Troppo grassa…che schifo


Questa notizia Licenziata perchè troppo grassa 

la dice lunga sulla visione del corpo femminile, su quanto i media, gli stilisti e la moda importa dei problemi sanitari del rapporto malato con il cibo che molte persone, uomini e donne si trovano ad affrontare.

Eppure, paradossalmente, ci trovo un lato positivo.

sì perchè dovrebbe far capire che i modelli proposti non andranno mai perfettamente bene a nessuno, che per quanto ti sforzi ci sarà sempre un altro modello ancora più assurdo da raggiungere.

La conclusione inevitabile diventa, allora, facciamo quello che vogliamo, freghiamocene di quanto proposto dalla società, viviamo in pace con il nostro corpo e con la nostra vita.

Senza imposizioni, infingimenti e legami costrittivi.

Come si diceva una volta (quando eravamo sagge) il corpo è mio e me lo gestisco io!

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3 risposte a Troppo grassa…che schifo

  1. frastellina ha detto:

    sai, mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore dei “…media, gli stilisti e la moda importa dei problemi sanitari del rapporto malato con il cibo che molte persone, uomini e donne si trovano ad affrontare…”, come scrivi tu.

    Prima di vedere il link della notizia, credevo che si trattasse di una segretaria, o un’impiegata a cui il capo lumacone aveva tirannicamente dato il benservito…magari dopo aver slumacato senza ottenere niente. Della serie “o mi fai godere un po’ delle tue grazie, o perirai per esse” (una versione distorta del famoso detto “chi di spada ferisce,di spada perisce”, insomma).
    e avevo pensato:” ‘anvedi questo!!! che stronzo”.
    Poi mi sono letta bene la notizia, e la questione nella mia mente si è ricoperta di attenuanti.
    Innanzitutto si tratta di una MODELLA.
    Una modella, nel bene o nel male, è una figura semi-scheletrica.
    Esagerata
    patologica
    spigolosa
    poco armoniosa
    in molti casi ADDIRITTURA paradossalmente brutta, certo!
    Concordo in pieno.
    Però E’ semi-scheletrica. Le modelle che abbiamo sotto gli occhi SONO così, che poi non siano normali o piacevoli, questo è un altro discorso.
    detto questo, è doveroso precisare una cosa: se firmi un contratto, devi rispettarne tutti i punti ed attenerti ad essi, fondamentali o derivati che siano. Il costruttore edile deve dare garanzie sul materiale che usa, il giornalista deve rendere conto di ciò che scrive, ecc.ecc.
    Allo stesso modo una modella, che ha scelto o quantomeno ACCETTATO di fare del suo corpo uno strumento di lavoro artistico, deve risponderne. Davanti alla passerella non è più la donna tiranneggiata da un superiore invadente, non è più la ragazza che può rispondere al suo capo:”A te che te ne frega del mio corpo? Basta che svolga bene il mio lavoro”, perchè il suo corpo E’ il lavoro. E’ una parte fondamentale del suo lavoro, e quando lei ha firmato il contratto ha ACCETTATO questo.
    Ha accettato di piegare il suo corpo a quelle forme.
    Per costrizione? Non credo.
    Non mi sono informata sulla sua nazionalità, ma se anche fosse una di quelle fanciulle cresciute nella povertà di Paesi schiacciati dalla mafia o dalle guerre, avrebbe potuto intraprendere altre carriere (sarta, commessa, o alla peggio, badante), se non avesse voluto esporre il suo corpo a simili diktat.
    Se fa la modella è perchè bene o male l’ha SCELTO, con tutto il corollario di scelte che ne conseguono.
    Cosa credeva, di fare la modella per grandi firme con un corpo SEMPLICEMENTE magrissimo??
    di ragazze magrissime è pieno il mondo.
    Essere modella non è questo, e lo sappiamo tutti. Ne parliamo quotidianamente eppure fingiamo sempre di stupircene: il corpo della modella è un corpo ai limiti della SCHELETRICITA’ (non so se esiste come parola).
    Magari 1o-20 anni fa non era così, ma ORA lo è.
    E se le grandi firme non chiudono baracca dopo 2 giorni è perchè vivono ancora del consenso popolare. Non mio, non tuo, ma di qualcuno sì. Di molti, anzi, visto il circolo di denaro che c’è dietro una sfilata, dietro i brand per ragazze, ecc.ecc.
    Se le grandi firme trovano ancora ragazze BELLE e VINCENTI disposte a far la fame,a danneggiarsi, ad autoimporsi un rapporto malato col cibo per vivere, non soo condannabili.

