti degne del loro rango: donne estremamente belle. di grande intelligenza, di notevole fascino e di superba arte amatoria.

Oggi i potenti hanno escort, puttane, massaggiatrici di basso livello, di bellezza piccolo borghese, di scarsissima cultura ed ancor meno intelligenza e di dozzinale arte amatoria.

Cercano donne come loro stessi sono, incapaci di qualcosa che sia un poco di più della mediocrità.

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5 risposte a Aurea mediocritas

  1. Dalia Treviso ha detto:

    Analisi condivisibile e.. perfetta!

  2. Ernest ha detto:

    “L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità o l’intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque, dottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera”… Totò. E io non posso che sottoscrivere.
    un saluto

  3. Franz ha detto:

    Un dettaglio di questo tuo scritto mi ha fatto tornare in mente uno dei tanti splendidi testi di Guccini, “Il pensionato”, (clicca qui), là dove dice:

    Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,
    l’ odore quasi povero di roba da mangiare,
    lo vedo nella luce che anch’ io mi ricordo bene
    di lampadina fioca, quella da trenta candele (…)

    Ecco, cara Silvana, usiamo le immortali armi dei grandi, l’arte di Totò come quella di Francesco Guccini, per difenderci da questo atroce degrado delle coscienze, che cerca di diffondersi e riprodursi, vischioso e pieno di piccoli cadaveri come una grande ragnatela.

    • silvanascricci ha detto:

      Anche se non era virgolettato la citazione era proprio guccianiana.
      Meraviglioso testo, e bellissimo album.
      Per fare ulteriori citazioni potremmo anche dire che non ci resta che piangere.

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