I garofani non appasiscono mai


Intitoliamo pure strade, parchi, giardinetti pubblici all’esule – latitante, statista -ladro di Hammamet perchè questo fa parte del nostro essere cittadini, è il nostro modo di essere popolo.

Prima tiriamo le monetine, così tanto per divertirci  e fare un po’ di cagnara; poi siccome popolo cattolico siamo ci pentiamo, facciamo penitenza e riconosciamo i grandi meriti delle persone a cui abbiamo sputato in faccia.

Non per revisione della storia ma per puro revisionismo.

Basta che non ci raccontiamo panzanate del tipo che Craxi è stato l’unico condannato perchè “non poteva non sapere”.

Perchè delle due o era scemo o sapeva, dal momento che lo dichiarò lui stesso alla camera dei deuputati il 3 luglio del 1992 dichiarando destualmente: “buona parte del finanziamento pubblico è irregolare o illegale”.

Lo dichiarò anche il 17 dicembre 1993 al processo Cusani in cui disse: “sia il gruppo Ferruzzi, sia la Montedison hanno versato contributi all’amministrazione del partito, da quando non saprei ma certamente da molti anni e fino alle elezioni del ’92. Ero al corrente della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti e al mio partito. L’ho cominciato a capire da quando portavo i pantaloni alla zuava”.

Le dichiarazioni di Larini sono, poi, se possibile ancora più esplicite: “ho raccolto 7-8 miliardi di tangenti sulla metropolitana e in buona parte sono finiti personalmente a Craxi”.

Alla faccia del non saper nulla!

Quindi i grandi estimatori di Craxi facciano pure, la Moratti gli intitoli anche palazzo Marino se vuole.

Ma ci faccia lei, e tutti gli altri come lei, un favore.

Non lo equipari a Giordano Bruno e Giuseppe Garibaldi.

Non lo si chiami esule e martire.

Non ci prendano per i fondelli.

Ci facciano un piacere i vari Fassino e D’Alema.

Ricordino come sono andate le cose o tacciano per sempre.

Poi facciano tutto quello che gli pare, tanto a noi piace tanto essere presi per il culo e goderne.

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5 risposte a I garofani non appasiscono mai

  1. Antonio ha detto:

    Carissima Silvana ciao, se i garofani rossi sono sbocciati veramente nel nostro cuore, hai ragione nell’asserire che “non appassiscono mai!” A conferma di ciò ti trascrivo una poesia-ballata dedicata al CHE e che inviai, a suo tempo, anche ai compagni di Cuba. -CHE GUEVARA-
    C’è Ernesto Che Guevara
    e perciò non ho paura
    di soffrire e di morire
    insieme a lui da guerrigliero!
    Il Che scuote dal torpore
    chi vive ancora nel terrore
    di violenza e di paura
    dei SIGNORI dell’orrore!

    Dalle rive di un torrente
    vengon su i combattenti
    dopo aspra e dura lotta
    con le bande della morte;
    ma se c’è il “Guerrigliero”
    via da lor fugge paura
    perchè il Che non ha timore
    di combattere e morire!

    Sulla pietra rozza e nera
    lo trovò un dì l’aurora
    mentre un canto mattutino
    di vendetta e di dolore
    si scioglieva già nel cuore
    di un vecchio campesino!

    Hei tu! – non pianger campesino
    pur se il Che non è più qua
    che son tanti i guerriglieri
    che il suo sangue sorgerà!
    Non guardare il corpo morto
    ma ripensa alla sua vita,
    ama sempre il suo pensiero
    perchè è ora di contare
    quanti son tutti i “GUEVARA”!

    E ti voglio dire ancora
    cosa porto nel mio cuore…
    c’è Ernesto Che Guevara,
    c’è ancora il Guerrigliero
    che combatte ad ogni ora,
    per la vita e per la morte,
    per la nostra libertà!

    Poesia tratta dalla raccolta intitolata “Gridi d’amore e di libertà” di Antonio Di Casola- pibblicata nel febbraio 1982.
    Lasciami precisare, cara Silvana, che i miei garofani non sono come quelli delle persone che hai nominato nel tuo articolo. A tale proposito potrei scriverti tante altre cose, racchiuse in versi ed i quadri, che esprimono i miei vari stati d’animo, le mie reazioni e la mia rabbia contro certi abusi e le tante ruberie.Giordano Bruno e Garibaldi si rivoltano nelle tombe se vengono nominati da labbra blasfeme ed ipocrite. “Qualunque sia il punto della sera che aspetto, io che sono ne la notte aspetto il giorno e quei che sono nel giorno aspettano la notte” da “Il candelaio” di G.Bruno. Noi siamo nella notte ed aspettiamo il giorno… Un abbraccio. Antonio.

  2. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana, grazie della replica e della precisazione. Mi fai ricordare che una notte, precisamente quando vinse le elezioni Mario Soares in Portogallo, sgominando la dittatura di Salazar, una notte rischiai di essere arrestato perchè ,insieme ad un altro compagno, affiggevamo manifesti – scitti col pennarello rosso- pro Soares e la sua vittoria. Me la cavai bene perchè un poliziotto mi conosceva ed ammorbidì i colleghi troppo ligi al dovere. Ciao. Antonio.

  3. Bibi ha detto:

    e se gli intitolassero una via all’angolo di piazzale Loreto?
    Così… giusto per…
    a.y.s. Bibi

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