E poi dicono che uno si butta a destra o diventa leghista….


Sono una dipendente pubblica di una grande azienda ospedaliera del nord Italia ed ho la gestione diretta di circa 70 dipendenti.

Qualche tempo fa ho concesso ad un dipendente 2 settimane di ferie, il giorno del rientro mi viene comunicato, non dal diretto interessato ma da un suo parente collaterale, che la persona in questione è in malattia per una settimana.

La legge Brunetta mi impone l’iobbligo dell’invio della visita fiscale ed io, ligia alla nomativa, applico.

Peccato che la persona in questione si sia ammalata, guarda caso, in Sicilia dove ha mantenuto la residenza.

Il medico fiscale siciliano conferma diagnosi e prognosi; il giorno prima della scadenza del certificato sempre il suddetto parente mi comunica che la malattia verrà prolungata di un’ulteriore settimana.

Scatta la seconda visita fiscale e nuovamente il medico fiscale conferma diagnosi e prognosi.

Al terzo certificato di prolungamento di malattia, per successive due settimane, alla terza visita fiscale e alla terza conferma di prognosi l’incazzo che mi era già partito si tramuta in rassegnazione perchè non ho alcun mezzo coercitivo vero per far desistere la persona da questo tipo di atteggiamento.

Sì perchè la diagnosi della persona in questione non era una malattia grave e recidivante ma bensì, udite udite, dolore al pollice della mano destra; è assente dal 23 novembre e non sono tanto convinta di rivederla il 4 di gennaio (in fondo in sicilia si sta da dio e si fa già il bagno, perchè buttarsi nuovamente nel brumoso inverno del nord?)

Ora uno penserebbe che con il decreto Brunetta la persona in questione subisca chissà quali sanzioni, ed invece no! Verranno decurtati gli oneri stipendiali accessori (e stiamo parlando veramente di una cinquantina di euro) ed altro non succederà.

Teniamo inoltre presente che la suddetta persona è recidiva, poichè spessisimo alle ferie siciliane attacca la malattia siciliana.

A questo punto se una persona è mancante di corretta informazione, è mancante delle conoscenze pensa che il problema sia il meridione e Roma ladrona come detto e ripetuto negli slogan leghisti; ma questo succede anche con persone del nord sia est che ovest: stesso atteggiamento.

A questo punto se una persona è mancante di corretta informazione, è mancante delle conoscenze dei meccanismi pensa che il problema sia che i dirigenti non vigilano e non applicano seriamente le normative adottate per porre fine allo scandalo degli statali fannulloni come detto e ripetuto dal ministro Brunetta.

Ed invece, ancora, no! Il problema rimane una normativa a macchia di leopardo (che non fa mai un leoparto intero), carente e confusionaria, il problema rimane il medico di base.

Finchè le sanzioni pecuniarie e professionali non cadranno sul medico di base (che non è un dipendente pubblico) compiacente a rilasciare certificati sanitari siffatti, non caveremo un ragno dal buco.

Ma, in parlamento, i medici non si toccano; sono una casta che ha larga rappresentanza politica, un peso considerevole e quindi nessuna normativa verrà mai varata in tal senso, e potranno impunemente contiunare a certificare malattie inesistenti o rilasciare prognosi lunghissime per doloretti con i quali tutti conviviamo.

Naturalmente tutto questo, vi garantisco, succede anche nel settore privato (dove mio marito lavora); non crediamo alla propaganda che ci dice che il lavoratore privato è un santo e il relativo datore un guardiano inflessibile, duro e implacabile nel controllo.

La sola vera consolazione è che questi personaggi, nel settore pubblico come in quello privato, sono una minoranza; ed è solo questo che ci permette di andare avanti.

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10 risposte a E poi dicono che uno si butta a destra o diventa leghista….

  1. speradisole ha detto:

    Carissima, puoi buttarti a destra o diventare leghista, ma il problema di fondo rimane. Si fa tanto chiasso, dicono che i problemi loro li risolvono, ma come vedi, sono solo chiacchiere, la risoluzione è stata affibbiare loro un nomignolo “fannulloni”, ma tutto resta come prima e la gente crede che con un nomignolo si sia risolto il problema. Questa è la politica del fare. Sì del fare solo chiacchiere per le orecchie credulone.
    Ti ringrazio di aver scritto questo articolo, spero che lo leggano in molti e si rendano conto di quanto poco incida una politica siffatta. Auguri, buon anno a te ed un bacione a Vitty,

  2. magocamillo ha detto:

    Anche mia sorella che lavora in una struttura sanitaria pubblica ed in precedenza ha lavorato in una privata, riscontra gli stessi problemi.
    La cosa che la irrita di più è che i “fancazzisti” come li chiama lei, vengono sempre premiati a discapito di chi si applica con coscienza e buona volontà.
    Auguri Silvana.