    Ad ogni richiesta si può sempre rispondere NO, in fondo.

    Scusa la tirata, ma tutto ciò che riguarda CORPO-CIBO-MODELLE,ecc.ecc. è un argomento che mi tocca molto (non solo per il mio modo di vivere).

    • silvanascricci ha detto:

      Cara Fra, ma una persona che è alta 1.77 e pesa 54 kg è scheletrica.
      Capisco che i termini del contratto vanno rispettati ma ci sono anche regole vessatorie che possono essere, successivamente, impugnate.
      Il mio post mirava ad evidenziare l’ipocrisia che gira nel mondo della moda per cui a parole si dice che si vuole creare un nuovo modello di donna più corrispondente alla realtà vera, poi di fatto si vuole sempre e solo lo stesso status di donna.
      Miravo, inoltre, al fatto che i modelli imposti non sono mai raggiungibil nemmeno dalle stesse modelle, scheletriche e firmatarie di contratti, dal momento che le foto vengono tutte ritoccate con photoshop, quindi a maggior ragione l’ipocrisia regna sovrana.
      Il problema vero siamo noi donne che ci siamo lasciate abbindolare da questo andazzo e abbiamo lasciato in mano ad altri la nostra immagine e la nostra vita, senza, realmente, opporci a quelli che sono canoni assurdi e mostruosi, imposti e che alla fin fine non so nemmeno se ci piacciono poi tanto.

    • Cesco ha detto:

      scusa fra, ma non sono d’accordo.
      intanto, parliamone un attimo. perchè spulciando su internet si scopre che la cosa è ancora più assurda.
      ti rimando a questo articolo: http://www.theregister.co.uk/2009/10/15/lauren_model_claim/ secondo il quale, prima della controversia del licenziamento, la modella è stata coinvolta in un altro “caso”: una delle foto in cui appariva è stata pesantemente ritoccata per cercare di farla sembrare -ancora- più magra, col risultato che l’immagine è risultata palesemente finta, con la modella che ha una vita inesistente e i fianchi più stretti della sua stessa testa (quando sono, minimo, il doppio). quindi le case di moda non solo vogliono modelle magrissime, ma le rendono ancora più magre col fotoritocco, producendo immagini che NON SONO REALI.
      è vero che alla fine sono le case di moda, le riviste e la pubblicità a creare il “modello” di donna, ma chi l’ha stabilito che la taglia “giusta” è la taglia 3? (visto che la modella taglia 4 è stata silurata). non mi pare, a quanto ne so, che negli anni 90 modelle come la schiffer, la herzigova, la banks o la campbell fossero degli stecchini, eppure erano strapagate e bellissime. queste modelle qua sono strapagate e, probabilmente, malate. fumano quando hanno fame, tirano coca quando hanno fame, bevono champagne prima della sfilata per reggersi in piedi. fanno un lavoro stressante e, alla fine, faticoso per il corpo e la mente, che hanno bisogno di cibo per nutrirsi e mantenersi.
      certo è che finchè le case di moda inseriranno clausole di questo genere nei loro contratti (ok che non vuoi che la tua modella ingrassi, ma ‘sta povera tizia non poteva permettersi un po’ di sano grassellino sotto il braccio?), il “modello” di donna che passa non cambierà. certo, è giusto che ci sia un limite di peso, alla fine loro fanno i vestiti su manichini con misure standard e le modelle devono entrare nei vestiti per le sfilate, ma il manichino non può avere delle misure “malsane”, che riflettono un corpo che sta mangiando sè stesso. non credo proprio che le donne che vanno nelle boutique ralph lauren abbiano quelle taglie.
      fortunatamente pare che ci sia qualcuno in controtendenza, perchè tempo fa vedevo un documentario su sky in cui una redattrice di elle, mi pare, diceva che avevano dovuto far ricorso a photoshop per -al contrario- ingrassare la modella in copertina, allargandole un po’ i fianchi e simulando la presenza dei muscoli su braccia e cosce, praticamente scomparsi.

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