Non era una folla ma era un popolo


Leggendo l’editoriale di Scalfari oggi su repubblica sono rimasta particolarmente impressionata dal titolo del medesimo.

“Non era una folla ma era un popolo”, perchè la folla può avere qualcosa di indefinito, un magma indistinto, una giustificazione differente per ognuna delle persone che tale folla compongono; un popolo, al contrario, ha un’identità precisa, ha un comune sentire, uno scopo univoco.

Non sono molto d’accordo con Curzio Maltese, a cui riconosco il modo di scrivere arguto e scorrevole, perchè non sono così ottimista da pensare che sia crollato il muro della finzione.

Il muro di una finzione costruito da mesi e mesi di propaganda, quella propaganda per cui la questione della libertà di informazione in Italia è lotta di elites contrapposte, il muro non è caduto, ha forse qualche crepa, qualche infiltrazione ma io lo vedo ancora piuttosto compatto.

Non credo che sia sufficente il calo di ascolti di Vespa (seppur di buon auspicio), non basta il boom di ascolti delle due puntate di Annozero (vorrei sapere quanti di quelli che lo hanno visto, l’hanno fatto per gli argomenti trattati) che possono derivare anche dall’eterno interesse pruriginoso che l’italiano medio ha verso le prostitute ed il loro mondo.

Non credo che il muro sia crollato perchè quel muro è composto da tutte quelle trasmissioni di RAI e Mediaset che, in sordina, vengono viste da tantissime persone durante l’arco della giornata e che plasmano gli umori e le convinzioni molto più di Santoro, di Fazio, della Gabanelli, della Dandini o dell’Annunziata; le plasmano perchè sono giornaliere, continuate, accattivanti, simpatiche, perchè non hanno l’aria truce di Ghedini, di Feltri o di Belpietro.

Il muro non è crollato perchè questo tipo di trasmissioni chiama, in diretta, il PdC per fargli gli auguri di compleanno (mai successo con Prodi premier) e gli dicono siamo a sua disposizione, questa è casa sua.

Il muro non è crollato perchè gli italiani, nella grande maggioranza, non leggono i quotidiani, non leggono la Repubblica, non leggono l’Unità, non leggono il Manifesto, non leggono il Fatto Quotidiano; ma non leggono neppure il Giornale, non leggono Libero.

Non leggono proprio.

Il muro non è crollato perchè ascoltano, sempre e tutte le sere, il TG1 o il Tg2 che leggono le veline del governo e parlano di scoiattoli che mutano, di diete miracolose, di pandemie inesistenti e ascoltano gli editoriali di Minzolini come questo:

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3 risposte a Non era una folla ma era un popolo

  1. Cesco ha detto:

    gli italiani non leggono i giornali. è già tanto che uno ascolti i Tg.
    saprai meglio di me che chi i giornali li legge sapeva già tutto di quello che ha detto la d’addario da santoro, non ha detto nulla di più e nulla di meno (forse solo che tutti sapevano che era una escort).
    se poi ci mettiamo a fare i conti e vediamo che il Corriere ha una tiratura intorno alle 700mila copie e Repubblica intorno alle 650mila quando Chi ha una tiratura di 750mila copie, ci cadono veramente le braccia.

  2. speradisole ha detto:

    L’ho visto tutto il TG1 della sera, dopo aver seguito in diretta la manifestazione. Uno squallore di informazione! La notizia della manifestazione sulla libertà di stampa è stata la SETTIMA notizia introdotta, dopo Messina (su cui hanno indugiato moltissimo, circa 20 minuti ed hanno persino fatto sentire le voci disperate di coloro che chiamavano aiuto ai carabinieri, aggiungendo volutamente angoscia ad angoscia), quasi a voler dimostrare che, invece di pensare ai morti e alle tragedie, si va a manifestare. Almeno questa è stata la mia impressione. Poi Di Pietro- Napolitano, Enalotto, Irlanda. Berlusconi sull’Irlanda e Tremonti sullo scudo e finalmente parlano della dimostrazione. Per dire che c’era solo la sinistra, soprattutto quella extraparlamentare, mancava la CISL e la UIL (che vi ha aderito solo in spirito), non hanno nominato nessuna delle centinaia di organizzazioni giornalistiche che hanno aderito e neppure le manifestazioni di solidarietà svoltosi all’estero, da Londra, a Bruxelles, dopo è cominciata la processione di Bondi, Sacconi, Capezzone(che ha visto solo le bandiere e si è scandalizzato, perché si portano ad una manifestazione), Bossi, Minzolini che ha parlato a mitraglia per paura di non so che, dicendo in breve tempo una serie di minchiate, come quella di dire che da tre mesi Berlusconi è sottoposto a linciaggio, poi Bagnasco, ed infine il Bronx e le donne russe. La conduttrice, con un secco arrivederci, ha salutato. Quasi che anche lei dicesse: ma che volete di più!

    • Cesco ha detto:

      io ho visto l’edizione dell’una di notte e mi è rimasta impressa la frase “alcune decine di migliaia di persone alla manifestazione per la libertà di stampa”. 300mila sono moooolte decine di migliaia. trenta decine, per la precisione.

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