La donna della porta accanto


Ultimamente tutto sta assumendo un carattere di rilevanza penale o comunque passibile di sanzione civile.

Se scrivo che Berlusconi mi sta sui coglioni compio un atto di lesa maestà, alimento un clima di odio e, tra poco, potrebbero anche chiudermi un blog che esprime opinioni personali.

Se ho l’account su facebook sono un terrorista comparabile ai fondatori delle colonne delle brigate rosse negli anni 70; e anche qui tra un poco sarò schedata e avrò una posizione penale a seconda dei gruppi ai cui mi iscrivo.

Se fumo una sigaretta in macchina, davanti ai vigili o alla polizia, mi becco una salata multa (neanche fossi una suora pedofila).

Ma l’amante NO!

Lasciate stare almeno le alcove più o meno biblicamente autorizzate.

Da secoli uomini e donne hanno minacciato rivelazioni della loro adulterina esistenza per ottenere qualcosa o spingere l’amata/o a prendere una qualche decisione.

Voglio che le antiche schermaglie tra  amanti siano lasciate fuori da qualunque bega di tipo civilistico, immaginate cosa sarebbe stato dell’Emma di Flaubert se si fosse rivolta al giudice per dirimire le sue angosce; del conte di Fersen e Maria Antonietta se l’uno o l’altro avessero minacciato di rivelare le loro infedeltà al re di Francia.

Lasciamo agli amanti solo le loro alcove.

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Roma, 19 dic. (Adnkronos) – L’amante è bene che resti segreto. Minacciare, anche solo sul “piano morale”, di togliere un legame dalla clandestinità può costare infatti una condanna per estorsione. Lo certifica la Cassazione che sottolinea come “la minaccia di rivelare una relazione” clandestina che si intende “mantenere riservata” integra una condizione di assoggettamento della volontà, che integra il “presupposto del delitto di estorsione”. Poco importa, dicono i supremi giudici, se “il fatto minacciato possa assumere risalto soltanto sul piano dei costumi e delle regole sociali”.

Il fatto è arrivato in Cassazione da Nola, nel napoletano, dove Sergio T., 33 anni, aveva minacciato di rivelare alla madre dell’amante la loro relazione; era così scoppiata una lite e Sergio era stato denunciato. Condannato dal Tribunale di Nola nel novembre 2008 e dalla Corte d’appello di Napoli lo scorso aprile per tentata violenza privata e per estorsione (due anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre ad una multa di 320 euro), il 33enne in Cassazione ha contestato la condanna per estorsione. Secondo la difesa dell’imputato, infatti, minacciare di togliere dalla clandestinità una relazione poteva tutt’al più incidere su un “piano morale” senza avere rilievo penale.

Piazza Cavour ha invece respinto il ricorso di Sergio T. e ha ricordato che “in tema di estorsione” la minaccia è ‘contra ius’ quando “si faccia uso di mezzi giuridici legittimi per ottenere scopi non consentiti o risultati non dovuti”, come quando si minaccia per costringere “la volontà di altri” a “soddisfare scopi personali”. Di conseguenza, insistono gli ‘ermellini’, “la minaccia di rivelare ad un familiare una relazione che il ‘minacciato’ intende invece mantenere riservata” – anche se di “ordine semplcemente morale” – integra la “condizione di assoggettamento della volontà che ben può integrare il presupposto del delitto di estorsione”.

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4 risposte a La donna della porta accanto

  1. giraffa ha detto:

    Certo che i giudici della Cassazione danno una bizzarra interpretazione della “violenza privata”, questa è semplicemente la storia di un uomo innamorato e disperato che, si spera per lui, dopo questa vicenda sarà un po’ meno innamorato.

    • silvanascricci ha detto:

      Mi auguro anch’io che gli sia passato un po’ l’innamoramento.
      E’, comunque, poco gratificante il fatto che sempre più spesso ci si intrometta nella vita delle persone giudicando reati quelli che sono aspetti privati, pensieri, idee ed opinioni.
      Grazie della visita e del commento
      Silvana

  2. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana, non voglio parlarti della donna della porta accanto, ma solo formularti i miei più sinceri e coerdiali Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Susami se non ho fatto commenti ma “il tempo è tiranno” come e più dei tiranni che ben conosciamo. Un abbraccio. Antonio.

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