  3. Marista Urru ha detto:

    ho letto il post con attenzione, trovo che corrisponde alla lettera alle esperienze da me fatte nel profondo, pigro e terribilmente truffaldino lazio. Non se ne esce, di questo sono sicura. Una cosa sola mi trova dubbiosa: che la maggioranza sia costituita da persone fattive.Io ho esperienza , specie nel pubblico ( non parlo di Ospedali) , uffici regione , Inps, municipalizzate e simili, in cui il non fare e fare poco e male, è regola , mentre una minoranza si sfianca e mette toppe. Forse dobbiamo aspettare le nuove generazioni, pochissimo nulla propense al sacrificio, e non solo, ma nei loro rappresentanti migliori , moltissimo propense all’abbandono del Paese. Dopo saremo nei guai talmente tanto che udremo notte e giorno il pianto greco e la supplica ai giovani di tornare. I migliori non torneranno, e faranno benissimo.

    un saluto da Marista. Ho gironzolato con piacere in questo bel sito, grazie

    • silvanascricci ha detto:

      Io, almeno per la mia esperienza ospedaliera, sono invece convinta che la maggioranza dei lavoratori pubblici o privati che siano, lavorano e anche tanto; altrimenti il sistema non reggerebbe.
      Forse io vivo in una regione, Emilia-Romagna, in cui le cose funzionano abbastanza bene; anche se migliorare si può sempre ed è sempre auspicabile.
      E’ vero però che i migliori delle nuove generazioni se ne stanno andando e secondo me fanno bene, anche perchè non sono più gli emigranti con la valigia di cartone ma con una valigia di conoscenze e cultura che metteranno a disposizione di paesi che ne capiscono l’importanza.
      Grazie per i complimenti al blog, ripassa quando vuoi mi fa piacere.
      Ciao
      Silvana

  4. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana, credo che un “fancazzista” non può diventare la regola generale per far demerito a tutta una categoria di lavoratori. Secondo me si dovrebbero controllare meglio i medici di base molto accondiscententi e, se e quando, abusano dei loro poteri dovrebbero essere puniti severamente anche con pene
    pecuniarie. Solo così finirebbe la bagattella del “malato immaginario” e incontrollabile. Infine vorrei dire alla signora che ti ha scritto che non è il caso di buttarsi a destra nè di diventare leghista. Resti sempre la persona onesta che è! Ciao.
    Antonio.

    • silvanascricci ha detto:

      Infatti anch’io sono dell’opinione che il problema sia il medico di base, togliere i soldi a lui, oltre che al lavoratore disonesto, potrebbe essere la soluzione.
      Ma stai tranquillo che il parlamento e tanto meno brunetta approverebbero mai una legge del genere.
      La signora in questione, che conosco bene, decisamente non si butta a destra nè sulla lega e che nemmeno io lo farò mai.
      Ciao

  5. Marinella da Durban R.S.A. ha detto:

    Innanzi tutto Buon Anno a te e alla tua famiglia, scusa il ritardo ma siamo rientrati a casa ieri sera. Ho letto con attenzione l’articolo e ho trovato anche un’altra incongruenza riguardante la residenza di questo signore, perche’ un dipendente pubblico pur cambiando citta’ e regione puo’ rimanere con la propria residenza e un comune lavoratore e cittadino italiano NO? Come sai la nostra famiglia si e’ spostata per motivi di lavoro in diverse regioni e dopo un anno di permanenza HA DOVUTO prendere la residenza dove era provvisoriamente domiciliata. Se anche per i dipendenti pubblici vigesse la stessa legge gli scansafatiche avrebbero almeno vita piu’ grama, e’ ovvio dire che se l’esempio venisse dall’alto saremmo a meta’ dell’opera.
    Un abbraccio e di nuovo buon 2010. Ciao Marinella

    • silvanascricci ha detto:

      Grazie Marinella, tanti cari auguri anche a te.
      Quello che dici è vero sarebbe logico che, passato un ragionevole lasso di tempo, uno prendesse la residenza laddove lavora.
      Il signore in questione è una signora e non è soltanto questa “abitudine” ad ammalarsi dopo le ferie è anche che quando è presente, non posso dire che non lavora, ma lo fa come se stesse facendo un favore a tutta la comunità.
      Zero disponibilità, zero responsabilità, zero di tutto!
      Per compensare ho però, per contro, persone che sono tranquillamente venute a lavorare con il braccio rotto (perchè tanto usano l’altro), che fanno la chemio il venerdì pomeriggio perchè così stanno male il sabato e la domenica e il lunedì sono di nuovo al lavoro.
      Insomma la grande varia umanità.
      Ciao e bentornata
      S.

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