Il mio muro


Quando Berlino è poesia.

Come alcuni di voi sanno Berlino è una città che ho visto un paio di volte, la prima volta pochissimo tempo dopo la caduta del muro e la seconda l’inverno scorso.

Come ho già scritto in un precedente post Pupazzo di ghiaggio ho trovato due città radicalmente diverse.

Oggi, quasi sul ventennale di quell’evento che ha mutato la geopolitca della vecchia e cara Europa, voglio postare qualche pezzo del mio, personale, muro.

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4 risposte a Il mio muro

  1. Bibi ha detto:

    A me manca berlino come città. Intendo che mi manca perchè non ci sono mai stato e non penso di andarci più ora. Per me aveva un senso andarci molti anni fa. Ora forse no. Vedremo.
    Il ritorno in città così cariche di significato è sempre devastante.
    A me è capitato con Mosca; la Mosca di tanti anni fa non ancora stravolta dai MacDonalds e quella di oggi. Devastante.
    Belle queste foto, così mi sembra di esserci stato.

    • silvanascricci ha detto:

      Io sono stata a Mosca quando ancora era Unione Sovietica anche se erano i primi anni di Gorbaciov e mi dicevano che era già differente rispetto a qualche anno prima.
      In effetti non so come potrei reagire vedendola oggi, perchè già è stato scioccante rivedere Berlino 19 anni dopo la caduta del muro.
      Quello che, però, rende Berlino ancora oggi, anche così diversa e mutata, una città unica è la straordinaria vitalità culturale e delle persone.
      Un sacco di gente giovanissima con un grande entusiasmo.

  2. Marinella da Durban R.S.A. ha detto:

    Ho avuto la fortuna di vivere a Berlino dal 1995 al 1998 durante il periodo della ricostruzione e l’ho trovata una citta’ cosmopolita, giovane, vivace, moderna e soprattutto efficiente, mio figlio piccolo e’ nato a Berlino e ne sono fiera, abbiamo visitato Check Point Charlie e sono felice di non aver visto e vissuto il periodo del Muro. Poi dal 1998 al 1999 ho vissuto a Mosca, bellissima citta’ a livello culturale, una citta’ che dopo le speranze di Gorbaciov era caduta nelle mani di un ex deportato dei gulag Elstin che ha mangiato a piene mani lasciando la Russia in mutande ora con Putin, ex KGB, nuovo Zar e amicone di Berlusconi, credo non sia cambiata molto. Ho visto una citta’ di 11 milioni di abitanti fra poverta’ (10 mln) e ricchezza sfrenata (1 mln) condizionata dalla mafia russa e ex comunisti corrottissimi.
    Se Berlino si puo’ definire simbolo di Liberta’ – Cultura – Riunificazione, Mosca si puo’ definire un vecchio teatro che replica quotidianamente una commedia comico-dramma.
    I tedeschi dell’ex DDR hanno avuto la fortuna di avere meta’ della loro Nazione con un apparato statale eccellente, per il popolo russo e’ e sara’ sempre un percorso in salita in quanto sono passati da un Impero Zarista ad un Regime totalitario.
    Ora vivo in Sudafrica dopo la fine dell’Apartheid, evidentemente la mia vita e’ tutta un DOPO…… ma questa e’ un’altra avventura.
    Grazie Silvana di questo spazio, a presto.

    • silvanascricci ha detto:

      Sei una vera nomade.
      Io Berlino lo ho vista solo come viaggiatrice ma l’ho sempre vissuta come una città con una marcia in più, con un quid che l’ha sempre resa, ora come allora una città speciale.
      Una città composta da persone forti e dignitose con una grande capacità di interagire con l’altro, con il diverso da sè (cosa non riscontrabile in molte altre parti della Germania).
      Dei russi penso che abbiano alcuni tratti in comune con gli italiani di oggi e del ventennio: non sanno come usare la deemocraziq, il rispetto della libertà e, pertanto hanno bisogno di un uomo “forte” che dica loro cosa fare, come comportarsi, cosa pensare e come vivere.
      Grazie della visita e dei commenti; passa da qui tutte le volte che ne avrai voglia e sarai sempre ben accetta;
      A presto
      Silvana

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