Non ho capito una cippa


Il chirurgo non è in grado di operararmi perchè porta il farfallino.

Il dentista non è in grado di curarmi la carie perchè usa mettere il fazzoletto nel taschino.

L’avvocato non è in grado di difendermi in tribunale perchè è solito indossare giacche di velluto a coste.

L’imbianchino non sa pitturarmi casa perchè ha il braccialetto brasiliano al polso.

Il giudice non può giudicarmi perchè porta i calzini turchesi.

Scusatemi se non ho capito una cippa, ma da quando si valuta la professione e la professionalità dai capi di abbigliamento?

Evidentemente quelli che hanno fatto questo meraviglioso servizio hanno davvero trovato ben poco per screditare il giudice che ha appioppato 750 milioni di euri di risarcimenteo a Finivest, mica a Berlusconi (ah dite che sono la stessa cosa?) per i danni subiti dalla CIR a seguito della corruzione del giudice Metta.

E’ poca roba questa accusa di stravaganza ma è ben grave nel concetto di fondo di screditare a tutti i costi, con qualunque mezzo l’operato e la vita (evidentemente l’unica privacy che si deve rispettare è quella del PdC), di un professionista.

D’altronde è uso e costume del personaggio distruggere reputazioni, vite e sentimenti di tutti coloro che hanno osato mettergli i bastoni tra le ruote.

Qualcuno ricorda Stefania Ariosto?

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2 risposte a Non ho capito una cippa

  1. speradisole ha detto:

    Grazie Sivana, la solidarietà, quando ci vuole è un gran balsamo. Mi ricordo della Stafania Ariosto e della poltiglia umana che ne hanno fatto. Lei difendeva la verità, descriveva quello che veramente aveva visto, ma la cattiveria vera degli avvocati e servitori del padrone mazzettaro, l’hanno distrutta, Spero comunque che viva serenamente. A presto. Ciao

  2. Franz ha detto:

    Giovedì scorso Stefania Ariosto è stata intervistata da Sandro Ruotolo nel corso di ‘Annozero’.
    (L’estratto dell’intervista dovrebbe essere a questo indirizzo, ma nel mio computer non si riesce a far partire il video).

    Ha ribadito che, se tornasse indietro, non rifarebbe più quelle testimonianze così coraggiose che, ha confidato, le procurano alcuni giorni di ricovero, addirittura in stato di coma, durante uno dei processi.
    Non l’ho trovata invecchiata, ma non comunicava certamente un’impressione di ritrovata serenità, ammesso che nella sua vita ne abbia mai conosciuta un po’.

    Un salutone a te, Silvana, il più stravagante possibile !
    Franz

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