I compagni fedeli


“D’ora in poi non sarai più sola, avrai un compagno fedele sempre con te: il dolore”.

Questo mi ha detto il medico oggi.

Certi compagni fedeli sarebbe meglio perderli che trovarli.

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14 risposte a I compagni fedeli

  1. speradisole ha detto:

    A volte accompagnano per molto tempo, ma poi si “stancano” è possibile, e torna la tua libertà. Ti succederà carissima e allora non vorrai più dormire la notte, vorrai stare sveglia per ascoltare il tuo copo finalmente libero. Ciao carissima, un abbraccio.

    • silvanascricci ha detto:

      Lo spero veramente, perchè adesso non voglio andare a dormire perchè il dolore durante il sonno e al risveglio è ancor più lancinante.
      Grazie.

  2. magocamillo ha detto:

    Spero sia una cosa passeggera.
    In bocca al lupo Silvana.
    T.

  3. Franz ha detto:

    Spesso anche certi medici sarebbe meglio perderli che trovarli.
    Lungi da me la banalizzazione di un problema serio, ma penso che il corpo umano abbia sorprendenti doti di autoguarigione, e comunque di cambiamento, e non è certo con diagnosi così negative che lo si aiuta.

    Un affettuoso e taumaturgico abbraccio.
    Franz

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Franz, devo dire che la frase così formulata dal medico non è certo piaciuta nemmeno a me.
      E’ altrettanto vero che, comunque, ha detto la verità; poi magari mi auguro pure io che ci siano lunghi momenti di remissione del dolore ma la malattia che, pare, io abbia è sicuramente accompagnata da dolori molto forti che già ora sperimento.
      Farò di tutto perchè ci sia una sinergia tra la forza della medicina, dei farmaci e le mie forze perchè io possa liberarmi, se non della malattia, almeno del dolore che la accompagna.
      La malattia in questione ha un nome ed un cognome ed è l’artrite reumatoide.
      Io sono sempre stata abituata a chiamare le cose con il loro nome, come ho fatto con il cancro, perchè definendole mi spaventano meno.

      Un artritico abbraccio (sexy eh?!?)
      Silvana

  4. cescocesto ha detto:

    cara silvana,
    ero incerto su come cominciare questa risposta al tuo intervento, per paura di essere troppo invadente o di chiederti cose di cui non volevi parlare. poi ho letto i commenti, e nell’ultimo ho trovato la tua “dichiarazione”, in cui chiami per nome e cognome la malattia che ti ha colpito. un po’, lo ammetto, immaginavo che lo avresti fatto, perchè sei una donna che non si nasconde dietro il “non detto”, e questo è un pregio enorme.
    ti auguro che la ricerca in merito alla malattia proceda in fretta e si trovi qualche soluzione, se non alla malattia, almeno alla sua manifestazione più malefica: il dolore.

    ti abbraccio, Cesco

    ps. cito wikipedia. Pare che una sperimentazione su 58 pazienti affetti da AR trattati con Sativex (spray nasale contenento molecole estratte dalla Cannabis) abbia portato miglioramenti nel dolore durante il movimento e a riposo, oltre ad un miglioramento della qualità del sonno con effetti collaterali di entità lieve. Questi studi hanno mostrato un significativo effetto analgesico con soppressione dell’attività della malattia.

    E poi pensa che post fantabulosi ti uscirebbero fuori.

  5. Bibi ha detto:

    Se permetti..”ma porca paletta..” e mi sono autocensurato.
    Cmq .. da qualche parte nella mia memoria c’è una frase che forse ho sentito o letto ed onestamente non so nè dove e nè in quale occasione che suona più o meno così: se sento il dolore vuol dire che sono vivo e quindi son contento.
    Non aiuta e non serve a niente..però da ogni cosa bella o brutta, bisogna cercare di prendere il meglio. Che te lo dico a fare poi..visto che lo sai già benissimo.
    In bocca al lupo.
    a.y.s. Bibi

    • silvanascricci ha detto:

      La sapevo anch’io, ma io avrei tanti altri modi di sentirmi viva; più piacevoli, più accattivanti, più gradevoli.
      Se permetti anche tu: “ma porca puttana…” ed un po’ mi sono censurata anch’io
      Ciao

  6. Ernest ha detto:

    un abbraccio forte come non mai, per quanto distante ti sono vicino
    vedrai che andrà tutto bene
    ancora un abbraccio

  7. e io dico: hai mandato a fare in culo (io non mi autocensuro!) un infido cancro merdoso, e vuoi dare retta a un’artrite reumatoide? chi è questa con nome e cognome che si crede così importante da essere più forte di un cancro? ma, dico, scherziamo? falle abbassare la cresta, e rimettila al suo posto.
    sono d’accordo con quanto scritto da speradisole (e penso che bisognerebbe ascoltarla, specie in questo caso).
    e poi ricorda che hai un marito isterico in andropausa e una figlia cagacazza con l’adolescenza ritardata che ti vogliono bene.

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Valigiotta, hai ragione in tutti i casi.

      1) se ho battuto il cancro batterò anche l’artrite (però il cancro non mi faceva provare tutto ‘sto dolore)
      2) speradisole ne sa a pacchi e dovrei davvero ascoltarla e fare come lei
      3) il marito isterico in andropausa mi manda in sclero
      4) l’adolescenza ritardata di mia figlia fa il paio con l’andropausa del marito

      Forse dovrei prendermi una luuuuuuunga vacanza!

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